Oms, riconfermata la direttrice generale

Margaret Chan, Direttrice generale OMS

Margaret Chan, Direttrice generale OMSOms, riconfermata la direttrice generale Margaret Chan è stata eletta per altri cinque anni alla guida dell’Agenzia Onu per la salute 24 maggio 2012 – Alla guida dell’Organizzazione mondiale della sanità è stata riconfermata ieri la direttrice generale Margaret Chan. Guiderà l’Agenzia Onu che si occupa di salute per altri cinque anni. Nel suo discorso tenuto a Ginevra durante la 65° assemblea generale dell’Oms (21-26 maggio), rivolto anche ai ministri della salute presenti, ha chiesto di proseguire l’impegno per migliorare la salute dei più vulnerabili. “A mio giudizio – ha affermato Chan, che rimarrà in carica fino al 30 giugno 2017 – la copertura [sanitaria] universale è l’unico concetto potente che la salute pubblica abbia da offrire. È un riequilibratore formidabile ed è il miglior sistema per consolidare i progressi fatti nel decennio passato”.

Fonte: WHO

Usa, scoperto un virus dell’herpes associato all’AMD

Usa, scoperto un virus dell’herpes associato all’AMD La degenerazione maculare è importante causa di cecità tra gli over 55. Una possibile concausa virale nella forma umida era stata sottovalutata 22 maggio 2012 – Un virus dell’herpes potrebbe essere associato, almeno in alcuni casi, alla forma umida della degenerazione maculare legata all’età (AMD), una malattia degenerativa grave della retina che può colpire gli ultracinquantacinquenni. È quanto è stato scoperto da una squadra di ricercatori della George State University (Usa) in un esperimento condotto su cavie di laboratorio. Gli scienziati americani hanno riscontrato che questo virus provoca un aumento del VEGF, una proteina che regola la produzione di nuovi vasi retinici (in questo caso indesiderati e dannosi), che se non contrastato può provocare ipovisione e cecità centrali. “Prima di questo lavoro i cofattori per lo sviluppo dell’AMD comprendevano cause genetiche, una dieta con troppi grassi e il fumo. Ora abbiamo aggiunto un agente infettivo”, ha dichiarato Richard D. Dix, docente presso il centro di virologia oculare dell’università americana. Questa scoperta dovrà però essere approfondita con ulteriori ricerche.

Fonte: Georgia State University Abstract dello studio originale: PubMed

Ultima modifica: 25 maggio 2012

Ipertensione e diabete affliggono il mondo

OMS (quartieri generali di Ginevra)

OMS (quartieri generali di Ginevra)Ipertensione e diabete affliggono il mondo
Secondo un nuovo rapporto dell’Oms sono sempre più diffuse le malattie non trasmissibili. A rischio anche la vista

Un adulto su tre è iperteso e uno su dieci è diabetico. A dirlo è un nuovo rapporto dell’Oms che contiene le statistiche aggiornate sulla salute mondiale. Dunque è in crescita il problema deSfigmomanometro: misurare periodicamente la pressione arteriosa è importante per prevenire gravi problemi di salutelle malattie non trasmissibili riconducibili anche a stili di vita sbagliati.

Il problema è soprattutto che queste due malattie possono non essere diagnosticate; questo avviene principalmente nei Paesi in via di sviluppo, specialmente in un continente quale l’Africa (dove circa metà della popolazione sarebbe ipertesa). Se la pressione è troppo alta si rischia più frequentemente l’ictus e l’infarto.

I diabetici, se non si curano con attenzione, corrono seri rischi alla vista a causa della retinopatia. Lo stesso avviene per persone che soffrono di pressione alta: anche la loro salute retinica è più a rischio della norma (si veda la retinopatia ipertensiva). Tanto che può persino accadere che, controllando il fondo oculare, l’oculista si accorga di anomalie dei vasi sanguigni retinici, consigliando quindi di sottoporsi ad opportuni controlli diagnostici.

In conclusione tenere d’occhio la pressione arteriosa e il livello di zuccheri nel sangue può salvare la vita e anche… la vista!

Fonte principale: Oms

Pagina pubblicata il 16 maggio 2012.

Ultima modifica: 22 maggio.

Nuova luce con la terapia genica

Nuova luce con la terapia genica Le speranze dei malati di retinite pigmentosa. La rivista Human Gene Therapy fa il punto sullo stato dell’arte medica 15 maggio 2012 – Nuovi orizzonti di cura si dischiudono per chi è affetto da malattie retiniche incurabili. Se la loro causa è genetica gli scienziati possono, in linea di principio, andare alla radice del problema “riparando” direttamente il DNA. A fare il punto sullo stato dell’arte medica oculistica dal punto di vista genetico ci ha pensato l’ultimo numero di Human Gene Therapy, rivista della Società europea di terapia genica e cellulare. Se risultati incoraggianti sono stati ottenuti sull’amaurosi congenita di Leber, non altrettanto si può già dire con la retinite pigmentosa , una malattia genetica ancora più complessa perché causata da una cinquantina di geni. Astra Dinculescu dell’Università della Florida e i suoi colleghi dell’Università della Pennsylvania e di altre università hanno dimostrato teoricamente l’efficacia di una terapia genica che consentirebbe di guarire almeno da un tipo di retinite pigmentosa rimpiazzando uno o più geni mutanti (come già fatto su cavie di laboratorio). Dopo una ventina d’anni di ricerche promettenti e di test – condotti prevalentemente su animali ma ultimamente anche su esseri umani – il Prof. Robin Ali del London Institute of Ophthalmology si dice “ottimista riguardo alle prospettive future della terapia genica retinica”. Questo principalmente perché è stato dimostrato che il tessuto nervoso della retina è accessibile all’innesto di geni sani sfruttando come vettori dei virus preventivamente svuotati del loro contenuto genico e in cui sono state introdotte le sequenze genetiche corrette.

Fonti principali: Human Gene Therapy , Oftalmologia Sociale.

UK, accesi nuovi occhi bionici

Chip sottoretinico fotosensibile del tipo impiantato dall'università di Tubinga (Germania), lo stesso utilizzato dall'Università di Oxford (Gran Bretagna)

Chip sottoretinico fotosensibile del tipo impiantato dall'università di Tubinga (Germania), lo stesso utilizzato dall'Università di Oxford (Gran Bretagna) UK, accesi nuovi occhi bionici L’Università di Oxford ha impiantato chip sottoretinici in due malati di retinite pigmentosa 9 maggio 2012 – Sagome indefinite sono emerse dall’oscurità, ma per flash successivi e visibili solo per una decina di gradi al centro del campo visivo. Questo è ciò che è avvenuto a due malati di retinite pigmentosa a cui sono stati recentemente accesi gli occhi bionici presso la celebre Università di Oxford (UK). Questa volta – come già avvenuto in Germania e in Italia – niente telecamera esterna inserita in una montatura degli occhiali: un chip da 1500 elettrodi impiantato sotto la retina che capta direttamente la luce stimolando le cellule retiniche ancora vive. Grazie al nervo ottico integro (cosa che avviene per poche malattie degenerative retiniche) i segnali arrivano al cervello, il quale però si dovrà abituare alla nuova modalità visiva.Chip-sensore collocato sotto la retina (Fonte: Proceedings of the Royal Society) Ammesso che l’operazione abbia successo (a Tubinga, in Germania, solo tre pazienti su undici hanno recuperato parzialmente la vista) è poi necessario un training per ‘imparare a vedere’. Le persone operate con successo riescono a riconoscere grandi lettere o a seguire una grande riga bianca tracciata sul pavimento. Seppur sperimentale, attualmente si tratta dell’unico sistema per consentire ai malati di retinite pigmentosa (una patologia oculare di origine genetica) di vedere qualcosa, ma solamente in bianco e nero e con una risoluzione ancora bassa (38X40 pixel).

Link utile: Oftalmologia Sociale (si legga l’articolo “Un chip sottoretinico contro la cecità“)

Fonti principali: Oxford University , Università di Tubinga

Ultima modifica: 22 maggio 2012

Minor spesa con la sanità elettronica

Fascicolo sanitario elettronico sotto forma di card (Regione Lombardia)

Fascicolo sanitario elettronico sotto forma di card (Regione Lombardia)Minor spesa con la sanità elettronica I ministri della salute dell’Ue si sono riuniti a Copenhagen per discutere di eHealth. Anche il Ministro Balduzzi ha partecipato ai lavori 8 maggio 2012 – Più sanità elettronica per spendere meno soldi pubblici. Dunque non solo più servizi che semplificano la vita ai cittadini, ma anche le casse dello Stato più ‘sane’. Utilizzando il fascicolo sanitario elettronico (sotto forma di carta col chip) si può o si potrà accedere alle proprie cartelle cliniche senza parlare delle maggiori possibilità offerte dai servizi on-line (tipo prenotazioni visite ed esami). Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha partecipato alla conferenza danese dedicata alla sanità elettronica (eHealth), con cui si mira a costruire una sanità europea senza frontiere. Essa può, infatti, consentire di aiutare i cittadini nella messa in atto di comportamenti favorevoli alla propria salute ed al proprio benessere. Il Ministro della Salute Renato Balduzzi Secondo il Ministro Balduzzi la sanità elettronica “rappresenta un pilastro fondamentale del processo di innovazione dei processi di cura e di riabilitazione in quanto consente al cittadino di portare con sé, ovunque si trovi, la propria storia clinica e di fruire conseguentemente di un’assistenza sanitaria il più possibile personalizzata”. Dunque un accesso più semplice alle diverse strutture ospedaliere distribuite nell’Unione europea e alle differenti competenze specialistiche. Possibilmente ci si avvarrà della collaborazione degli Usa: il Ministro Balduzzi sta valutando la possibilità di avviare un progetto per un migliore impiego dei fascicoli sanitari elettronici. Nota Dal 7 al 9 maggio 2012 a Copenhagen.

Fonti: Ministero della Salute , Ue

Miopia, bambini più a rischio nel Sud-Est dell’Asia

Bambini più miopi nel Sud-Est asiatico Secondo uno studio australiano quasi 9 giovanissimi su 10 ne soffrono. In quell’area un piccolo su cinque può essere cieco o ipovedente Mettere a fuoco da lontano è sempre più difficile per i bambini che vivono nelle città del Sud-Est asiatico. Ad attestarlo è una ricerca australiana: in quella zona del mondo quasi nove bambini su dieci sono miopi e hanno, quindi, bisogno di portare le lenti. Nella stessa area fino a un bambino su cinque può essere considerato cieco o ipovedente. La scienza non fa altro che confermare, almeno in questo caso, il classico buon senso: già nel 2011 l’Università di Cambridge aveva notato che, per ogni ora trascorsa in più fuori casa ogni settimana, la probabilità di diventare miopi si riduce del 2% tra i giovanissimi. Secondo un altro studio i piccoli che trascorrono più tempo all’aria aperta tendono a sviluppare più difficilmente il difetto visivo ( clicca qui per approfondire). Solo in Gran Bretagna mediamente il 20-30 per cento dei bambini soffre di miopia. Dunque perché la diffusione del vizio refrattivo non aumenti eccessivamente anche in Occidente i ricercatori hanno sollecitato l’Oms a prevenirla promuovendo di più gli stili di vita sani: i bambini devono trascorrere più tempo all’aria aperta invece di trascorrere interi pomeriggi di fronte agli schermi o alla scrivania.

Fonti: ibtimes, AAO, The Lancet

Pagina pubblicata il 7 maggio. Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2012

Trapianto di membrana amniotica per prevenire la cecità

Apposizione di membrana amniotica sull'occhio (immagine: IJO)

Apposizione di membrana amniotica sull'occhio (immagine: IJO)Trapianto di membrana amniotica per prevenire la cecità Contro la sindrome rara di Stevens-Johnson è efficace in molti casi se effettuato entro cinque giorni 30 aprile 2012 – Prevenire la cecità è possibile col trapianto di membrana amniotica se si è colpiti dalla sindrome di Stevens-Johnson. Quest’ultima è una malattia rara (fortunatamente colpisce meno di una persona per milione), ma dalle gravi conseguenze: è caratterizzata dalla distruzione e dal distacco della pelle e delle mucose. Anche la cornea subisce gravi danni se non si interviene rapidamente. Un’équipe americana della Loyola University ha studiato i ricoverati tra il 1998 e il 2010 a causa della sindrome di Stevens-Johnson. Sono stati confrontati i pazienti a cui era stata trapiantata una membrana amniotica sulla superficie oculare con quelli curati in altro modo. Se trattati entro i tre-cinque giorni su tutta la superficie corneale il recupero della vista è stato buono: ‘solo’ il 4,3% di ciechi legali (su 25 occhi) contro il 35% dei trapiantati (33 occhi di 17 pazienti). Tuttavia i benefici sono stati più contenuti se il trapianto di membrana era stato effettuato più di una settimana dopo l’insorgenza della malattia devastante. La sindrome di Stevens-Johnson può essere causata da un’allergia a un farmaco e, più raramente, può essere provocata da infezioni o, ancora, è riconducibile a un trapianto di midollo osseo. In un caso su tre o quattro persone non si conosce però la causa. Sta di fatto che i malati devono essere trattati in terapia intensiva o nei reparti per i grandi ustionati non appena venga sospettata la diagnosi. Tuttavia la rigenerazione è rapida (riepitelizzazione in 2-3 settimane).

Fonti: Loyola University, Orphanet

Più cultura della prevenzione

Istituto Superiore di Sanità (Roma)

Istituto Superiore di Sanità (Roma)Più cultura della prevenzione Presso l’Istituto Superiore di Sanità si è parlato di stili di vita salutari 27 aprile 2012 – La cultura della prevenzione non è ancora sufficientemente diffusa e gli stili di vita sani tardano a essere praticati dalla maggioranza della popolazione. È quanto è stato messo in evidenza stamattina durante un convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. Non solo l’obesità ma anche il sovrappeso è indice di uno stile di vita sbagliato (ad esempio si pratica troppo poco l’esercizio fisico). Ipertensione e diabete sono tra le malattie più spesso associate all’obesità; tra parentesi entrambe possono causare problemi oculari ( si vedano retinopatia ipertensiva e retinopatia diabetica ). Nel complesso l’obesità rappresenta la terza causa di morte nel nostro Paese, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Secondo uno degli studi citati durante il convegno solo il 10% su 25mila famiglie studiate durante una ricerca pratica uno stile di vita sano. Fare una mezz’oretta di passeggiata veloce al giorno può ridurre la mortalità di tre volte: complessivamente basta fare almeno diecimila passi al dì, inclusi quelli che già facciamo normalmente. Insomma, l’organismo non è fatto per compartimenti stagni e la sedentarietà è nemica della salute così come anche lo è il fumo (tra l’altro a livello oculare è un fattore di rischio dell’ AMD ). Per vivere meglio e più a lungo è stata ribadita, infine, l’importanza della tradizionale dieta mediterranea.

Leggi anche: “ Oms, puntare agli stili di vita sani

Link di riferimento: ISS

Il Parkinson a colpo d’occhio

Dispositivo di eye tracking montato su occhiali

Dispositivo di eye tracking montato su occhialiIl Parkinson a colpo d’occhio Secondo ricercatori Usa l’ eye-tracking consente di diagnosticare la malattia neurologica: i tremori oculari rappresentano un segno importante 23 aprile 2012 – Gli occhi possono essere non solo specchio dell’anima ma anche di una malattia. Ci riferiamo, ad esempio, ai movimenti degli occhi: i tremori oculari sono indice della presenza della malattia di Parkinson. È quanto hanno concluso studiosi americani in una ricerca pubblicata su Archives of Neurology. Durante lo studio sono stati rilevati i movimenti oculari di 112 pazienti colpiti dal Parkinson e di 60 persone sane. Ebbene, l’esame effettuato mediante un dispositivo chiamato eye-tracking (che consente di registrare movimenti oculari come le saccadi) ha consentito di osservare tremori oculari in tutti i malati di Parkinson; sono state invece due le persone sane ritenute erroneamente malate. La proposta dei ricercatori è che questo sistema venga usato per la diagnosi della malattia neurologica degenerativa caratterizzata da tremori, problemi motori e, negli stadi più avanzati, da declino cognitivo.

Fonte: Archives of Neurology

Ultima modifica: 10 maggio 2012