Quando gli occhi dei bambini non sono allineati

Bambino affetto da ambliopia e strabismo

Bambino affetto da ambliopia e strabismoQuando gli occhi dei bambini non sono allineati L’insufficienza di convergenza oculare in uno studio è migliorata circa nella metà dei casi 5 gennaio 2012 – Occhi affaticati, strabismo, visione offuscata da vicino, mal di testa e difficoltà di concentrazione e di lettura prolungata. Sono alcuni dei sintomi a cui può dare origine la cosiddetta insufficienza di convergenza (CI), che comporta una difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti posti vicino. Ci sono bambini che ne soffrono, con conseguenze negative sul rendimento scolastico e sul livello di attenzione. bambino con la madre ad un controllo oculistico in una Unità mobile oftamica della IAPB Italia onlus Un nuovo studio condotto in California attesta che, quasi nella metà dei casi, il deficit della visione binoculare si può curare. Nella ricerca sono stati esaminati 218 bambini e adolescenti in cui si era riscontrata la difficoltà di mantenere allineati gli occhi su un oggetto vicino specialmente durante lunghi periodi di lettura. Mentre in 42 bambini il trattamento – basato su esercizi oculari – ha avuto pieno successo, in altri 60 bambini si è riscontrato comunque un miglioramento meno accentuato (impiegando una scala legata al rendimento scolastico); i rimanenti 116 non hanno però avuto benefici degni di nota. L’insufficienza di convergenza è considerato un problema relativamente comune: in età scolare colpisce circa il 5% dei bambini. È riconducibile a movimenti incompleti dei muscoli oculari. Può dare anche origine a un senso di sonnolenza e a visione doppia (vedi diplopia).

Fonti: Wolters Kluwer Health, professionaloptometry.it

Predisposizione ereditaria per il melanoma

Fondo oculare dopo impiego di placche radioattive (brachiterapia) contro il melanoma

Fondo oculare dopo impiego di placche radioattive (brachiterapia) contro il melanomaPredisposizione ereditaria per il melanoma La mutazione di un gene chiamato BAP1 può favorire l’insorgere del più comune tumore oculare 4 gennaio 2012 – Esistono mutazioni genetiche ereditarie che potrebbero contribuire a provocare il più comune tumore oculare, il melanoma , oltre a forme di cancro ai polmoni e al cervello. Ricercatori americani hanno osservato che un gene chiamato BAP1 ricopre una funzione particolarmente rilevante, anche se in realtà ad agire sono un intero gruppo di geni. Lo studio, diretto da Frederick H. Davidorf dell’Ohio State University, sottolinea come alterazioni del BAP1 siano legate alla crescita e alla moltiplicazione indesiderata di cellule tumorali. Per la prevenzione dei tumori, compresi quelli oculari, in generale bisogna evitare un’esposizione prolungata a raggi solari senza protezione adeguata (con filtri a norma di legge). Oggi il melanoma oculare è considerato trattabile. Una delle terapie con maggiore tasso di successo è la brachiterapia, basata sull’impiego di placche radioattive impiantate esternamente al bulbo per un breve periodo di tempo in modo da ‘uccidere’ il tumore (per approfondire clicca qui ).

Fonte originale: JMG

Scoperto gene per trasparenza occhio

Scoperto gene per trasparenza occhio La cornea resta limpida anche grazie al nostro DNA. Allo studio una terapia genica per alcune malattie Cornea sana 20 dicembre 2011 – Trasparente e lucente come un vetro pulito. La cornea sana – la superficie che protegge il nostro occhio e fa da lente – ha questa caratteristica anche grazie a un gene individuato dalla Northwestern University. Lo stesso gene controlla la trasparenza dell’occhio sia nell’uomo che nelle cavie. Affinché la cornea resti trasparente deve essere priva di vasi sanguigni; ma nel mondo ci sono persone che, a causa di traumi o di malattie, hanno questi vasi che possono provocare riduzione della vista fino alla cecità invadendo la superficie dell’occhio. Anche se esiste il trapianto di cornea (oggi meno invasivo che in passato) un nuovo articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences americani ventila la possibilità di una terapia genica per trattare malattie corneali che provocano una riduzione delle capacità visive. “Riteniamo di avere scoperto un gene chiave regolativo che impedisce la formazione dei vasi sanguigni nell’occhio e protegge la trasparenza della cornea”, ha affermato Tsutomu Kume, professore associato presso la Northwestern University. L’esistenza del gene FoxC1 era già nota, ma il suo ruolo di mantenimento della trasparenza della superficie oculare è nuova. Lavorando con topi privi del gene, Tsutomu Kume e la sua squadra hanno riscontrato formazioni vascolari anomale a livello corneale capaci di bloccare la luce. Questo fenomeno si verifica anche negli ammalati di glaucoma congenito.

Fonte: Northwestern University

Inaugurato il Polo tattile itinerante

Polo Tattile Itinerante (pullman in una piazza di Catania)

Polo Tattile Itinerante (pullman in una piazza di Catania)Inaugurato il Polo tattile itinerante A Catania è stato presentato uno speciale pullman per ciechi e ipovedenti che farà tappa nelle scuole Conoscere con le dita il Teatro massimo Bellini e il Duomo di Catania, il Palazzo dei Normanni o il Tempio della Concordia. Questo viaggio con i polpastrelli è possibile farlo a bordo di un pullman speciale che è stato inaugurato il 19 dicembre a Catania alla presenza di diverse autorità. Si tratta del “Polo tattile itinerante”, una realtà concepita per ciechi e ipovedenti che ha ‘messo le ruote’ per attraversare la Sicilia e toccare le scuole. A bordo è previsto anche un bar al buio: i giovani vedenti, guidati e serviti da un cieco, potranno prendere un caffé e al contempo riflettere sui problemi quotidiani di autonomia dei loro coetanei che non vedono. Inoltre il bus ospita anche uno show-room : giocattoli, libri tattili e sussidi tecnologici per ciechi e ipovedenti. L’evento porta la firma dell’avv. Giuseppe Castronovo, tra l’altro Presidente della Stamperia Regionale Braille della Sicilia: “Si tratta – ha affermato – di una iniziativa di eccezionale importanza e di grande significato morale, culturale e sociale, certamente unica in Europa. La manifestazione è diretta a favorire l’autonomia e la conoscenza di tutti gli studenti non vedenti ed ipovedenti educando al contempo alla solidarietà i loro compagni vedenti“. L’automezzo è stato interamente trasformato da un’officina di Modena in un presidio mobile: l’obiettivo è quello di raggiungere le scuole e i centri abitati più isolati della Sicilia nonché il resto d’Italia in modo da divulgare e favorire la crescita della cultura dell’integrazione e aiutare i non vedenti a conquistare una sempre maggiore autonomia nel mondo della scuola, dell’università, del lavoro e nei piccoli e grandi gesti della vita quotidiana. Notizia aggiornata l’11 gennaio 2012. Pagina pubblicata per la prima volta il 16 dicembre 2011.

Lenti a contatto, occhio all’igiene

Lenti a contatto, occhio all’igiene Non lavarsi le mani o non sostituirle quando prescritto può provocare problemi oculari Trascurare le norme per il corretto uso delle lenti a contatto può provocare seri problemi agli occhi. Non ne sono però consapevoli le molte persone che non si lavano le mani (e non le asciugano bene) prima di mettersi le lenti oppure quando non cambiano il liquido con cui le conservano o, ancora, quando dormono senza levarsele. Le cattive pratiche sono molto più diffuse di quanto non si creda. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Optometry & Vision Science solo il 2% delle persone rispetta le norme corrette per l’impiego delle lenti a contatto. Eppure l’85% degli utilizzatori crede erroneamente di comportarsi bene. Il rischio è di imbattersi in una serie di complicanze legate all’impiego scorretto delle lenti a contatto: dal semplice arrossamento oculare a una congiuntivite fino ai casi più gravi dovuti a una vera e propria contaminazione, in particolare l’infezione provocata da Acanthamoeba (vedi cheratite ), un protozoo che può essere contenuto nell’acqua. Per leggere il decalogo del corretto uso delle lenti a contatto clicca qui .

Fonte originale: Optometry and Vision Science

Pagina pubblicata il 14 dicembre 2011.

Ultima modifica: 16 dicembre.

Lo stato della sanità italiana

Il Ministro della Salute Balduzzi

Il Ministro della Salute BalduzziLo stato della sanità italiana Presentata presso il Ministero della Salute la situazione sanitaria del nostro Paese 13 dicembre 2011 – Oltre 60 milioni di abitanti (di cui il 20,3% ha più di 65 anni), una riduzione della mortalità e una diminuzione dei ricoveri ospedalieri. E’ questo il ritratto dell’Italia che oggi è stato tratteggiato a Roma, presso il Ministero della Salute, durante la presentazione della Relazione dello stato sanitario del Paese 2009-2010, durante la quale è intervenuto il neoministro della Salute Renato Balduzzi. Almeno tre le buone notizie: dal 1980 a oggi la mortalità in Italia si è dimezzata anche grazie al miglioramento degli stili di vita e alla prevenzione; il sistema sanitario italiano si può ancora considerare il secondo al mondo (dopo quello francese e in rapporto alla spesa); l’Italia è ai primi posti in Europa per incremento della speranza di vita, tanto è vero che gli uomini vivono mediamente quasi 79 anni mentre le donne circa 84 anni. “La scommessa sulla prevenzione si è rivelata vincente”, ha affermato il Ministro Balduzzi, che ha evidenziato l’importanza dell’appropriatezza delle prestazioni, della riqualificazione della sanità (bisogna ridurre sprechi e inefficienze) e di un adeguato sistema di regole e di controlli. Una carrellata dei contenuti della Relazione sullo stato sanitario del nostro Paese – che pur essendo il frutto di un grande sforzo non è strutturato in modo organico e ha la pecca di trascurare la prevenzione della cecità – si è snodata lungo l’arco della mattinata. Infine il Ministro della Salute ha annunciato che sarà effettuata una mappatura della ricerca sanitaria e biomedica nel nostro Paese. Per leggere la Relazione sullo stato sanitario del Paese clicca qui .

In Puglia conclusi i controlli oculistici gratuiti

In Puglia conclusi i controlli oculistici gratuiti A Manfredonia check-up con un’Unità mobile Oftalmica effettuati dal 3 al 10 dicembre 12 dicembre 2011 – Si sono conclusi sabato 10 dicembre i controlli oculistici gratuiti in piazza iniziati in Puglia il 3 dicembre. L’obiettivo della campagna, che si è svolta a Manfredonia (Foggia), è stato quello di prevenire la cecità e l’ipovisione, sensibilizzando i cittadini riguardo alla necessità di effettuare controlli regolari e costanti: l’obiettivo è stato scovare allo stadio iniziale patologie che, se non possono essere curate, possono almeno essere combattute rallentandone o bloccandone la progressione. L’iniziativa è stata organizzata dalla Sezione Provinciale di Foggia dell’Unione Italiana Ciechi e dal Centro Culturale Diomedes di Manfredonia: ha previsto anche una mostra di pittura solidale e un incontro-dibattito sul tema della prevenzione delle patologie oculari. L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus ha messo a disposizione la sua Unità mobile oftalmica per i check-up gratuiti. Tra l’altro sono stati effettuati controlli oculistici sui bambini delle scuole materne di Borgo Mezzanone e di altri plessi scolastici. Note L’incontro-dibattito si è tenuto sabato 10 dicembre presso l’Auditorium di Palazzo Celestini. Alla tavola rotonda sono stati invitati: Vittorio D’Ambrosio, Presidente Centro Culturale Diomedes, Michele Corcio, Presidente provinciale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, l’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro. Le conclusioni sono state affidate al professor Filippo Cruciani, noto medico della Clinica Oculistica dellUniversità “Sapienza“ di Roma e coordinatore scientifico del Polo Nazionale per la Prevenzione della Cecità e Riabilitazione Visiva e, inoltre, al responsabile della struttura complessa di Oculistica dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di san Giovanni Rotondo, Antonio Laborante.

Fonte principale: UICI di Foggia

Quando i geni vanno tenuti d’occhio

Quando i geni vanno tenuti d’occhio Una serie di malattie oculari hanno la loro causa nel Dna: se ne è parlato a Napoli con la SIOG 5 dicembre 2011 – La genetica ha incontrato l’oculistica. L’occasione è stata data da un Congresso che si è tenuto a Napoli il 3 dicembre, organizzato dalla Società Italiana di Oftalmologia Genetica (SIOG). Sono molte le malattie che hanno tra le loro

Fonti una predisposizione genetica: si va dalla degenerazione maculare legata all’età fino al glaucoma. In più ci sono una serie di malattie scatenate da un ‘difetto’ del Dna, come ad esempio la retinite pigmentosa, l’amaurosi congenita di Leber e la malattia di Stargardt. Tra gli argomenti trattati ci sono state anche le celebri cellule staminali,

Fonte di speranza ancor prima di realtà clinica consolidata: attualmente a livello oculare vengono impiegate, ma solo in alcuni casi, per rigenerare la cornea. Tra i relatori la prof.ssa F. Simonelli, che tra l’altro lavora per Telethon. Infine hanno portato il loro saluto l’avv. G. Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, e C. Frasser di Retina International. Per il programma del Convegno clicca qui

Ricostruita la congiuntiva con cellule progenitrici

Ricostruita la congiuntiva con cellule progenitrici In seguito a gravi danni oculari sono state coltivate e impiantate su cavie 15 novembre 2011 – Si possono riparare gravi danni alla congiuntiva coltivando le cellule della propria epidermide e impiantandole laddove occorre. L’hanno fatto sperimentalmente ricercatori cinesi su cavie (macachi resi) utilizzando le loro cellule progenitrici della pelle, fatte moltiplicare su una membrana amniotica, indirizzandone opportunamente lo sviluppo. “A tre settimane dal danno congiuntivale – scrivono i ricercatori sulla rivista Plos – la superficie oculare danneggiata di quattro scimmie è stata ricostruita chirurgicamente trapiantando le cellule dell’epidermide autologhe (ossia dell’individuo stesso, ndr)”. La congiuntiva è dotata di una naturale capacità di autoriparazione, ma se il danno è grave le cellule non riescono a rigenerare il tessuto, dunque è necessario un apporto esterno. Questo studio spiana la strada per future sperimentazioni sugli esseri umani. Vedi anche: cellule staminali . Referenza originale: Lu R, Zhang X, Huang D, Huang B, Gao N, et al. (2011) Conjunctival Reconstruction with Progenitor Cell-Derived Autologous Epidermal Sheets in Rhesus Monkey. PLoS ONE 6(11): e25713. doi:10.1371/journal.pone.0025713

Fonte: Plos

Vista mezza salvata in seguito a lesioni cerebrali

Campo visivo (occhio destro)

Campo visivo (occhio destro)

Con stimoli elettrici si è potuto recuperare il 41% del campo visivo perduto

La vista “rubata” in seguito a lesioni cerebrali potrebbe essere parzialmente recuperata. A ridare speranza a chi ha subito lesioni cerebrali ci ha pensato uno studio condotto in Germania e pubblicato nel 2011 sulla rivista Brain Stimulation.

I ricercatori sostengono che, grazie a opportuni stimoli elettrici al nervo ottico, i pazienti possano recuperare in media il 41% del campo visivo perduto. Aree cerebrali deputate alla visione (Fonte: Università di Monaco) Si tratta di una percentuale significativa se si pensa che i danni alle cellule nervose che conseguono alle lesioni sono di solito considerati irreversibili. Invece è bastata una lieve corrente somministrata ripetutamente per dieci giorni per restituire agli sventurati quasi metà dell’area di non visione. Questo si è tradotto, ovviamente, in un sensibile miglioramento della loro qualità della vita. Seri danni al nervo ottico inficiano, infatti, attività quotidiane come leggere, guidare e orientarsi nello spazio; non tutti i tipi di danno, tuttavia, possono essere trattati né, tanto meno, “riparati”.

Allo studio hanno partecipato 42 persone affette da seri problemi visivi provocati da danni al nervo ottico avvenuti mediamente 5 anni e mezzo prima. Ai pazienti sono stati sistemati degli elettrodi vicino agli occhi; la stimolazione elettrica giornaliera è durata dai 10 ai 20 minuti ad occhio. L’intento di fondo dello studio è stato quello di aumentare la plasticità delle cellule nervose accrescendo la potenza sinaptica delle cellule attive del sistema visivo parzialmente danneggiato, accrescendo al contempo le capacità visive residue. In conclusione, anche se lo studio documenta un notevole e inaspettato incremento del livello di riattivazione del nervo ottico, ricordiamo che non sempre è possibile un recupero.

Vedi anche: emianopsia

Fonte di riferimento: Elsevier

Link allo studio scientifico: Brain Stimulation

Notizia pubblicata il 9 novembre 2011. Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2012