La prevenzione della cecità a ExposanitàA Bologna 17° mostra internazionale dedicata alla salute dal 26 al 29 maggio25 maggio 2010 – La sanità si mette in mostra. Dal 26 al 29 maggio a Bologna si tiene Exposanità, giunta alla 17° edizione, dove sarà presente anche l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus con un suo mezzo attrezzato (Unità mobile oftalmica), che in altre occasioni viene utilizzato per i check-up oculistici. Questo avviene però durante le campagne di prevenzione locali e nazionali, in occasione dei quali si effettuano controlli gratuiti della vista.L’evento mira all’aggiornamento professionale di chi opera nel campo della sanità e dell’assistenza e si tiene nel quartiere fieristico di Bologna. Tra le aree tematiche ci sono: salute amica, anni d’argento, innovazione medica e tecnologica (MIT), aree riservate agli ospedali e alla diagnostica medica.Nota: l’ingresso è a pagamento a meno che non si disponga dell’invito.
OMS, prevenire i danni alla salute pubblicaMargaret Chan: combattere le malattie non trasmissibili e gli stili di vita sbagliati24 maggio 2010 – Combattere l’abuso di alcol. Tra gli intenti dichiarati dall’Organizzazione mondiale della sanità – in occasione dell’Assemblea dell’Agenzia Onu che si è conclusa a Ginevra venerdì scorso – c’è anche questo: la direttrice generale Margaret Chan ha sottolineato quanto sia fondamentale abbandonare gli stili di vita sbagliati per combattere malattie non trasmissibili quali il diabete (tra cui la retinopatia diabetica) e le patologie cardiovascolari (tra cui c’è anche l’ipertensione, che può provocare retinopatia). “Molte di queste malattie – ha dichiarato Chan – si sviluppano lentamente, ma cambiamenti dello stile di vita che aumentano il rischio [per la salute] si stanno verificando con stupefacente rapidità e ampiezza. Sappiamo che l’uso dannoso di alcol e diete malsane sono due… fattori di rischio”. Dunque, si punta a una strategia globale per migliorare gli stili di vita: basti pensare che, secondo le stime dell’Oms, nel mondo di sono 43 milioni di bambini che, già prima di andare a scuola, sono obesi o in sovrappeso. Secondo l’Istat in Italia a pesare troppo è il 24% dei ragazzi tra i 6 i 17 anni, un fenomeno che colpisce maggiormente le fasce di età più basse ed è più frequente al Sud.La dieta deve essere ricca, varia e priva di eccessi; anche l’abuso di alcol è, secondo l’Oms, da non perdere d’occhio. Per questo la direttrice generale dell’Oms ha auspicato una maggiore cooperazione internazionale: il fenomeno desta preoccupazione sia nei Paesi benestanti che in quelli poveri.
Proteggere gli occhi dei bambini d’estatePer prevenire le patologie infantili bisogna sottoporre i piccoli a controlli oculistici precoci, possibilmente sin dalla nascita. Fondamentale è proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti 24 maggio 2010 – Evitare di esporre i bambini a una luce solare troppo intensa e in modo prolungato; utilizzare occhiali da sole a norma di legge per filtrare i raggi ultravioletti; stare attenti che la sabbia non finisca loro negli occhi. Sono alcuni dei consigli che l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus dà a tutti i genitori per l’estate. è certamente opportuno che gli occhi dei piccoli vengano controllati sin dalla nascita. Di questo tema si è parlato al simposio che la IAPB Italia onlus ha tenuto lo scorso 20 maggio a Roma in occasione dell’ultimo congresso della Società Oftalmologica Italiana (SOI).“è importante fare – ha affermato il Prof. Corrado Balacco Gabrieli, Direttore del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche dell’Università Sapienza e Vicepresidente della IAPB Italia onlus – la prima visita oculistica alla nascita per vedere se ci sono delle formazioni biancastre dietro alla pupilla che possono fare sospettare patologie gravi dell’occhio (per fortuna molto rare), la seconda intorno ai tre anni e la terza all’inizio della scuola (verso i 6 anni)”. Il decalogo estivo per i genitori che vogliono proteggere gli occhi dei propri bambini è il seguente: 1) Non lasciarli esposti al sole nelle ore centrali della giornata (indicativamente dalle 11 alle 17). 2) Non consentire loro di fare il bagno con le lenti a contatto né al mare né in piscina.3) Se la sabbia entra loro negli occhi risciacquare abbondantemente con acqua e, se il fastidio oculare persiste, consultare un oculista.4) Far portare gli occhiali scuri con filtri a norma di legge, soprattutto se è presente molto riverbero.5) Far indossare un cappellino durante la permanenza in spiaggia e quando il sole è forte.6) Non portare mai il bambino al mare o in piscina se ha una congiuntivite in atto. 7) Utilizzare filtri solari a protezione elevata, soprattutto nelle fasi iniziali dell’esposizione solare. 8) Portare sempre con sé una scorta d’acqua (che non deve essere né gasata, né gelata) per consentire un’adeguata idratazione.9) Tenere il bambino in luoghi ventilati o all’aria condizionata (che non deve essere regolata troppo bassa), soprattutto nelle ore più calde.10) Dare da mangiare al bambino molta frutta e verdura, ma pochi cibi ricchi di zuccheri e di grassi animali.
Leggi anche: “ Mare non a perdita d’occhio “Nota: il presente decalogo ha il valore di un consiglio, ma non ha alcuna valenza prescrittiva né può sostituire una visita presso un medico oculista.
Glaucoma, una minaccia per la guidaSe il campo visivo si è ridotto si potrebbero non percepire situazioni di pericolo 21 maggio 2010 – La visione ‘a tubo’ è nemica della sicurezza stradale. I malati di glaucoma che hanno subito una riduzione del campo visivo è opportuno che rinuncino alla guida: potrebbero non percepire situazioni di pericolo nelle aree periferiche. Lo conferma una ricerca condotta in Inghilterra, che ha monitorato i movimenti oculari rapidi (sàccadi) in relazione a situazioni di traffico stradale proposte sotto forma di clip.“Il glaucoma – esordiscono i ricercatori su PLOS One – è una neuropatia cronica progressiva che colpisce le vie ottiche: è la causa più comune di cecitàmonitorare i movimenti oculari (eye-tracker). Ebbene, in alcuni casi ci si è resi conto che i glaucomatosi non percepiscono il rischio stradale. Mediamente essi hanno più sàccadi e punti di fissazione del gruppo di controllo (sano). Per quanto riguarda l’Italia, per poter guidare il codice prevede che si abbiano visione binoculare, campo visivo normale, senso cromatico sufficiente e visione notturna sufficiente. A livello di acuità visiva, per il conseguimento della patente A e B, la vista deve essere di 10/10 complessivi (con almeno 2/10 per l’occhio che vede meno). Però le due lenti devono avere al massimo una differenza tra loro di tre diottrie. Scheda utile: “ Viaggiare in sicurezza sulle strade ”
Scoperto legame con l’Alzheimer negli occhi dei bambini Down Presentano cataratte dovute ad accumuli di proteine dannose per il cervello21 maggio 2010 – La sindrome di Down si può leggere negli occhi e, in particolare, nel cristallino . Lo ha scoperto un’équipe di ricercatori dell’Università di Boston (Usa). La quale ha rintracciato le proteine beta-amiloidi – che caratterizzano l’Alzheimer – nella lente naturale degli occhi dei bambini Down, che di conseguenza si ammalano di cataratta . I risultati sono stati pubblicati ieri su PLOS one, anticipati nel corso del meeting annuale dell’Arvo che si è tenuto in Florida ai primi di maggio.“Le persone affette dalla sindrome di Down spesso sviluppano sintomi di demenza simili all’Alzheimer prima dei 30 anni – ha affermato il direttore della ricerca Lee E. Goldstein –. Questo avviene perché hanno una copia in più di un gene chiave dell’Alzheimer che porta all’incremento dell’accumulo di beta-amiloide nel cervello. Abbiamo scoperto che le stesse proteine cominciano ad accumularsi molto presto nel cristallino, persino nei bambini”. Quindi, il cristallino (così come la retina) è una vera e propria finestra sul cervello. Si tratta, comunque, di cataratte tipiche che compaiono solo in persone affette da Alzheimer ad uno stadio avanzato ma, molto prima, nella sindrome di down. Quest’ultima colpisce, solo negli Stati Uniti, un neonato su 800. Una diagnosi precoce potrà essere importante non appena saranno disponibili dei trattamenti efficaci. Per questo – ha concluso Goldstein – “stiamo sviluppando uno scanner oculare per misurare la beta-amiloide nel cristallino”. Si veda “ Morte in ‘diretta’ delle cellule retiniche ”.
Nel caso di nascite premature c’è il rischio di contrarre una retinopatia (ROP)
19 maggio 2010 – Neonati prematuri salvati dall’ossigeno. Chi nasce troppo presto – soprattutto se pesa poco alla nascita – viene messo in incubatrice, dove trova un ambiente favorevole alla sua crescita. Se l’ossigeno è però presente in quantità eccessive si sviluppano troppi vasi sanguigni anomali che danneggiano la retina (si ha una retinopatia del prematuro detta ROP); ma se la sua quantità è troppo bassa aumenta il rischio di mortalità. Dunque, i medici si trovano – come si suol dire – tra l’incudine e il martello.
Un nuovo studio pubblicato sull’autorevole New England of Medicine affronta la spinosa questione, arrivando a una conclusione lapidaria: “L’incremento della mortalità è la preoccupazione principale, poiché un tasso inferiore di saturazione d’ossigeno è sempre più spesso consigliato per prevenire la retinopatia del prematuro”, che può causare ipovisione e cecità. Infatti, un tasso inferiore di ossigenazione (85-89%), quando messo a confronto con un tasso più elevato (91-95%) ha provocato un incremento della mortalità tra i neonati e una riduzione significativa dei retinopatici gravi.
“E’ fondamentale – ha affermato Silvia, medico oculista della linea verde della IAPB Italia onlus (800-068506) – effettuare frequentemente un esame del fondo oculare. Inizialmente va effettuato indicativamente una volta alla settimana, ma se non ci sono problematiche nuove questa frequenza si riduce progressivamente. Sui prematuri affetti da ROP si può intervenire anche con la fotocoagulazione laser per cercare di eliminare le aree della retina in sofferenza, da cui si sviluppano i fattori di proliferazione dei vasi retinici anomali (fragili); questi ultimi rischiano, infatti, di provocare una trazione fino al distacco di retina”.
Quando il computer scopre la retinopatia diabeticaUna diagnosi precoce è stata fatta negli Usa analizzando le foto del fondo oculare con un software speciale 18 maggio 2010 – Il vigile ‘occhio’ del computer può scrutare il fondo oculare e scoprire precocemente segni di retinopatia diabetica . È quando è avvenuto presso l’Università dell’Iowa (Usa), dove hanno messo a punto un nuovo software diagnostico che ha fornito risultati comparabili alle “migliori pratiche cliniche”. Nello studio, pubblicato sulla rivista Ophthalmology, sono stati esaminati 16.670 pazienti diabetici a cui non era ancora stata diagnosticata una retinopatia. Sono state scattate due foto digitali del fondo oculare per ogni occhio; dopodiché ci si è affidati a un sofisticato algoritmo per l’analisi delle retine fotografate. Il computer può individuare rapidamente piccole emorragie e riversamenti di liquido al di fuori dei vasi retinici (essudati); secondo il suo ‘giudizio’ circa venti diabetici su cento manifestano dei segni precoci di retinopatia. Al giorno d’oggi si stima che circa la metà dei 23 milioni di diabetici americani non si sottoponga neanche a un controllo oculistico annuale. Secondo l’Istat in Italia il diabete colpisce il 4,3% della popolazione, ma la sua incidenza raggiunge un massimo del 17,3% tra i 75 e i 79 anni; però già tra i 65 e i 70 anni tocca il 13,9%.Sebbene ci sia sempre bisogno di un medico oculista per valutare l’esito dello screening computerizzato, il suo giudizio è oggi assistito in modo sempre più efficiente dagli strumenti tecnologici. I ricercatori sottolineano come la diagnosi precoce della retinopatia diabetica sia fondamentale; infatti, la malattia oculare, se non è diagnosticata per tempo e curata, può arrivare a provocare ipovisione e – nei casi più gravi – la cecità.
Fonti: Ophthalmology, University of Iowa-Health Science, Istat.
In Italia si fuma meno Lo attesta un’indagine DOXA per il 2010; ma nel Belpaese ci sono ancora 11,1 milioni di fumatori18 maggio 2010 – Si fuma meno, ma il numero dei fumatori è ancora elevato, con gravi rischi per la salute. Se è vero che maschi e femmine hanno ridotto il consumo delle sigarette rispetto allo scorso anno (meno 5% e 2,5% rispettivamente), i fumatori restano tuttavia un esercito di 11,1 milioni (il 21,7% della popolazione). Sono questi i dati diffusi oggi dall’Istituto Superiore di Sanità, contenuti in una nuova indagine Doxa relativa all’anno 2010. Secondo il nuovo rapporto la fascia d’età 25-44 rappresenta la percentuale più alta di fumatori, pari al 26,6%. Al secondo posto (con una percentuale di 25,7%) troviamo la fascia d’età compresa tra i 45 e i 64 anni. I giovani fumatori, ossia coloro che hanno tra i 15 e i 24 anni d’età, rappresentano il 21,9%.Se cominciare a fumare sembra facile non lo è altrettanto smettere: il 27,1% dei fumatori ha fatto almeno un tentativo per smettere ma con risultati deludenti (il 70% ha ripreso dopo pochi mesi).Secondo l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, i fumatori corrono maggiori rischi di contrarre la degenerazione maculare legata all’età ( AMD o DMLE); ciò è attestato dalla letteratura scientifica internazionale. Dunque, il fumo può nuocere gravemente anche alla vista: non solo è
Fonte d’irritazione diretta (può provocare arrossamenti), ma può anche danneggiare la retina in modo indiretto. Numero verde utile per smettere di fumare: 800-554088 (10-16, lun.-ven.).
Controlli gratuiti contro l’ipertensioneIn Italia è la seconda malattia cronica più diffusa e può provocare danni anche a livello retinico17 maggio 2010 – Teniamo d’occhio la pressione. Oggi si celebra la VI Giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa e c’è la possibilità di sottoporsi gratuitamente alla misurazione della pressione (clicca qui per consultare l’elenco delle città). Obiettivo della giornata di quest’anno è la lotta contro l’obesità, uno dei principali fattori di rischio della pressione arteriosa alta. Gli esperti consigliano, inoltre, di mangiare frutta e verdura, di praticare regolarmente esercizio fisico e di contenere il consumo di sale. Secondo l’Istat l’ipertensione colpisce il 15,8% degli italiani (9,5 milioni di persone) e nel mondo, secondo l’Oms, circa 1,5 miliardi di individui, di cui il 47% a rischio cardiopatia ischemica e il 54% a ictus. Nel nostro Paese è la seconda malattia cronica più diffusa; se non curata può avere delle gravi complicazioni. Può provocare non solo effetti negativi sul sistema cardiovascolare e renale, ma anche sulla retina (si legga retinopatia ipertensiva). Almeno un iperteso su quattro non sa di esserlo e, tra quelli che ne sono a conoscenza, solo la metà si cura. Si stima che persino chi segue una terapia lo faccia correttamente solo nella metà dei casi. In sintesi, dunque, solo un iperteso su cinque sarebbe efficacemente protetto dai rischi per la salute. Questi ultimi dati sono stati forniti dalla Società italiana dell’ipertensione arteriosa (Siia), una delle principali promotrici in Italia della Giornata mondiale promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League .
Fonti principali: Istat, Siia, World Hypertension League, Oms, Sanità News.
Morte in ‘diretta’ delle cellule retiniche Sperimentata tecnica di monitoraggio in vivo della degenerazione del tessuto nervoso basata su uno scanner laser e marcatori fluorescenti. Potrebbe consentire di diagnosticare precocemente glaucoma ed Alzheimer 14 maggio 2010 – Le malattie neurodegenerative, che colpiscono specialmente gli anziani, vanno sempre tenute d’occhio: si può, ad esempio, monitorare in tempo reale la morte delle cellule retiniche, le quali possono fungere da campanello d’allarme in chi ha un principio di glaucoma o di Alzheimer. Quest’approccio, tuttavia, pone delle difficoltà tecniche che sono state superate solo recentemente. Innanzitutto c’è bisogno di introdurre nell’organismo dei ‘campanelli d’allarmé ( markers ), dei coloranti speciali che devono rendere rilevabili i mutamenti cellulari. Poi bisogna munirsi di una sofisticata strumentazione che consente di individuare le cellule in agonia.In uno studio pubblicato su Cell Death & Disease ( Nature ) è stata testata una nuova tecnica dall’Istituto oftalmologico londinese, dall’Università della California-Irvine e dal Centro di Eccellenza dell’Invecchiamento (Cesi) dell’Università G. D’Annunzio di Chieti. Essa consiste nell’evidenziare il danno cellulare retinico mediante l’impiego di marcatori fluorescenti, che si legano alle cellule che stanno degenerando, le quali diventano visibili usando un prototipo speciale di oftalmoscopio a scansione laser (detto confocale: scatta fotografie dei diversi strati della retina e la ricostruisce in 3D). Questi coloranti possono essere somministrati sia mediante un’iniezione endovenosa che attraverso collirio. Una volta entrati in circolo, si legano alle cellule nervose della retina ‘sofferenti’ che possono, quindi, essere localizzate. Ciò permette di osservare in ‘diretta’ nell’occhio vivo il danno cellulare retinico, consentendo di migliorare la diagnosi: seguire l’evoluzione della malattia consente ovviamente di migliorare l’approccio terapeutico laddove questo sia disponibile e di testare nuovi farmaci. Per ora, tuttavia, questa strada è stata solo stata sperimentata sulle cavie di laboratorio, sebbene siano attualmente in corso test su un numero ristretto di esseri umani.“Dato l’emergere di meccanismi in comune tra differenti malattie neurodegenerative – scrivono i ricercatori su Cell Death & Disease -, come la malattia di Alzheimer e il glaucoma, un apprezzamento delle dinamiche spazio-temporali della morte cellulare in una malattia potrebbero migliorare la nostra comprensione delle altre malattie“ (clicca qui per approfondire).Referenza bibliografica: “Imaging multiple phases of neurodegeneration: a novel approach to assessing cell death in vivo”, Cell Death and Disease (Nature 2010) di M F Cordeiro, L Guo, K M Coxon, J Duggan, S Nizari, E M Normando, S L Sensi, A M Sillito, F W Fitzke, T E Salt and S E Moss; doi:10.1038/cddis.2009.3, published online 14 January 2010, edited by G Melino.