Staminali ad alto potenziale Sono contenute nel liquido amniotico: un’équipe austro-americana ne ha studiato le molteplici virtù 26 novembre 2009 – Hanno il potenziale di svilupparsi in qualunque cellula del corpo umano, comprese quelle dell’occhio: sono le staminali, cellule indifferenziate che si trovano anche nel liquido amniotico. Un’équipe austro-americana ha scoperto che hanno alte capacità proliferative e, dunque, possono essere utilizzate per ‘riparare’ il corpo umano senza particolari dilemmi etici. Il passo principale verso la differenziazione delle cellule embrionali pluripotenti è costituito dai corpi embrionali (Ebs). I ricercatori hanno scoperto come si possa disporre – mediante azioni specifiche – “di un nuovo e potente sistema biologico” per rigenerare in vivo i tessuti: si tratta di due molecole (mTORC1 e 2) che possono controllare la rapamicina, una sostanza coinvolta a sua volta nell’inibizione della moltiplicazione delle cellule, della loro crescita e differenziazione nonché nel rallentamento dello sviluppo tumorale. Nota: Il suo nome si deve al fatto che è stata identificata in un frammento di terreno proveniente dall’isola di Rapa Nui: agisce inibendo la Tor ( target of rapamycin ). Ha effetto inibitorio sulla proliferazione di vari tipi cellulari (tra cui linfociti T e B, fibroblasti, mastociti) (da Medici Oggi ). Referenza originale: “Embryoid body formation of human amniotic fluid stem cells depends on mTOR”, A Valli, M Rosner, C Fuchs, N Siegel, C E Bishop, H Dolznig, U Mädel, W Feichtinger, A Atala, M Hengstschläger, Oncogene (23 November 2009) doi:10.1038/onc.2009.405 Original Article
Fonte originale: Oncogene

qualcosa di più serio come, ad esempio, un 


Italia ha dichiarato di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche rilevate”.
registravano 45 milioni. Non solo: nel 2002 gli ipovedenti erano poco più di 161 milioni mentre nel 2007 avevano già toccato i 269 milioni. Tra le patologie che causano più spesso cecità non c’è solo la 
La medicina giovane è in rosa
compresa tra i 25 e i 34 anni (31,4%). Il fumo di sigaretta rappresenta uno dei principali fattori di rischio di una malattia oculare che colpisce la retina degli anziani: si tratta dell’

ed è stato impiegato un laser detto ‘ad eccimeri’. Il confronto tra LASIK e PRK è stato fatto tra persone della stessa età, che sono state esaminate a distanza di tre mesi, uno, due, cinque e dieci anni dall’intervento. Un secondo intervento è stato necessario nel 18% dei casi con la LASIK e nel 35% con la PRK. Va detto, però, che in entrambi i casi non necessariamente si ‘elimina’ completamente il vizio refrattivo, anche se questo resta sempre l’obiettivo.