Oms e Unicef: salviamo i bambini dagli infortuniOltre 2.000 piccoli muoiono ogni giorno per incidenti, nella metà dei casi sono prevenibili
10 dicembre 2008 – Salvare i bambini dagli infortuni non è solo questione di… fortuna: nella metà dei casi può essere risparmiato loro un dramma. A sostenerlo sono l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Unicef che oggi hanno presentato congiuntamente ad Hanoi, in Vietnam, due rapporti sulla situazione mondiale e su quella europea.
Le due Agenzie dell’Onu hanno sfornato numeri agghiaccianti: sono oltre 2.000 i bambini che ogni giorno perdono la vita a seguito di infortuni “accidentali” e decine di milioni coloro che ogni anno finiscono in ospedale e spesso rimangono disabili per tutta la vita. Parte di essi subiscono danni permanenti anche all’apparato cerebrale (e/o visivo) nonché ossei (in particolare alla spina dorsale).
Gli infortuni, a partire da quelli automobilistici, sono la prima causa di morte dei bambini oltre i 9 anni. Ogni anno uccidono 260.000 bambini nel mondo (il 95% dei quali si trova nei Paesi a basso e medio reddito) e 16.400 in Europa. Rappresentano la prima causa di morte e infermità in bambini ed adolescenti. Ad essi seguono gli annegamenti, le ustioni, le cadute e gli avvelenamenti. 
“Gli infortuni nei bambini costituiscono un problema serio di sanità pubblica. Oltre agli 830.000 che muoiono ogni anno, milioni di altri bambini sono vittima di infortuni che spesso richiedono lunghi tempi di ricovero e riabilitazione” afferma Margaret Chan, direttrice generale dell’OMS. “Il costo di queste cure può impoverire un’intera famiglia”.
Il primo Rapporto mondiale sulla prevenzione degli infortuni nei bambini, integrato dal rapporto europeo, è stato presentato oggi anche a Roma. In tutta Europa (53 Paesi e oltre 900 milioni di persone) gli infortuni sono la prima causa di disuguaglianza nei tassi di mortalità. Si tratta di circa 42.000 morti annuali di bambini ed adolescenti e i 70 milioni di ricoveri e
visite di pronto soccorso.
“I Paesi della Federazione Russa – ha spiegato Francesca Racioppi, responsabile dell’ufficio Oms Europa con sede a Roma – sono quelli che hanno i più alti tassi di mortalità infantile rispetto agli altri Stati”. E in Italia? “La situazione è ‘mista’. Noi calcoliamo che circa mille bambini perdano la vita all’anno. Di questi circa 800 muoiono a causa di incidenti stradali. Il dato importante, positivo, è che l’Italia sia tra i Paesi europei che riportano il minore tasso di mortalità per annegamento e ustioni”.
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Fonte di riferimento: Oms
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affermato il valore essenziale della dignità umana, ovunque nel mondo, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione o opinione, cittadinanza o status sociale. Adottando quel documento, la comunità internazionale ha riconosciuto che il primato dei diritti della persona è condizione basilare per realizzare concretamente la pace, la libertà e la giustizia fra i popoli”.
Anche la possibilità di accedere alle cure ha un ruolo nella Dichiarazione universale dell’Onu. “Ogni individuo – recita poi l’articolo 25 – ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia , con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza – conclude l’articolo – per circostanze indipendenti dalla sua volontà”.
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