Trasformazioni cellulari Staminali della superficie oculare possono diventare neuroni con cui, in futuro, si potrebbe riparare la retina 9 novembre 2012 – Sui nostri occhi si trova una
Fonte preziosa di cellule staminali . È posta al confine tra la cornea e la sclera (ossia tra la superficie trasparente e il bianco dell’occhio): è il limbus, da cui si possono attingere staminali per curare le ustioni corneali.
Un gruppo di ricercatori inglesi è riuscito ora a trasformare le staminali del limbus in neuroni: questa strada di ricerca – che per ora non ha alcuna applicazione clinica sull’uomo – fa sperare che si possano ottenere da uno stesso individuo cellule nervose utili per riparare la sua retina (in caso di malattie degenerative retiniche). Le staminali del limbus, infatti, sono simili a quelle del sistema nervoso centrale. Lo studio è stato condotto su cavie di laboratorio (topi) sia da oculisti che da neuroscienziati dell’Ospedale di Southampton (UK).
Fonte: BJO


Scelte visive… col cervello 






Il trattamento non viene però erogato a chi ha meno di 2/10 di visus (con la migliore correzione ossia con lenti): “Questo limite – afferma Lidia Buccianti, direttore di Per Vedere Fatti Vedere onlus – impedisce di fatto a chi ne ha più bisogno di mantenere quella visione residua in grado di garantire l’autosufficienza e una vita dignitosa. Per un paziente con meno di 2/10, riacquistare anche solo 1/10 significa poter passare da una condizione di dipendenza ad una vita ancora autonoma, cosa fondamentale per molti anziani che oggi vivono soli”. “Attualmente – scrive ancora Per Vedere Fatti Vedere onlus – il trattamento viene erogato, incredibilmente, per un occhio solo. Chi è affetto da degenerazione maculare senile in tutte e due gli occhi deve poterli curare entrambi con la copertura del Servizio Sanitario Nazionale e mantenere in tutti e due gli occhi quella visione residua che può permettere di condurre una vita autosufficiente”. “L’età media degli italiani si sta alzando, la nostra società sta progressivamente invecchiando, e l’incidenza della degenerazione maculare legata all’età è destinata ad aumentare notevolmente – conclude Buccianti – si prevede un aumento di casi di DMS (ossia di AMD, ndr) del 31% nel decennio 2010-2020, con un conseguente aumento dei costi sociali per ipovisione e cecità”. La onlus Per Vedere Fatti Vedere conclude, quindi, considerando i costi elevatissimi della cura con le iniezioni intravitreali: “al momento attuale chi ha i soldi può permettersi di curarsi privatamente, chi non li ha va incontro alla perdita della vista”. L’accesso alle cure è considerato, tuttavia, un diritto che deve essere garantito a tutti i pazienti senza discriminazioni anche per questo motivo: i costi per le cure sarebbero nettamente inferiori ai costi che la società italiana dovrà sostenere per la cecità dei pazienti che non ha curato adeguatamente. 
