Occhio allo stile di vita per mantenere o migliorare la salute oculare. Bisogna stare attenti, tra l’altro, al rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età, che colpisce generalmente gli anziani. L’alcol e il fumo costituiscono dei fattori di rischio
7 luglio 2008 – Occhio allo stile di vita per mantenere la salute oculare. Specialmente se si è anziani bisogna controllare almeno una volta l’anno lo stato della retina, che può essere colpita dalla degenerazione maculare legata all’età (Amd).
Se diagnosticata per tempo si può intervenire (solo nella forma umida o essudativa, meno comune ma più rara), cercando di salvaguardare la visione centrale; infatti la malattia colpisce una zona chiamata “macula”, responsabile della visione distinta, utilizzata ad esempio per leggere questo testo.
Oltre all’invecchiamento e ai fattori genetici, tra le cause ci sono gli stili di vita scorretti: vanno evitati il fumo e l’abuso di alcol.
Su questo argomento è stato pubblicato lo studio Pamdi (Prevalence age-related macular degeneration in Italy), una ricerca epidemiologica condotta tra gli over 60 italiani per valutare prevalenza e fattori di rischio legati all’AMD.
L’indagine, realizzata in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università di Padova, ha confermato che la malattia è legata in modo diretto all’età: si passa dal 6,9% di prevalenza nella fascia di età 61-65 al 22,5% tra i 75 e gli 80, fino al 24,3% per gli over 85. La patologia colpisce più spesso le donne: il 16,6% rispetto al 10,3% dei maschi. Infine una curiosità: ne soffrono maggiormente gli abitanti della campagna rispetto ai cittadini.
Fonte principale: Repubblica Salute Ultima modifica: 19 giugno 2019
Non dolce casa AAO: quasi la metà dei traumi oculari avviene nella propria abitazione o in giardino
3 luglio 2008 –
Gli incidenti domestici? Sono un rischio reale che viene sottovalutato dalla
maggior parte dei cittadini. Dunque si perviene a una verità lapalissiana: prevenirli
è sempre meglio che curarli, specialmente quando si tratta di traumi
oculari.
Un nuovo studio commissionato dall’American
Academy of Ophthalmology (AAO) e dell’American Society of Ocular Trauma (ASOT)
attesta che sempre più spesso le mura domestiche possono essere più pericolose
di quanto normalmente non venga percepito. A subirne le conseguenze sono
soprattutto gli uomini tra i 18 e i 45 anni che, nel 78% dei casi, non
ricorrono a protezioni degli occhi.
L’importanza dell’adozione di
misure di sicurezza balza agli occhi (è il caso di dirlo) grazie a un’indagine
clinica sui traumi oculari: circa la metà dei 2,5 milioni di statunitensi che nel
loro Paese ha subito traumi oculari si trovava in casa, specialmente in
cucina, in giardino (il luogo più pericoloso) o in garage (secondo classificato
per livello di rischio).
Indossare, ad esempio, occhiali
di protezione mentre si taglia il proprio prato oppure mentre si fanno buchi
col trapano è una buona prassi che può scongiurare il rischio di diventare
ciechi a causa di sassi o di schegge che, una volta penetrati nel bulbo
oculare, possono provocare danni irreparabili. Quindi, occhio al bricolage e al
fai-da-te “spericolato”!
Fonte: AAONumero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri
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Quando il web “guarda”
ai ciechi Almeno
90 ore gratis di navigazione al mese per i disabili visivi
30
giugno 2008 –Il mondo del web non è più sordo alle richieste dei
disabili visivi: entro il 21 luglio tutti i gestori di telefonia dovranno
applicare tariffe agevolate per i ciechi totali. Si tratta di almeno 90 ore di
navigazione gratuite mensili da postazione fissa: è quanto ha stabilito definitivamente
l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Per
usufruire dell’agevolazione va presentata una domanda direttamente
all’operatore che fornisce il servizio da telefono fisso al momento della
conclusione del contratto o in qualsiasi momento successivo.
Sempre che non si decida di ricorrere a una cosiddetta flat, ovvero alla
navigazione illimitata a costi fissi. Alla domanda stessa deve essere allegata
esclusivamente la certificazione medica rilasciata dalla competente autorità
sanitaria pubblica comprovante la cecità totale, nonché – nel caso in cui la
domanda venga presentata da un utente convivente con chi è cieco totale – la
certificazione relativa alla composizione del nucleo familiare.
In considerazione delle
particolari difficoltà incontrate dai ciechi nell’accessibilità ai siti web
(che avviene spesso grazie a speciali software di lettura elettronica),
l’Autorità ha, infatti, stabilito che gli operatori di servizi di accesso ad
Internet da postazione fissa debbano riconoscere le novanta ore mensili
gratuite di navigazione sia in tutte le offerte a consumo che tramite una
riduzione del 50% del canone mensile nelle tariffe flat o di parte di canone
relativa alla navigazione in Internet (qualora nell’offerta siano compresi
altri servizi). In ogni caso il primo cambio di piano tariffario richiesto deve
essere gratuito.
Per la presentazione della domanda e per ogni ulteriore informazione, ci si può
rivolgere alla sezione provinciale UICI
di appartenenza.
Fonte: UICINumero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri
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Quando la
prevenzione diventa ‘calda’ ù partito il 1500 del Ministero del Welfare contro i rischi delle alte
temperature
27 giugno
2008 –
Allarme caldo, si mobilita il Ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche sociali. Il 25 giugno è stato attivato un nuovo numero verde 1500,
che fornisce ai cittadini informazioni e consigli su cosa fare in caso si
verifichino problemi dovuti alle alte temperature e sui servizi attivati da
Regioni e Comuni.
Per scongiurare il rischio di colpi di calore o di altri malesseri collegati al caldo eccessivo, il Ministero consiglia,
attraverso la diffusione di un vademecum divulgativo e di opuscoli destinati ai
medici, le seguenti pratiche: evitare di uscire di casa nelle ore più calde (11-18)
e di bere almeno due litri d’acqua al giorno (anche se non se ne
avverte il bisogno); mangiare quotidianamente frutta e verdura fresche, evitare
gli sbalzi eccessivi di temperatura o l’esposizione in ambienti condizionati
con aria troppo fredda. “In questo caso, è infatti sufficiente – spiega il
Ministero in una nota – che il climatizzatore sia regolato su di una
temperatura media di 24-26 gradi”.
“Al livello oculare – spiega il medico
oculista del numero verde della IAPB Italia onlus (800-068506) – il rischio
principale del caldo è dato da una disidratazione generale dell’organismo, che
comporta una riduzione della secrezione di lacrime. ciò, da un lato, può provocare
secchezza oculare (il film lacrimale evapora più rapidamente); dall’altro la “gelatina” contenuta nel bulbo oculare (il corpo vitreo) diminuisce di volume e riduce la
sua trasparenza: compaiono le cosiddette “mosche volanti” (miodesopsie), corpi
mobili, dovuti ad addensamenti locali, un fenomeno comune che però va
contrastato. Inoltre – prosegue l’esperto dell’Agenzia internazionale per la
prevenzione della cecità – la riduzione di volume del corpo vitreo può causare una
trazione dannosa sulla retina o, comunque, una perdita di un sostegno”. Inoltre se è in corso un’infiammazione oculare, come ad esempio una congiuntivite, generalmente il caldo non giova perché la dilatazione dei capillari provoca un aumento dell’irrorazione sanguigna.
Il Ministero del Welfare invita, infine, a “prestare sempre molta attenzione ai
sintomi che vengono manifestati dalle altre persone vicine, in particolare dai
soggetti più deboli di salute come malati, bambini ed anziani”. In casi estremi
si deve chiamare prontamente il 118.
Nota: la campagna ministeriale è condotta in collaborazione col Centro
nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie.Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
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Riservare attenzione agli stili di vi(s)ta Se ne è discusso al Forum sulla salute che si concluderà oggi
a Roma
26 giugno 2008 – Riservare più attenzione allo stile di vita per
mantenersi in salute o per migliorarla, diminuendo al contempo i costi per la sanità pubblica. Questo è l’imperativo categorico che è
emerso ieri durante il V Forum internazionale dedicato alla salute (Sanit), che
si concluderà stasera a Roma Eur.
Avere uno stile di vita corretto
che, direttamente o indirettamente giovi anche alla vista, significa riservare un’attenzione
particolare all’alimentazione, praticare regolarmente attività fisica (almeno mezz’ora al
giorno), consumare moderatamente alcol, rinunciare al fumo e, ovviamente, non
fare ricorso a droghe. ù consigliabile mangiare tutti i giorni frutta e verdura fresca, specialmente d’estate: l’apporto
vitaminico è importante per prevenire gravi malattie come la degenerazione
maculare legata all’età (AMD). Inoltre, è opportuno bere almeno un litro d’acqua al d“ per ridurre il numero di eventuali corpi mobili vitreali (le cosiddette “mosche
volanti”) oltre che per prevenire il rischio di disidratazione.
Il prof. Davide Croce, che
insegna presso l’Università Carlo Cattaneo di Varese, intervenendo al Palazzo
dei Congressi capitolino nel corso della sessione dedicata al “Costo sociale
degli stili di vita”, ha messo in evidenza un paradosso: ha stimato che il 96%
della spesa sanitaria sia dedicato alle cure e all’assistenza, ma ciò inciderebbe solo per il 10% sulla salute effettiva dei cittadini. Invece, secondo il professore universitario, più determinanti
sarebbero – non a caso – gli stili di vita e di lavoro (50%), mentre gli
ambienti conterebbero per il 20% e il patrimonio genetico per la stessa
percentuale. In sintesi: secondo il Prof. Croce si potrebbero ridurre le
malattie principali causa di morte in Occidente, a partire da quelle
cardiovascolari (infarto compreso), passando per l’ictus e i tumori, migliorando innanzitutto le abitudini quotidiane.
Inoltre è
necessario che i cittadini apprendano a prevenire le malattie e non solo a
ricorrere alle cure al momento del bisogno. Ovviamente è fondamentale anche la preparazione e l’aggiornamento di medici, infermieri e dell’altro personale sanitario: “Sappiamo – scrive in una nota Ferruccio Fazio,
neosottosegretario di Stato alla Salute del Ministero del Welfare – che le
conoscenze della medicina sono in rapida evoluzione ed è quindi necessario un
processo formativo continuo”. Per leggere i consigli utili alla vista clicca
qui. Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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Glaucoma in aumento, necessari più controlli Presso il Sanit, il V forum internazionale della salute di Roma, rilancia l’allarme 25 giugno 2008 – Il glaucoma è in aumento in Italia. La malattia oculare che – se trascurata – può provocare cecità, è arrivata a colpire circa 3,2 persone ogni mille abitanti. ù il dato fornito da Stefano Pandolfi ieri presso il Sanit, il V forum internazionale della salute in corso a Roma. Il professore, che dirige il centro di Oculistica dell’Ospedale nonché il Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Parma, ha sollecitato la necessità di controlli oculistici più frequenti per combattere una patologia associata generalmente a una pressione intraoculare troppo elevata. L’occasione è attualmente data dall’unità mobile oftalmica parcheggiata di fronte al Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma, dalle 9 alle 19 (fino al 26 giugno).
Occorre, quindi, fare più controlli l’anno se si è affetti da una malattia oculare che può rendere disabili, mentre un check-up l’anno può essere sufficiente se non si hanno problemi particolari. “Tra il 1999 e il 2002 – ha sottolineato il Prof. Pandolfi con orgoglio – in Emilia Romagna si sono dimezzati gli interventi di glaucoma”. Infatti, anche se un intervento chirurgico può essere risolutivo, l’ideale è ovviamente non arrivare a questa soluzione.
In conclusione il professor Pandolfi ha elencato quattro punti: 1) L’importanza della pianificazione della ricerca sui casi affetti, selezionando i gruppi a rischio di glaucoma; 2) l’importanza dell’impiego degli ortottisti, ovviamente accanto alla centralità della figura del medico-oculista; 3) la necessità di esami perimetrici (misurazione del campo visivo) – ovviamente oltre alla misurazione della pressione dell’occhio – per il malato almeno 2-3 volte l’anno; 4) garantire l’utilizzo di farmaci efficaci. Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl e il tasto “+” oppure “-“.
Lenti a contatto, attenzione al rischio di cheratiti ù fondamentale non usare l’acqua
corrente per sciacquarle, far uso di liquidi appositi e lavarsi le mani
19 giugno 2008 – Occhio all’igiene soprattutto se portate le lenti
a contatto. ù fondamentale non usare l’acqua corrente per sciacquarle, far uso
di liquidi adatti allo scopo per conservarle e lavarsi accuratamente le mani prima di
maneggiarle: in caso contrario si rischia di contrarre una cheratite, una malattia che colpisce
la superficie dell’occhio (la cornea). Per questo una serie di organismi statunitensi
(l’American Academy of Ophthalmology-AAO, la Contact Lens Association of Ophthalmologists, la Cornea Society and
l’American Society of Cataract and Refractive Surgery) hanno chiesto alla Food and Drug Aministration (FDA) di
occuparsi dell’argomento.
“Aumentare
i test dei produttori sulle lenti a contatto, dare ai consumatori delle linee
guida universali per il loro uso – scrive l’AAO nel suo sito – aumenta la
sicurezza nel loro impiego, stando alle raccomandazioni presentate”. In
particolare il rischio è costituito dall’aumento dei casi di cheratite nei
due anni scorsi, causati da un protozoo (Acanthamoeba): è un agente
infettante molto resistente che può trovarsi nell’acqua di piscine, fiumi e
laghi. Basta una piccola lesione della superficie corneale per sviluppare una
cheratite di questo tipo, caratterizzata da dolore e annebbiamento
visivo. Per questo motivo i portatori di lenti a contatto
sono particolarmente a rischio, perché la lente può provocare le lesioni microscopiche. La cheratite è pericolosa: va curata tempestivamente con antibiotici e l’infezione può interessare anche il bulbo oculare.
Le lenti a contatto non vanno
portate di solito per più di 6-8 ore al giorno, ma la durata è variabile perché
dipende dalla capacità di ogni occhio di sopportarle. In presenza di
arrossamento oculare, dolore e/o secrezione bisogna sospendere l’uso delle
lenti fino a nuova indicazione dell’oculista: potreste complicare un’eventuale
malattia, mettendo a repentaglio la vista.Cosa fare d’estate se si portano le lenti a contatto? Quando si va al mare bisogna stare attenti a non addormentarsi al
sole e a non far entrare sabbia negli occhi. Inoltre vanno utilizzate lacrime artificiali, in linea di massima senza conservanti, perché l’occhio tende a seccarsi. ù preferibile, infine, fare il bagno in mare senza le lenti o, comunque, metterle nel liquido subito
dopo per evitare che vi si depositi il sale e disinfettarle. Ovviamente, a
causa dei vari agenti atmosferici (sole e riverbero sull’acqua, vento, ecc.) si
è più facilmente soggetti ad arrossamenti oculari, per cui sarebbe preferibile evitare
al mare l’uso delle lenti a contatto, a meno che non sia strettamente
necessario.
Leggi altra news.
Fonte: American Academy of Ophthalmology.Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum
del sito della IAPB
Italia onlus.Nota: per variare la dimensione dei caratteri
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Quando il cervello va “in fumo” Le sigarette
danneggiano la memoria ma anche gli occhi
18 giugno 2008 – Il cervello può “andare in fumo” con le sigarette?
Secondo una nuova ricerca francese, condotta su 10.308 persone, può indebolire la
memoria. Dunque è confermato che il tabacco – come si legge sui pacchetti – “nuoce
gravemente alla salute”: a quella polmonare, cardiovascolare… e a quella cerebrale (senza parlare dei rischi di tumore). Inoltre il fumo
può far male anche agli occhi: una serie di studi internazionali attestano che può
danneggiare la retina favorendo la comparsa o accelerando l’evoluzione della
degenerazione maculare senile (AMD).
La ricerca sulla memoria dei
fumatori – condotta dall’Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca francese,
da vari ospedali e università – è stata effettuata su pazienti di età compresa
tra i 35 e i 55 anni. I dati cognitivi (memoria, ragionamento, vocabolario,
fluidità semantica e fonetica) sono stati raccolti nella metà dei
casi (5.388 persone), la maggior parte dei quali sono stati sottoposti
nuovamente a test cinque anni dopo. “Chi smette di fumare – concludono i
ricercatori – corre un rischio più basso di indebolire le proprie capacità
cognitive, conducendo possibilmente a un miglioramento negli altri
comportamenti che riguardano la salute”.
Usa, si punta a ridurre le nascite premature +20% in meno di vent’anni, esiste un rischio cecità
18 giugno 2008 – Un bambino, se nasce prematuramente, può andare
incontro a diversi problemi di salute. Infatti sono molte le malattie che
colpiscono chi viene al mondo prima del tempo: a livello oculare soprattutto la
retinopatia del prematuro (Rop), che può provocare la cecità.
Per questo negli Stati Uniti la
questione ha raggiunto livelli di guardia: si stima che un neonato su otto sia
prematuro; per questo si è deciso a livello governativo di individuare una
nuova strategia per combattere il fenomeno. Infatti comporta costi troppo elevati non
solo in termini di sofferenza umana ma anche più prosaicamente economici. Dal 1990 a oggi c’è stato un
incremento di circa il 20% dei prematuri: tale andamento ha destato preoccupazione e attenzione, nonostante in tale percentuale si tenga conto anche dei parti cesarei.
In medicina si considera
prematuro chi nasce prima della trentasettesima settimana di gestazione. Tra i
rischi più comuni ci sono: cecità, sordità, insufficienza toracica e problemi
respiratori, disabilità legate all’apprendimento, ecc. Possono causare la
nascita prematura il fumo, l’alcol, l’obesità, l’ipertensione, il diabete… Dunque,
la salute del nascituro passa anche attraverso quella dei genitori e
dell’ambiente in cui vive. può contare persino l’età alla quale si ha un primo
figlio.
L’ex Ministero della Salute scriveva, nel rapporto sulle
donne in Italia (8 marzo 2008), che le strutture pubbliche devono puntare a ridurre i cesarei, a
prevenire le malattie delle madri o a trattarle per tempo. A tale scopo si è punta “alla prevenzione pre-concezionale, alla diagnosi prenatale e alla terapia materno-fetale e neonatale”; tra l’altro è importante stabilire il rischio di trasmissione delle malattie genetiche. Insomma, una maggiore attenzione alla salute durante la gravidanza può significare più salute per il… futuro!
Primo soccorso europeo per le cure medicheTessera sanitaria per l’assistenza necessaria L’Europa non significa solo burocrazia e richiami formali all’Italia, ma anche assistenza sanitaria di primo soccorso gratuita (o quasi) nella maggior parte degli stati del Vecchio Continente. Infatti la Tessera europea di assicurazione malattia (Team) – l’ormai nota Tessera sanitaria elettronica – permette ad ogni cittadino europeo di usufruire delle cure “medicalmente necessarie” negli stati dell’UE e dello Spazio Economico Europeo. È importante, quindi, sottolineare che non può essere utilizzata per il trasferimento all’estero per cure di altissima specializzazione o programmate ma riguarda l’assistenza erogata a coloro che si trovano temporaneamente all’estero ed hanno bisogno di cure “necessarie”. Dal 1 luglio 2004 tutti i cittadini degli stati dell’Unione Europea che viaggiano nei Paesi membri per motivi di lavoro, studio o turismo possono ricevere facilmente assistenza sanitaria grazie alla semplificazione delle procedure burocratiche e all’ampliamento del tipo di assistenza di cui si può usufruire. DOMANDE FREQUENTI (Faq) Cos’è la Team? La Tessera europea di assicurazione malattia, è una smart card, simile ad una tessera bancomat, con banda magnetica o chip elettronico, che riporta i dati anagrafici del cittadino e, in futuro, potrà contenere anche informazioni mediche essenziali (gruppo sanguigno, allergie, ecc.). Se si prende la propria tessera sanitaria e la si gira, sopra la banda magnetica nera si può leggere, appunto, “Tessera europea di assicurazione malattia”. Quali novità comporta? Non ci sono più distinzioni tra il cittadino lavoratore subordinato o autonomo, il turista, lo studente, il pensionato o la persona alla ricerca di un lavoro: l’assistenza sanitaria e la modulistica necessaria sono le medesime per tutte queste categorie. Inoltre, si può accedere a tutti i servizi sanitari, compatibilmente con la durata del soggiorno nel Paese estero, per ricevere tutte le prestazioni sanitarie che si rendono necessarie sotto il profilo medico durante la permanenza nel territorio di un altro stato membro. Dov’è valida? Gli stati in cui è possibile esibire la Team ed ottenere le cure necessarie sono: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia (compresa Corsica, Guadalupe, Martinica, Réunion e Guyana), Irlanda, ovviamente in Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Finlandia, Svezia e Regno Unito (e cioè gli stati membri dell’Unione Europea) e anche Islanda, Lichtenstein, Norvegia (Stati dello Spazio Economico Europeo) e Svizzera. Come la devo usare? Per usufruire dell’assistenza medica è sufficiente recarsi presso le strutture sanitarie che erogano le prestazioni di cui si ha bisogno, portando con sé la tessera Team. Se non la si avesse ancora si può richiedere il modello E 111, valido 30 giorni, alla propria Asl o Ausl. Al cittadino dovrebbero essere garantite prestazioni sanitarie della stessa quantità e qualità che il Paese eroga ai propri assistiti, alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato erogatore, pagando eventuali ticket e beneficiando delle stesse prestazioni gratuite. Cosa devo fare se non possiedo ancora la Team? L’emissione e la distribuzione della Team è a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze (eccetto in Lombardia, dove è la Regione stessa ad occuparsi di tali aspetti): la card è azzurra, riporta il codice fiscale e sul fronte c’è scritto Tessera sanitaria. Se non si è ancora ricevuta la tessera sanitaria ci si può rivolgere alla Asl o Ausl di appartenenza. Per richiedere un duplicato della tessera si può seguire la stessa procedura o ci si può rivolgere all’Agenzia delle entrate. Se non si è ancora in possesso del codice fiscale rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. Come posso correggere i dati riportati sulla Team? Se i dati anagrafici riportati sulla tessera fossero errati, il cittadino potrà rivolgersi ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per chiedere la correzione. Allo stesso modo, in caso di smarrimento o furto, è possibile richiedere un duplicato. Per avere ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero verde: 800.030.070 (Contact center-sistema monitoraggio della spesa sanitaria). Si può anche consultare il sito dell’Agenzia delle entrate (per controllare anche lo stato d’emissione della vostra tessera sanitaria qualora non l’abbiate). Notizia pubblicata il 13 giugno 2008. Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2010.