Bere molta acqua quando fa caldo è importante non solo per mantenere idratato il nostro corpo, ma anche il film lacrimale dell’occhio.
Continue readingLeggere dal display danneggia gli occhi?
Molte persone stanno organizzando le vacanze estive, scegliendo il mare come meta preferita. Spesso ci hanno chiesto: leggere dal display in spiaggia danneggia gli occhi?
Continue readingGli occhi vanno protetti (anche) in vacanza
“Tutte le attività sono passate dal dorso all’occhio dell’uomo. Per questo vogliamo dare alcuni consigli pratici per proteggere i nostri occhi, che oggi sono continuamente esposti alla luce, specie quella artificiale”. Il Prof. Filippo Cruciani, referente scientifico di IAPB Italia Onlus, è intervenuto a Radio Cusano Campus per parlare di prevenzione e salute degli occhi.
La prevenzione non va in vacanza, soprattutto nel periodo estivo. D’estate il nostro organismo ha bisogno di molta acqua e lo stesso vale per gli occhi. Per questo è necessario mantenere una buona idratazione e mettere in pratica alcuni accorgimenti che possono fare la differenza per la salute.
Quanto è importante l’idratazione per i nostri occhi?
Garantire l’idratazione a tutto il fisico è una norma da perseguire, soprattutto per gli occhi. Due sono i distretti che hanno bisogno di una buona idratazione durante il caldo estivo: uno è il film lacrimale, che protegge la cornea ed è fondamentale per il benessere visivo. Con il caldo può verificarsi un assottigliamento di questo film e assumere liquidi significa, quindi, mantenerlo in una buona condizione. L’altro distretto è il vitreo, una gelatina che riempie il bulbo oculare ed ha bisogno di essere idratato costantemente. In caso contrario, si può andare incontro al distacco e alla formazione di una ragnatela davanti agli occhi che dà molto fastidio alla vista.
D’estate, dunque, è necessario mantenere una buona idratazione assumendo liquidi a piccoli sorsi.
Ragnatele, punti e mosche volanti: cosa sono?
Vengono chiamate “mosche volante” i puntini, le virgole, talvolta le “ragnatele” che percepiamo in alcuni momenti, soprattutto quando c’è una buona illuminazione e si osservano, ad esempio, pareti luminose e chiare, come il cielo azzurro al mare. Questo succede perché il vitreo, la struttura gelatinosa che riempie l’occhio, non è perfettamente trasparente. Qualche volta questa struttura può assumere una valenza più grande, più fastidiosa e questa massa, disidratandosi, si stacca formando una sorta di ragnatela che ci passa davanti. Anche per questo, una buona idratazione risulta fondamentale durante l’estate.
Tenere gli occhi aperti al mare o in piscina fa male?
Se il mare è pulito e la piscina non ha una grossa componente di iodio, tenere gli occhi aperti nell’acqua non dà nessun problema. Il problema, invece, sussiste nelle condizioni di mare molto sporco o di una piscina non perfettamente adeguata, con un eccesso di cloro. Allora, è opportuno usare gli occhialini e proteggere gli occhi.
È sconsigliato utilizzare in spiaggia i cellulari o altri dispositivi elettronici?
Usare il cellulare in spiaggia non fa male agli occhi. L’accortezza da seguire è stare attenti alla luminosità esterna, che è molto forte e violenta e al mare può raggiungere 60mila lux, e a quella che è la luminanza dello smartphone. Ci deve essere un certo contrasto perché l’occhio potrebbe affaticarsi ed iniziare a bruciare. Per questo è consigliabile utilizzare lo smartphone sotto l’ombrellone.
Si può fare il bagno con le lenti a contatto?
È preferibile non utilizzare le lenti a contatto durante il bagno, oppure toglierle immediatamente dopo.
La prevenzione, quindi, non va in vacanza e per questo è bene seguire tutti gli altri consigli per prendersi cura del corpo e della salute degli occhi qui.
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Continue readingTre alternative agli occhiali per bambini con miopia
Tradizionalmente la miopia si corregge con l’utilizzo di occhiali, ma queste lenti possono non essere l’ideale se il difetto visivo risulta elevato nei bambini.
La miopia, o vizio di rifrazione, è un difetto visivo a causa del quale si vede sfocato da lontano: quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza dalla quale si vede bene. In particolare, nell’occhio miope i raggi luminosi che provengono dagli oggetti cadono davanti alla retina e poi divergono, così da formare un’immagine sfocata sulla superficie retinica[1].
Il disturbo ha origini sia genetiche che correlate allo stile di vita ed è associato, in particolare, alla vita “artificiale” trascorsa sugli schermi. I bambini che trascorrono molto tempo all’aria aperta e al sole, infatti, tendono a sviluppare con meno frequenza questo disturbo[2].
Secondo uno studio pubblicato nel 2016[3], si prevede che entro il 2050 il 49,8% della popolazione mondiale sarà affetto da miopia, mentre il 9,8% da miopia elevata. Queste stime, dal 2000 al 2050, suggeriscono un aumento significativo delle prevalenze a livello globale, con implicazioni per la prevenzione delle complicanze oculari correlate al difetto visivo.
Solitamente, la miopia si corregge con l’uso di lenti, quali occhiali o lenti a contatto. Gli occhiali, in particolare, sono il mezzo più diffuso e di facile utilizzo, ma possono non essere l’ideale se il difetto visivo risulta elevato. Secondo le indicazioni offerte dall’American Academy of Ophthalmolgy (AAO)[4], esistono tre potenziali alternative agli occhiali che mirano a ripristinare la vista, impedendo al disturbo di progredire nel corso della crescita di un bambino.
La prima possibilità consiste nell’uso delle lenti “MiSight”[5], le prime lenti a contatto approvate dalla Food and Drug Administration (FDA) per il controllo della progressione della miopia nei bambini. Queste lenti morbide e monouso possono essere prescritte ai bambini di età pari o inferiore a 8 anni. Le lenti vengono indossate durante il giorno e rimosse nella notte. La particolarità di queste lenti consiste nella composizione ad anelli concentrici capaci di reindirizzare il modo in cui la luce colpisce la retina, inducendo il bulbo oculare a non allungarsi più del normale[6]. In questo modo le lenti possono ripristinare la visione da lontano.
L’ortocheratologia rappresenta un’altra valida tecnica di correzione dei difetti visivi nei bambini con miopia e utilizza una serie di lenti a contatto rigide su misura per rimodellare temporaneamente la cornea del bambino. Ciò consente di correggere la miopia quando è correlata con l’astigmatismo. Queste lenti vengono indossate la notte e consentono ai bambini di vedere chiaramente il giorno successivo senza bisogno di occhiali o lenti a contatto.
Esistono, infine, le lenti multifocali, ovvero lenti a contatto morbide che combinano più prescrizioni in un’unica lente, al fine di migliorare la visione da vicino, intermedia e a distanza. Queste lenti aiutano anche a ridurre la progressione della miopia, rallentando in particolare l’allungamento dell’occhio.
A prescindere dalle alternative proposte, è necessario scegliere il trattamento più opportuno, per ciascun caso specifico, rivolgendosi allo specialista di riferimento.
[1] Cfr. https://iapb.it/miopia/#nh10
[2] Cfr. https://iapb.it/giovani-meno-miopi-all-aria-aperta/
[3] Holden B.A., Fricke T.R., Wilson D.A. et al., Global prevalence of Myopia and High Myopia and temporal trends from 2000 through 2050, Ophthalmology Vol 123, N.5 May 2016.
[4] Cfr. https://www.aao.org/eye-health/tips-prevention/misight-orthok-atropine-myopia-nearsighted-child
[5] Cfr. https://coopervision.com/practitioner/our-products/misight-1-day/misight-1-day
[6] Tra le cause più comuni della miopia, si rileva il bulbo oculare più lungo del normale. Per un approfondimento cfr: https://iapb.it/miopia/#nh10
Lacrimazione: si può curare e non si deve sottovalutare
Cresce la sensibilità delle persone per un sintomo semplice dalle origini complesse, mentre tecniche e tecnologie sempre più raffinate aumentano le possibilità di intervenire in maniera precoce.
In trent’anni di carriera Federico Garzione ha trattato circa 2500 persone che soffrivano di lacrimazione; 350 di queste negli ultimi 5 anni con una tecnica da lui stesso introdotta in Italia e che si avvale dell’assistenza dei nuovi laser a diodi.
“È un campo in forte evoluzione – spiega lo specialista in Oftalmologia e Chirurgia Plastica, Direttore Scientifico del Centro Specializzato in Chirurgia Oftalmoplastica Gamma Medica di Roma -. Da pochi anni siamo in grado di concentrare l’energia del laser in fibre inferiori ai 500 micron (mezzo millimetro), piccole abbastanza da percorrere i canalini lacrimali e ridurre l’invasività che caratterizza gli interventi chirurgici più tradizionali. È probabile che, nel breve futuro, potremmo disporre di strumenti ancora più raffinati”.
Ma, a prescindere dallo sviluppo tecnico, “è importante fare informazione sul fenomeno in sé stesso evitando che venga trascurato o sottostimato dai pazienti. La lacrimazione – spiega, infatti, il dottore – è un fenomeno relativamente semplice e non eccessivamente invalidante. Avviene quando si crea uno squilibrio tra la produzione delle lacrime e la capacità di farle defluire correttamente. Questo squilibrio può avere origine nella ghiandola lacrimale (che può essere sovrastimolata) o, molto più frequentemente, nel complesso del sacco, dotto e canalicoli lacrimali che sono rivestiti da un epitelio sottile e sensibile, facile a risentire di una condizione non ottimale nell’occhio e soggetto a infiammazione e infezioni”.
“Quello che è importante ricordare – sottolinea Garzione – è che, sebbene il sintomo sia semplice, l’origine può essere molto complessa, spaziando in un vasto spettro di cause e malattie: dagli effetti collaterali di alcune terapie farmacologiche a condizioni cardiovascolari alterate fino ad arrivare a vere e proprie infezioni localizzate tra naso e occhi. Per questo è importante farsi visitare da un oculista che può diagnosticare l’origine del problema e, nei casi più seri, da un chirurgo oftalmoplastico, che può indicare la soluzione”.
La lacrimazione può presentarsi, infatti, con diversi gradi di gravità. Per esempio, si può avere una lacrimazione incostante o una lacrimazione costante capace di generare un deficit visivo e un significativo imbarazzo sociale. Ma si può soffrire, anche, di lacrimazione con serie infezioni, gonfiore e secrezioni purulente. Ci sono, infine, anche lacrimazioni pediatriche, che si manifestano tra uno e due anni per l’incompleto sviluppo delle vie lacrimali.
Le terapie dipendono dalla gravità: “Trattamenti topici con antibiotici e cortisone; trattamenti nasali; intubazioni con stent che permettono di risolvere le ostruzioni. A questi livelli di cura si aggiunge quello chirurgico con tre opzioni: la dacriocistorinostomia esterna, endonasale e la già citata endocanalicolare laser assistita. Le prime due opzioni sono interventi chirurgici più invasivi per il paziente con almeno un giorno di degenza e vantano il 98 per cento di successo per la dacriocistorinostomia esterna e intorno al 80 per cento per quella endonasale. L’ultima opzione è un intervento che ho personalmente introdotto in Italia dall’estero, è meno invasivo, si può svolgere in ambulatorio ed ha un percentuale di successo del 50/60 per cento con, però, la possibilità di ripeterlo”.
“La sensibilità nei confronti della lacrimazione sta aumentando soprattutto tra i pazienti che ne soffrono e questo è un bene – conclude Garzione. Situazioni che un tempo sarebbero rimaste prive di trattamento possono oggi essere affrontare e, nella maggior parte dei casi, risolte già negli stadi precoci. Per questo il consiglio è di non trascurare la lacrimazione ma farsi visitare da uno specialista che sia in grado di individuare le cause e indicare le diverse ed efficaci soluzioni possibili”.
La prevenzione non va in vacanza: proteggi la tua vista
Parte la nuova campagna dedicata a sensibilizzare le persone a prendersi cura della salute dei loro occhi anche in vacanza. L’estate è una stagione di vacanze e spensieratezza, ma bisogna stare attenti allo stile di vita e agli effetti dannosi del sole. Ecco allora qualche consiglio per proteggere la vista anche in vacanza
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