Trapianto di membrana amniotica per prevenire la cecità Contro la sindrome rara di Stevens-Johnson è efficace in molti casi se effettuato entro cinque giorni 30 aprile 2012 – Prevenire la cecità è possibile col trapianto di membrana amniotica se si è colpiti dalla sindrome di Stevens-Johnson. Quest’ultima è una malattia rara (fortunatamente colpisce meno di una persona per milione), ma dalle gravi conseguenze: è caratterizzata dalla distruzione e dal distacco della pelle e delle mucose. Anche la cornea subisce gravi danni se non si interviene rapidamente. Un’équipe americana della Loyola University ha studiato i ricoverati tra il 1998 e il 2010 a causa della sindrome di Stevens-Johnson. Sono stati confrontati i pazienti a cui era stata trapiantata una membrana amniotica sulla superficie oculare con quelli curati in altro modo. Se trattati entro i tre-cinque giorni su tutta la superficie corneale il recupero della vista è stato buono: ‘solo’ il 4,3% di ciechi legali (su 25 occhi) contro il 35% dei trapiantati (33 occhi di 17 pazienti). Tuttavia i benefici sono stati più contenuti se il trapianto di membrana era stato effettuato più di una settimana dopo l’insorgenza della malattia devastante. La sindrome di Stevens-Johnson può essere causata da un’allergia a un farmaco e, più raramente, può essere provocata da infezioni o, ancora, è riconducibile a un trapianto di midollo osseo. In un caso su tre o quattro persone non si conosce però la causa. Sta di fatto che i malati devono essere trattati in terapia intensiva o nei reparti per i grandi ustionati non appena venga sospettata la diagnosi. Tuttavia la rigenerazione è rapida (riepitelizzazione in 2-3 settimane).
Fonti: Loyola University, Orphanet
Più cultura della prevenzione 
consente di registrare movimenti oculari come le saccadi) ha consentito di osservare tremori oculari in tutti i malati di Parkinson; sono state invece due le persone sane ritenute erroneamente malate.






“numerosi casi di tossicità oculare”.
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I più piccoli sarebbero, invece, soggetti ad alcuni rischi: “Qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili – avvertiva già due anni or sono il Consiglio Superiore di Sanità – può insorgere in soggetti di tenera età, sia perché ancora la visione binoculare non è presente o non è del tutto consolidata, sia perché essi possono essere affetti da