Tristi tropici

Occhio colpito da tracoma

Occhio colpito da tracomaTristi tropici Due malattie tropicali dimenticate possono provocare cecità e ipovisione: il tracoma e l’oncocercosi 27 ottobre 2010 – Ci sono anche due malattie oculari, il tracoma e l’ oncocercosi , tra le prime dodici malattie tropicali dimenticate del mondo. Lo attesta l’Oms, che quest’anno ha pubblicato un elenco delle patologie che provocano maggiore perdita di anni di vita a causa di disabilità o scomparsa prematura (il parametro utilizzato è il Daly, il disability-adjusted life year). Il tracoma , una malattia oculare provocata da un batterio, si colloca al sesto posto come causa di anni di vita persi, mentre in prima posizione troviamo la filariasi linfatica (insieme di malattie parassitarie causate da alcuni vermi). L’oncocercosi, invece, è una malattia oculare – detta anche cecità dei fiumi – che si trova all’undicesimo posto. Due note malattie non oculari sono la dengue (al nono posto) e la lebbra (al dodicesimo). 1) Filariasi linfatica: 5.941 Dalys 2) Leishmaniosi umana: 1.974 Dalys 3) Ascaridiasi: 1.851 Dalys 4) Schistosomiasi: 1.707 Dalys 5) Tripanosomiasi africana umana: 1.673 Dalys 6) Tracoma: 1.334 Dalys 7) Hookworm (malattia parassitaria intestinale) 1.092 Dalys 8) Trichiuriasi: 1.012 Dalys 9) Dengue: 670 Dalys 10) Morbo di Chagas: 430 Dalys 11) Oncocercosi: 389 Dalys 12) Lebbra: 194 Dalys

Fonte notizia: L’Internazionale (su dati Oms 2010). Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2010.

Combattere le malattie croniche

Combattere le malattie croniche Con opportune politiche pubbliche si possono contrastare i fattori di rischio: lo sostiene l’Oms 25 ottobre 2010 – Meno malattie croniche con più politiche pubbliche di prevenzione. Lo sostiene l’Oms che, in un documento pubblicato venerdì scorso nel suo sito ufficiale, sottolinea come il 60% delle patologie sia imputabile a sette fattori di rischio: alta pressione sanguigna (vedi retinopatia ipertensiva ), impiego del tabacco (che, a livello oculare, accresce il rischio di AMD ), abuso di alcol, alti livelli di colesterolo, sovrappeso, basso consumo di frutta e verdura (dannoso anche per la retina ) e inattività fisica (che aumenta i rischi di cataratta e degenerazione retinica). L’epidemia globale di malattie quali il diabete (che, tra l’altro, causa retinopatia ), il cancro, le malattie respiratorie, l’ictus e le malattie cardiache – sostiene l’Oms – “deve e può essere fermata”. Queste patologie causano circa il 60% dei decessi globali; tra l’altro metà dei 35 milioni di persone scomparse (nel 2005) a causa di malattie croniche aveva meno di 70 anni.

Fonte principale: WHO

Più operazioni di cataratta, meno incidenti

Curva della strada. Fonte: freedigitalphotos.net

Curva della strada. 

Fonte: freedigitalphotos.net”  class=”left” width=”180″ height=”120″ src=”https://iapb.it/wp-content/uploads/2008/07/Strada-curva-freedigitalphotos.jpg” />Più operazioni di cataratta, meno incidenti</span>  <strong>  </strong>  <strong>Secondo l’ <em>American Academy of Ophthalmology  </em>gli interventi aumentano la sicurezza stradale </strong>     <span > <em>21 ottobre 2010 </em> – Più interventi di </span><a href=cataratta, meno incidenti stradali: questa è un’equazione valida per l’ American Academy of Ophthalmology . Chi si opera può recuperare una buona vista perché il cristallino opacizzato, la lente naturale del nostro occhio, viene sostituita con un cristallino trasparente: così si migliora la qualità della vista, della vita e… della guida. Lo studio è stato condotto da un ricercatore, Jonathon Ng, che ha studiato il tasso d’incidenti nell’Australia occidentale prima e dopo l’intervento di cataratta al primo occhio: sono stati considerati quasi 28mila pazienti e si è notato che gli incidenti automobilistici si sono ridotti del 12,6%. Intorno ai 60 anni molte persone vanno incontro all’opacizzazione del cristallino ed entro i 70 anni quasi tutti hanno una cataratta ad uno o ad entrambi gli occhi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la cataratta è operabile. Operazione di cataratta“Chi è affetto da cataratta – spiega Silvia C., medico oculista della linea verde della IAPB Italia onlus – vede immagini poco definite, in modo simile a un quadro impressionista (come quelli di Monet): la visione si annebbia e i contorni diventano indistinti. Tuttavia, i sintomi dipendono dal tipo di cataratta: in quella più comune l’opacità del cristallino interessa sia la zona centrale che quella periferica. Inoltre si può avere la cataratta nucleare, se viene coinvolta principalmente la parte centrale del cristallino (nucleo), mentre quella corticale colpisce principalmente la parte periferica del cristallino stesso. Dunque, il tipo di disturbi visivi dipendono dal tipo di cataratta: chi è affetto dal tipo nucleare generalmente vede meglio la sera perché la pupilla è dilatata e, quindi, i raggi luminosi passano attraverso la zona periferica non opacizzata del cristallino. Il contrario accade con la cataratta corticale: cui la visione è migliore durante il giorno”.

Leggi anche: “Viaggiare in sicurezza sulle strade

Fonte principale: American Academy of Ophthalmology

Più disabili ma più invisibili

Disabili… invisibili Sono 4,1 milioni solo in Italia. Per 9 italiani su 10 i disabili sono accettati solo a parole o sono emarginati 21 ottobre 2010 – La disabilità suscita sentimenti contrastanti negli italiani, che vanno dal timore alla solidarietà, passando per il disagio. Secondo il Censis sono 4,1 milioni le persone disabili che vivono in Italia, pari al 6,7% della popolazione. È quanto emerge da una ricerca sulla percezione sociale delle disabilità della Fondazione Cesare Serono (progetto pluriennale intitolato Centralità della persona e della famiglia nei sistemi sanitari: realtà o obiettivo da raggiungere? ). Le persone disabili suscitano in gran parte degli italiani sentimenti positivi, come la solidarietà (nel 91,3% dei casi), l’ammirazione per la loro forza di volontà e la determinazione che comunicano (85,9%) o il desiderio di rendersi utili (82,7%). La metà degli italiani (50,8%) afferma di provare tranquillità, di fronte a una situazione ritenuta «normale»; ma sono diffusi anche imbarazzo e disagio. Il 54,6% degli italiani prova paura, per l’eventualità di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità in prima persona o nella propria famiglia. Poi c’è il timore di poter involontariamente offendere o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni (34,6%). Il 14,2% degli italiani afferma, invece, di provare indifferenza. La maggioranza del campione (1500 intervistati) ha un’immagine della disabilità esclusivamente in termini di limitazione del movimento (62,9%), il 15,9% pensa a una disabilità intellettiva (il ritardo mentale o la demenza), il 2,9% a una disabilità sensoriale (sordità o cecità), mentre il 18,4% associa il concetto a un deficit plurimo (combinazione di due o più disabilità). Con sentimenti che oscillano tra la partecipazione umana e la paura, costruire una relazione con le persone disabili è difficile. Le disabilità sono un tema ancora troppo poco presente nell’agenda istituzionale, mentre gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate troppo sole nella cura.

Fonte principale: Fondazione C. Serono-Censis

Ultima modifica: 28 ottobre 2010.

Campionato mondiale con visite oculistiche per atleti

Torball

TorballCampionato mondiale con visite oculistiche per atleti A Teramo, dal 28 al 30 ottobre, si affronteranno una ventina di Stati a Torball , uno sport paraolimpico per ciechi e ipovedenti 20 ottobre 2010 – Saranno una ventina gli Stati che, dal 28 al 30 ottobre a Teramo, parteciperanno al campionato mondiale di Torball, uno sport che ricorda la pallamano ma è praticato da ciechi e ipovedenti. Per l’occasione saranno previsti controlli oculistici per gli atleti, al fine di ottenere dati inerenti le varie tipologie di patologie oculari. Le visite avverranno in un’Unità mobile oftalmica, un camper attrezzato messo a disposizione dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità. Il Torball viene disputato su un campo rettangolare con tre giocatori contro tre; ogni squadra ha tre riserve. Il campo di gioco, diviso in due metà da tre cordicelle tese dotate di campanellini, è lungo 16 metri e largo 7 metri. La due porte hanno la stessa larghezza del campo. I disabili visivi si rendono conto di quale sia indicativamente la posizione della palla grazie a campanellini inseriti in quest’ultima. Si tratta dello sport (paraolimpico) più praticato dai non vedenti in Italia. I giocatori, dato che possono essere ipovedenti, sono dotati di una benda oculare che impedisce loro di vedere alcunché: la partita si basa solamente sull’udito e sul tatto. “Lo sport – scrive L’A.S.D. Teramo non vedenti, emanazione diretta della sezione locale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – rappresenta un veicolo importante di integrazione e di socializzazione per la nostra categoria, ma non possiamo non tener conto della prevenzione che rappresenta di sicuro una delle azioni più importanti da non mettere mai in secondo piano”. Con l’occasione del campionato mondiale saranno anche distribuiti opuscoli informativi agli spettatori che interverranno alla manifestazione.

Fonte principale: A.S.D. Teramo

Betacarotene contro retinite pigmentosa e fundus albipunctatus

Retinite pigmentosa

Betacarotene contro retinite pigmentosa e fundus albipunctatus Secondo l’American Academy of Ophthalmology in un caso su tre si ottengono miglioramenti visivi 19 ottobre 2010 – Si riduce progressivamente il campo visivo periferico, la visione diventa ‘a cannocchiale’ e, nei casi più gravi, si diventa ciechi. Questo è il destino a cui può andare incontro la persona colpita da retinite pigmentosa , una malattia genetica ancora oggi ritenuta generalmente incurabile. L’American Academy of Ophthalmology (AAO) sostiene, invece, che abbia qualche possibilità di trattamento anche nel caso di persone colpite dal fundus albipunctatus (forma di cecità congenita notturna ): in un caso su tre si otterrebbero miglioramenti visivi mediante somministrazione di betacarotene, una molecola che l’organismo può trasformare in vitamina A, contenuta ad esempio in carote, bietola, spinaci, verza e verdura rossa. In uno studio presentato ieri all’AAO si sostiene che, su 29 pazienti che hanno assunto betacarotene per 90 giorni, si sono ottenuti miglioramenti visivi significativi in un terzo dei casi, considerando sia l’acuità visiva che il campo visivo e l’attività bioelettrica retinica (misurata con l’ elettroretinogramma ). “Raccomandiamo – ha affermato Ygal Rotenstreich (University of Illinois at Chicago Department of Ophthalmology and Visual Sciences) – di ripetere lo studio con pazienti colpiti dalle forme genetiche di retinite pigmentosa che avrebbero la maggiore probabilità di rispondere al betacarotene assunto oralmente”. Infatti, “sappiamo che il suo effetto positivo è associato a un difetto nel ciclo del retinolo, che è coinvolto in alcune forme di retinite pigmentosa, sebbene non in tutte. Inoltre le future ricerche dovrebbero guardare a un dosaggio ottimale di betacarotene”.

Fonte principale: AAO

Non vedenti europei a convegno

Istituto Ciechi di Milano

Istituto Ciechi di MilanoNon vedenti europei a convegno Si è tenuto il 15 e il 16 ottobre un incontro istituzionale presso lo storico Istituto dei Ciechi di Milano 18 ottobre 2010 – Un convegno di ampio respiro internazionale presso lo storico Istituto dei Ciechi di Milano, di cui si è celebrato il 170° anniversario della fondazione. Si è tenuto venerdì 15 e sabato 16 ottobre e ha visto la partecipazione di illustri relatori non vedenti europei. Tema centrale è stata l’educazione, la formazione e l’integrazione dei disabili visivi. Il convegno ha visto interventi dei rappresentanti delle principali istituzioni europee del settore (l’Istituto Nazionale dei Giovani Ciechi di Parigi, l’Istituto Nazionale dei Ciechi diAvv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus Londra e l’Istituto Statale dei Ciechi di Vienna). Sono intervenuti, tra gli altri, da Philippe Chazal (presidente della Confederazione francese per la promozione sociale dei ciechi) e Lord Colin Low, presidente dell’Unione ciechi europea. L’avv. Giuseppe Castronovo, presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, ha tenuto un discorso intitolato “effetti di una buona prevenzione nelle politiche educative”. Sullo sfondo ci sono sempre stati i temi dell’integrazione e della promozione sociale delle persone cieche e ipovedenti. È stato, inoltre, confrontato passato e presente delle diverse istituzioni europee ed è stato presentato un progetto di collaborazione per la formazione dei disabili visivi nei Paesi in via di sviluppo. Nella giornata di sabato 16 ottobre è stato, infine, proiettato in anteprima un nuovo documentario sull’Istituto dei Ciechi, realizzato da Giacomo Gatti con la collaborazione alla scrittura di Ermanno Olmi.

Fonte principale: Istituto dei Ciechi di Milano

Ultima modifica: 28 ottobre 2010

Guardare… con altri occhi

Guardare… con altri occhi A Roma la cecità è stata rappresentata in una mostra fotografica 18 ottobre 2010 – Si può guardare la cecità con altri… occhi. Immaginate, quindi, per un attimo di non poter disporre dello sguardo per esplorare lo spazio. Il fotografo Stefano De Luigi si è cimentato in questa difficile impresa: far comprendere e percepire il mondo dei non vedenti fotografando i centri oftalmici e le scuole per ciechi di 16 Paesi in 4 diversi continenti (Asia, Africa, Europa Orientale e Sudamerica), in collaborazione con la ONG Christoffel Blindenmission International. Inaugurata in occasione della Giornata Mondiale della Vista che si è celebrata il 14 ottobre, la mostra Blanco può essere visitata gratuitamente a Roma fino al 30 novembre. Il nome deriva, per contrasto, dall’universo profondamente oscuro dei non vedenti che, invece, risulta bianco al protagonista del romanzo “Cecità”, scritto dal premio Nobel portoghese José Saramago. Il volto di una donna tailandese con gli occhi chiusi, illuminato a giorno su uno sfondo scuro con sagome nere, una bambina indiana piangente seduta su un letto a Bangalore, un ragazzo vietnamita ad Hanoi, a cui sono stati ‘cancellati’ gli occhi da una plastica, ora simile a un manichino. Sono alcune delle foto scattate da De Luigi, ricche di forza espressiva, di drammatico ‘silenzio visivo’: una realtà fatta di sofferenza, umbratile, che segna l’anima di chi la guarda. Un modo per avvicinarsi alla cecità attraverso gli occhi di un artista attento, che ha cercato di rappresentare egregiamente l’universo interiore dei non vedenti. Per vedere alcune foto della galleria clicca qui.

Fonte principale: clickblog.it

Dossier… in vista

Dossier… in vista Il 21 ottobre sarà in edicola un inserto speciale di Famiglia Cristiana dedicato ai problemi oculari 15 ottobre 2010 – Un dossier sulla vista sarà in edicola a partire dal prossimo 21 ottobre con Famiglia Cristiana (curato da Maurizio De Paoli e da Eugenio Arcidiacono). Lo ha annunciato la redazione del settimanale, che pubblicherà “A vista d’occhio”, un inserto speciale di otto pagine.
Tra i temi trattati “La vista è un bene prezioso: proteggiamola fin da piccoli” (intervista al Prof. Filippo Cruciani, coordinatore scientifico del Polo Nazionale Ipovisione) e un articolo-intervista all’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus (“La vita è bella: non perdiamola mai di vista”). Grazie a una proficua collaborazione con la Sezione italiana della IAPB, saranno pubblicate anche le regole per proteggere il più prezioso dei cinque sensi, a partire dai bambini, a cui quest’anno è stata dedicata la Giornata mondiale della vista che è celebrata ieri.

Ultima modifica: 21 ottobre 2010

‘Supervista’ per sordi

‘Supervista’ per sordi Grazie alla plasticità cerebrale i neuroni possono essere utilizzati per compiti diversi da quelli ordinari 13 ottobre 2010 – Chi è privo dell’udito potrebbe avere una supervista. Lo sostengono ricercatori dell’Università dell’Ontario Occidentale (Canada), della Medical University di Hannover (Germania) e della Virginia Commonwealth University (Usa). Il loro studio è stato condotto sui gatti; ma gli studiosi sostengono che i risultati potrebbero essere estesi agli esseri umani. Più nello specifico i felini nati sordi possiedono, rispetto ai gatti normali, una superiore capacità di localizzazione alla periferia del campo visivo e una maggiore sensibilità nella percezione di un corpo in movimento; queste capacità ‘superiori’ sono però scomparse disattivando la corteccia cerebrale uditiva, dove sorprendentemente è stato quindi possibile localizzare zone deputate alla visione. La corteccia cerebrale uditiva, infatti, può essere sfruttata in più modi in virtù della sua plasticità. Se è vero che un cieco utilizza la sua corteccia visiva per potenziare il tatto e l’udito, è probabilmente vero anche l’inverso: la vista può ‘potenziarsi’ se si è privi dell’udito. Tuttavia, ulteriori studi saranno necessari anche sugli esseri umani per confermare quest’ipotesi.

Fonti: Nature Neuroscience , University of Western Ontario.