Ticket, +26% in sei anni Secondo l’Agenas è aumentata la compartecipazione alla spesa sanitaria tra il 2008 e il 201420 ottobre 2015 – Un balzo del 26% dei ticket sanitari tra il 2008 e il 2014. Il maggior onore per i cittadini viene evidenziato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali ( Agenas ), che ha studiato l’andamento della spesa sanitaria nel corso degli anni.La spesa sanitaria pubblica risulta in crescita sia nel 2014 rispetto all’anno precedente che rispetto al 2008 (costi della sanità pubblica l’anno scorso: oltre 112 miliardi di euro). Il Fondo sanitario nazionale è aumentato del 9% tra il 2008 e il 2014. Non si arresta però il trend virtuoso della diminuzione dei disavanzi regionali: l’Italia sembra oggi più responsabile.L’andamento dei Livelli Essenziali di Assistenza ( LEA ) indica che la spesa per l’assistenza ospedaliera si è ridotta (passando dal 48,16% del 2008 al 44,72% del 2013); invece gli investimenti in prevenzione rimangono stabili intorno al 4% della spesa pubblica corrente (salute pubblica).
Più carotenoidi, minori rischi di AMD La degenerazione maculare legata all’età, che può causare la perdita della visione centrale, può essere prevenuta apportando nutrienti, smettendo di fumare, praticando esercizio fisico e proteggendo gli occhi dal sole 16 ottobre 2015 – Anche l’occhio vuole la sua parte. Soprattutto quando parliamo di nutrienti, i carotenoidi hanno importanza nel proteggere la retina. Non a caso si trovano sul mercato parecchi prodotti a base di luteina e zeaxantina, che – si promette – aiutano a proteggere la macula (area retinica centrale). Ma è proprio così? Secondo un nuovo studio americano questi carotenoidi aiutano a proteggere dalla degenerazione maculare legata all’età, che potenzialmente può causare cecità centrale.Oltre 100 mila persone di almeno 50 anni sono state seguite per 26 anni. All’inizio dello studio i volontari non avevano né l’AMD né il diabete, né, tantomeno, malattie cardiovascolari o cancro. Nel corso degli anni la degenerazione maculare legata all’età si è sviluppata sino a uno stadio intermedio (1361 casi), mentre altre 1118 persone sono arrivate a uno stadio avanzato. Secondo questo studio il rischio di sviluppare una degenerazione maculare importante si riduce di circa il 40% con adeguati livelli di luteina/zeaxantina nel plasma. Lo studio si è basato su una dichiarazione dei volontari, che hanno riferito quale fosse la loro dieta: così è stata stimata l’assunzione di carotenoidi. Insomma, quando si tratta di prevenzione bisogna – per così dire – vederci lungo: occorre alimentarsi correttamente (compreso l’apporto vitaminico) e, se necessario, si può ricorrere a complementi alimentari (possibilmente facendosi seguire da un medico). Questi ultimi, tuttavia, non andrebbero assunti per periodi troppo lunghi e, comunque, bisogna interromperne periodicamente l’assunzione. Tra i fattori di rischio dell’AMD ci sono anche il fumo, uno scorretto stile di vita e l’esposizione eccessiva al sole (senza la protezione di occhiali con filtri adeguati). Insomma, stop alle sigarette, migliore alimentazione e più protezione con occhiali, oltre a un esercizio fisico moderato e regolare. Sono questi i “trucchi” per difendere la propria retina (prescindendo dai fattori genetici immodificabili). “La radiazione ultravioletta – aveva scritto in precedenza la School of Hygiene & Tropical Medicine di Londra – viene assorbita dal cristallino, ma la luce visibile ovvero quella ‘blu’ penetra fino alla retina e ci consente di vedere. Una protezione dagli effetti dannosi di questa luce viene fornita dalle vitamine antiossidanti C ed E, dai carotenoidi (luteina e zeaxantina) che la filtrano e dallo zinco”. In conclusione, i carotenoidi hanno un effetto protettivo per la retina, ma anche gli altri nutrienti non vanno trascurati.
L’allarme lanciato soprattutto per l’aumento dei forti miopi
La salute visiva di un miliardo di persone sarà a rischio entro il 2050. L’allarme è stato lanciato dal Brien Holden Vision Institute australiano, il quale teme soprattutto l’incremento della miopia e sulle sue possibili conseguenze.
Secondo l’ultima stima dell’OMS i ciechi sono 36 milioni e gli ipovedenti 217 milioni, per un totale di 253 milioni di disabili visivi. L’istituto Brian Holden calcola che, attorno al 2050, i miopi arriveranno a metà della popolazione mondiale, attestandosi intorno ai cinque miliardi e, in un caso su cinque, si tratterà di una miopia elevata che potrà provocare seri problemi retinici (sino al distacco di retina).
Inoltre, possiamo aggiungere che ci sono malattie oculari correlate soprattutto all’invecchiamento demografico (malattie degenerative) e all’aumento dei diabetici (retinopatia diabetica), senza parlare di patologie quali la cataratta e il glaucoma. “La miopia – scrive il Brien Holden Vision Institute– è diventata particolarmente comune nell’Est asiatico, dove, nelle aree urbane di Singapore, della Cina, Taiwan, Hong Kong, Giappone e Corea, la sua prevalenza tra gli studenti è dell’80-90%. Tuttavia il problema non è limitato ai soli Paesi asiatici: in un Paese occidentale quali gli Stati Uniti il tasso tra gli adulti è passato, negli ultimi 30 anni, dal 25% dei primi anni ’70 al 42% del 2004”.
A giudizio dell’Istituto australiano una riduzione della miopia del 50% consentirà di prevenire quasi il 90% delle miopie elevate (considerate patologiche). Dunque, avverte il professore Kovin Naidoo, manager del Brien Holden Vision Institute:
I genitori dovrebbero incoraggiare i figli a trascorrere fuori casa almeno due ore al giorno. Dovrebbero anche assicurarsi che non trascorrano troppo tempo su dispositivi elettronici come tablet, cellulari, giochi elettronici, televisione né che pratichino altre attività che li costringono a mettere a fuoco da vicino per lunghi periodi. Gli insegnanti e genitori dovrebbero assicurarsi che i bambini siano controllati per problemi di vista a intervalli regolari ed essere vigili nella diagnosi.
Trapianto di coni contro l’AMDTentata la via della differenziazione delle cellule staminali nelle cavie animali per rigenerare il centro della retina7 ottobre 2015 – Per rimediare ai danni retinici causati dall’ AMD si punta principalmente alla rigenerazione mediante staminali . Anche in questo caso queste cellule “neonate” consentono, almeno teoricamente, di “riparare” un tessuto nervoso che, una volta danneggiato, non viene più considerato curabile, causando la perdita della visione centrale. La sperimentazione è stata condotta su cavie animali da ricercatori canadesi e indiani.“Il nostro metodo – assicura il prof. Gilbert Bernier, che ha diretto la ricerca presso l’Università di Montreal – consente di differenziare l’80% delle staminali in semplici coni” i quali, entro 45 giorni, “sono cresciuti spontaneamente in un tessuto retinico organizzato”: “ciò non era mai stato ottenuto”.La tecnica rigenerativa della retina è consistita nell’iniettare gruppi di cellule retiniche nei bulbi dei topi. I fotorecettori sono migrati spontaneamente verso il centro della retina, dove sono normalmente concentrati i coni, che consentono una visione centrale definita e la percezione dei colori. Il trapianto di coni rappresenta una possibile soluzione terapeutica, anche se fino ad oggi è stato difficile ottenerne a sufficienza per gli esseri umani (e, comunque, non si è ancora riusciti a impiantarli correttamente nella retina). L’AMD è la prima causa di cecità tra gli ultracinquantacinquenni nei Paesi avanzati e colpisce milioni di persone. Invecchiando è sempre più difficile esserne risparmiati: dopo gli 80 anni colpisce quasi una persona su quattro. I principali fattori di rischio modificabili sono il fumo di sigaretta, l’esposizione prolungata al sole senza occhiali da sole, una dieta scorretta (con poche vitamine e Omega-3) e l’assenza di esercizio fisico regolare.
Riferimento bibliografico: Shufeng Zhou, Anthony Flamier, Mohamed Abdouh, Nicolas Tétreault, Andrea Barabino, Shashi Wadhwa and Gilbert Bernier published “Differentiation of human embryonic stem cells into cone photoreceptors through simultaneous inhibition of BMP, TGFβ and Wnt signaling“, Development , October 6, 2015
Concluso congresso su retinopatia diabetica e ipovisioneLa Low Vision Academy il 2 e il 3 ottobre a Roma. Il secondo giorno sessione speciale aperta al grande pubblicoLa retinopatia diabetica e l’ipovisione sono andate in scena. Si è svolto il 2 e il 3 ottobre 2015 a Roma il XVI Congresso nazionale della Low Vision Academy italiana. L’evento ha richiamato principalmente professionisti che si occupano di riabilitazione visiva e problemi correlati a una scarsa visione. Però il 3 ottobre c’è stato uno spazio dedicato al grande pubblico ‘profano’, con possibilità di domande e chiarimenti. (Leggi tutto)
Pagina pubblicata il primo ottobre 2015. Ultimo aggiornamento: 5 ottobre
Un Nobel per la medicina che sa di prevenzione L’Accademia di Stoccolma: premiate scoperte contro le infezioni da parassiti (tra cui l’oncocercosi) e contro la malaria5 ottobre 2015 – Si chiama oncocercosi e rischia di suonare come cecità. Chi viene morso da una mosca nera che vive in prossimità dei fiumi di Paesi africani subsahariani, così come nell’America centrale o del meridionale, potrebbe subire danni visivi oltre che dermatologici. Però, grazie a un farmaco molto potente ( ivermectina ) e a programmi dell’Oms, l’oncocercosi viene combattuta efficacemente con la somministrazione di quell’antiparassitario somministrato a tutta la popolazione una volta l’anno (profilassi). L’Accademia di Stoccolma ha annunciato che il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina sarà diviso in tre: metà quota andrà all’irlandese William C. Campbell e al giapponese Satoshi Omura “per le loro scoperte che riguardano una nuova terapia contro le infezioni provocate da parassiti”, mentre l’altra metà del riconoscimento sarà assegnata a Youyou Tu, una scienziata cinese le cui scoperte “riguardano una nuova terapia contro la malaria” (a base di artemisina).
Un mondo meno in formaTroppi zuccheri e grassi nella dieta. Il fumo, l’alcol e l’ipertensione minacciano la nostra salute, compresa quella visiva30 settembre 2015 – Peggiora la forma fisica nel mondo e si presta meno attenzione a zuccheri e grassi. Insomma, si fa meno movimento, si assume più glucosio e il colesterolo è aumentato. Si potrebbe sintetizzare così un vasto studio appena pubblicato dalla rivista The Lancet , in cui si confrontano i dati del 2013 con quelli del 1990. Tra i principali fattori di rischio modificabili ci sono il fumo, l’ipertensione e l’alto indice di massa corporea. Se per i maschi il tabacco è il primo “vizio” a cui bisognerebbe rinunciare in Europa, America del Nord, Turchia, Sud Asiatico e Australia, per le femmine il principale fattore di rischio è il sovrappeso/l’obesità soprattutto nelle Americhe (escluso Canada), Nord Africa, Paesi Arabi e Australia. In Sud America, ad eccezione dell’Argentina, invece l’alcol fa ancora troppe vittime tra gli uomini.Se l’alta pressione sanguigna è il principale problema sanitario dell’Asia, la malnutrizione infantile ancora affligge gravemente l’Africa subsahariana (con potenziali problemi visivi soprattutto a causa della carenza di vitamina A). A livello visivo il principale fattore di rischio è rappresentato dal tabacco: senza fumo la retina non viene minacciata.
Più prevenzione anche in farmaciaPresentata al Ministero della Salute la nuova Carta qualità redatta da Cittadinanzattiva e FederfarmaC’è anche la promozione degli stili di vita salutari e delle iniziative di prevenzione. È uno dei punti messi in evidenza nella nuova Carta della qualità della farmacia presentata presso il Ministero della Salute, nella mattinata del 28 settembre 2015, da Cittadinanzattiva e Federfarma.L’obiettivo di fondo è, insomma, quello di avvicinare i cittadini a un luogo che non deve essere unicamente un freddo punto di smercio dei medicinali. “I principi ispiratori della Carta della qualità – precisa Cittadinanzattiva – sono: accessibilità, accoglienza e personalizzazione, informazione, sicurezza e standard di qualità dei servizi erogati. Per ognuna di queste categorie la Carta elenca gli impegni che la farmacia assume e i diritti da garantire al cittadino”. Ovviamente l’esposizione e il rispetto della carta non sono vincolanti per i farmacisti, ma sono decisamente auspicabili.Dunque, spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, “abbiamo deciso di rinnovare la collaborazione con le farmacie per dare più forza alla capillarità delle due associazioni in favore dei diritti”, “per raggiungere soprattutto chi rischia di non avere accesso alle informazioni, ad esempio sulla prevenzione, e rimetterci in salute”.
Alla lunga miopia e astigmatismo tendono a ripresentarsi
25 settembre 2015 – Fare a meno di occhiali e lenti a contatto per tutta la vita è il sogno di molti miopi e astigmatici. Allora alcuni decidono di ricorrere al laser. Questo però deve avvenire solo se, secondo l’oculista consultato, ci sono i requisiti necessari (miopia stabile, assenza di alcune patologie quali la congiuntivite o la cheratite, spessore corneale sufficiente, assenza di secchezza oculare, ecc.).
Prima di procedere a un eventuale intervento occorre comunque sottoscrivere un consenso informato ampio e dettagliato.
Chiunque pensi di sottoporsi a una chirurgia refrattiva laser deve sapere che un vizio refrattivo – come miopia e astigmatismo – tende a ripresentarsi.
Secondo uno studio condotto in Spagna su 33 persone [[Tenendo conto che sono state trattate persone con miopie fino a -10 diottrie e astigmatismi fino a -4,5; profondità di ablazione di 130 µm (spessore del tessuto corneale asportato)]], dopo 15 anni nell’85% dei casi sono stati riscontrati difetti fino a ±2 diottrie col laser a eccimeri (ricorrendo a una tecnica fotoablativa chiamata cheratectomia fotorefrattiva o PRK, con cui si “modella” la superficie oculare per compensare il difetto visivo).
“La cheratectomia fotorefrattiva – concludono i ricercatori sul British Journal of Ophthalmology – è una procedura sicura a lungo termine per i gradi di miopia attualmente ritenuti adatti al suo impiego, nonostante la sua efficacia diminuisca col tempo, specialmente nelle miopie elevate”.
AMD, se la retina non fa centro Rischio più che triplo con cattivi stili di vita (fumo compreso) e predisposizione genetica22 settembre 2015 – Uno stile di vita sano ci dà uno sguardo diverso sul mondo. Un gruppo di ricercatori americani ha studiato per sei anni 1663 donne d’età compresa tra i 50 e i 79 anni. È stato nettamente più elevato il rischio che fossero colpite da degenerazione maculare legata all’età (AMD) – una malattia che può causare cecità centrale – quando conducevano un cattivo stile di vita associato a una predisposizione genetica.Più precisamente ben 3,3 volte più elevata era la possibilità di perdere la visione centrale quando le donne fumavano, praticavano scarsa attività fisica e magari non si alimentavano neanche correttamente. Con l”aiuto’ di alcuni tratti del DNA oltre il 20% delle donne (337 volontarie) sono risultate affette dalla malattia retinica più comune nei Paesi occidentali. Comunque, concludono i ricercatori su Ophthalmology“stili di vita malsani hanno aumentato il rischio di AMD indipendentemente dal profilo di rischio del genotipo”.