Alla ricerca delle cause dell’occhio secco Scienziati dell’Università di Harvard hanno individuato cellule che promuovono l’infiammazione oculare 6 giugno 2011 – Sistema immunitario sotto controllo per combattere l’ occhio secco . Ricercatori dell’Università di Harvard hanno capito il ruolo di cellule chiamate natural killer (NK) a livello oculare; mentre normalmente forniscono un sistema di protezione naturale, possono diventare un boomerang perché capaci di promuovere l’infiammazione degli occhi. L’esperimento è stato condotto su due gruppi di cavie di laboratorio. Il primo di essi era normale, mentre nel secondo le cellule NK erano state artificialmente ridotte. Quando in entrambi i gruppi è stato indotto l’occhio secco si è constatato che la patologia si è manifestata meno gravemente nelle cavie in cui le cellule NK erano diminuite. “Di occhio secco soffrono milioni di persone negli Stati Uniti – ha affermato Yihe Chen dello Schepens Eye Research Institute, che lavora presso il Massachusetts Eye and Ear Infirmary del dipartimento di oftalmologia della Harvard Medical School di Boston –. Il nostro studio ha promosso un’ulteriore comprensione della patogenesi dell’occhio secco, il che è fondamentale per sviluppare nuovi trattamenti e migliorare la qualità della vita di persone affette dalla patologia”.
Fonte: Federation of American Societies for Experimental Biology


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sedentaria e le diete sbagliate così come l’abuso di alcol. Questi sono, a giudizio dell’Oms, tra gli aspetti più critici che – aggiungiamo noi – aumentano anche il rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età (

media degli anni in salute entro l’anno 2020”.
più importante dell’oculistica internazionale, che quest’anno si svolge dal primo al 5 maggio in Florida. “I progressi delle scienze genomiche – scrive l’ Association for Research in Vision & Ophthalmology – e le tecnologie correlate stanno rivoluzionando la biologia e la medicina. Ora siamo in grado di identificare le variazioni genetiche associate alla malattie della vista. Gli strumenti bioinformatici ci stanno aiutando a decifrare le complessità della regolazione genetica e stiamo imparando di più su come interagiscano le cellule umane e i microbi”.
Inoltre il fumo è considerato un fattore di rischio dello sviluppo della degenerazione maculare legata all’età (
