Dieta a base di pesce contro l’AMD

Forma secca della degenerazione maculare legata all'età (attualmente considerata non trattabile con farmaci)

Forma secca della degenerazione maculare legata all'età (attualmente considerata non trattabile con farmaci)Dieta a base di pesce contro l’AMD La retinica degenerativa può essere contrastata assumendo omega-3 10 dicembre 2010 – Retina più sana… grazie al pesce e ai frutti di mare. Se il fine tessuto fotosensibile dei nostri occhi ha bisogno, per nutrirsi, di vitamine e sali minerali, non ci si può dimenticare dei celebri omega-3 che si possono assumere mediante un’apposita dieta ittica. La quale, secondo uno studio americano, fa particolarmente bene alla macula, il centro della retina. Così è più difficile che progredisca una malattia come la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) nella sua forma più comune, detta ‘secca’ o ‘atrofica’, che ai suoi ultimi stadi può compromettere la visione centrale. Test di Amsler: i malati di AMD osservano una deformazione delle linee rette in prossimità del centro del campo visivo e una macchia più scura o di non visione Che gli omega-3 abbiano un effetto protettivo è stato confermato mediante un questionario compilato quasi da 2.400 persone di età compresa tra i 65 e gli 84 anni (su un campione casuale di 2520 individui). La maggioranza di esse non soffrivano di AMD (1.942 persone), mentre le altre ne erano affette in misura variabile: 227 avevano una forma precoce, 153 intermedia e 68 avanzata. “Il nostro studio – ha affermato Sheila West della Johns Hopkins School of Medicine – corrobora scoperte precedenti secondo cui assumere pesce e frutti di mare ricchi di omega 3 può proteggere dalla forma avanzata di AMD”: mentre generalmente i partecipanti dello studio assumevano almeno una porzione di pesce o di frutti di mare ogni settimana, le persone affette dalla forma avanzata di AMD erano significativamente inclini ad assumerne una quantità inferiore.

Link utile: AMD Onlus

Fonti: American Academy of Ophthalmology, Ophthalmology.

Maggiori protezioni contro gli infortuni oculari

Lavoro di saldatura di travi di ferro

Lavoro di saldatura di travi di ferro Maggiori protezioni contro gli infortuni oculari Al lavoro i traumi oftalmici si possono prevenire in sette casi su dieci. Il Vision Council statunitense: maggiori precauzioni per mansioni a rischio 10 dicembre 2010 – Ogni giorno circa duemila lavoratori americani sono colpiti da traumi oculari prevenibili. Il Vision Council statunitense ha lanciato l’allarme: occorrono più protezioni degli occhi quando si svolgono mansioni a rischio. Secondo le stime tre lavoratori su cinque non indossavano, al momento del trauma, alcuna protezione oppure ne avevano una inadeguata. Oltre alle disposizioni di legge da rispettare c’è però anche un’attenzione individuale alla propria salute: si va dagli occhiali di protezione agli schermi con filtri (ad esempio per la saldatura ad alta temperatura), passando per gli elmetti e la maschere facciali filtranti (per difendersi, ad esempio, dalle esalazioni nocive all’interno di alcune industrie chimiche). Basti pensare che i traumi oculari che avvengono nel mondo del lavoro si possono prevenire in sette casi su dieci. Dopo le mani e i piedi sono gli occhi ad essere i più colpiti: segno che mancano adeguate misure di protProf. Filippo Crucianiezione, data la delicatezza dell’organo. Proprio di questi temi si è discusso anche in Italia lo scorso 8 ottobre, in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Legale che si è svolto a Milano (SIOL). “Quella da trauma – ha spiegato il Prof. Filippo Cruciani, docente presso l’Università Sapienza di Roma – è la prima causa di cecità monolaterale (che colpisce un solo occhio, ndr ) in età lavorativa: è un problema importante. Secondo studi nostri e stando a quello che dice un registro americano, gli infortuni sono prevenibili al 70%. Inoltre la gravità del trauma è inversamente proporzionale all’età: quanto più si è giovani tanto più la prognosi è peggiore. Nel mondo lavorativo italiano l’occhio è la terza sede anatomica per infortunio, dopo la mano e il piede (dati Inail)”. Gli uomini, ha rilevato l’American Academy of Ophthalmology, sono colpiti tre volte più frequentemente rispetto alle donne dai traumi oculari. Negli Usa, quindi, è il sesso maschile a ‘farsi carico’ del 73,5% degli incidenti, il più delle volte domestici (52% dei casi). Complessivamente ben due milioni e mezzo di americani sono soggetti annualmente a traumi oculari. Oltreoceano un trauma all’occhio su quattro avviene in casa: in un caso su quattro mentre si gioca o si pratica sport, per un altro quarto mentre si effettuano riparazioni e, per il resto, soprattutto mentre si lavora in giardino. Quasi la metà dei traumi oculari sono, negli Usa, a danno di persone tra i 30 e i 64 anni, mentre i bambini con meno di 12 anni incidono per il 12%. Oltre il 40% di essi avviene tra mezzanotte e le sette del mattino. Per tutti questi motivi anche l’American Academy raccomanda l’impiego di occhialini protettivi a norma di legge. (Leggi anche “ I rischi oculari del fai-da-te “).

Fonti di riferimento: The Vision Council, SIOL (ottobre 2010), American Academy of Ophthalmology.

Tre giorni di check-up oculistici in Puglia

Controllo oculistico gratuito

Controllo oculistico gratuitoTre giorni di check-up oculistici gratuiti in Puglia A Manfredonia, dal 9 all’11 dicembre 2010, controlli voluti dall’Uici di Foggia 9 dicembre 2010 – Scongiurare la cecità mediante una visita oculistica di controllo è possibile se la diagnosi è tempestiva. L’opportunità si può cogliere gratuitamente da oggi fino all’11 dicembre in Puglia, a Manfredonia (Foggia), grazie a un camper attrezzato messo a disposizione dall’Agenzia internazionale per prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. L’iniziativa è stata organizzata dalla sezione provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti foggiana, in collaborazione col Centro culturale Diomedes e col Comitato provinciale della IAPB (Sezione italiana). Unità mobile oftalmica (camper attrezzato) I check-up oculistici si rivolgono, nella mattinata di giovedì 9 e venerdì 10 dicembre 2010 solo ai bambini delle materne, mentre al pomeriggio (dalle 15 alle 19) sono aperti a tutta la cittadinanza: un’Unità mobile oftalmica sosta in via Elvio Giustino 12. L’iniziativa si concluderà sabato, quando si celebrerà la 52° Giornata Nazionale del Cieco: in mattinata, dalle 9 alle 13, allo stesso indirizzo si potrà approfittare di nuovo dei controlli oculistici gratuiti. Il primo cittadino di Manfredonia, Angelo Riccardi, è particolarmente entusiasta dell’iniziativa. “Iniziative simili – ha spiegato Michele Corcio, Presidente della Sezione foggiana dell’Unione italiana ciechi – sono sempre particolarmente gradite dai cittadini, specie da coloro che trascurano molto la propria salute. La gratuità delle visite oculistiche permette a tanti cittadini di farsi controllare la vista per la prima volta e scoprire così che vi possono essere anche patologie silenti“ (come il glaucoma). Sabato 11 dicembre, alle ore 18, verrà offerto un concerto ad amici e sostenitori presso il Teatro comunale di Manfredonia. La manifestazione, che sarà ad inviti, “ha lo scopo – scrive l’Unione italiana ciechi di Foggia – di sollecitare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni e dei privati cittadini sulle molte e gravi problematiche dei ciechi e degli ipovedenti, nonché per promuovere la cultura per la prevenzione delle patologie oculari”. La serata sarà allietata da diversi momenti musicali.

Fonte di riferimento: UICI di Foggia

Glaucoma, occhio al ‘ladro’ della vista

La misurazione periodica della pressione oculare può salvare la vista

La misurazione periodica della pressione oculare può salvare la vistaGlaucoma, occhio al ‘ladro’ della vista Ridurre la pressione oculare è, il più delle volte, fondamentale per salvare il nervo ottico 3 dicembre 2010 – Abbassare la pressione oculare: è questa la parola d’ordine per la maggior parte dei malati di glaucoma , una malattia subdola che può mettere a repentaglio la salute visiva. Se non curata, infatti, la pressione troppo alta esercitata sul nervo ottico può danneggiarlo in modo irreparabile. Per questo la Fondazione G. B. Bietti di Roma, che inaugurerà un centro dedicato esclusivamente al glaucoma, spiega che ridurre la pressione oculare diminuisce il rischio di cecità in misura compresa tra il 13% e il 19% per ogni millimetro di mercurio (mmHg, unità di misura del tono dell’occhio). Un aspetto sorprendente della ricerca, effettuata su quasi mille persone, è che oltre il 35% dei soggetti non si sottoponeva abitualmente alla misurazione della pressione dell’occhio. Il 65% delle persone controllate aveva, inoltre, un familiare affetto da glaucoma, dunque era particolarmente a rischio. Il 30% aveva una pressione oculare tale da poter beneficiare di un trattamento locale, l’11% soffriva di diabete e il 5% una pressione oculare superiore al limite di 21 mmHg senza presentare danni funzionali. Il Presidente della Fondazione Bietti è Mario Stirpe che, tra l’altro, presiede la Commissione Nazionale per la Prevenzione della Cecità presso il Ministero della Salute, di cui fa parte anche l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus (clicca qui per approfondire).

Fonte principale: Fondazione G. B. Bietti

Emergenza disabilità

Emergenza disabilità Il 3 dicembre si è celebrata con l’Oms la Giornata mondiale dei disabili: sono 650 milioni nel mondo Una persona su dieci nel mondo è disabile: a sostenerlo è l’Oms, che il 3 dicembre ha celebrato la Giornata mondiale dedicata ai portatori di handicap. In tutto si calcola che i disabili siano 650 milioni. Secondo le stime preliminari Oms del 2010 i ciechi sono 40 milioni e gli ipovedenti 245 milioni. A livello oculistico le principali cause sono la cataratta (53% dei disabili visivi), il glaucoma (9%) e la degenerazione maculare legata all’età (6%).Non vedente con accompagnatore Questa mole enorme di individui richiede assistenza sanitaria e riabilitazione, a cui dovrebbero avere accesso: “La giornata mira a promuovere le tematiche della disabilità – scrive l’Organizzazione mondiale della sanità – e a mobilitare il sostegno in favore della dignità, i diritti e il benessere delle persone con disabilità. Cerca anche di accrescere la consapevolezza dei progressi che possono derivare dall’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della vita”. L’obiettivo dell’Oms è principalmente quello di migliorare la qualità della vita dei disabili. L’attuale piano d’azione è quinquennale e giunge sino al 2011, concentrandosi anche sulla necessità della riabilitazione. “Le cause più comuni di menomazione e disabilità – si legge nel piano d’azione – includono malattie croniche come il diabete, malattie cardiovascolari e cancro”. Tra l’altro il diabete può causare seri danni alla retina (vedi retinopatia diabetica ). Notizia pubblicata il 30 novembre 2010. Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2010.

Fonte: Oms

Terza età, over 65 italiani pigri e in sovrappeso

Anziane... in forma (Australia)

Anziane... in forma (Australia)Terza età, over 65 italiani troppo pigri Nuovo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità presentato oggi a Roma 3 dicembre 2010 – Anziani italiani troppo pigri: sono fuori forma, si muovono poco e non sono motivati a migliorare lo stile di vita. È questo il ‘verdetto’ dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), partner italiano del progetto europeo Care of Health Advertising New Goals for Elderly people (CHANGE). Assieme ad altri quattro Paesi membri dell’Unione Europea (Austria, Spagna, Polonia e Lituania) è stato, infatti, ‘radiografato’ lo stile di vita degli ultrasessantacinquenni. I dati vengono presentati oggi presso l’ISS, durante il workshop “Invecchiare oggi: una sfida per il domani”. Il campione di anziani italiani, nel complesso, si è mostrato più “pigro” degli altri. Infatti, al di là della percentuale di soggetti sovrappeso più elevata di tutti e del più elevato indice di massa corporea medio più elevato (Body Mass Index o BMI), gli italiani sembravano essere anche quelli meno interessati a tenere uno stile di vita più attivo e dinamico. Secondo il rapporto l’indice di massa corporea calcolato sulla base dei parametri fisiologici registrati nel campione indica che la popolazione è tendente al sovrappeso: infatti nel complesso il 68% degli anziani ha un Body Mass Index superiore a 25, quindi classificabile come sovrappeso, con una forbice che va dal 50% della Spagna al 78% dell’Italia. jogging Gli antidoti quali sono? “Il camminare, per esempio, oltre ad essere – afferma il dott. Giustini, responsabile scientifico del progetto – un’occasione frequente per fare un po’ di attività fisica, sembra anche essere l’attività maggiormente implementabile sia in termini di frequenza settimanale, sia in termini di durata. In alcune realtà, ed è il caso proprio dell’Italia, il ballo, attività per eccellenza socializzante, ha mostrato in seguito all’intervento del mediatore sanitario un incremento significativo in termini di frequenza”. Lo stile di vita, ricorda l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, è importante anche per mantenere una buona salute oculare. Ci sono studi internazionali che dimostrano come, praticando regolarmente l’esercizio fisico, si possa contribuire a prevenire o a ritardare sia la cataratta che la degenerazione maculare legata all’età (AMD). Per combattere quest’ultima è particolarmente importante una dieta ricca e varia, ricca di vitamine, sali minerali, di Omega-3 e Omega-6. Inoltre, il sovrappeso può favorire il diabete o, comunque, essere ad esso correlato, con annesso rischio di contrarre la retinopatia diabetica, una malattia oculare che può provocare ipovisione o cecità.

Leggi anche: “Attività fisica, ecco le raccomandazioni dell’Oms“

Fonti: ISS, IAPB Italia onlus.

L’inquinamento restringe i vasi retinici

Secondo ricercatori americani i mutamenti microvascolari osservabili sul fondo oculare sono associati a un maggior rischio cardiovascolare

2 dicembre 2010 – L’inquinamento fa restringere i vasi sanguigni della retina: lo hanno concluso ricercatori americani dell’Università del Michigan e dell’Università di Washington. Misurando il diametro delle arteriole della retina di 4.607 persone – di cui è stata scattata una foto del fondo oculare – si sono resi conto che a lungo andare esso si riduce e, tra l’altro, aumentano i rischi cardiovascolari.

La ricerca è stata condotta su persone di età compresa tra i 46 e gli 87 anni inizialmente prive di malattie cardiache (anni 2000-2). Dopodiché si sono valutate le concentrazioni di polveri sottilissime (PM2,5), capaci di penetrare a fondo nei polmoni, e si è trovata una correlazione tra la riduzione del diametro delle arteriole retiniche e i maggiori livelli d’inquinamento (tenendo conto anche dello stile di vita, del gruppo etnico, del fumo di sigaretta, dell’indice di massa corporea, ecc.). Si è concluso che sono più a rischio di problemi cardiovascolari e hanno vasi retinici più piccoli gli anziani che sono vissuti in città.

“Queste scoperte – scrivono i ricercatori su PLOS Medicine – suffragano l’ipotesi secondo cui importanti fenomeni vascolari sono associati a piccoli incrementi dell’esposizione all’aria inquinata a breve o a lungo termine, persino agli attuali livelli d’inquinamento, e corroborano ulteriormente le associazioni osservate tra l’inquinamento atmosferico e lo sviluppo e l’esacerbazione di malattie cardiovascolari”.

Referenza originale: Adar SD, Klein R, Klein BEK, Szpiro AA, Cotch MF, et al. (2010) Air Pollution and the Microvasculature: A Cross-Sectional Assessment of In Vivo Retinal Images in the Population-Based Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA). PLoS Med 7(11): e1000372. doi:10.1371/journal.pmed.1000372

Fonte: PLOS
Ultima modifica: 1 marzo 2018

Allenamento visivo contro il declino dovuto all’età

Riabilitazione visiva

Riabilitazione visivaAllenamento visivo contro il declino dovuto all’età Si possono migliorare le capacità visive anche dopo i 65 anni grazie alla plasticità cerebrale 1 dicembre 2010 – La vista si può migliorare con l’allenamento anche se si è anziani. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università della California-Riverside e della Boston University. In un articolo intitolato “Apprendimento percettivo, invecchiamento e miglioramento delle performance visive”, pubblicato sul Journal of Vision, un gruppo di psicologi ha condotto una serie di esperimenti per stabilire se una serie di compiti visivi possono migliorare le capacità visive anche dopo i 65 anni. Già dopo due giorni di addestramento visivo con sessioni da un’ora circa si sono notati miglioramenti che si sono mantenuti anche per tre mesi. Sono stati presentati diversi stimoli, ad esempio delle lettere su uno sfondo a righe. “Questi risultati – conclude l’Università della California-Riverside – dimostrano un alto grado di plasticità cerebrale tra gli anziani e suggeriscono che questa tecnica sia utile per contrastare il declino della vista dovuto a un normale invecchiamento”. Dunque un’opportuna stimolazione e la riabilitazione possono essere fruttuose per ‘allenare’ il cervello e, nel caso in cui si sia ipovedenti, per imparare a sfruttare al meglio il campo visivo residuo.

Fonte: University of California-Riverside

Corso d’informatica per disabili visivi

Videoingranditore

VideoingranditoreCorso d’informatica per disabili visivi Sarà gratuito e si svolgerà a Roma previo raggiungimento di un numero sufficiente di partecipanti 29 novembre 2010 – Si chiama alfabetizzazione informatica di primo livello. In sostanza si apprende l’ABC del computer: il corso, quando attivato, sarà gratuito e si rivolgerà esclusivamente ai minorati della vista già occupati. Chi non appartiene alla generazione dei cosiddetti “nativi digitali” può avere difficoltà all’uso dell’hardware e dei software: dall’impiego della tastiera al funzionamento dello screen reader, passando per l’acquisizione di un testo mediante lo scanner. “Ciascun corso, la cui frequenza – ha precisato Tommaso Daniele, Presidente l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R. onlus) – è completamente gratuita (si specifica non sono previsti rimborsi spesa di alcun genere), si svolgerà a Roma in viale Parioli, 55 e sarà articolato in lezioni frontali rivolte a gruppi composti al massimo da 4 persone. La durata di ciascun corso è di 60 ore suddivise in due unità didattiche settimanali della durata di 3 ore ciascuna”. L’attivazione del corso avverrà se si raggiungerà un numero adeguato di domande. Infine l’I.Ri.Fo.R. onlus ha reso disponibile un’audioguida di alfabetizzazione informatica in formato Mp3 (salvato su due cd-rom). Per leggere la circolare integrale e scaricare il modulo d’iscrizione clicca qui . Contatti utili: e-mail archivio@irifor.eu , tel. 06/69988606-607 .

Fonte: IRIFOR

Malati di retinite pigmentosa a confronto

Visione di malato di retinite pigmentosa (visione tubulare tipica dello stato avanzato)

Visione di malato di retinite pigmentosa (visione tubulare tipica dello stato avanzato)Malati di retinite pigmentosa a confronto Studio pubblicato sull’American Journal of Ophthalmology on-line da un gruppo di ricercatori italiani 29 novembre 2010 – I malati di retinite pigmentosa – una patologia genetica retinica rara – possono nutrire qualche speranza in più. Se purtroppo non si può bloccare la degenerazione dei fotorecettori che muoiono a partire dalla periferia del campo visivo, almeno si possono trattare alcune complicanze: dall’ edema maculare al foro retinico . A sottolinearlo è il Prof. Enzo Vingolo, Primario dell’Ospedale di Latina. Assieme ai suoi collaboratori ha appena pubblicato uno studio sull’American Journal of Ophthalmology (on-line dal 22 novembre prima della stampa) in cui ha esaminato e confrontato 118 occhi di 59 pazienti, con un’età media di 47 anni, dei quali 32 sani perché impiegati come gruppo di controllo. Per lo studio sono stati utilizzati principalmente due strumenti: l’ OCT e il microperimetro.Retina colpita da retinite pigmentosa “La ratio dello studio – ha dichiarato il Prof. Vingolo – è una comparazione ad alta risoluzione di come sta e come funziona la retina nei pazienti di retinite pigmentosa. La cosa nuova è che, contrariamente a quello che si pensava (che i pazienti dovessero diventare ciechi), molto spesso hanno delle perdite funzionali della retina così come rilevate con la microperimetria (campo visivo fatto direttamente sulla retina)”. “Per fortuna la maggior parte dei pazienti non diventa cieca, ma resta ipovedente. In ogni caso i quattro gruppi di pazienti che abbiamo individuato possono arrivare a un’atrofia retinica per tre vie diverse: per un danno alla coroide (più rara, la retina si ‘secca’), per un edema maculare (la retina si riempie di liquido, ma si può trattare) e per la formazione di un foro maculare (per una membrana che strappa il centro della retina). In questi ultimi due casi si può recuperare perché i malati si possono operare. L’intervento di vitrectomia si fa normalmente nei pazienti con foro maculare, non in quelli su retinite pigmentosa; ma, stando alla mia esperienza, può dare buoni risultati anche in quest’ultimo caso”. Lo studio conclude, comunque, che occorreranno ulteriori ricerche per indagare la relazione tra la perdita di fotorecettori, la sensibilità retinica e la fissazione nei pazienti colpiti da retinite pigmentosa. Note: I quattro gruppi sono: 1)36 occhi, età media di 33,5 anni, senza alterazioni maculari, migliore acuità visiva con correzione di 0,95 (BCVA) e spessore foveale medio di 256,3 micron; 2)28 occhi, età media di 35,4 anni, con edema maculare e acuità visiva media con correzione di 0,72 e spessore foveale medio di 363,5 micron; 3)26 occhi, età media 50,8 anni, con trazione vitreo retinica e acuità visiva media con correzione di 0,5 e spessore foveale medio di 337,1 micron; 4)28 occhi, età media di 52,1 anni e assottigliamento retinico (spessore foveale medio di 174,2 micron) e acuità visiva media con correzione di 0,36. Perdita della funzionalità della retina. Referenza originale: “Fourier-Domain Optical Coherence Tomography and Microperimetry Findings in Retinitis Pigmentosa”, 22 November 2010, Stefano Lupo, Pier Luigi Grenga, Enzo Maria Vingolo, American Journal of Ophthalmology, DOI: 10.1016/j.ajo.2010.07.026

Fonte di riferimento: AAO

Ultima modifica: 21 dicembre 2010.