Staminali salva-vista da liquido amniotico

Topo mutante con Dna

Staminali salva-vista da liquido amniotico Siglato un accordo Italia-Usa per curare la retinite pigmentosa e le degenerazioni maculari 11 settembre 2009 – Serve a proteggere l’embrione durante il suo sviluppo, ma in futuro potrebbe essere una risorsa preziosa per i malati di retinite pigmentosa e di diverse forme di degenerazioni maculari (che comportano una perdita di funzionalità del centro del campo visivo). Stiamo parlando del liquido amniotico, dove si trovano cellule staminali con cui, in futuro, si potrebbe rigenerare la retina : effettuare dei test sulle cavie di laboratorio è l’obiettivo di un accordo siglato tra la Harvard Medical School, il Biocell Center di Busto Arsizio (Mi), la Fondazione Irccs, l’Ospedale Maggiore, il Policlinico Mangiagalli e il Regina Elena di Milano. Più nello specifico si cercherà di far sviluppare le staminali dallo stadio indifferenziato fino a cellule retiniche (epitelio pigmentato e fotorecettori), iniettando poi queste cellule ‘salva-vista’ nei topi. Si prevede che il progetto durerà da uno a due anni: si tratta del preludio a una possibile sperimentazione sugli esseri umani che potrà partire al Massachusetts General Hospital (Boston, Usa).Cellule retiniche ottenute da staminali “Siamo entusiasti di collaborare con i nostri colleghi italiani allo sviluppo di terapie per patologie degenerative che possono portare alla cecità – ha dichiarato la professoressa Joan W. Miller, direttrice del dipartimento di Oftalmologia della Harvard Medical School (Massachusetts Eye and Ear Infirmary) –. Crediamo che le cellule staminali amniotiche rappresentino un approccio molto innovativo che in futuro, speriamo, potrà portare a nuovi trattamenti, e forse anche a cure per patologie dell’occhio”. “A seguito di recenti scoperte scientifiche – scrive il Biocell Center nel proprio sito ufficiale – è dimostrato che nel liquido amniotico è presente una quantità considerevole di cellule staminali multipotenti, in grado cioè di differenziarsi in vari tessuti del futuro individuo e pertanto utili […] per applicazioni sull’uomo”.

Fonti: Biocell Center, Varese News

Nigeria, +40% di ciechi entro il 2020

Nigeria, +40% di ciechi entro il 2020 Eppure l’84% delle cause di cecità sono prevenibili o trattabili 9 settembre 2009 – La previsione è a tinte fosche: se non si prenderanno provvedimenti adeguati in Nigeria si prevede che i ciechi aumenteranno del 40% entro il 2020. Stiamo parlando di 1,4 milioni di persone con più di 40 anni; ma la perdita della vista si può prevenire o trattare nell’84% dei casi. Sono queste le conclusioni di una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica Investigative Ophthalmology and Visual Science (IOVS). L’obiettivo è stato quello di preparare il Paese nordafricano all’appuntamento di Vision2020, iniziativa mondiale dell’OMS e della IAPB che mira a eliminare la cecità evitabile entro la fine del prossimo decennio. Un gruppo di studio che in Nigeria si occupa di cecità e disabilità visiva ha esaminato quasi 15.000 nigeriani per Operazione di catarattadue anni (2005-7). Circa il 23% delle persone visitate è risultato soffrire di problemi visivi, mentre il 4,2% era cieco. La cataratta è la prima causa di cecità (operabile), mentre il glaucoma è la seconda. Gli errori refrattivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo) sono spesso invalidanti in minor misura. Altre cause prevenibili di cecità includono complicazioni del diabete (vedi retinopatia diabetica), tracoma (infezione oculare batterica) e l’oncocercosi (cecità dei fiumi), malattia causata da un parassita presente in Africa. Lo studio conclude che, ovviamente, le persone che hanno un più difficoltoso accesso all’assistenza sanitaria sono particolarmente vulnerabili ai problemi visivi. Per questa ragione “gli autori hanno raccomandato dei piani di assistenza visiva mirati alle donne, ai residenti nelle aree rurali e ai meno istruiti”.

Referenza originale: di Mohammed M. Abdull, Selvaraj Sivasubramaniam, Gudlavalleti V. S. Murthy, Clare Gilbert, Tafida Abubakar, Christian Ezelum, Mansur M. Rabiu on behalf of Nigeria National Blindness and Visual Impairment Study Group, 2009 50: 4114-4120. First Published on April 22 2009 as doi:10.1167/iovs.09-3507.

Fonte : Association for Research in Vision and Ophthalmology (ARVO)

Nigeria, +40% di ciechi entro il 2020

Nigeria, +40% di ciechi entro il 2020 Eppure l’84% delle cause di cecità sono prevenibili o trattabili 9 settembre 2009 – La previsione è a tinte fosche: se non si prenderanno provvedimenti adeguati in Nigeria si prevede che i ciechi aumenteranno del 40% entro il 2020. Stiamo parlando di 1,4 milioni di persone con più di 40 anni; ma la perdita della vista si può prevenire o trattare nell’84% dei casi. Sono queste le conclusioni di una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica Investigative Ophthalmology and Visual Science (IOVS). L’obiettivo è stato quello di preparare il Paese nordafricano all’appuntamento di Vision2020, iniziativa mondiale dell’OMS e della IAPB che mira a eliminare la cecità evitabile entro la fine del prossimo decennio. Un gruppo di studio che in Nigeria si occupa di cecità e disabilità visiva ha esaminato quasi 15.000 nigeriani per Operazione di catarattadue anni (2005-7). Circa il 23% delle persone visitate è risultato soffrire di problemi visivi, mentre il 4,2% era cieco. La cataratta è la prima causa di cecità (operabile), mentre il glaucoma è la seconda. Gli errori refrattivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo) sono spesso invalidanti in minor misura. Altre cause prevenibili di cecità includono complicazioni del diabete (vedi retinopatia diabetica), tracoma (infezione oculare batterica) e l’oncocercosi (cecità dei fiumi), malattia causata da un parassita presente in Africa. Lo studio conclude che, ovviamente, le persone che hanno un più difficoltoso accesso all’assistenza sanitaria sono particolarmente vulnerabili ai problemi visivi. Per questa ragione “gli autori hanno raccomandato dei piani di assistenza visiva mirati alle donne, ai residenti nelle aree rurali e ai meno istruiti”.

Referenza originale: di Mohammed M. Abdull, Selvaraj Sivasubramaniam, Gudlavalleti V. S. Murthy, Clare Gilbert, Tafida Abubakar, Christian Ezelum, Mansur M. Rabiu on behalf of Nigeria National Blindness and Visual Impairment Study Group, 2009 50: 4114-4120. First Published on April 22 2009 as doi:10.1167/iovs.09-3507.

Fonte : Association for Research in Vision and Ophthalmology (ARVO)

Staminali ottenute dal grasso

Cellule retiniche in coltura ottenute da staminali. (Fonte PLoS Biology, Aug.2009, vol.7, iss.8, p.10)

Cellule retiniche in coltura ottenute da staminali. (Fonte PLoS Biology, Aug.2009, vol.7, iss.8, p.10) Staminali ottenute dal grasso Secondo una ricerca californiana così è più facile ringiovanire le cellule per rigenerare i tessuti 9 settembre - Il grasso umano contiene una

Fonte di cellule che possono essere ringiovanite con più facilità e usate per riparare i tessuti danneggiati. La scoperta è stata fatta in California: i ricercatori sono riusciti a riprogrammare geneticamente le cellule adipose adulte, più facili da moltiplicare e da mantenere in coltura: rappresentano una sorgente ideale di staminali autologhe (ossia dell'individuo stesso, che permettono di evitare il rigetto). Se in precedenza sono state utilizzate cellule adulte della pelle (clicca qui), il Prof. Joseph Wu e i suoi collaboratori dell'Università di Stanford (Usa) si sono resi conto che il grasso consente di ricavare staminali quasi al doppio della velocità e in modo circa 20 volte più efficiente. Una sorta di ‘miniera' ricavata dal grasso in eccesso di persone di età compresa tra i 40 e i 65 anni; sono poi stati usati quattro ‘interruttori' genetici per riportare le cellule adulte allo stadio indifferenziato, usando come vettore un virus svuotato del suo contenuto: una volta tornate staminali, possono essere guidate in modo da generare diversi tessuti dell'organismo (muscoli, tendini, ossa, neuroni, retina, ecc.). Inoltre, non è stato necessario alimentare artificialmente le cellule, riducendo così alcuni effetti collaterali.Staminali riprogrammate (ringiovanite intervenendo sul Dna di cellule adipose adulte) si trasformano in neuroni In conclusione, in futuro con questo metodo “si potrebbe – scrivono i ricercatori – ridurre significativamente il tempo di attesa richiesto ai pazienti per le cure rigenerative”. Grazie alla liposuzione, quindi, si potrà contare su cellule di ricambio. Insomma, non tutto il grasso… vien per nuocere! Referenza originale: “Feeder-free derivation of induced pluripotent stem cells from adult human adipose stem cells,“ by Ning Sun, Nicholas J. Panetta, Deepak M. Gupta, Kitchener D. Wilson, Andrew Lee, Fangjun Jia, Shijun Hu, Athena M. Cherry, Robert C. Robbins, Michael T. Longaker, and Joseph C. Wu (clicca qui per l'articolo integrale)

Fonti: Stanford University, PNAS

Staminali ottenute dal grasso

Cellule retiniche in coltura ottenute da staminali. (Fonte PLoS Biology, Aug.2009, vol.7, iss.8, p.10)

Cellule retiniche in coltura ottenute da staminali. (Fonte PLoS Biology, Aug.2009, vol.7, iss.8, p.10) Staminali ottenute dal grasso Secondo una ricerca californiana così è più facile ringiovanire le cellule per rigenerare i tessuti 9 settembre - Il grasso umano contiene una

Fonte di cellule che possono essere ringiovanite con più facilità e usate per riparare i tessuti danneggiati. La scoperta è stata fatta in California: i ricercatori sono riusciti a riprogrammare geneticamente le cellule adipose adulte, più facili da moltiplicare e da mantenere in coltura: rappresentano una sorgente ideale di staminali autologhe (ossia dell'individuo stesso, che permettono di evitare il rigetto). Se in precedenza sono state utilizzate cellule adulte della pelle (clicca qui), il Prof. Joseph Wu e i suoi collaboratori dell'Università di Stanford (Usa) si sono resi conto che il grasso consente di ricavare staminali quasi al doppio della velocità e in modo circa 20 volte più efficiente. Una sorta di ‘miniera' ricavata dal grasso in eccesso di persone di età compresa tra i 40 e i 65 anni; sono poi stati usati quattro ‘interruttori' genetici per riportare le cellule adulte allo stadio indifferenziato, usando come vettore un virus svuotato del suo contenuto: una volta tornate staminali, possono essere guidate in modo da generare diversi tessuti dell'organismo (muscoli, tendini, ossa, neuroni, retina, ecc.). Inoltre, non è stato necessario alimentare artificialmente le cellule, riducendo così alcuni effetti collaterali.Staminali riprogrammate (ringiovanite intervenendo sul Dna di cellule adipose adulte) si trasformano in neuroni In conclusione, in futuro con questo metodo “si potrebbe – scrivono i ricercatori – ridurre significativamente il tempo di attesa richiesto ai pazienti per le cure rigenerative”. Grazie alla liposuzione, quindi, si potrà contare su cellule di ricambio. Insomma, non tutto il grasso… vien per nuocere! Referenza originale: “Feeder-free derivation of induced pluripotent stem cells from adult human adipose stem cells,“ by Ning Sun, Nicholas J. Panetta, Deepak M. Gupta, Kitchener D. Wilson, Andrew Lee, Fangjun Jia, Shijun Hu, Athena M. Cherry, Robert C. Robbins, Michael T. Longaker, and Joseph C. Wu (clicca qui per l'articolo integrale)

Fonti: Stanford University, PNAS

Prevedere la disabilità


Prevedere la disabilità La risonanza magnetica permetterebbe di prevenire alcune forme d’invalidità
8 settembre 2009 – Certe forme di disabilità possono essere previste ‘guardando’ nel cervello. ù quanto sostiene l’Università degli studi di Firenze: grazie alla risonanza magnetica possono essere individuate alterazioni dei vasi sanguigni (chiamate leucoaraiosi) che preludono alla perdita di autonomia degli anziani. Dunque, si può puntare maggiormente sulla prevenzione controllando innanzitutto la pressione arteriosa che, se troppo alta, può tra l’altro avere ripercussioni a livello oculare (vedi retinopatia ipertensiva ).

Lo studio ha seguito per tre anni 639 soggetti inizialmente autonomi nelle comuni funzioni della vita quotidiana, che tuttavia presentavano alterazioni nella zona profonda del cervello. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti annualmente a test della memoria e dell’attenzione, prove per l’equilibrio e la deambulazione, valutazioni del tono dell’umore e della qualità della vita. “Già dopo un anno – spiega Domenico Inzitari, ideatore e direttore dello studio – avevamo notato che i soggetti con le alterazioni più gravi avevano maggiori difficoltà nell’uso del telefono, nel fare la spesa e prendere le medicine. I dati ottenuti dopo tre anni di osservazione hanno confermato che i soggetti che alla risonanza basale risultavano con le lesioni più estese, avevano un rischio di perdere la loro autonomia nella vita di tutti i giorni più che doppio rispetto a coloro che presentavano lesioni di grado lieve”.

Lo studio condotto da 11 centri europei (è finanziato dall’Ue) e diretto dal gruppo di ricerca fiorentino del Dipartimento di scienze neurologiche e psichiatriche è stato pubblicato on-line dall’autorevole British Medical Journal.

Fonti: Università di Firenze , British Medical Journal .

Programma Oms: antibiotico dimezza la mortalità infantile

Antibiotico dimezza la mortalità infantile L'Oms in Etiopia: il tracoma può essere debellato con l'azitromicina 8 settembre 2009 - In Etiopia si combatte il tracoma, una grave malattia oculare causata da un batterio, a colpi di antibiotico (l'azitromicina). Questa strategia fa parte di un programma dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha come obiettivo generale la prevenzione della cecità. Nelle comunità dove si è somministrato il farmaco a bambini da uno a nove anni la mortalità infantile si è dimezzata: il farmaco può essere efficace anche contro le malattie respiratorie, la diarrea e la malaria. Lo studio, pubblicato sul Journal of the American Medical Association, è stato condotto su 48 comunità e ha previsto una somministrazione di massa per un anno (da maggio 2006 a maggio 2007). L'antibiotico è stato somministrato per via orale in una sola dose a 14.716 bambini: la mortalità si è ridotta dall'8,3 al 4,1 per mille. Fonte: JAMA

Vedere col ‘sesto senso’

Occhio illuminato da lampada a fessura

Vedere col ‘sesto senso' Secondo ricercatori canadesi chi ha perso metà del campo visivo può comunque evitare gli ostacoli 7 settembre 2009 - Chi ha perso metà del campo visivo in seguito a un ictus può essere in grado di evitare gli oggetti persino se non li vede coscientemente. Questa affermazione, che suona quantomeno bizzarra, rappresenta invece la sostanza di una recente ricerca scientifica canadese pubblicata sull'autorevole PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America). Anche se non si osserva consapevolmente un oggetto da evitare perché si trova nella ‘metà oscura', si sa dov'è Le persone colpite da ictus possono perdere metà del campo visivo di entrambi gli occhicollocato come se si possedesse un sesto senso. Nella nostra ricerca – scrivono più specificatamente gli scienziati – “forniamo prove evidenti che questi meccanismi (che consentono di evitare gli ostacoli, ndr) possono funzionare in ‘tempo reale' senza ricevere input diretti dalla corteccia visiva primaria”. Ciò significa che questa capacità straordinaria funziona però solo in ‘presa diretta': non consente di memorizzare la posizione degli ostacoli neanche per 2 secondi. Nel primo esperimento dell'équipe è stato chiesto a un individuo colpito da emianopsia bilaterale sinistra (vedeva solo nella metà destra del campo visivo di entrambi gli occhi) di evitare una serie di oggetti: “la persona è rimasta sorprendentemente sensibile alla posizione degli oggetti stabili non visti, collocati nell'area cieca”. Nel secondo esperimento, invece, è stato chiesto al volontario di ricordare la posizione degli oggetti che erano caduti due secondi prima nella 'metà cieca'. Queste scoperte hanno implicazioni di ampia portata: non solo per capire i vincoli temporali dei circuiti visivi, ma anche per comprendere – concludono i ricercatori – “il modo in cui questi circuiti apparentemente primitivi possono controllare comportamenti quotidiani complessi senza il ricorso alla visione cosciente”. Dunque, questo studio potrebbe essere utile per capire che capacità sono andate perdute in seguito a un ictus, individuando un più adatto percorso di riabilitazione in cui il paziente soffre di visione ‘dimezzata'. Referenza originale: Christopher L. Striemer, Craig S. Chapman, and Melvyn A. Goodale, “‘Real-time' obstacle avoidance in the absence of primary visual cortex”, PNAS published online before print September 2, 2009, doi:10.1073/pnas.0905549106

Fonti: PNAS, University of Western Ontario (J. Renaud).

Staminali per rigenerare gli occhi

cellula staminale (embrionale)

cellula staminale (embrionale) Staminali per rigenerare gli occhi Scienziati Usa: un giorno si potranno usare cellule ‘pluripotenti' per riparare le retina 4 settembre 2009 - Guardiamo il mondo con nuovi occhi. In futuro, infatti, la retina potrà essere rigenerata usando le cellule staminali, che possono essere ‘pluripotenti' (ossia indifferenziate). Lo sostengono scienziati Usa su PLoS Biology: le staminali, opportunamente guidate nella loro crescita, possono svilupparsi sino a diventare diversi tipi di cellule retiniche. Dunque, chi subisce danni alla retina attualmente incurabili – dovuti, ad retinografia digitaleesempio, a malattie degenerative o a traumi – può guardare alle staminali come cura possibile per i prossimi anni. Tuttavia, questo studio in vivo sulla retina è stato condotto esclusivamente sulla rana artigliata africana (Xenopo liscio). “Ogni organo del corpo – spiegano i ricercatori della State University di New York – è composto da gruppi di tessuti con molteplici tipi di cellule. Perciò, la guarigione di un danno di un organo richiede la sostituzione di una varietà di tipologie cellulari distinte. La retina è il tessuto oculare sensibile alla luce ed è costituito da sette classi principali di cellule”; esse, tuttavia, hanno un progenitore retinico comune. Dunque, trasformare le staminali (embrionali oppure adulte ringiovanite attraverso la riprogrammazione genetica) in progenitori retinici potrebbe, in teoria – osservano gli scienziati – “fornire una Fonte di tutte le classi cellulari necessarie per riparare la retina”. Fonte: PLoS Biology. Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2009. Referenza originale: PLoS Biol. 2009 August; 7(8): e1000174 (Published online 2009 August 18. doi: 10.1371/journal.pbio.1000174. PMCID: 2716519). “Generation of Functional Eyes from Pluripotent Cells“, di Andrea S. Viczian (1,2), Eduardo C. Solessio (1), Yung Lyou (2) and Michael E. Zuber (1,2). (1) Department of Ophthalmology, State University of New York (SUNY) Upstate Medical University, Syracuse, New York, United States of America; (2) Department of Biochemistry and Molecular Biology, State University of New York (SUNY) Upstate Medical University, Syracuse, New York, United States of AmericaConstance L. Cepko, Academic Editor-Harvard Medical School, United States of America

Oms, un quarto dei decessi causati da 5 fattori di rischio

Oms, un quarto dei decessi causati da 5 fattori di rischio Ci sono 24 minacce per la salute, ma sono prevenibili o eliminabili 3 settembre 2009 - Dalla pressione sanguigna troppo alta al fumo passivo, dalla mancanza di esercizio fisico alla malnutrizione o, viceversa, all'eccesso di peso. Sono questi alcuni dei 24 fattori di rischio che nel mondo, secondo l'Oms, causano i decessi per motivi di salute. Tuttavia, sono spesso prevenibili o eliminabili: già i primi cinque rendono conto di un quarto delle morti globali (sottopeso infantile, rapporti sessuali non protetti, abuso di alcol, mancanza d'igiene e inquinamento idrico, ipertensione). È quanto scrive l'Organizzazione mondiale della sanità nel suo ultimo bollettino, anticipando i contenuti di un Rapporto sui rischi per la salute globale (Global health risks). bambina kenyotaIn particolar modo – denuncia l'Oms – “i Paesi a reddito medio e basso attualmente fronteggiano un aumento delle malattie croniche non trasmissibili oltre alle malattie infettive”. Va detto, tra l'altro, che si sta registrando un invecchiamento demografico (ancor più accentuato nell'Occidente sviluppato), il che provoca anche un incremento delle patologie degenerative. Nel nuovo studio si valuta l'impatto sulla salute dei fattori di rischio in un periodo compreso tra il 1990 e il 2005. Tra l'altro essi possono anche contribuire all'insorgenza di malattie oculari – come la retinopatia ipertensiva (la pressione sanguigna va tenuta sotto controllo) e l'AMD (il fumo rappresenta una minaccia persino per la salute oculare) –; praticare esercizio fisico regolarmente fa bene a tutto l'organismo, vista compresa, ma è fondamentale una dieta varia ed equilibrata, ricca di vitamine, acidi grassi e antiossidanti. Insomma, occhio ai fattori di rischio!