Meno sanità per i clandestiniTimore di denuncia allontana dalle cure: -35% migranti in ospedali di Roma e Milano
3 luglio 2009 – Meno 35% dei migranti in ospedale, con un calo fino al 75% a Milano (azienda ospedaliera San Paolo). Cresce, infatti, la preoccupazione tra gli immigrati di essere segnalati come clandestini: vanno sempre meno, anche se ammalati, al Pronto soccorso e negli ambulatori pubblici italiani. Sono questi i dati che emergono da un’indagine condotta nelle ultime tre settimane dal GruppoEveryOne in molti ospedali di Roma (San Gallicano, Policlinico Umberto I, San Camillo Forlanini, Policlinico Tor Vergata, ospedale Grassi di Ostia) e di Milano (Niguarda, Policlinico, San Paolo, San Carlo). Una notizia allarmante, soprattutto alla luce del via libera di ieri del Senato al Ddl sicurezza, con l’introduzione del reato di clandestinità. Una norma che, a detta dei medici, li mette di fatto nella condizione (in quanto pubblici ufficiali) di dover segnalare i clandestini.
Guardiamo negli occhi l’ipertensioneSi può prevenire con la retinografia digitale: alterazioni della retina possono essere indice di problemi cardiovascolari 3 luglio 2009 – Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, tanto più la retina è lo specchio della salute. Esperti riuniti a Milano al Congresso della Società Europea dell’Ipertensione a giugno hanno invitato a utilizzare la retinografia digitale (oftalmoscopia e fotografia della retina) per prevenire la pressione alta. Grazie a una telecamera integrata questa tecnica non invasiva consente, infatti, di ottenere immagini di alta qualità, con cui si riesce a sapere quanto si sono ristretti i vasi sanguigni. Infatti, più sono piccoli e maggiore è il rischio di contrarre una cerebrovasculopatia e, seppure in minor misura, di coronaropatia.
La retinografia digitale consente di ottenere immagini di alta qualità senza la necessità di dilatare la pupilla. Rappresenta, pertanto, una tecnica complementare al tradizionale esame del fondo oculare , finalizzata alla valutazione del rischio di eventi microvascolari. I dati raccolti possono essere importanti per individuare rapidamente chi è iperteso e per seguirlo adeguatamente (vedi retinopatia ipertensiva ).
“Non tutti gli oculisti, tuttavia, richiedono – osserva Silvia, anche lei medico oculista – la retinografia digitale. Infatti, molto spesso anche solo con l’esame del fondo oculare è possibile riscontrare eventuali anomalie dei vasi sanguigni della retina. Dunque, a questo punto, l’oculista può consigliare di controllare la pressione”.
Fonti: Sanità News, Italiasalute Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
Biofeedback per vedere meglio Uno studio conferma: utile per riabilitare gli ipovedenti 2 luglio 2009 – Si tratta di un apparecchio che emette continuamente beep e osserva i vostri occhi, capendo in che punto state guardando: può essere utile per riabilitare chi ha perso la visione centrale a causa di una malattia degenerativa incurabile della retina . é il biofeedback, metodologia basata sull’uso di un apparecchio con cui è possibile migliorare le prestazioni visive. Lo conferma uno studio condotto dall’Università Sapienza di Roma (Polo Pontino, Ospedale Fiorini di Terracina). Anche se di dimensioni limitate (9 occhi esaminati di cinque pazienti, età media 53,8 anni), la ricerca ha consentito di verificare un miglioramento dell’acuità visiva, della velocità di lettura, della sensibilità retinica e della capacità di fissazione. Per insegnare a sfruttare una zona sana della retina quanto più prossima al centro si esegue in primo luogo la perimetria, la quale consente di creare una mappa retinica (vedi campo visivo ). dopodiché, si sceglie il migliore punto prossimo al centro della retina che si può sfruttare proficuamente. Il biofeedback emette un suono intermittente che diventa però continuo quando si guarda nella direzione prescelta. Nello studio la riabilitazione degli ipovedenti è durata 10 settimane, con 10 sessioni di 10 minuti ad occhio (una volta la settimana). Ad usufruire della riabilitazione sono state, tra l’altro, persone colpite da miopia degenerativa, dalla malattia di Stargardt e dalla distrofia dei coni . “La capacità di lettura – scrivono i ricercatori diretti dal prof. Enzo Maria Vingolo – è migliorata da un valore medio di 64,3 parole al minuto a 92. I nostri risultati dimostrano che il feedback audio, migliorando la modulazione dell’attenzione, aiuta il cervello a fissare il locus retinico finale preferito”. Inoltre, il feedback acustico facilita la trasmissione degli stimoli tra neuroni della retina stessa così come tra quest’ultima e il cervello. Probabilmente – concludono i ricercatori – si verifica un “fenomeno di rimappatura”. Miglioramenti dell’acuità visiva, della sensibilità cromatica e al contrasto erano stati osservati col biofeedback anche in un precedente studio pubblicato nel 2002 sulla rivista Eye dal Dipartimento di Oftalmologia della stessa Università Sapienza (su 28 pazienti). Tali risultati incoraggianti, tuttavia, necessiteranno di ulteriori riscontri scientifici basati su campioni più ampi. Referenze originali: a) Vingolo E.M., Salvatore S., Cavarretta S., “Low-vision rehabilitation by means of MP-1 biofeedback examination in patients with different macular diseases: a pilot study”, Appl Psychophysiol Biofeedback. 2009 Jun;34(2):127-33. Epub 2009 Apr 25. b) Contestabile MT, Recupero SM, Palladino D, De Stefanis M, Abdolrahimzadeh S, Suppressa F, Balacco Gabrieli C., A new method of biofeedback in the management of low vision, Eye. 2002 Jul;16(4):472-80.
Fonte: App. Psychophysiol. Biofeedback (Pubmed). Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
Per un mondo senza glaucoma Dall’8 all’11 luglio si terrà a Boston un congresso mondiale sulla malattia oculare
1 luglio 2009 – La pressione dentro l’occhio sale fino a rovinare il nervo ottico . ù ciò che avviene generalmente col glaucoma , una delle maggiori cause di cecità evitabile nel mondo, da cui – secondo l’Oms – sono affette 55 milioni di persone; ma la malattia oculare deve essere diagnosticata al più presto per poter scongiurare conseguenze nefaste. Infatti, quando si aggrava, il campo visivo diventa sempre più ristretto ovvero a ‘tunnel’ (un po’ come se si vedesse dal buco della serratura), sino alla completa oscurità. Proprio a questa patologia oculare verrà dedicato un congresso negli Stati Uniti, organizzato dalla World Glaucoma Association, che si terrà dall’8 all’11 luglio a Boston.
Se non diagnosticato il glaucoma può culminare in un dramma visivo; ma la scienza medica consente di curarlo, nella maggior parte dei casi facendo ricorso a colliri (fino a tre in combinazione), che abbassano la pressione intraoculare dovuta a un difetto nell’equilibrio dell’umor acqueo: ne viene prodotto di più di quanto ne defluisca e, come avviene per un pallone troppo gonfio, l’occhio può essere danneggiato. Nei casi estremi si può ricorrere a un intervento chirurgico; esiste persino una tecnica innovativa che prevede l’innesto di valvole d’oro nel bulbo oculare ( clicca qui per approfondire).
Fonti: V2020 , Oms, www.worldglaucoma.org Numero Verde di assistenza oculistica (attivo tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista anche se si scrive nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
Proteggere la retina con gli acidi grassi La neuroprotectina D1 difende le cellule retiniche dai danni ossidativi
30 giugno 2009 – Protegge le cellule nervose retiniche dallo stress. ù quanto sostengono i ricercatori dell’Università statale della Louisiana (Centro di Scienze della Salute di New Orleans): si tratta della neuroprotectina D1, una sostanza derivata dagli omega-3 (in particolare dal DHA, un acido grasso), presente sia nelle cellule retiniche che nel cervello. Studiata sin dal 2004 dalla stessa università americana, i suoi effetti protettivi contro i danni provocati dai radicali liberi – ossia da sostanze che ‘bruciano’ le cellule con l’ossigeno – sono stati confermati.
Infatti, i ricercatori sottolineano come l’integrità della superficie della retina (epitelio pigmentato) sia essenziale per la sopravvivenza dei fotorecettori (coni e bastoncelli) e per la loro rigenerazione. Durante lo studio si è preso in esame il ruolo di un enzima (dalla sigla enigmatica di 15-LOX-1) che ha un ruolo chiave nella trasformazione del DHA nella neuroprotectina D1 (NPD1). Si è notato che quelle cellule che soffrono di una carenza dell’enzima non riescono ad attivare una sorta di ‘scudo’ contro i radicali liberi.
Tra le malattie che si potrebbero combattere con questo sistema c’è la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), la cui forma più comune – detta secca (85% dei casi) – è attualmente considerata incurabile, anche se uno stile di vita sano può aiutare a prevenirla (non fumare, avere un’alimentazione ricca e varia accompagnata eventualmente da complementi alimentari, praticare esercizio fisico regolare). Persino la malattia di Parkinson potrebbe essere trattata ricorrendo agli acidi grassi.
Referenza Originale : Jorgelina M. Calandria, Victor L. Marcheselli, Pranab K. Mukherjee, Jasim Uddin, Jeremy W. Winkler, Nicos A. Petasis e Nicolas G. Bazan, “Selective Survival Rescue in 15-Lipoxygenase-1-deficient Retinal Pigment Epithelial Cells by the Novel Docosahexaenoic Acid-derived Mediator, Neuroprotectin D1”, J. Biol. Chem. , Vol. 284, Issue 26, 17877-17882, June 26, 2009.
Fonti: Journal of Biological Chemistry , www.lsuhsc.edu Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
Lenti a contatto, attenti all’acqua Lo sottolinea Paolo Rama in un’intervista a Corriere.tv
30 giugno 2009 – Non devono entrare a contatto con l’acqua, dove si può nascondere un pericoloso parassita (Acanthamoeba) che può colpire la superficie oculare trasparente ( cheratiti corneali). Parliamo proprio delle lenti a contatto , senz’altro utili anche se necessitano di attenzioni maggiori rispetto agli occhiali. Infatti, il loro impiego deve seguire semplici regole essenziali per preservare la propria vista. Lo ha ribadito Paolo Rama, dell’Istituto Scientifico UniversitarioSan Raffaele di Milano, in un’intervista rilasciata a Corriere TV (clicca qui per il video).
In una sorta di ‘classifica’ a livello di sicurezza il Prof. Rama colloca al primo posto le lenti a contatto rigide, seguite da quelle giornaliere, mentre all’ultimo posto mette le lenti che si possono portare anche di notte. Pur essendo più comode e consentendo una migliore visione, la lente a contatto però può trasmettere infezioni. Bisogna lavarsi le mani quando si applicano o si tolgono le lenti, non portare le lenti a contatto di notte (a meno che non sia espressamente indicato), toglierle subito se danno fastidio, utilizzare solo l’apposito liquido di conservazione, ecc. Soprattutto, non bisogna mai fare il bagno n_ la doccia con le lenti a contatto.
Fonte: www.corriere.tv Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
Cecità dei fiumi, partiti nuovi test Oms: contro l’oncocercosi somministrato un nuovo antiparassitario in tre Paesi africani 30 giugno 2009 – La battaglia contro la cecità dei fiumi ( oncocercosi ) potrebbe aver fatto un altro passo avanti. In tre Paesi africani – Gana, Liberia e Repubblica Democratica del Congo – è partito un programma che prevede la somministrazione di un potente antiparassitario (moxidectin) contro i vermetti che, annidandosi nell’organismo, provocano la grave malattia oculare. Ne ha dato oggi notizia l’Organizzazione mondiale della sanità, principale artefice dell’iniziativa, specificando tuttavia che si tratta di un test. L’obiettivo è sconfiggere una delle principali malattie oculari infettive (assieme al tracoma ) che privano della vista oltre a causare altri problemi di salute (ad esempio alla pelle). Il nemico della salute oculare sono i vermi adulti dell’Onchocerca volvulus, che è ancora considerato una piaga in una trentina di Paesi africani e in centro America così come nello Yemen. In queste zone del Pianeta, ha spiegato Uche Amazigo, direttore del programma dell’Oms e della Wyeth Pharmaceuticals, “oltre 100 milioni di persone rischiano di infettarsi”. Per questo sono stati allestiti quattro centri in tre Paesi africani sin dal 2007, ma a causa di una serie di problemi il programma è partito solo ora. La sperimentazione viene effettuata su 1500 persone seguendo gli standard internazionali e durerà due anni e mezzo. Attualmente per la cura della cecità dei fiumi viene utilizzato soprattutto l’ivermectin che, tuttavia, non riesce a eliminare i vermi adulti. Grazie a sei trattamenti annuali, invece, il moxidectin sarebbe invece in grado di sgominare qualunque verme dell’Onchocerca volvulus che sia entrato nell’organismo, penetrando fino negli occhi.
Fonte principale: Oms. Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2009.
Congressi mediterranei In Tunisia è in corso il X appuntamento internazionale di oculistica; oggi è iniziato a Napoli un secondo congresso
26 giugno 2009 – Vediamoci sul Mediterraneo. Questo è l’invito che hanno accolto oculisti e altri professionisti che hanno deciso di partecipare al congresso che si è aperto ieri in Tunisia (ad Hammamet fino al 27 giugno). Per conto dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus partecipa il Presidente, l’avv. Giuseppe Castronovo, il quale per l’occasione viene insignito di un’onorificenza “per il suo lavoro professionale, tecnico ed organizzativo” oltre che per essersi adoperato “per promuovere contatti ed amicizie” tra le diverse figure professionali del mondo dell’oftalmologia (sia nel Mediterraneo che nel mondo). I principali temi trattati sono i seguenti: prevenzione della cecità e dell’ipovisione, AMD , occhio e diabete , chirurgia dell’orbita, glaucoma , chirurgia refrattiva e vitreo-retinica (con robot), superficie oculare .
Oggi è iniziato anche un secondo congresso nazionale a Napoli (della Low Vision Academy ): una due giorni in cui si affrontano vari temi a carattere oculistico (come le maculopatie, i mezzi ingrandenti, la chirurgia riabilitativa, ecc.). Entrambi gli appuntamenti si rivolgono a chi si occupa di cure della vista e ai rappresentanti di diverse organizzazioni che combattono la cecità (a livello nazionale e internazionale).
Prevedere l’AMD per vedere Elaborato negli Usa un modello per calcolare il rischio di ammalarsi di degenerazione maculare legata all’età
26 giugno 2009 – Se fumate, siete anziani e in sovrappeso potete iniziare a preoccuparvi: soprattutto se avete altri casi in famiglia, il rischio di ammalarvi di degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) è nettamente più alto. Si tratta di una malattia che colpisce il centro della retina (la macula), la zona più sensibile deputata alla visione centrale. Inizialmente le linee rette appaiono deformate al centro del campo visivo, fino a quando non compare una vera e propria macchia scura. La causa è più di tipo genetico o riconducibile alle abitudini di vita? Se lo sono chiesto ricercatori americani della Tufts University, i quali hanno elaborato un modello per calcolare il rischio di ammalarsi. Attualmente l’AMD è responsabile – secondo l’ Oms – del 41% dei casi di cecità in Occidente. La forma secca (quella più comune, con l’85% dei casi) non è considerata attualmente curabile, al contrario di quella umida (si ricorre a iniezioni nel bulbo oculare degli antiangiogenici, ossia di farmaci che bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni della retina). Sicuramente, tuttavia, una dieta ricca di vitamine e antiossidanti può essere una delle forme di prevenzione.
Eppure, grazie a un modello matematico si può tentare di ‘prevederé il futuro a livello oculare: sull’AMD incidono fortemente sei fattori genetici, l’età, l’abitudine al fumo, l’assunzione di sostanze antiossidanti (vitamine e minerali) nonché l’indice di massa corporea (si divide il peso per il quadrato dell’altezza: secondo l’Oms è considerato regolare per valori compresi tra 18,5 e 24,9. Invece, si è in sovrappeso con un valore tra 25 e 29,9, oltre il quale c’è l’obesità).
Grazie a questionari e a prelievi sanguigni si possono inserire i dati personali nel modello matematico: ciò potrà aiutare nella prevenzione e nella cura. Solo per fare un esempio, se è presente una proteina chiamata C3, il rischio di ammalarsi di AMD cresce, soprattutto se si è fumatori ( clicca qui per approfondire).
La ricerca è stata condotta su 1446 partecipanti di uno studio ampio sull’AMD (chiamato AREDS ), dei quali 279 erano colpiti da una forma grave di degenerazione maculare, mentre 1167 non si sono aggravati nel corso di oltre sei anni. Il fumo è stato confermato essere un ‘nemico’ della retina: “Il nostro algoritmo – ha affermato il dott. Seddon – potrebbe un giorno aiutare i medici a scegliere il trattamento più efficace per individui specifici”. Inoltre, invita a ridurre fattori di rischio come il fumo e il sovrappeso.
Per il vista test clicca qui. Referenza Originale: Seddon JM, Reynolds R, Fagerness JA, Daly MJ, Rosner B, “Prediction Model for Prevalence and Incidence of Advanced Age-Related Macular Degeneration Based on Genetic, Demographic and Environmental Variables”, Invest Ophthalmol Vis Sci., 2009 May;50(5):2044-53. Per l’ abstract clicca qui .
Fonti principali: Association for Research in Vision and Ophthalmology (Arvo), Oms. Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
La musica a tempo di Braille Il primo luglio nasce una rivista per ciechi dedicata al mondo delle note 25 giugno 2009 – Blues, classica, pop, ma c’è anche l’angolo delle alternative rock. Sono alcuni dei generi musicali che verranno trattati dal prossimo primo luglio da Braille music , il nuovo periodico per ciechi interamente dedicato alla musica. Quarantotto pagine di rivista, con approfondimenti su concerti, spettacoli e tutto ciò che ruota intorno al mondo delle note. Braille music nasce da un’idea di Caterina Ferrazza ed è edito dalla Handy Systems, la stessa cooperativa sociale che già stampa Braille news , il primo settimanale gratuito d’informazione per non vedenti disponibile nelle edicole laziali (è accessibile solo a chi conosce il braille perché all’interno è interamente bianco, con le caratteristiche lettere in rilievo dell’alfabeto tattile).
“ù una rivista mensile – spiega Ferrazza – che potrà essere ricevuta per abbonamento in tutta Italia. Per andare in edicola, invece, occorre abbinarla a una testata, come già facciamo con Braille news (allegato a Il Tempo ). Il testimonial è Toto Torquati, arrangiatore che ha lavorato con grandi artisti italiani, anche lui non vedente. La Regione Lazio, soprattutto col consigliere Celori, caldeggia questo progetto”.