In aereo una mappa 3D

In aereo una mappa 3D L’Enac e Alitalia annunciano: presto a bordo una carta per ciechi e ipovedenti in Braille e figure in rilievo 22 febbraio 2011 – A bordo di aerei Alitalia arriva la mappa 3D per i disabili visivi. È stato reso noto con un comunicato diffuso congiuntamente assieme all’Ente Nazionale per l’Aviazione civile (Enac). La carta, che presenta tutte le informazioni di sicurezza per il passeggero, è realizzata in caratteri braille, con figure in rilievo per non vedenti rispettando, per gli ipovedenti, i requisiti di leggibilità e contrasto. La nuova carta è stata sviluppata dall’Enac in collaborazione con la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi. Alitalia sarà la prima compagnia a renderla disponibile a bordo dei circa 90 aeromobili della propria flotta Airbus di medio raggio. A bordo i passeggeri non vedenti ed ipovedenti, oltre a ricevere istruzioni personalizzate dal personale di cabina, potranno consultare la nuova carta che conterrà: 1) testi stampati con caratteri e colori adatti agli ipovedenti (e agli eventuali accompagnatori); 2) testi stampati in caratteri braille; 3) figure stampate in 3D che illustrano elementi quali la dislocazione delle uscite di sicurezza, il disegno e la configurazione della cabina, le modalità per allacciare e slacciare la cintura, le posizioni da assumere in caso di emergenza, l’utilizzo del salvagente e della maschera per l’ossigeno.

Fonte: Enac-Alitalia

Glaucoma, si rafforza l’ipotesi dell’origine genetica

Codice genetico (Dna)

Codice genetico (Dna)Glaucoma, si rafforza l’ipotesi dell’origine genetica La malattia è associata spesso a un eccesso di pressione oculare ed è la seconda patologia oftalmica più diffusa 21 febbraio 2011 – L’origine genetica del glaucoma si fa sempre più strada tra gli scienziati. Anche se era già nota la familiarità della malattia oculare, nel Dna si è scovato un altro gene che potrebbe essere alla radice della patologia, associata generalmente a un eccesso di pressione intraoculare. In particolare, ricercatori della Vanderbilt University e dell’Università della Florida hanno individuato nella doppia elica canina una variante di un gene chiamato ADAMTS10, che sarebbe il principale responsabile della forma patologica più diffusa, detta ad angolo aperto. “L’elevata pressione intraoculare – hanno scritto i ricercatori su Plos Genetics – è un forte fattore di rischio per lo sviluppo e la progressione del glaucoma”. Proprio per questo è fondamentale tenerla sotto controllo con check-up periodici (in Italia si effettueranno gratuitamente tra il 6 e il 12 marzo). Il glaucoma è, a livello mondiale, la seconda patologia più comune dopo la cataratta: secondo l’Oms colpisce circa 55 milioni di persone. Misurazione del tono dell'occhio Generalmente la terapia si basa su colliri che si instillano quotidianamente per abbassare la pressione che abbia superato un valore limite (di solito 21 millimetri di mercurio). Nei casi più gravi, invece, si ricorre all’intervento chirurgico, creando una sorta di sportellino nella sclera (il bianco dell’occhio), che funge da valvola di sfogo. Tuttavia, i ricercatori non demordono: stanno cercando di tirare fuori dal ‘cilindro’ un’opzione terapeutica più radicale: quella che consentirebbe di bloccare alla radice il meccanismo scatenante della malattia scritto nei geni. “Fino ad oggi, scrive la Vanderbilt University, tre geni sono stati associati al glaucoma umano, ma rendono conto solo di una piccola frazione di casi che non hanno gettato molta luce sul processo patologico”. Per questo gli studiosi si sono concentrati su un modello più semplice a livello genetico: quello dei cani; ma attualmente stanno considerando anche il ruolo di mutazioni del gene ADAMTS10 negli esseri umani. “Se questo gene giocasse – ha avvertito Rachel Kuchtey della Vanderbilt University – veramente un ruolo nella regolazione del deflusso dell’umor acqueo potremmo iniziarlo a considerare (assieme ai suoi analoghi molecolari) un bersaglio per i trattamenti”.

Fonti: Vanderbilt University Medical Center, Plos Genetics

Occhio di riguardo per i bambini

Controllo oculistico gratuito

Controllo oculistico gratuitoOcchio di riguardo per i bambini A partire dal 22 febbraio settimana di visite oculistiche gratuite in una scuola primaria in provincia di La Spezia 21 febbraio 2011 – Occhi puntati sulla prevenzione dei disturbi oculari dei giovani alunni in provincia di La Spezia. Dal 22 febbraio alla fine della settimana un Ambulatorio Oculistico Mobile si troverà presso l’Istituto Comprensivo di Ceparana/Bolano, nella scuola primaria, dove gli allievi saranno sottoposti a un check-up oculistico.Controllo oculistico gratuito Dopo la firma del protocollo d’intesa fra l’ASL 5, l’Ufficio Scolastico Provinciale e l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus – che prevede lo screening oftalmico per l’intera popolazione scolastica della Provincia della Spezia – si è passati all’azione nelle scuole. Questo progetto si avvale della supervisione del Primario dell’Unità Operativa di Oculistica dell’ASL 5 e di altri cinque medici oculisti della provincia di La Spezia, che ritengono che la prevenzione sia il passo più importante per la tutela della salute degli occhi dei bambini. L’iniziativa è stata promossa dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti onlus spezzina e dal Comitato provinciale di La Spezia della IAPB Italia onlus. Le visite sono totalmente gratuite grazie alla ASL 5 e al contributo del Lion’s Club Ceparana.

Fonte: UICI-La Spezia.

Quando squilla l’emergenza

Quando squilla l’emergenza Nell’UE esiste un numero unico per le urgenze sanitarie: è il 112, ma in Italia è ancora il 118 18 febbraio 2011 – è il numero d’emergenza dell’Unione europea, ma allarmante è soprattutto il fatto che non si conosca: il 112 è noto solo a sette italiani su cento. Chiaramente è importante memorizzarlo per le urgenze (anche sanitarie) per quando si andrà in un altro Paese Ue: non a caso è stato battezzato numero ‘salva-vita’ ed è un numero unico per incidenti, incendi, aggressioni e via dicendo. Nell’Europa a 27 Stati solo un cittadino su quattro lo conosce. Per aumentarne la notorietà, la Commissione europea ha rilanciato il messaggio, nella speranza che si segua l’esempio di Paesi più virtuosi come Lituania, Polonia o Slovacchia, dove circa sei cittadini su dieci già sono al corrente del servizio. Si tratta di una sequenza di tre cifre che – già attiva in molti Stati UE – consente di contattare l’ambulanza, i vigili del fuoco o la polizia. In un’Unione europea dove la mobilità è sempre più accentuata, sapere come comportarsi in caso d’emergenza è fondamentale. In alcuni Stati il sistema localizza il chiamante in automatico anche quando usa il cellulare (anche in Italia si può essere localizzati in un paio di secondi). “Potete chiamare gratuitamente il 112 – assicura la Commissione europea – per contattare i servizi di emergenza in tutta l’Unione europea, da rete fissa o mobile”. Si ricorda infine che, prima della partenza per altri Paesi europei, è fondamentale prendere con sé la tessera sanitaria rilasciata del Ministero della Salute, che non a caso reca a tergo la scritta “tessera europea di assicurazione malattia” (Leggi anche “Più diritti alle cure in altri Paesi Ue”). A febbraio del 2009 l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea per il suo ritardo: quando si digita il 112, com’è noto, ora rispondono i carabinieri: per le emergenze sanitarie in Italia ancora bisogna comporre il 118.

Link utile: Domande e risposte: i diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria

Fonti: Commissione Ue, Europa.eu

Quegli zuccheri che minano la vista

L'integrità dei vasi della retina è a rischio se i valori della glicemia sono troppo alti per lungo tempo

L'integrità dei vasi della retina è a rischio se i valori della glicemia sono troppo alti per lungo tempoQuegli zuccheri che minano la vista A lungo andare una glicemia troppo alta può provocare danni alla retina anche se non si è diabetici 17 febbraio 2011 – Se i livelli di zuccheri nel sangue sono alti è anche la vista a pagarne il conto (salato). Infatti è ampiamente dimostrato che la glicemia, quando supera i livelli di guardia, a lungo andare danneggia le retina. Non c’è bisogno di essere diabetici perché questo avvenga: un nuovo studio che ha esaminato oltre 700 retine l’ha dimostrato chiaramente. Infatti, a distanza da dieci anni dal primo esame si è ripetuto il check-up su persone con un’età media di 52 anni. I risultati non lasciano molto spazio a dubbi: su 235 diabetici, 227 iperglicemici e 238 persone sane sono stati trovati 44 retinopatici, di cui solo 19 diabetici (vedi retinopatia diabetica ). Per questo i ricercatori – diretti da Pascale Massin dell’Hôpital Lariboisière di Parigi – propongono di abbassare il valore di guardia della glicemia (a 108 invece che a 120); ma anche l’emoglobina glicosilata, impiegata per monitorare l’andamento dei livelli di glucosio nel tempo, dovrebbe avere un valore massimo inferiore (il 6%) rispetto gli standard attuali. Insomma, chiudere un occhio sugli zuccheri può significare danneggiare gli occhi a lungo termine. A rischiare sono soprattutto i vasi sanguigni che, quando non sono in salute, diventano un vero e proprio boomerang. Invece di limitarsi ad apportare ossigeno e nutrimento alle cellule nervose della retina finiscono col danneggiarle: le complicazioni microvascolari vanno dalle piccole emorragie al rischio di trombi che occludono i vasi retinici.

Fonte principale: JAMA and Archives Journals

Guardiamo agli stili di vita

Ministero della Salute (sede di Roma Eur, dove si svolgono i lavori della Commissione nazionale per la prevenzione della cecità

Ministero della Salute (sede di Roma Eur, dove si svolgono i lavori della Commissione nazionale per la prevenzione della cecitàGuardiamo agli stili di vita Insediata al Ministero della Salute la “Piattaforma Nazionale sull’alimentazione, l’attività fisica e il tabagismo” 16 febbraio 2011 – Un giusto stile di vita previene le malattie: alzatevi per fare esercizio fisico, non toccate le sigarette e seguite una dieta corretta. Su questi ‘antichi’ consigli si basa la nuova “Piattaforma nazionale” per guadagnare salute, insediata dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio. Il fine è quello di contrastare fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e l’inattività fisica: sono questi i fattori di rischio delle principali patologie croniche (comprese malattie oculari come la degenerazione maculare legata all’età). “L’adozione di stili di vita corretti – ha sostenuto il Prof. Fazio – consente di ridurre i fattori di rischio nei confronti di molte malattie e costituisce un determinante fondamentale per la tutela, la promozione e il recupero della salute. La Piattaforma renderà organiche le iniziative che abbiamo già assunto attraverso accordi con l’industria alimentare per la riduzione del sale, degli acidi grassi e degli zuccheri negli alimenti. Essa rappresenterà, la sede d’incontro fra tutte le istituzioni, le associazioni e gli organismi interessati, dove concertare e proporre interventi a favore del benessere e della salute di tutti i cittadini”. Vietato fumare I fotorecettori si distinguono in bastoncelli (a sinistra) e coni (a destra). (Fonte: Summagallicana) Last but not least, si ricorda l’importanza della dieta mediterranea e della tradizione agro-alimentare italiana e di un maggiore consumo di frutta e verdura: è fondamentale tenerne conto anche per prevenire alcune malattie oculari che colpiscono la macula, la zona centrale della retina più ricca di fotorecettori (in questo caso coni). Solo qualche giorno fa l’Oms ha invitato a contrastare l’abuso di alcol (che però in quantità moderate fa bene, specialmente se accompagna i pasti principali). Infatti questo eccesso provoca, secondo l’Agenzia Onu che si occupa di salute, due milioni e mezzo di morti l’anno, oltre a svariate malattie e a danni di diverso tipo. Senza menzionare il fatto che, se si beve troppo, non solo si viola la legge quando ci si mette al volante, ma si possono persino avere delle allucinazioni visive. Sempre secondo l’Oms per ridurre il rischio dei tumori più comuni sono sufficienti due ore e mezza di attività fisica la settimana. Una buona prassi che riduce anche sia la frequenza della degenerazione maculare che della cataratta; quest’ultima è la malattia oculare più diffusa al mondo, mentre l’AMD è la prima causa di cecità e ipovisione nei Paesi industrializzati.

Fonti: Ministero della Salute, Oms

Alla ricerca della neuroprotezione retinica

Cavia di laboratorio

Cavia di laboratorioAlla ricerca della neuroprotezione retinica Il sistema immunitario ha un ruolo importante nella riparazione dei danni retinici delle cavie di laboratorio 15 febbraio 2011 – Una retina parzialmente danneggiata può essere riparata in modo limitato anche grazie all’azione del sistema immunitario. L’hanno osservato ricercatori israeliani e tedeschi sulle cavie di laboratorio, evidenziando il ruolo dei macrofagi – cellule capaci di inglobare il materiale estraneo, prodotte all’origine dal midollo osseo –, noti per il loro ruolo nella cura dei tessuti periferici. La protezione dei neuroni e il ricambio cellulare sono vitali per l’integrità del sistema visivo; le possibilità di recupero sono però scarse in caso di danni retinici nei mammiferi adulti. I ricercatori hanno scoperto tuttavia che, in seguito a un’intossicazione dell’occhio provocata dal glutammato, i macrofagi si infiltrano nella retina danneggiata dei topi. Retina Se però si arresta l’intervento dei macrofagi riparatori – derivati dai monociti – non solo si riduce la sopravvivenza di cellule retiniche (dette ganglionari), ma diminuisce persino il numero dei progenitori retinici, ossia delle cellule neonate che generano i fotorecettori a partire dalle staminali. Viceversa, aumentando il numero dei monociti in circolo si riesce a far sopravvivere le cellule della retina, tessuto che aumenta anche la sua capacità rigenerativa. Come effetto finale si riduce l’infiammazione e si proteggono i neuroni fotosensibili. Dunque si punta sull’azione dei macrofagi per migliorare la (limitata) capacità rigeneratrice della retina, con ampie implicazioni per la cura delle neuropatie retiniche e di altri disordini a carattere neurodegenerativo. Vedi anche: “ Staminali per rigenerare gli occhi

Fonte: Journal of Experimental Medicine

Omega-3 contro la retinopatia

Quando i vasi della retina proliferano in modo incontrollato possono essere dannosi per la vista

Quando i vasi della retina proliferano in modo incontrollato possono essere dannosi per la vistaOmega-3 contro la retinopatia Nelle cavie di laboratorio aiutano a prevenire la proliferazione indesiderata dei vasi retinici dannosi 11 febbraio 2011 – I vasi retinici, se si moltiplicano eccessivamente, provocano seri problemi alla vista. Proprio nel tentativo di bloccare questa proliferazione incontrollata di capillari sulla retina un’équipe internazionale di ricercatori diretta dal Children’s Hospital di Boston (Università di Harvard) ha studiato gli effetti degli omega-3 su cavie di laboratorio. Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi che si trovano in abbondanza nell’olio di pesce e nei pesci grassi (tonno, salmone, ecc.). È stata confermata la loro efficacia a livello di protezione della retina, dato che limitano i danni provocati dai vasi che, nelle cavie di laboratorio, sono stati artificialmente indotti da un’esposizione eccessiva all’ossigeno: la crescita di vasi tortuosi e fragili può avere come conseguenza le emorragie retiniche e persino il distacco di retina . Dunque, può essere opportuno seguire una dieta ricca di pesce (grassi) ed eventualmente integrarla con complementi alimentari.Cavia di laboratorio La retinopatia è un’importante causa di cecità: solo negli Usa colpisce 4,1 milioni di diabetici e molti nati prematuri (vedi ROP ). Altre 7 milioni di persone sono affette da degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), che può colpire la popolazione dopo i 55 anni d’età ed è considerata la prima ragione di riduzione o perdita della vista nei Paesi benestanti. Una rapida crescita anormale di vasi retinici può danneggiare anche il centro della retina, come avviene nella forma umida di AMD (che attualmente viene trattata generalmente con iniezioni di anti-VEGF praticate nel bulbo oculare). In uno studio precedente condotto da L. Smith e collaboratori i topi alimentati con diete ricche di omega-3 hanno manifestato una minor crescita dei vasi sanguigni in misura prossima al 50% rispetto a quelli nutriti con omega-6. La ragione alla base di questo fenomeno è una riduzione dei messaggi che scatenano l’infiammazione nell’occhio. Infine, la crescita di vasi sanguigni sani può inibire la proliferazione abnorme dei vasi dannosi.

Fonti: Children’s Hospital Boston (C. Connolly), Science Translational Medicine .

Il fascicolo sanitario diventa elettronico

Fascicolo sanitario elettronico (Regione Lombardia)

Fascicolo sanitario elettronico (Regione Lombardia)Il fascicolo sanitario diventa elettronico Il Ministro Fazio: “Importante passo avanti per migliorare l’assistenza ai cittadini” dopo l’intesa Stato-Regioni 11 febbraio 2011 – La sanità si converte al digitale. Entro il 2012 potrà essere disponibile in Italia il “Fascicolo sanitario elettronico” (Fse) per gli assistiti. Il 10 febbraio la Conferenza Stato-Regioni ha approvato in proposito le Linee Guida nazionali proposte dal Ministero della Salute. “Il Fascicolo sanitario elettronico, che ogni italiano porterà con sé come una vera e propria carta d’identità sanitaria – ha dichiarato il Ministro della Salute Ferruccio Fazio –, consentirà di migliorare enormementeIl Ministro Ferruccio Fazio l’assistenza sanitaria, permetterà di intervenire rapidamente ed efficacemente in caso di emergenze e farà risparmiare notevoli risorse al sistema sanitario”. Il Fascicolo sanitario elettronico verrà realizzato dalle Regioni una volta avuto il consenso dell’assistito. L’insieme dei dati e dei documenti digitali di tipo socio-sanitario verrà salvato sul chip contenuto in una carta, che si può portare sempre con sé come già si fa con la tessera sanitaria. Coprirà l’intera vita del paziente e sarà costantemente aggiornato da chi si farà carico delle cure dell’assistito. Nelle urgenze permetterà agli operatori di inquadrare immediatamente i pazienti; consentirà la continuità delle cure, permetterà di condividere tra gli operatori le informazioni amministrative (ad esempio prenotazioni di visite specialistiche, ricette, ecc.). Il suo accesso potrà avvenire mediante l’utilizzo della carta d’identità elettronica (Cie) e della carta nazionale dei servizi (Cns).

Fonte principale: Ministero della Salute

Malati cronici, meno assistenza negli ospedali

Il Ministro della Salute Fazio presso il suo Dicastero (Sede di Roma Eur)

Il Ministro della Salute Fazio presso il suo Dicastero (Sede di Roma Eur)Malati cronici, meno assistenza negli ospedali Il Ministro della Salute Fazio insiste anche sulla chiusura delle strutture ospedaliere marginali 10 febbraio 2011 – è uno dei leitmotiv del Ministro della Salute Fazio: chiusura degli ospedali marginali e assistenza dei malati cronici fuori dalle strutture ospedaliere. Oggi il professore è tornato sull’argomento durante il Question Time alla Camera dei Deputati, nel corso di un’interrogazione sul rientro dai disavanzi sanitari della regione siciliana. “I malati cronici – ha ammonito il Ministro – non si possono più curare in ospedale. Ecco perché il governo sta facendo uno sforzo importante per trasferire gran parte dell’attività attualmente svolta negli ospedali sul territorio”. “I problemi di molte regioni del Sud sono dovuti a un eccesso di ospedalizzazione”. Poiché nel 2050 si prevede che in Italia il 35% della popolazione avrà più di 65 anni e la metà di essa soffrirà di una o più malattie croniche, si cercano soluzioni alternative agli ospedali. Intanto, però, prosegue il taglio dei posti letto. “Oggi in ospedale – ha avvertito Fazio – si può andare solo per indicazioni stringenti; tutto il resto va curato sul territorio”. Il che, in termini più prosaici, significa generalmente più assistenza domiciliare e, nel migliore dei casi, nuove strutture dedicate alle malattie croniche. Secondo l’Istat questa tendenza dura già da diversi anni: negli ospedali si sono ridotti in tutte le regioni, ad eccezione del Molise, passando da 4,3 posti letto per mille abitanti (2002) a 3,7 (2007). Va detto, tuttavia, che è sempre più frequente il ricorso al day hospital. Questa riduzione sarà compensata dall’assistenza domiciliare, in particolare per gli anziani? “In alcune regioni è già compensata – aveva replicato lo scorso 18 gennaio il Ministro Fazio –: pensiamo all’Emilia Romagna, al Veneto, alla Lombardia. Bisogna fare in modo che queste buone pratiche si estendano alle altre regioni”. Nel complesso le regioni sono interessate da circa 650 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti e da oltre 570 mila ricoveri di pazienti provenienti da fuori regione (2008).

Fonti: Sanità News, Istat, Ministero della Salute.