I tuoi occhi, il tuo mondo


I tuoi occhi, il tuo mondo
Il 19 giugno a Putignano (Ba) incontro con i cittadini per chiedere informazioni sulla degenerazione maculare legata all'età 17 giugno 2009 - Prima si iniziano a vedere ondulate le linee rette al centro del campo visivo dove, in seguito, può comparire una macchia nera. Se avete più di 50 anni potresteVisione di malato di AMD (stadio avanzato) essere colpiti dalla degenerazione maculare legata all'età (AMD o DMLE); dunque, occorre quanto prima che vi sottoponiate a un controllo oculistico. Cos'è e come si cura questa malattia oculare? Per capirlo venerdì prossimo si tiene in Puglia un incontro nell'ambito della Campagna “Qualità della Visione-I tuoi occhi, il tuo mondo”: Appuntamento a Putignano (Bari) il 19 giugno, alle ore 17.30, presso l'Auditorium “Luce e Vita”-Parrocchia S. Filippo Neri in Piazza della Repubblica. Relatori dell'incontro, aperto al pubblico, il dottor Severino Santoro, Direttore Struttura Complessa di Oculistica, Ospedale Putignano-ASL Bari, il dottor Nicola Lavermicocca, Dirigente Medico Struttura Complessa di Oculistica, Ospedale Putignano - ASL Barieil dottor Luigi Iurlo, Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti (UICI-Onlus)-Sezione Provinciale di Bari. Gli oculisti parleranno di prevenzione e spiegheranno come riconoscere i primi sintomi di questa malattia che può portare a cecità. Poco conosciuta, ma già diffusa. Ne esistono due tipi: una secca, a più lenta evoluzione (85% dei casi), attualmente non curabile, e una umida (più grave), che può essere trattata con iniezioni nel bulbo oculare. Avv. Giuseppe Castronovo“La DMLE è una malattia di grande rilievo sociale, per le conseguenze sulla qualità della vita del singolo paziente e per la crescente diffusione legata al progressivo invecchiamento della popolazione - dichiara l'Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente Nazionale dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus -. Crediamo molto in questa iniziativa a sostegno della prevenzione che, grazie alla preziosa collaborazione delle nostre sezioni presenti su tutto il territorio nazionale, consente di informare sulla DMLE in modo corretto e capillare”. Sensibilizzare a una maggiore attenzione alla salute degli occhi, riconoscere i possibili problemi visivi sin dai primi segnali, evitare di sottovalutarli, ricorrere a controlli periodici presso uno specialista: questi i suggerimenti al centro di una serie di incontri in diverse città italiane. Decifrare i primi segnali di alcune malattie è indispensabile per non rischiare danni invalidanti e spesso irreversibili. La degenerazione maculare legata all'età provoca un deterioramento progressivo della macula, la zona centrale della retina, responsabile della visione distinta: per questo risulta impossibile compiere anche le più semplici attività quotidiane (come svolgere dei lavori domestici, guidare, usare il telefono, ecc.). Le persone vanno incontro in genere anche a difficoltà motorie e ad un aggravio psicologico, tanto che, secondo recenti studi, i pazienti affetti da questa patologia risultano vivere una condizione psicologica addirittura peggiore di quelli colpiti da altre patologie croniche. Al pubblico viene distribuito il Test di Amsler, lo strumento attraverso il quale chiunque può valutare tempestivamente la comparsa dei sintomi che possono far pensare all'insorgenza della degenerazione maculare legata all'età. (Per la versione on-line del test clicca qui). Nota: La Campagna “Qualità della Visione” è Sostenuta dalla Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus che rappresenta in Italia l'AMD Alliance International e dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI onlus locale), col contributo di Novartis.

AMD, teniamo d’occhio una proteina

Retina affetta da AMD umida

Retina affetta da AMD umidaAMD, teniamo d’occhio una proteina Più facile prevenire (e curare) la degenerazione maculare legata all’età se si controlla la CCR3

16 giugno 2009 – Teniamo d’occhio una proteina per salvare la vista. Si tratta della CCR3, che se neutralizzata consentirà di prevenire e (forse) di curare una forma di AMD , la degenerazione maculare legata all’età. Lo sostengono ricercatori della Università della Carolina del Nord (presso la Chapel Hill School of Medicine) che, in collaborazione con l’Università del Kentucky, l’hanno identificata. Questa terapia, che si basa su iniezioni di anticorpi nel bulbo oculare che neutralizzano la proteina CCR3,Visita oculistica in UMO potrebbe essere un’alternativa alle attuali iniezioni intravitreali che inibiscono la proliferazione di nuovi vasi (antiangiogenici). I ricercatori – che hanno sperimentato il nuovo metodo sulle cavie – sostengono che abbia meno effetti collaterali e che si possa ripetere più frequentemente la terapia, comunque efficace solo sulla forma umida, quella meno frequente (15%) e più rapida nell’evoluzione. La presenza della proteina CCR3 è tra l’altro un segnale che consente di diagnosticare precocemente l’AMD umida. Al contrario, la forma più comune di AMD – una malattia oculare degenerativa che può colpire il centro della retina dopo i 50 anni – rimane quella detta secca (circa 85% dei casi) e attualmente non è curabile. Tuttavia, seguendo una dieta ricca di frutta, verdure a foglia verde e pesce (oltre che con l’assunzione di complementi alimentari antiossidanti) si può ridurre il rischio di contrarla; ma in primis bisogna rinunciare al fumo e sapere se esistono anche altri casi in famiglia (la base è genetica). La malattia è causa, secondo l’Oms, del 41% dei casi di cecità in Occidente. Referenza originale: “CCR3 is a target for age-related macular degeneration diagnosis and therapy”, by Atsunobu Takeda, Judit Z. Baffi, Mark E. Kleinman, Won Gil Cho, Miho Nozaki, Kiyoshi Yamada, Hiroki Kaneko, Romulo J. C. Albuquerque, Sami Dridi, Kuniharu Saito, Brian J. Raisler, Steven J. Budd, Pete Geisen, Ariel Munitz, Balamurali K. Ambati, Martha G. Green, Tatsuro Ishibashi, John D. Wright, Alison A. Humbles, Craig J. Gerard, Yuichiro Ogura, Yuzhen Pan, Justine R. Smith, Salvatore Grisanti, M. Elizabeth Hartnett, Marc E. Rothenberg & Jayakrishna Ambati (doi:10.1038/nature08151), Nature 2009 Jul 9;460(7252):225-30. Epub 2009 Jun 14.

Fonti: University of North Carolina at Chapel Hill School of Medicine, Nature

Bambini… sott’occhio

bambino prematuroBambini… sott’occhio
Si è concluso il 26° Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica

15 giugno 2009 – Tre giorni di lavori con un unico obiettivo: presentare relazioni sulle malattie che colpiscono gli occhi dei bambini. I quali, tra l’altro, possono essere curati anche con le staminali prelevate della placenta e collocate sulla cornea .

Si è tenuto a Milano, dall’11 al 13 giugno, il 26° Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica. Un evento di buon livello scientifico in cui si sono affrontati gli argomenti più disparati: dall’albinismo oculare all’uso del laser per trattare la retinopatia del prematuro ( ROP ), dalle neuropatie ottiche al trattamento del glaucoma infantile. Argomenti presentati nello spazio di sei minuti dai relatori; si è, infine, riservato spazio ai dibattiti e si sono esposti – come di rito – poster scientifici di numerosi gruppi di ricerca.

Nota: l’evento è stato patrocinato dalla Regione Lombardia e dall’Ospedale Niguarda di Milano.

Fonte principale: mvcongressi.it .

Le vite degli altri

Le vite degli altri
Doniamo più sangue: il 14 giugno si è celebrata la giornata mondiale con l’Oms

15 giugno 2009 – Salvare le vite degli altri o migliorarle: è con questo spirito che si è celebrata domenica 14 giugno la Giornata mondiale del donatore del sangue voluta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Una pratica importante per impedire che ospedali e cliniche rimangano senza scorte ematiche. Il problema della loro carenza è particolarmente grave nei Paesi in via di sviluppo: in 79 di essi il tasso di donazione è troppo basso (meno di 10 donatori per mille persone).
La ricorrenza annuale, a cui partecipa anche la Federazione internazionale della Croce Rossa , ha avuto quest’anno come Paese ospitante l’Australia. L’iniziativa si propone di aumentare il numero di donatori motivati: intende dimostrare che le strutture dove si eseguono i prelievi sono (generalmente) sicure e accessibili. Inoltre, nella cosiddetta Dichiarazione di Melbourne, si invitano i governi a perseguire politiche che incentivino le donazioni di sangue gratuite.
“Servirebbe un milione di donatori in più per scongiurare le emergenze sangue che spesso ci troviamo a fronteggiare in Italia”. A sottolinearlo è stato Carlo Casartelli, presidente onorario di Avis Milano, che ha auspicato 2,5 milioni di volontari contro gli 1,5 attuali. Solo così si avrebbero – ha sottolineato l’esperto – “scorte sufficienti per vivere bene”.
Per donare il sangue è importante essere in buona salute e avere più di 18 anni: gli uomini possono donare sino a due volte l’anno, le donne fino a due; ma ci sono anche altre condizioni ( clicca qui per approfondire). La mattina bisogna presentarsi a digiuno (ad esempio presso uno dei numerosi centri Avis : numero verde 800 261 580); si può comunque bere prima un caffè o un the.
Solferino 2009 (23-28 giugno) è l’evento mondiale organizzato per l’anniversario dei 150 anni di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, considerata la più grande organizzazione umanitaria del mondo.

Fonti: Oms , Avis , Dica33.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl. Ultimo aggiornamento di questa pagina: 17 giugno 2009

Occhio all’influenza A

Logo OmsOcchio all’influenza A
L’Oms ha dichiarato che si tratta di pandemia: massima allerta sanitaria in tutti gli Stati

12 giugno 2009 – ù giunto al massimo grado il livello di allerta per l’influenza A, più nota come ‘suina’. Lo ha stabilito ieri l’Organizzazione mondiale della sanità, che per voce della sua Direttrice Generale Margaret Chan ha infine optato per la definizione di pandemia (elevata diffusione nel mondo del virus). Si è passati, dunque, dalla quinta alla sesta fase: nel mondo esistono ormai quasi trentamila casi in 74 Paesi diversi, concentrati soprattutto negli Stati Uniti, in Messico, Canada e Australia (in tutto 145 sono stati i decessi – circa lo 0,5% del malati -, di cui oltre cento in Messico).

“Un’ulteriore diffusione è considerata inevitabile” – ha dichiarato Margaret Chan -, nonostante un elevato numero di Margaret Chancasi siano sotto controllo e tutte le procedure siano in atto. “Sappiamo che il nuovo virus H1N1 infetta preferibilmente i giovani. In quasi tutte le aree dove ha colpito con maggior virulenza, la maggior parte dei casi ha riguardato persone con meno di 25 anni. In alcuni di questi Paesi, circa il 2% dei casi è culminato in una malattia grave, spesso con una rapida progressione verso la polmonite (che può essere mortale). Tuttavia, la maggior parte delle infezioni gravi o letali si sono verificate negli adulti tra i 30 e i 50 anni”.

“Nella maggior parte dei casi, se non in tutti – ha proseguito la Direttrice Chan -, i casi più gravi hanno colpito le persone già affette da malattie croniche. In base ai dati preliminari disponibili, per ora limitati, le malattie più frequenti includono quelle respiratorie (in particolare l’asma), le malattie cardiovascolari, il diabete, malattie autoimmuni e obesità”.

Per quanto riguarda, in particolare, l’Italia i casi confermati sono attualmente 67. “Il passaggio dalla fase 5 allaViceministro della Salute Ferruccio Fazio fase 6 – ha dichiarato il Viceministro alla Salute Ferruccio Fazio – era atteso quale conseguenza dell’alta trasmissibilità del virus A/H1N1 nei diversi Stati ma per ora l’infezione non desta preoccupazioni dal punto di vista della gravità in quanto determina solo una sintomatologia paragonabile a quella di una lieve influenza stagionale. Nel prossimo Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’Ue definiremo le strategie vaccinali e le azioni per accelerare la registrazione dei vaccini. Ora la priorità è infatti iniziare una strategia vaccinale nel mondo”.

Nei giorni scorsi lo stesso Viceministro aveva consigliato di evitare i luoghi troppo affollati. Per chiarimenti il Ministero del Welfare mette comunque a disposizione un numero verde: è il 1500 (per le risposte alle domande più frequenti clicca qui ).

Fonti: Oms , Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl. Ultimo aggiornamento di questa news: 15 giugno 2009, ore 9:38

Verso gli occhiali interattivi

Inseguitore visivo come è oggi: in futuro sarà miniaturizzato

Inseguitore visivo come è oggi: in futuro sarà miniaturizzatoVerso gli occhiali interattivi
Dati proiettati sulla retina e controllo di computer col movimento oculare

11 giugno 2009 – Gli occhiali del futuro saranno interattivi e proietteranno i dati direttamente sulla retina. Inoltre, saranno dotati di sistemi speciali per rilevare il movimento oculare. Questo è lo scenario avveniristico prospettato a Dresda, in Germania, da Michael Scholles (del Fraunhofer Institute for Photonic Microsystems IPMS).

Infatti, un gruppo di scienziati sta lavorando su sistemi per il tracciamento accurato dei movimenti oculari. Il vantaggio? Ad esempio poter controllare il puntatore del vostro mouse solo con lo sguardo anziché usare la mano, il che rappresenta un grande salto in avanti soprattutto per chi è privo degli arti o non può utilizzarli perché malato. Inoltre, chi indosserà un tracciatore oculare (eye-tracker) potrà aprire con immediatezza nuovi contenuti sullo schermo del computer, spostare le finestre o le icone, scorrere attraverso i menù. Il sistema potrà, quindi, essere utile anche se contemporaneamente si è impegnati in altre attività.

Grazie a questi occhiali, detti ‘bidirezionali’, anche se le immagini giungeranno sulla retina da vicino, si avrà comunque l’illusione di vederle a circa un metro di distanza. Quindi, si stanno studiando dei sistemi per far s“ che la loro luminosità si imponga su quella dell’ambiente esterno. Gli occhiali del futuro potranno, inoltre, essere utili a chi soffre di alcune patologie: potrebbero, ad esempio, consentire di ingrandire alcuni dettagli oppure di aumentare luminosità e contrasto. Infine, le immagini potrebbero essere proiettate in zone della retina ancora sane, consentendo così una migliore percezione visiva.

Fonte: Fraunhofer-Gesellschaft (da Medicalnewstoday)
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La cornea a congresso

La cornea a congressoDall’11 al 13 giugno a Sorrento convegno sui problemi della superficie oculare

11 giugno 2009 – ù la cornea la protagonista del congresso di tre giorni che si è aperto oggi a Sorrento. Dalle diagnosi delle malattie più comuni che colpiscono la nostra superficie oculare (come la cheratite ) fino alle operazioni chirurgiche. Si parla soprattutto di questo tema – caro a molti medici oculisti – all’appuntamento annuale organizzato dalla Società Italiana Cellule Staminali e Superficie Oculare ( S.I.C.S.S.O. ); in particolare, gli interventi vertono su una malattia oftalmica come il cheratocono e sugli interventi cosiddetti lamellari (che interessano solo alcuni strati della cornea: vedi trapianto ).

Fonte: S.I.C.S.S.O.

Il mondo in ‘rosa’

Il mondo in ‘rosa’ Secondo l’Università di Toronto chi porta lenti rosate sorride di più alla vita

10 giugno 2009 – Vedere il mondo in ‘rosa’ non è più solo una metafora. L’ottimismo, infatti, passa anche per il colore delle lenti che si portano. Dando man forte a ciò che un letterato illustre come Goethe sosteneva: le differenze cromatiche incidono sull’umore. Dunque, l’ottimismo può derivare anche da una diversa percezione dei colori: con le lenti rosate si ‘sorride’ di più alla vita. Quella che potrebbe sembrare una semplice boutade, ora ha invece una base scientifica: l’Università di Toronto ha dimostrato con la risonanza magnetica per immagini come il cervello reagisca positivamente alle lenti di questo colore. Il verdetto è incontrovertibile: il rosa rallegra. Dunque, mentre se si è di cattivo umore il campo visivo si restringe, al contrario il buon temperamento ci rende più recettivi nei confronti del mondo: la corteccia cerebrale visiva riesce a raccogliere più informazioni dalla realtà. Dunque, ciò che percepiamo visivamente è evidentemente anche specchio della nostra interiorità. Ai partecipanti allo studio è stata mostrata un’immagine composita: al centro compariva un viso circondato da figure di vari edifici e luoghi (ad esempio, una casa). Ai soggetti è stato poi chiesto di indicare il sesso della persona, in modo tale che focalizzassero la loro attenzione sull’immagine centrale. Quando erano di cattivo umore le persone non elaboravano le immagini presenti sullo sfondo. Al contrario, quando erano “su di giri” elaboravano più informazioni. La scoperta è stata fatta osservando, in particolare, l’area del paraippocampo, quella correlata alle risposte primarie della corteccia cerebrale visiva. Eppure, non tutto il male viene per nuocere: più informazioni percepite possono anche tradursi in un maggior rischio di distrazione. “Il buono e il cattivo umore – ha affermato con sicurezza il professore di psicologia Adam Anderson – cambiano alla lettera il modo in cui funziona la nostra corteccia cerebrale visiva e il modo in cui vediamo”. Il quale aggiunge che gli stati d’animo negativi corrispondono a una visione a ‘tunnel’. E non si tratta di mera suggestione, visto che lo studio è stato pubblicato sull’autorevole Journal of Neuroscience . “Queste scoperte nel loro insieme – concludono i ricercatori canadesi – suggeriscono che la valenza affettiva influenzi in modo diverso la selezione degli input visivi iniziali, alterando in modo sostanziale il raggio d’azione della codifica delle percezioni”. Referenza originale: Taylor W. Schmitz, Eve De Rosa, and Adam K. Anderson, “Opposing Influences of Affective State Valence on Visual Cortical Encoding”, J. Neurosci. 2009 29: 7199-7207; doi:10.1523/JNEUROSCI.5387-08.2009

Fonti: Università di Toronto (Canada), Journal of Neuroscience .

Quando l’occhio rimane a secco

Quando l’occhio rimane a secco
Secondo la rivista Archives of Ophthalmology ne soffre il 4% degli anziani Usa

9 giugno 2009 – Tempo d’estate, tempo d’occhio secco. Secondo una nuova stima della rivista Archives of Ophthalmology ne soffre il 4% degli anziani americani. Per correre ai ripari si possono usare in abbondanza lacrime artificiali o gel umettanti oculari, specialmente nella stagione calda, quando l’evaporazione del film lacrimale della superficie oculare è più rapida. Una sindrome che può colpire anche i giovani, specialmente se trascorrono molte ore di fronte al monitor ( clicca qui per approfondire).

L’_quipe di ricercatori della Harvard Medical School, del Brigham e del Women’s Hospital ha preso in esame 25.444 uomini. Nel complesso il 3% delle persone ha affermato di soffrire di secchezza oculare (diagnosticata in precedenza). Invece, tra gli ultracinquantenni la percentuale è salita al 4,34%. Dopo gli ottanta anni si riscontra l’incremento maggiore: ne soffre il 7,7%. L’ipertensione, l’ingrossamento della prostata e l’uso di farmaci per curare questi due disturbi (oltre che la depressione) possono provocare un aumento del rischio di contrarre la sindrome dell’occhio secco.

“Si tratta – scrivono gli autori dello studio – di un problema rilevante di salute pubblica, che causa un aumento del rischio di infezioni oculari [vedi cheratiti ] e sintomi di fastidio oculare, affaticamento e disturbi visivi che interferiscono con attività cruciali come la lettura, il lavoro al computer e la guida”.

Referenza originale: Arch Ophthalmol. 2009;127[6]:763-768.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.

“Eyetube”, la chirurgia è sul web

Sessione di chirurgia in diretta (video)Eyetube , la chirurgia è sul web
ù cresciuto il numero dei siti che mostrano on-line le operazioni oftalmiche

8 giugno 2009 – Le operazioni chirurgiche oculistiche sono sempre più frequentemente on-line: si può assistere gratuitamente a interventi laser , trapianti di cornea

Sapete, ad esempio, come si opera di cataratta ? Si frantuma il cristallino divenuto opaco con gli ultrasuoni, lo si aspira e lo si sostituisce con un cristallino artificiale. Senonché questa operazione – di routine in Occidente – richiede non solo sofisticate apparecchiature tecnologiche, ma anche una certa pratica. Dunque, sempre più spesso si può vedere sul web ciò che un tempo era relegato alla ‘sacralità’ delle sale operatorie. D’altronde è diventata una prassi sempre più consolidata anche quella di trasmettere sessioni chirurgiche in diretta durante i congressi: le mani d’oro dell’oculista di turno possono così essere apprezzate da un pubblico più esteso di addetti ai lavori.

Nonostante i filmati non godano di una particolare attrattiva per il profano, l’American Academy of Ophthalmology (AAO), la Società americana e quella europea di cataratta e chirurgia refrattiva hanno messo on-line centinaia di operazioni chirurgiche (ad esempio in Eyetube.net e Eyesurgeryvideos.com, ma anche Phacopearls.com). Ovviamente anche YouTube, Google e altri motori di ricerca fanno la loro parte, contribuendo alla diffusione planetaria delle conoscenza delle operazioni oculari. Insomma, la chirurgia oculare è sempre più… in vista: anche l’occhio vuole la sua parte!

Fonte: Arch Ophthalmol., 2009;127(5):648.