Quando i ‘movimenti oculari rapidi’ sono in ritardo

Inseguimento visivo

Inseguimento visivoQuando i ‘movimenti oculari rapidi’ sono in ritardo Nei malati di glaucoma le saccadi sono alterate: lo attesta un nuovo studio canadese 7 dicembre 2012 – Ritardo nei movimenti oculari rapidi (saccadi): è questo il “responso” dei ricercatori del St. Michael’s Hospital-Università di Toronto, in Canada, per le persone colpite da glaucoma . Gli spostamenti rapidi degli occhi partono con un ritardo del 15 per cento nei glaucomatosi, persone che generalmente hanno una pressione oculare troppo alta, che può danneggiare seriamente il nervo ottico. Insomma, i malati di glaucoma hanno “riflessi” oculari più lenti e, dunque, si può capire meglio perché per loro aumentino i rischi di cadute e incidenti automobilistici. Non è, infatti, solo la tendenziale riduzione del campo visivo (sicuramente la causa più importante), ma anche il fatto che i movimenti oculari sono meno “brillanti” ossia sono meno veloci anche quando sembrano guizzare. Eye-tracking (dispositivo esemplificativo) “Proprio come l’alcol causa un ritardo nei tempi di frenaggio – spiega la dott.ssa Neeru Gupta, oculista del St. Michael’s Hospital che ha diretto lo studio –, il glaucoma allunga il tempo che gli occhi impiegano per muoversi rapidamente in risposta a uno stimolo visivo”. I ricercatori hanno confrontato le prestazioni oculari di 16 persone colpite da glaucoma con quelle sane (altre 21 persone): i volontari hanno indossato un caschetto per misurare il tempo di spostamento degli occhi da un punto a un altro (inseguimento visivo) e la precisione con cui hanno messo a fuoco e puntato un oggetto. “I movimenti oculari saccadici – scrivono i ricercatori sulla rivista Eye and Brain – sono significativamente in ritardo nei pazienti affetti da glaucoma lieve, moderato o avanzato”. Un precedente studio, pubblicato a giugno di quest’anno sul Journal of Glaucoma , è pervenuto a conclusioni analoghe. Le saccadi sono movimenti oculari rapidi simultanei, che riguardano entrambi gli occhi e sono diretti nella stessa direzione. Entrano in gioco in molte attività quotidiane: nella lettura, nell’esplorazione dell’ambiente circostante, guidare, salire e scendere le scale, ecc. è fondamentale diagnosticare precocemente il glaucoma e approntare tempestivamente una terapia (colliri, chirurgia tradizionale o laser): la malattia è una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo. Attualmente, secondo l’Oms, ne sono affette 55 milioni di persone, quasi quanto l’intera popolazione italiana.

Leggi anche: “ Più incidenti d’auto col glaucoma avanzato

Fonti: Eye and Brain , St. Michael’s Hospital e University of Toronto (Canada)

Più controllo cerebrale, migliore sensibilità al contrasto

Attività nella corteccia cerebrale prima e dopo l'addestramento visivo (Foto: F. Scharnowski)

Attività nella corteccia cerebrale prima e dopo l'addestramento visivo (Foto: F. Scharnowski)Più controllo cerebrale, migliore sensibilità al contrasto Ci si può addestrare a percepire meglio le variazioni di tonalità mediante appositi esercizi 5 dicembre 2012 – Se aumenta il controllo della propria mente può migliorare anche la sensibilità al contrasto. Le persone colpite, ad esempio, da ictus potrebbero migliorare le proprie prestazioni cognitive attraverso il cosiddetto “neurofeedback”: siOttotipo per valutare la sensibilità al contrasto allenano ad ottenere determinate risposte sulla base dei dati visualizzati dalla strumentazione che monitora l’attività cerebrale. Facendo ricorso alla risonanza magnetica funzionale, che consente di visualizzare l’afflusso di sangue al cervello, si può capire in quali aree si concentri l’attività mentale. I volontari, durante l’addestramento, hanno potuto seguire in diretta la propria stessa attività cerebrale su un monitor. Dopodiché è stato chiesto loro di rilevare dei minimi cambiamenti di contrasto in un’immagine. Quindi si è visto che coloro che avevano praticato un addestramento mentale ottenevano un punteggio più alto. Lo studio, basato su esercizi specifici, è stato condotto presso l’Università della California. “Abbiamo dimostrato – ha affermato il direttore della ricerca, Frank Scharnowski, che lavora all’Università di Ginevra – che possiamo addestrare le persone a manipolare la propria attività cerebrale e migliorare la loro sensibilità visiva [al contrasto] senza chirurgia e senza farmaci”.

Fonte: Wellcome Trust

AMD, “imputato” il sistema immunitario

La degenerazione maculare legata all’età potrebbe essere anche una malattia autoimmune. Nonostante l’origine genetica, fondamentale è lo stile di vita

Ha già causato la perdita o la forte riduzione della visione centrale in 30 milioni di persone nel mondo: è la degenerazione maculare legata all’età (AMD). La sua forma più comune – detta secca o atrofica – non è curabile. Ora gli scienziati americani hanno scoperto che l’aumento dei livelli di una proteina nella retina, chiamata IL17RC, potrebbe promuovere l’infiammazione e l’azione di cellule del sistema immunitario che danneggiano la macula (l’area retinica centrale, ricca di coni).

L’incremento della proteina citata ha cause genetiche. Esistono però anche i fattori cosiddetti modificabili. Infatti, è importante smettere di fumare, seguire una dieta ricca di pesce e verdure a foglia verde e praticare costantemente l’esercizio fisico: sono queste le regole auree che aiutano a prevenire o a rallentare l’evoluzione della degenerazione maculare senile, una malattia che può causare la riduzione o la perdita della vista centrale tra gli ultracinquantenni.

Fonti: Cell Reports , National Eye Institute (Usa)

Pagina pubblicata il 30 novembre 2012. Ultima modifica: 9 aprile 2018

Esplorata l’architettura dei bastoncelli in 3D

Immagine (Fonte: Cell)

Immagine (Fonte: Cell)Esplorata l’architettura dei bastoncelli in 3D Le mutazioni genetiche possono compromettere il trasporto di una proteina fotosensibile provocando cecità 28 novembre 2012 – Un viaggio tridimensionale per esplorare i fotorecettori: un’équipe americana ha studiato l’architettura dei bastoncelli con una tecnica chiamata tomografia crioelettronica . In questo modo i ricercatori hanno visto da vicino cosa accada in seguito a mutazioni genetiche delle cavie di laboratorio: un’alterazione delle ciglia, presenti nel segmento esterno dei bastoncelli, provoca diverse patologie e, a livello retinico, altera il trasporto di una proteina fotosensibile ( rodopsina ) fino a causare cecità. I bastoncelli sono dei fotorecettori impiegati per la visione periferica (in particolare laterale) e quando c’è poca luce. Il loro segmento esterno contiene membrane fotosensibili (come dischi impilati) che trasportano la rodopsina, pigmento responsabile delle prime reazioni retiniche alla percezione della luce. Durante lo studio è stata indotta una malattia genetica chiamata sindrome di Bardet-Biedl (BBS), che causa la retinite pigmentosa. Ricorrendo alla scansione tridimensionale della struttura dei bastoncelli, i ricercatori sono stati in grado di confrontare ciò che avveniva nei topi mutanti e in quelli normali. Studiare a fondo questi meccanismi potrebbe consentire, un giorno, di trovare nuovi trattamenti contro malattie a carattere genetico. ___________ Note estremità dendritiche neuronali specializzate in funzioni mobili o sensoriali. cecità, difetti cognitivi, malattie renali, obesità, ecc. ___________

Fonti principali: Cell , Baylor College of Medicine

Prematuri da tenere d’occhio

Neonata prematura

Neonata prematuraPrematuri da tenere d’occhio Sono 15 milioni i bambini nati prima del tempo. Possono soffrire di problemi retinici 19 novembre 2012 – Sono circa 15 milioni i bambini nati prematuramente ogni anno nel mondo. Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui il loro numero è in aumento. Tre quarti dei decessi dei nati precocemente potrebbero essere evitati. E potrebbero essere evitate anche molte complicazioni a carattere medico. Tra di esse, a livello oculare, è particolarmente importante la retinopatia del prematuro (ROP): l’eccesso di ossigeno nell’incubatrice può provocare la proliferazione incontrollata di vasi della retina. Innanzitutto è fondamentale una corretta regolazione dei livelli di ossigeno erogati (clicca qui per approfondire). Tra le soluzioni aggiuntive individuate, l’università di Harvard ha proposto l’impiego di antiossidanti ( clicca qui per leggere la notizia). Lo scorso 17 novembre si è celebrata la Giornata mondiale della prematurità assieme all’Oms.

Fonte principale: Oms

Riconoscimento facciale col cervello

Il giro fusiforme è una zona che si trova nella parte inferiore dell'encefalo

Il giro fusiforme è una zona che si trova nella parte inferiore dell'encefaloRiconoscimento facciale col cervello Identificata la zona cerebrale deputata al riconoscimento dei volti: è il giro fusiforme Le facce si “leggono” nel cervello. Secondo una nuova ricerca il riconoscimento facciale avviene grazie a una specifica zona della nostra corteccia chiamata “girVolto (ragazza dagli occhi azzurri)o fusiforme” (che si trova alla base dell’encefalo). Lo sostengono studiosi americani, i quali hanno fatto ricorso a una serie di esami – quali la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l’elettrocorticografia (EcoG) – durante la stimolazione del cervello di un paziente (effettuata mediante elettrodi). Non solo si è notata una sorprendente corrispondenza tra l’elettrocorticografia e la risonanza magnetica funzionale mentre si riconoscevano i volti, ma si è riusciti anche a indurre una distorsione specifica dei visi mentre il soggetto li stava guardando (“metamorfosi” dei volti delle persone presenti in una stanza). Sono state effettuate ripetute verifiche per appurare che la distorsione riguardasse esclusivamente i volti. Si è constatato inoltre che, stimolando con gli elettrodi aree prossime al giro fusiforme, il soggetto non osservava la medesima distorsione. Vedi anche: “ Alla ricerca dell’oggetto perduto

Fonti: Science , Journal of Neuroscience

Pagina pubblicata il 15 novembre 2012.

Ultima modifica: 18 aprile 2013

Un ‘tubicino’ contro il glaucoma

microstent sperimentato negli Usa (Hydrus I)

microstent sperimentato negli Usa (Hydrus I)Un ‘tubicino’ contro il glaucoma Sperimentato negli Usa un microstent per ampliare le vie di deflusso dell’umor acqueo 14 novembre 2012 – Aprire le vie che fanno defluire l’umor acqueo per abbassare la pressione oculare di chi è colpito da glaucoma . A questo serve il microstent (una sorta di tubicino che si espande fino a dilatare i tessuti circostanti) che si sta sperimentando negli Stati Uniti. La sua introduzione avviene mediante un’incisione nella superficie oculare simile a quella praticata durante l’intervento di cataratta.Microstent ricoperto in titanio La dimensione del microstent è simile a quello di una ciglia e difficilmente la sua presenza viene avvertita dai pazienti. Questa microcannula potrebbe essere adatta contro la forma più comune di glaucoma (detta ad angolo aperto). Si prevede che la prima fase della sperimentazione, iniziata a dicembre 2009, prosegua sino alla fine del 2013. Di tale dispositivo si è parlato anche in occasione dell’American Academy of Ophthalmology, che il 13 novembre 2012 si è conclusa a Chicago (Usa).

Fonti: AAO , US National Institutes of Health

Sottoscritto un accordo contro la retinopatia diabetica

Sottoscritto un accordo contro la retinopatia diabetica Firmato il 13 novembre 2012 a Roma un protocollo d’intesa tra la IAPB Italia onlus e l’ Italian Barometer Diabetes Observatory Combattere il diabete è una priorità sanitaria mondiale anche per i danni che causa alla vista. La retinopatia diabetica , infatti, è una delle ‘piaghé mondiali della salute oculare: è importante diagnosticarla tempestivamente per evitare gravi danni retinici. Per offrire un’adeguata prevenzione è stato sottoscritto il 13 novembre 2012 a Roma un protocollo d’intesa tra l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, attraverso il suo Presidente Giuseppe Castronovo, e l’Italian Barometer Diabetes Observatory, il cui presidente è il Prof. Renato Lauro (Rettore dell’Università capitolina di Tor Vergata). “Il diabete – si sottolinea nel protocollo d’intesa – è una malattia molto frequente tra gli anziani: ne soffre circa il 12% degli ultra sessantacinquenni italiani. Sebbene questa patologia sia oggi controllabile, va diagnosticata ed affrontata in tempo e soprattutto non sottovalutata, in quanto, se mal curata, rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, per le infezioni, per le malattie oculari, per le malattie nervose, tutte fortemente invalidanti per la vita normale”. Nei Paesi industrializzati la retinopatia diabetica, insieme alla degenerazione maculare senile e al glaucoma , è una delle principali cause di cecità. “Una persona anziana, che abbia il diabete da 10 anni, ha – si osserva nel protocollo d’intesa – circa il 70% di probabilità di contrarre la retinopatia diabetica”.

Pagina pubblicata il 14 novembre 2012.

Ultima modifica: 16 gennaio 2013

Mal di testa nei bambini, poco comune il bisogno d’occhiali

Controllo oculistico

Controllo oculisticoMal di testa nei bambini, poco comune il bisogno d’occhiali Non è stata trovata una correlazione significativa in 158 piccoli colpiti da emicrania. Necessari comunque check-up oculistici periodici Il mal di testa nei bambini ha difficilmente a che fare con l’esigenza di occhiali. A smentire un’opinione molto diffusa ci ha pensato un nuovo studio scientifico condotto da una clinica oftalmica americana (Albany Medical Center dello stato di New York). I ricercatori hanno studiato 158 bambini colpiti da emicrania dal 2002 al 2011: tutti sono stati visitati da oculisti e sono stati sottoposti a specifici esami della vista, ma non è stata individuata alcuna correlazione significativa tra eventuali problemi oculari e i mal di testa lamentati.Stare all'aria aperta può ridurre l'incidenza dei vizi refrattivi tra i bambini (in particolare della miopia) Il bisogno di una correzione visiva, anche laddove era necessario, non è stato infatti né la causa primaria né un fattore significativo dei mal di testa. Eppure il 14 per cento dei bambini ha riferito di soffrirne mentre impegnava, in particolar modo, la vista (ad esempio durante i compiti a casa). I ricercatori hanno notato che a molti bambini è passato il mal di testa dopo qualche tempo. La causa potrebbe essere di natura psicologica. Comunque, circa il 30 per cento dei partecipanti allo studio non aveva solo la necessità di correggere i classici difetti refrattivi (astigmatismo, miopia, ipermetropia), ma soffriva anche di problemi oculari più seri, quali lo strabismo o l’occhio pigro ( ambliopia ). Al restante 70 per cento, invece, non sono stati diagnosticati disturbi oculari. In ogni caso, può essere opportuno recarsi dall’oculista per escludere che la causa dell’emicrania sia di natura oftalmica.

Leggi anche: “ Decalogo per proteggere gli occhi dei vostri bambini

Fonte: American Academy of Ophthalmology

Pagina pubblicata il 13 novembre 2012.

Ultima modifica: 27 novembre 2012

Più incidenti d’auto col glaucoma avanzato

Più incidenti d’auto col glaucoma avanzato Riducendo la visione periferica, è una malattia che può mettere a repentaglio la sicurezza stradale 12 novembre 2012 – Si corre un rischio doppio di avere un incidente automobilistico se si ha un glaucoma allo stadio avanzato. A sottolinearlo è l’Accademia americana di oftalmologia: ricercatori giapponesi (della Tohoku University School) hanno usato un simulatore di guida confrontando due gruppi composti da 36 persone. Il primo gruppo era affetto da un glaucoma avanzato, mentre il secondo aveva una vista normale. Un bambino o una macchina tagliavano all’improvviso la strada a chi guidava nel simulatore: i malati avevano mediamente il doppio degli incidenti. Il glaucoma provoca un restringimento del campo visivo: riducendosi la visione periferica in seguito al danneggiamento progressivo del nervo ottico, la sicurezza stradale può essere messa a repentaglio. Per questo una diagnosi e un tCampo visivo tubulare caratteristico del glaucoma avanzatorattamento precoce sono ancora più importanti: il controllo della pressione dell’occhio va eseguito periodicamente. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità le persone affette da glaucoma nel mondo sono 55 milioni e quasi tutti hanno più di 40 anni. In Italia si stima che circa mezzo milione di persone abbia ricevuto una diagnosi della malattia oculare e che quasi un altro mezzo milione ce l’abbia in modo silente (ossia non abbia ancora ricevuto una diagnosi).

Fonte: American Academy of Ophthalmology