Coscienza dell’esperienza visiva

Campi magnetici generati dal cervello

Campi magnetici generati dal cervelloCoscienza dell’esperienza visiva Nuovo studio sull’attività della corteccia cerebrale durante la visione delle immagini (con questionario) 5 aprile 2013 – Vedo o non vedo? Questo è il problema. La coscienza della visione, in fin dei conti, si possiede o non si possiede. Stadi intermedi sono trascurabili, tenendo conto sia delle scelte fatte dopo la visione di immagini proposte da sperimentatori e sia del livello di attività della corteccia cerebrale. Questo è l’esito a cui è pervenuta una nuova ricerca condotta da ricercatori americani e ora pubblicata su PNAS. Gli studiosi hanno chiesto ai volontari di rispondere a una delle seguenti quattro scelte, dopo aver mostrato loro delle immagini: 1) non ho visto nulla (nessuna consapevolezza); 2) non sono riuscito a identificare cosa vedevo (consapevolezza senza identificazione); 3) sono insicuro/insicura riguardo a ciò che visto (consapevolezza con basso grado di certezza nell’identificazione); 4) sono sicuro/sicura di ciò che ho visto (consapevolezza con alto grado di certezza nell’identificazione). esempio di magnetoencefalografo Mentre ai volontari venivano presentate le foto, veniva studiata la risposta della loro corteccia cerebrale mediante un magnetoencefalografo: si tratta di un dispositivo che consente di misurare l’attività elettrica neuronale rilevando variazioni del campo magnetico prodotto dal cervello. Tutto sommato la consapevolezza di vedere, concludono i ricercatori, “è relativamente ben demarcata”.

Fonte: PNAS

I rischi della miopia non corretta

I rischi della miopia non corretta Studio condotto su 1894 alunni di Taiwan: il mancato uso di lenti può causare un peggioramento del vizio refrattivo 4 aprile 2013 – Mettiamo a fuoco la miopia. Se da un lato ha cause genetiche, dall’altro lo stile di vita riveste la sua importanza. In un nuovo studio – condotto in tre scuole di Taiwan su 1894 alunni di età compresa tra i 6 e gli 11 anni – si è constatato che esistono una ventina di fattori modificabili che incidono sull’evoluzione del vizio refrattivo. ottotipo per lontano I fattori che condizionano maggiormente l’evoluzione della miopia nei bambini in età scolare sono principalmente: 1) correzione non ottimale (maggiore di una diottria) rispetto al grado di miopia misurato; 2) occhiali non indossati a permanenza (anche all’esterno); 3) lenti inadatte per diverse distanze di lavoro; 4) molte ore trascorse a leggere e a scrivere nel weekend. Invece il tempo passato all’aperto e una dieta sana non avrebbero un ruolo particolarmente importante nell’impedire il peggioramento della miopia: la prima incide per lo 0,2% e la seconda per il 2,5%. In conclusione, indossare le lenti se si è miopi è importante affinché il vizio refrattivo non peggiori o quasi. In fin dei conti l’interrelazione tra le variabili che causano la miopia stabilisce il grado e l’evoluzione di questo comune vizio refrattivo. ______ Precedenti studi sono giunti a conclusioni diverse. Leggi, ad esempio, “Giovani meno miopi stando all’aria aperta” ______

Fonte: Optometry and Vision Science

Colesterolo, un potenziale nemico della vista

Retina colpita da AMD neovascolare (Fonte: JAMA)

Retina colpita da AMD neovascolare (Fonte: JAMA)Colesterolo, un potenziale nemico della vista Può favorire l’insorgenza della degenerazione maculare legata all’età 3 aprile 2013 – Il colesterolo alto può costituire, almeno indirettamente, un pericolo per la nostra vista. Infatti l’accumulo indesiderato di lipidi nella retina è uno dei fattori di rischio della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ). Questo perché, a partire dai 50-55 anni i nostri “spazzini” cellulari – grandi cellule difensive chiamate macrofagi – possono smettere di lavorare bene a livello retinico, non riuscendo più ad eliminare i grassi che, accumulandosi, intasano i vasi sanguigni. Nella retina potrebbero nascere nuovi vasi indesiderati (angiogenesi) perché l’organismo cerca di rimediare alla riduzione dell’apporto di ossigeno e nutrimento attraverso il sangue. Verificandosi questo fenomeno, tuttavia, si danneggia il centro della retina ossia la macula. La forma meno grave di AMD, detta secca, può degenerare nella forma umida che, dopo aver provocato una deformazione delle immagini al centro del campo visivo, può causare una perdita della vista centrale. Non si riconoscono più i volti, non si può guidare, non si riesce a leggere. Si tratta, insomma, di una malattia potenzialmente invalidante. Da un lato la degenerazione maculare ha ragioni genetiche (predisposizione familiare), ma dall’altro esistono cause modificabili: il fumo, a cui bisogna rinunciare, la scarsa attività fisica, una dieta non sufficientemente varia e ricca di vitamine e acidi grassi (i celebri omega-3 e omega-6) e, appunto, livelli di colesterolo troppo elevati. I farmaci contro il colesterolo, dunque, sortendo effetti positivi sui vasi sanguigni, non solo prevengono l’aterosclerosi, ma possono persino aiutare a prevenire la degenerazione maculare legata all’età. Ora i ricercatori dalla Washington University a St. Louis (Usa) puntano a mettere a punto nuovi colliri che possano ridurre i livelli di colesterolo negli occhi, come già sperimentato su cavie di laboratorio anziane.

Riferimento bibliografico: Abdoulaye Sene, Aslam A. Khan, Douglas Cox, Rei E.I. Nakamura, Andrea Santeford, Bryan M. Kim, Rohini Sidhu, Michael D. Onken, J. William Harbour, Shira Hagbi-Levi, Itay Chowers, Peter A. Edwards, Angel Baldan, John S. Parks, Daniel S. Ory, Rajendra S. Apte, “Impaired Cholesterol Efflux in Senescent Macrophages Promotes Age-Related Macular Degeneration”, Cell Metabolism , 2 April 2013 (Vol. 17, Issue 4, pp. 549-561)

Fonti: Washington University, Cell , Bbc

Colesterolo, un potenziale nemico della vista

Retina colpita da AMD neovascolare o umida, la forma più grave considerata però trattabile (Fonte: JAMA)

Retina colpita da AMD neovascolare o umida, la forma più grave considerata però trattabile (Fonte: JAMA)Colesterolo, un potenziale nemico della vista Può favorire l’insorgenza della degenerazione maculare legata all’età 3 aprile 2013 – Il colesterolo alto può costituire, almeno indirettamente, un pericolo per la nostra vista. Infatti l’accumulo indesiderato di lipidi nella retina è uno dei fattori di rischio della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ). Questo perché, a partire dai 50-55 anni i nostri “spazzini” cellulari – grandi cellule difensive chiamate macrofagi – possono smettere di lavorare correttamente a livello retinico, non riuscendo più ad eliminare i grassi che, accumulandosi, intasano i vasi sanguigni. Nella retina potrebbero allora nascere nuovi vasi indesiderati (angiogenesi) perché l’organismo cerca di rimediare alla riduzione dell’apporto di ossigeno e nutrienti veicolati dal sangue. I vasi, tuttavia, moltiplicandosi all’eccesso danneggiano il centro della retina ossia la macula. La forma meno grave di AMD, detta secca, può degenerare nella forma umida che, dopo aver provocato una deformazione delle immagini al centro del campo visivo, può causare una perdita della vista centrale. Non si riconoscono più i volti, non si può guidare, non si riesce a leggere. Si tratta, insomma, di una malattia potenzialmente invalidante. Da un lato la degenerazione maculare ha ragioni genetiche (predisposizione familiare), ma dall’altro esistono cause modificabili: il fumo, a cui bisogna rinunciare, la scarsa attività fisica, una dieta non sufficientemente varia e ricca di vitamine e acidi grassi (i celebri omega-3 e omega-6) e, appunto, livelli di colesterolo troppo elevati. I farmaci contro il colesterolo, dunque, sortendo effetti positivi sui vasi sanguigni, non solo prevengono l’aterosclerosi, ma possono persino aiutare a prevenire la degenerazione maculare legata all’età. Ora ricercatori dalla Washington University di St. Louis (Usa) puntano a mettere a punto nuovi colliri che possano ridurre i livelli di colesterolo negli occhi, come già sperimentato su cavie di laboratorio anziane.

Riferimento bibliografico: Abdoulaye Sene, Aslam A. Khan, Douglas Cox, Rei E.I. Nakamura, Andrea Santeford, Bryan M. Kim, Rohini Sidhu, Michael D. Onken, J. William Harbour, Shira Hagbi-Levi, Itay Chowers, Peter A. Edwards, Angel Baldan, John S. Parks, Daniel S. Ory, Rajendra S. Apte, “Impaired Cholesterol Efflux in Senescent Macrophages Promotes Age-Related Macular Degeneration”, Cell Metabolism , 2 April 2013 (Vol. 17, Issue 4, pp. 549-561)

Fonti: Washington University, Cell , Bbc

Ultima modifica: 17 aprile 2013

Diabete troppo trascurato

Retina di diabetico trattata col laser. La prevenzione è però la prima 'terapia' da attuare

Retina di diabetico trattata col laser. La prevenzione è però la prima 'terapia' da attuareDiabete troppo trascurato Spesso non si cura a dovere. Ma le complicazioni sono prevenibili il più delle volte 2 aprile 2013 – Solo due diabetici su dieci si controllano regolarmente la pressione sanguigna, il colesterolo e la glicemia. Le dimenticanze degli inglesi sono imperdonabili quando si tratta di salute. A dirlo è la onlus Diabetes UK, che ha lanciato un nuovo allarme. In Gran Bretagna solo l’11,4 per cento dei diabetici colpiti dalla forma più grave della malattia (il tipo 1) cerca di prevenire la complicazioni, tra cui la retinopatia diabetica , i problemi cardiovascolari e renali. Il diabete di tipo 1 viene trattato con insulina Secondo la Federazione internazionale del diabete nel 2011 in Europa erano affetti dalla malattia da eccesso di zuccheri ben 35 milioni di adulti. Per l’Oms i malati sono circa 347 milioni in tutto il mondo e questo numero è in rapido aumento; per questo si è parlato di una sorta di “epidemia silenziosa“ (anche se il diabete, com’è noto, non è contagioso). Eppure in Europa le morti premature imputabili al diabete sono diminuite del 25% in quindici anni. Attualmente poco più della metà degli inglesi diabetici (il 54%) si sottopone ai nove check-up annuali raccomandati per prevenire problemi di salute connessi alla malattia. In Inghilterra i diabetici sono circa tre milioni, una cifra simile a quella dell’Italia (dove se ne contano almeno 2.700.000). Eppure le complicazioni sono in ampia misura evitabili… ma il diabete va sempre tenuto d’occhio! Nota concentrazione di zuccheri nel sangue.

Fonti principali: Bbc , International Diabetes Federation (Europa), Diabetes UK

Ultima modifica: 17 aprile 2013

ISS, potenziare la prevenzione

Il Ministro della Salute uscente Renato Balduzzi

Fabrizio Oleari, neopresidente dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS)ISS, potenziare la prevenzione Fabrizio Oleari nuovo presidente dell’Istituto Superiore di Sanità 29 marzo 2013 – “Occorre sempre più potenziare l’Istituto Superiore di Sanità, perché oggi siamo di fronte a grandi sfide in Italia, in Europa e nel mondo intero, soprattutto nel campo delle prevenzione. Il compito che ci attende è integrare sempre più strettamente prevenzione, cura e riabilitazione, considerando fondamentale e sempre più strategico il ruolo della ricerca scientifica”: sono le parole di Fabrizio Oleari, che il 27 marzo è stato nominato nuovo presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con decreto della PresideIl Ministro della Salute uscente Renato Balduzzinza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro della Salute uscente Renato Balduzzi oggi ha commentato la nomina, da lui fortemente voluta, ribadendo il ruolo dell’ISS come strumento fondamentale per tutto il Servizio Sanitario Nazionale. “Si rafforza ancora di più – ha concluso Balduzzi – il ruolo dell’Istituto Superiore di Sanità come organismo tecnico-scientifico al servizio dell’intera sanità italiana, del Ministero della Salute e delle Regioni”.

Fonti di riferimento: Ministero della Salute, Governo.it

Fissazione e riabilitazione visiva

Riabilitazione visiva

Riabilitazione visivaFissazione e riabilitazione visiva Tra gli ipovedenti le peggiori performance di lettura si osservano in persone affette da degenerazione maculare legata all’età, mentre le migliori in chi è colpito da retinite pigmentosa 27 marzo 2013 – Lettere poco definite, campo visivo ridotto e minore sensibilità al contrasto: gli ipovedenti, che vedono da un ventesimo a tre decimi, generalmente leggono con difficoltà. Ciò si ritiene sia dovuto a una loro ridotta capacità di fissazione: da un lato può essere più instabile mentre, dall’altro, può essere necessario sfruttare un punto eccentrico (poiché il centro della retina risulta danneggiato da una malattia oculare). Una nuova ricerca è stata condotta dal Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva (struttura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus presso il Policlinico A. Gemelli), dall’Università Cattolica di Roma e dal Moorfields Eye Hospital di Londra. Grazie al microperimetro MP-1 è stato analizzato il grado di stabilità della fissazione. Le peggiori performance di lettura e la minore stabilità sono state osservate in persone colpite da degenerazione maculare legata all’età (AMD), mentre i risultati migliori sono stati ottenuti nei pazienti affetti da retinite pigmentosa. Dunque la riabilitazione visiva necessita di un lavoro specifico per migliorare la stabilità di fissazione e sfruttare meglio la zona retinica dedicata alla visione. Infine, per gli ipovedenti è importante sottoporsi a training specifici per migliorare la velocità di lettura e la comprensione dei testi.

Riferimenti bibliografici: Amore FM, Fasciani R, Silvestri V, Crossland MD, de Waure C, Cruciani F, Reibaldi A., “Relationship between fixation stability measured with MP-1 and reading performance”, Ophthalmic Physiol Opt. 2013 Mar 15. doi: 10.1111/opo.12048 (pubblicazione anticipata on-line)

Fonte principale: Ophthalmic and Physiological Optics

Occhi “impollinati”

Il 15-20% della popolazione soffre di congiuntiviti allergiche, che in primavera affliggono sempre più persone

26 marzo 2013– Occhi rossi o lucidi, lacrimazione eccessiva, prurito oculare o nasale, starnuti improvvisi. Circa la metà degli allergici soffre di disturbi oculari più o meno pronunciati. Le congiuntiviti causate da allergeni colpiscono, secondo alcune stime, tra il 15 e il 20 per cento della popolazione. Possono essere stagionali (quando sono causate da pollini presenti solo in alcuni periodi) oppure periennali. Insomma ce n’è per tutti i “gusti”. Sono questi alcuni dei numeri citati in un articolo retrospettivo appena pubblicato sull’Italian Journal of Pediatics. I pollini possono scatenare forti reazioni allergiche I ricercatori dell’università di Catania, diretti dal Prof. A. Reibaldi, osservano che “il termine congiuntivite allergica ha un carattere inclusivo che comprende diversi aspetti clinici”. La diagnosi dell’allergia viene fatta, in primo luogo, da uno specialista sulla base dei sintomi. Dopodiché bisogna sottoporsi a test, che possono essere cutanei (prick-test) oppure effettuati con un semplice prelievo di sangue. Da bambini la congiuntivite allergica si può presentare frequentemente, con maggiori probabilità nelle ultime fasi dell’infanzia e nei giovani adolescenti. Spesso le persone che ne soffrono hanno anche avuto dermatiti, eczema, asma o, più comunemente, le riniti. Nei casi più gravi di congiuntivite allergica può essere necessario il coinvolgimento di un oculista pediatrico. I numeri degli allergici sono per varie cause, a partire dal riscaldamento del pianeta e dallo smog che, in associazione con i pollini, può provocare una maggiore sensibilizzazione. Si stima che nel mondo circa 300 milioni di persone soffrano solo di rinite allergica. Di questi argomenti si parlerà, tra l’altro, a Milano dal 22 al 26 giugno 2013 in occasione del convegno intitolato “Allergia, una sfida sanitaria mondiale”.

Fonte principale: Italian Journal of Pediatrics

Puntatori laser da tenere d’occhio

Puntatore laser a luce verde

Puntatore laser a luce verdePuntatori laser da tenere d’occhio Studio condotto negli Usa: quasi il 90% di quelli a luce verde non rispettano i limiti di emissione 21 marzo 2013 – Se il laser può essere curativo o utile quando usato correttamente, bisogna essere particolarmente accorti se si usano i puntatori luminosi, evitando naturalmente di dirigerli verso gli occhi. Negli Usa puntatori laser apparentemente innocui troppo spesso non rispettano i limiti di emissione: ciò avviene per i puntatori a luce verde in quasi il 90% dei casi e per quelli a luce rossa in misura del 44%. A queste conclusioni è giunto uno studio condotto da ricercatori americani del National Institute of Standards and Technology (NIST) su 122 puntatori laser. Spettacolo con raggi laser I test sono stati effettuati selezionando casualmente dispositivi laser commerciali (classificati come IIIA o 3R), venduti negli Stati Uniti per impiego didattico nelle aule e in altri spazi pubblici. Questi laser – secondo le regole federali americani per la sicurezza – devono rispettare il limite massimo di emissione di 5 milliwatt nello spettro visibile e di 2 milliwatt nell’infrarosso. Ebbene, circa metà dei dispostivi testati hanno emesso una potenza almeno doppia rispetto al limite massimo legalmente consentito. Secondo l’ American National Standards Institute (ANSI) i dispositivi laser che eccedono i limiti citati possono essere dannosi e dovrebbero essere soggetti a controlli più rigorosi, in modo tale da prevenire eventuali danni (innanzitutto quelli retinici).

Leggi anche: Intervista a Mariutti, esperto dell’Istituto Superiore di Sanità

Fonte: National Institute of Standards and Technology (NIST, Usa)

Diabete, controlliamolo a vista

Retina colpita da diabete

Retina colpita da diabeteDiabete, controlliamolo a vista Può provocare seri problemi retinici, ma è molto facile da diagnosticare 19 marzo 2013 – Basta pungere il dito, fare uscire una goccia di sangue e misurare la concentrazione di zuccheri (ossia sottoporsi a un prick-test). Oppure fare gli esami del sangue di routine, che comprendono la misurazione della glicemia . Sono questi due sistemi classici per diagnosticare il diabete, una malattia che può provocare molti problemi se non viene individuata per tempo. Ora un nuovo studio dell’Oms rilancia l’allarme: “Il diabete – si legge nel Rapporto sulla salute europea 2012 – è il principale problema di salute pubblica in Europa a causa dei suoi effetti, diretti e indiretti, sui malati”. Tali complicazioni hanno un carattere vascolare o neurologico: si va dai danni retinici a quelli renali, passando per problemi al cervello, agli arti e al cuore. “Nonostante sia relativamente facile da diagnosticare – avverte il rapporto dell’Oms –, esso resta ampiamente non diagnosticato”. Ad esempio, dopo vent’anni di diabete sette persone su dieci soffrono di retinopatia diabetica. Insomma, gli alti livelli di zuccheri nel sangue tendono, col tempo, a danneggiare anche la vista. Secondo la federazione internazionale del diabete nel 2011 in Europa erano affetti dalla malattia 35 milioni di adulti. Secondo l’Oms a livello mondiale i malati sono circa 347 milioni, tanto che impropriamente il fenomeno della diffusione del diabete è stata definita un’epidemia silenziosa. La buona notizia è però che la morte prematura causata da diabete è diminuita in Europa del 25% in quindici anni (tra il 1995 e il 2010), arrivando a quattro casi su centomila. Per prevenire il diabete o controllarlo è fondamentale anche lo stile di vita: mangiare in modo sano, vario, non eccedere nel consumo di zuccheri e praticare regolarmente un’attività fisica. Nel caso del diabete di tipo 2 (meno grave) può essere sufficiente seguire una dieta attenta, mentre nel tipo 1 (più grave) occorre somministrare regolarmente insulina.

Link utile: Oms, rapporto sulla salute europea 2012

Fonti principali: Oms Europa, International Diabetes Federation (Europa)

Ultima modifica: 20 marzo 2013