Nuova decisione Aifa su farmaco AMD umida

Nuova decisione Aifa su farmaco AMD umida L’Agenzia italiana del farmaco: le iniezioni intravitreali di Avastin entrano nella lista dei farmaci di uso consolidato per la forma più aggressiva di degenerazione maculare legata all’età 11 giugno 2014 – Il trattamento della forma più aggressiva di degenerazione maculare legata all’età ( AMD umida o essudativa) potrebbe pesare meno sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco ( Aifa ) si è espressa, infatti, a favore dell’inserimento di bevacizumab (Avastin) nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tuttavia solo le farmacie ospedaliere potranno preparare il farmaco in singole dosi (per garantirne la sterilità) e le iniezioni intravitreali potranno essere effettuate unicamente in centri oculistici specializzati. Si tratta di iniezioni praticate nel bulbo oculare contenenti un principio attivo che può rallentare fortemente la formazione di vasi sanguigni dannosi per la retina, che possono causare cecità centrale. La Commissione tecnico scientifica, scrive l’Aifa, nella seduta del 9 e 10 giugno “ha accolto la richiesta per l’utilizzo del farmaco nell’indicazione non registrata, individuando all’unanimità una serie di condizioni indispensabili a tutela della salute dei pazienti:Edificio Aifa a Roma -il confezionamento in monodose del farmaco bevacizumab per l’uso intravitreale dovrà essere effettuato, per garantirne la sterilità, esclusivamente dalle farmacie ospedaliere in possesso dei requisiti necessari, nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione; -la somministrazione di bevacizumab per uso intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione presso ospedali pubblici individuati dalle Regioni; -la somministrazione del farmaco – puntualizza l’Aifa – potrà avvenire solo previa sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato, che contenga le motivazioni scientifiche accompagnate da adeguate informazioni sull’esistenza di alternative terapeutiche approvate, seppure ad un costo più elevato a carico del SSN; -l’attivazione di un registro di monitoraggio a cui sia allegata la scheda di segnalazione delle reazioni avverse”. La stessa Commissione tecnico scientifica, tuttavia, introduce una riserva: quella di poter fare in futuro una diversa valutazione in seguito dell’analisi dei dati raccolti direttamente o di ogni ulteriore evidenza scientifica. “Con riferimento alla decisione di Aifa volta ad implementare la nuova legge sull’impiego di farmaci off label, Novartis – commenta la multinazionale farmaceutica – esprime la sua forte preoccupazione in merito alla rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale – seppur limitata a specifici centri di riferimento – dell’utilizzo off label di Avastin come alternativa al farmaco approvato Lucentis per il trattamento dei pazienti affetti da patologie oftalmiche”. Note ai sensi della legge 648/96 Il suo parere, scrive l’Aifa, “è stato espresso alla luce delle richieste avanzate dalle Regioni Veneto ed Emilia Romagna per l’inserimento di bevacizumab nella lista della legge 648/96 (lista classica) per la degenerazione maculare legata all’età, visto il parere del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) in merito al profilo di sicurezza e di efficacia dei farmaci Avastin e Lucentis (sezione V seduta del 15 aprile 2014) e la nuova regolamentazione sull’uso off-label dei farmaci (DL 20 marzo 2014 convertito in Legge n. 79 del 16 maggio 2014)”.

Fonti: Aifa , Novartis

Creata una “mini-retina” in vitro, è sensibile alla luce

Mini-retina ottenuta da staminali (i fotorecettori sono in verde). (Immagine: Cortesia Johns Hopkins Medicine)

Mini-retina ottenuta da staminali (i fotorecettori sono in verde). (Immagine: Cortesia Johns Hopkins Medicine)Creata una “mini-retina” in vitro , è sensibile alla luce Ottenuta con cellule staminali riprogrammate, in futuro potrebbe offrire tessuto retinico di ricambio 11 giugno 2014 – è stata creata in laboratorio una “mini-retina” piuttosto rudimentale partendo da cellule staminali geneticamente riprogrammate: è sensibile alla luce e, dunque, in futuro potrebbe offrire tessuto retinico di ricambio per trattare gravi danni visivi che coinvolgono il fondo oculare. “Molte forme di cecità – scrivono ricercatori cinesi e americani su Nature Communications – sono causate da una disfunzione o da una perdita di fotorecettori retinici”.
Per questo le cellule staminali pluripotenti indotte (iPCS) offrono grandi potenzialità: si possono “ricreare in vitro caratteristiche chiave strutturali e funzionali di una retina naturale” partendo proprio da cellule – ‘ringiovanite’ riprogrammando il loro Dna – che vengono fatte crescere nella direzione desiderata. In questo caso ricercatori della Johns Hopkins University (Usa) e di altre università hanno generato un tessuto retinico tridimensionale. Eppure si tratta solo di uno dei passi iniziali di questo tipo di ricerca; per ora i risultati sperimentali non hanno alcuna applicazione clinica immediata. Attualmente la scienza medica non consente un trapianto di retina neanche da un essere umano all’altro. In caso di un suo distacco si deve intervenire rapidamente prima che muoia questo fine tessuto nervoso: si cerca di riattaccarlo con un intervento chirurgico tempestivo. In futuro potrebbe essere diverso, almeno se questa strada di ricerca darà i suoi frutti. Insomma – è il caso di dirlo – un giorno si vedrà.

Leggi anche: Trapiantati fotorecettori da staminali di retina adulta

Fonte principale: Nature Communications

Ultima modifica: 13 giugno 2014

Nuova decisione Aifa su farmaco AMD umida

Nuova decisione Aifa su farmaco AMD umida L’Agenzia italiana del farmaco: le iniezioni intravitreali di Avastin entrano nella lista dei farmaci di uso consolidato per la forma più aggressiva di degenerazione maculare legata all’età 11 giugno 2014 – Il trattamento della forma più aggressiva di degenerazione maculare legata all’età ( AMD umida o essudativa) potrebbe pesare meno sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco ( Aifa ) si è espressa, infatti, a favore dell’inserimento di bevacizumab (Avastin) nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tuttavia solo le farmacie ospedaliere potranno preparare il farmaco in singole dosi (per garantirne la sterilità) e le iniezioni intravitreali potranno essere effettuate unicamente in centri oculistici specializzati. Si tratta di iniezioni praticate nel bulbo oculare contenenti un principio attivo che può rallentare fortemente la formazione di vasi sanguigni dannosi per la retina, che possono causare cecità centrale. La Commissione tecnico scientifica, scrive l’Aifa, nella seduta del 9 e 10 giugno “ha accolto la richiesta per l’utilizzo del farmaco nell’indicazione non registrata, individuando all’unanimità una serie di condizioni indispensabili a tutela della salute dei pazienti:Edificio Aifa a Roma -il confezionamento in monodose del farmaco bevacizumab per l’uso intravitreale dovrà essere effettuato, per garantirne la sterilità, esclusivamente dalle farmacie ospedaliere in possesso dei requisiti necessari, nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione; -la somministrazione di bevacizumab per uso intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione presso ospedali pubblici individuati dalle Regioni; -la somministrazione del farmaco – puntualizza l’Aifa – potrà avvenire solo previa sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato, che contenga le motivazioni scientifiche accompagnate da adeguate informazioni sull’esistenza di alternative terapeutiche approvate, seppure ad un costo più elevato a carico del SSN; -l’attivazione di un registro di monitoraggio a cui sia allegata la scheda di segnalazione delle reazioni avverse”. La stessa Commissione tecnico scientifica, tuttavia, introduce una riserva: quella di poter fare in futuro una diversa valutazione in seguito dell’analisi dei dati raccolti direttamente o di ogni ulteriore evidenza scientifica. “Con riferimento alla decisione di Aifa volta ad implementare la nuova legge sull’impiego di farmaci off label, Novartis – commenta la multinazionale farmaceutica – esprime la sua forte preoccupazione in merito alla rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale – seppur limitata a specifici centri di riferimento – dell’utilizzo off label di Avastin come alternativa al farmaco approvato Lucentis per il trattamento dei pazienti affetti da patologie oftalmiche”. Note ai sensi della legge 648/96 Il suo parere, scrive l’Aifa, “è stato espresso alla luce delle richieste avanzate dalle Regioni Veneto ed Emilia Romagna per l’inserimento di bevacizumab nella lista della legge 648/96 (lista classica) per la degenerazione maculare legata all’età, visto il parere del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) in merito al profilo di sicurezza e di efficacia dei farmaci Avastin e Lucentis (sezione V seduta del 15 aprile 2014) e la nuova regolamentazione sull’uso off-label dei farmaci (DL 20 marzo 2014 convertito in Legge n. 79 del 16 maggio 2014)”.

Fonti: Aifa , Novartis

Creata una “mini-retina” in vitro, è sensibile alla luce

Mini-retina ottenuta da staminali (i fotorecettori sono in verde). (Immagine: Cortesia Johns Hopkins Medicine)

Mini-retina ottenuta da staminali (i fotorecettori sono in verde). (Immagine: Cortesia Johns Hopkins Medicine)Creata una “mini-retina” in vitro , è sensibile alla luce Ottenuta con cellule staminali riprogrammate, in futuro potrebbe offrire tessuto retinico di ricambio 11 giugno 2014 – è stata creata in laboratorio una “mini-retina” piuttosto rudimentale partendo da cellule staminali geneticamente riprogrammate: è sensibile alla luce e, dunque, in futuro potrebbe offrire tessuto retinico di ricambio per trattare gravi danni visivi che coinvolgono il fondo oculare. “Molte forme di cecità – scrivono ricercatori cinesi e americani su Nature Communications – sono causate da una disfunzione o da una perdita di fotorecettori retinici”.
Per questo le cellule staminali pluripotenti indotte (iPCS) offrono grandi potenzialità: si possono “ricreare in vitro caratteristiche chiave strutturali e funzionali di una retina naturale” partendo proprio da cellule – ‘ringiovanite’ riprogrammando il loro Dna – che vengono fatte crescere nella direzione desiderata. In questo caso ricercatori della Johns Hopkins University (Usa) e di altre università hanno generato un tessuto retinico tridimensionale. Eppure si tratta solo di uno dei passi iniziali di questo tipo di ricerca; per ora i risultati sperimentali non hanno alcuna applicazione clinica immediata. Attualmente la scienza medica non consente un trapianto di retina neanche da un essere umano all’altro. In caso di un suo distacco si deve intervenire rapidamente prima che muoia questo fine tessuto nervoso: si cerca di riattaccarlo con un intervento chirurgico tempestivo. In futuro potrebbe essere diverso, almeno se questa strada di ricerca darà i suoi frutti. Insomma – è il caso di dirlo – un giorno si vedrà.

Leggi anche: Trapiantati fotorecettori da staminali di retina adulta

Fonte principale: Nature Communications

Ultima modifica: 13 giugno 2014

Oltre 11,2 milioni di prestazioni oculistiche in Italia

Oltre 11,2 milioni di prestazioni oculistiche in Italia I dati, relativi al 2011, sono stati pubblicati dal Ministero della Salute. Record per analisi di laboratorio e prestazioni diagnostiche Più di 11,2 milioni di prestazioni oculistiche sono state effettuate in strutture pubbliche o private convenzionate nel 2011. È uno dei dati contenuti nell’Annuario statistico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) pubblicato nel sito del Ministero della Salute. Eppure c’è ancora chi non si sottopone regolarmente a check-up oculistici periodici, che possono aiutare a prevenire i principali problemi visivi o a trattare tempestivamente eventuali patologie. Complessivamente le visite oculistiche e gli esami effettuati da strutture del Servizio Sanitario e da strutture accreditate sono state più del doppio di quelle otorinolaringoiatriche (quasi 6 milioni) e, comunque, superiori alle prestazioni di ostetricia e ginecologia (oltre 8,2 milioni). Medicina fisica e riabilitazione sono state da record, con quasi 57 milioni di prestazioni in un solo anno, mentre cardiologia si è attestata quasi a 18 milioni di prestazioni. Com’è intuitivo i numeri più elevati sono quelli degli esami e delle prestazioni diagnostiche: la medaglia d’oro va alle analisi di laboratorio (oltre un miliardo) e la medaglia d’argento a quelle radiologiche (oltre 60 milioni). Sempre nel 2011 – sommando la degenza ordinaria al Day Hospital e al Day Surgery – tra pubblico e privato accreditato per l’oculistica ci si è attestati complessivamente, a livello nazionale, a 3677 posti letto. Si prevede che, col nuovo “Patto per la salute” (il Ministero della Salute lo redige d’intesa con le Regioni), vengano ridotti i posti letto negli ospedali più piccoli.

Fonte principale: Annuario statistico del Ministero della Salute

Pagina pubblicata il 9 giugno.

Ultima modifica: 16 giugno 2014

Decalogo per difendersi dal caldo

Occhiali da sole, almeno due litri d’acqua al giorno e aria condizionata ben regolata

Il caldo eccessivo è una potenziale minaccia per la salute. Per questo il Ministero della Salute ha pubblicato un decalogo di buone norme da seguire nei mesi più caldi. Si va dalla protezione con occhiali da sole (dotati di filtri a norma di legge) a un adeguato apporto idrico, passando per la protezione con creme solari adatte fino a un impiego intelligente dell’aria condizionata (temperatura non troppo bassa).

Ecco il decalogo ministeriale nel dettaglio:

1. Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata. Evitare di uscire all’aria aperta nelle ore centrali della giornata (dalle ore 11 alle 18). Comunque non dimenticare di mettersi un cappello di colore chiaro e di proteggere gli occhi con occhiali da sole; inoltre occorre prevenire le scottature con creme solari ad alto fattore protettivo [30-50, ndr].

2. Indossare un abbigliamento adeguato e leggero. Sia in casa che all’aperto, indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali, in modo da assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute.

3. Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro. Schermare le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende, ecc. Chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte).

Se si utilizza l’aria condizionata (consigliata oltre i 30°), ricordarsi che qva utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze negative sulla salute ed eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di regolare la temperatura tra i 24/25° e i 26/27° centigradi; di coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo; di provvedere regolarmente alla manutenzione dei dispositivi e alla pulizia regolare dei filtri; di evitare l’uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia.Raggi solari (foto freedigitalphotos.net)

4. Ridurre la temperatura corporea. Fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca. In caso di temperature molto elevate porre un panno bagnato sulla nuca.

5. Ridurre il livello di attività fisica. Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica soprattutto se intensa o lavori pesanti.

6. Bere con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta. Bere almeno due litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere anche se non ne avvertono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l’assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e ad alto contenuto d’acqua (frutta e verdura). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all’aperto per più di due ore.

7. Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina. Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificando che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.

8. Conservare correttamente i farmaci. Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle loro confezioni e conservarli nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C.

9. Adottare precauzioni particolari in caso di persone a rischio. Una volta arrivato il gran caldo, le persone anziane con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete, ecc.) e coloro che assumono farmaci devono osservare le seguenti precauzioni: consultare il medico per un eventuale aggiustamento della terapia o della frequenza dei controlli clinici e di laboratorio [ad esempio per i diabetici è consigliabile aumentare la frequenza dei controlli glicemici: si veda la scheda informativa sulla retinopatia diabetica, ndr]; segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia farmacologica; non sospendere mai di propria iniziativa la terapia in corso.

10. Sorvegliare e prendersi cura delle persone a rischio. Nei periodi prolungati di caldo intenso, prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitino di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (ad es. i senzatetto in condizioni di grave bisogno).

Il Ministero della Salute mette, tra l’altro, a disposizione un numero gratuito di pubblica utilità: è il 1500.

In caso di malessere bisogna contattare il proprio medico di famiglia o la guardia medica. Nei casi d’emergenza, invece, è opportuno chiamare subito il 118.

Domande più frequenti (FAQ): il Dicastero della Salute sulle ondate di calore

Fonte principale: Ministero della Salute

Pagina pubblicata il 9 giugno 2014. Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018

Decalogo per difendersi dal caldo

Occhiali da sole, almeno due litri d’acqua al giorno e aria condizionata ben regolata

Il caldo eccessivo è una potenziale minaccia per la salute. Per questo il Ministero della Salute ha pubblicato un decalogo di buone norme da seguire nei mesi più caldi. Si va dalla protezione con occhiali da sole (dotati di filtri a norma di legge) a un adeguato apporto idrico, passando per la protezione con creme solari adatte fino a un impiego intelligente dell’aria condizionata (temperatura non troppo bassa).

Ecco il decalogo ministeriale nel dettaglio:

1. Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata. Evitare di uscire all’aria aperta nelle ore centrali della giornata (dalle ore 11 alle 18). Comunque non dimenticare di mettersi un cappello di colore chiaro e di proteggere gli occhi con occhiali da sole; inoltre occorre prevenire le scottature con creme solari ad alto fattore protettivo [30-50, ndr].

2. Indossare un abbigliamento adeguato e leggero. Sia in casa che all’aperto, indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali, in modo da assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute.

3. Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro. Schermare le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende, ecc. Chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte).

Se si utilizza l’aria condizionata (consigliata oltre i 30°), ricordarsi che qva utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze negative sulla salute ed eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di regolare la temperatura tra i 24/25° e i 26/27° centigradi; di coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo; di provvedere regolarmente alla manutenzione dei dispositivi e alla pulizia regolare dei filtri; di evitare l’uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia.Raggi solari (foto freedigitalphotos.net)

4. Ridurre la temperatura corporea. Fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca. In caso di temperature molto elevate porre un panno bagnato sulla nuca.

5. Ridurre il livello di attività fisica. Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica soprattutto se intensa o lavori pesanti.

6. Bere con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta. Bere almeno due litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere anche se non ne avvertono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l’assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e ad alto contenuto d’acqua (frutta e verdura). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all’aperto per più di due ore.

7. Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina. Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificando che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.

8. Conservare correttamente i farmaci. Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle loro confezioni e conservarli nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C.

9. Adottare precauzioni particolari in caso di persone a rischio. Una volta arrivato il gran caldo, le persone anziane con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete, ecc.) e coloro che assumono farmaci devono osservare le seguenti precauzioni: consultare il medico per un eventuale aggiustamento della terapia o della frequenza dei controlli clinici e di laboratorio [ad esempio per i diabetici è consigliabile aumentare la frequenza dei controlli glicemici: si veda la scheda informativa sulla retinopatia diabetica, ndr]; segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia farmacologica; non sospendere mai di propria iniziativa la terapia in corso.

10. Sorvegliare e prendersi cura delle persone a rischio. Nei periodi prolungati di caldo intenso, prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitino di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (ad es. i senzatetto in condizioni di grave bisogno).

Il Ministero della Salute mette, tra l’altro, a disposizione un numero gratuito di pubblica utilità: è il 1500.

In caso di malessere bisogna contattare il proprio medico di famiglia o la guardia medica. Nei casi d’emergenza, invece, è opportuno chiamare subito il 118.

Domande più frequenti (FAQ): il Dicastero della Salute sulle ondate di calore

Fonte principale: Ministero della Salute

Pagina pubblicata il 9 giugno 2014. Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018

In arrivo il nuovo Patto per la Salute

Ministero della Salute (sede di Roma Eur)

Ministero della Salute (sede di Roma Eur) In arrivo il nuovo Patto per la Salute Il documento 2014-2016, che sarà firmato dal Ministero della Salute e dalle Regioni, prevede più risparmi e appropriatezza: si prevede che colpisca principalmente le esenzioni dai ticket e i piccoli ospedali I tagli alla sanità arriveranno anche questa volta, ma cambieranno forma: non saranno lineari bensì mirati. Secondo indiscrezioni saranno volti soprattutto a colpire gli ospedali più piccoli e le esenzioni dai ticket. Più efficienza e appropriatezza Il Ministro della Salute Lorenzin, in un suo editoriale pubblicato nella newsletter del Ministero della Salute, spiega la ratio del nuovo Patto per la Salute 2014-2016, che presto dovrà essere sottoscritto dal suo Dicastero e dalle Regioni:La parola d’ordine è recuperare efficienza ed appropriatezza attraverso l’eliminazione degli sprechi”. Per le prestazioni sanitarie più richieste e a maggior rischio di inappropriatezza ci saranno nuove linee guida a cui i medici si dovranno attenere per capire quando una cura o un esame diagnostico saranno rimborsabili o meno. L’ottica del risparmio farà ovviamente da leitmotiv. Manager pubblici licenziabili? “Spero vivamente – prosegue il Ministro – che riusciremo a fare un Patto per la salute che vada verso il futuro, che risolva quelle criticità del sistema sanitario che non sono più eludibili”. Ci dovrà essere una maggiore flessibilità, con la possibilità di congedare i manager pubblici inefficienti: “Il merito deve essere la nostra stella polare perché, come ho già detto, in sanità chi sbaglia deve andare a casa”. Maggiore assistenza territoriale e domiciliare Sarà importante una “riorganizzazione della rete ospedaliera e del territorio, fondamentale per garantire la continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio del cittadino-paziente”. Un aspetto di cui si parla da molti anni, ma fino ad oggi con risultati, in molti casi, ancora insoddisfacenti. Quindi l’assistenza domiciliare andrebbe potenziata, soprattutto per gli anziani, che rappresentano ormai circa il 20 per cento della popolazione italiana. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin Quant’è umano lei… “Un altro tema al quale tengo molto – sottolinea ancora il Ministro della Salute – è quello dell’umanizzazione delle cure. Nel rispetto della centralità della persona nella sua interezza fisica, psicologica e sociale, va quindi condiviso l’impegno ad attuare interventi di umanizzazione in ambito sanitario che coinvolgano gli aspetti strutturali, organizzativi e relazionali dell’assistenza”. Programmazione, qualità e universalismo Dunque, si punta ad aver un budget costante per 3-4 anni in modo da fare un minimo di programmazione, che “ci permetta di affrontare il futuro – conclude il Ministro Lorenzin – nell’ottica di migliorare qualità, efficienza, appropriatezza, continuando a garantire lo spirito universalistico su cui il nostro sistema è fondato”. Un aspetto che è uno dei fiori all’occhiello della sanità italiana, ma che da qualche tempo ha iniziato a incrinarsi. Meno esenzioni dai ticket L’intenzione dell’esecutivo, inoltre, è quella di andare a colpire le esenzioni dai ticket sanitari (considerate decisamente troppe, dato che metà degli italiani risulta esente e beneficia di circa l’80 per cento delle prestazioni). Insomma, con tutta probabilità ci sarà anche un tentativo di perequazione. Vedi anche: Verso un taglio dei posti letto

Fonti principali: Ministero della Salute , Il Sole 24 Ore-Sanità

Pagina pubblicata il 6 giugno 2014. Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2014

SSN, più prevenzione per maggiori risparmi

SSN, più prevenzione per maggiori risparmi Secondo un’indagine parlamentare conoscitiva è fondamentale diffondere corretti stili di vita 5 giugno 2014 – Più investimenti in prevenzione per rendere più efficiente il Servizio Sanitario Nazionale. È questo uno dei concetti-chiave contenuti nell’indagine conoscitiva approvata ieri da due Commissioni riunite della Camera dei Deputati (Bilancio e Affari Sociali). Il documento vuole essere un contributo al “Patto per la salute” che le Regioni e il Ministero della Salute si apprestano a siglare. Migliorare gli stili di vita Nei passi delle conclusioni dedicati alla prevenzione si sottolinea l’importanza dell’adozione di stili di vita corretti. Infatti, si legge nel documento, “nel nostro Paese, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’ottanta per cento delle malattie è determinato da quattro fattori di rischio: fumo, alcool, eccessiva alimentazione e sedentarietà. Tuttavia, la prevenzione, sia in campo sociale sia in campo sanitario, appare ancora insufficiente”. Rafforzare politiche di prevenzione Si potrà, quindi, ridurre il sovraccarico cui è sottoposto il Servizio Sanitario Nazionale col “rafforzamento delle politiche legate alla prevenzione, con investimenti anche allargati a settori diversi da quello sanitario, che contribuiscano a limitare il ricorso al Servizio sanitario nazionale per finalità di cura, sia in termini di accessi che di livello delle cure richieste”. Da un lato, quindi, bisogna rafforzare le politiche di prevenzione primaria per impedire che nuove persone si ammalino (agendo sull’ambiente e sugli individui). Dall’altro bisogna prevenire, per quanto possibile, le malattie stesse e le loro complicazioni mediante la prevenzione secondaria (ad esempio con screening o check-up periodici). Insomma, conclude il documento parlamentare, “puntare sulla prevenzione comporterebbe il passaggio dalla sanità d’attesa alla sanità d’iniziativa, con un’organizzazione sanitaria che mette al centro dell’attenzione le persone e non le malattie”. Vedi anche: La prevenzione delle malattie oculari

Fonte principale: ll Sole 24 Ore-Sanità (doc. Commissioni parlamentari riunite)

Ultima modifica: 3 luglio 2014

Riabilitazione visiva, verso probabile aumento dei fondi

Riabilitazione visiva, verso probabile aumento dei fondi Il Ministero della Salute, grazie alle sollecitazioni della IAPB Italia onlus, ha proposto di aumentare lo stanziamento di almeno un milione di euro Verranno molto probabilmente parzialmente ripristinati i fondi destinati alla riabilitazione visiva in Italia. Il Ministero della Salute (Direzione generale della prevenzione), in sede di assestamento di bilancio, ha richiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di aumentare di almeno un milione di euro gli attuali stanziamenti ad essa dedicati nel nostro Paese. Il tutto grazie alle ripetute sollecitazioni dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, che lo scorso 24 gennaio ha organizzato un convegno presso il Policlinico A. Gemelli – attraverso il suo Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva – per portare all’attenzione dei Policy Makers la grave situazione in cui versa la riabilitazione visiva in Italia. L’ultima legge di bilancio aveva, infatti, drasticamente ridotto i fondi per la riabilitazione visiva in favore delle Regioni a meno di 200 mila euro, con una decurtazione dello stanziamento originario di oltre il 92 per cento, un importo considerato del tutto insufficiente per un’intera nazione, col conseguente elevato rischio di lasciare senza speranza oltre un milione di italiani colpiti da ipovisione. Infatti le Regioni attualmente non ricevono rimborsi per la riabilitazione visiva da parte del Servizio Sanitario Nazionale, in quanto essa non rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Proprio per consentire di continuare ad operare in favore degli ipovedenti, il Dicastero della Salute auspica che l’importo per quest’attività riabilitativa salga fino ad attestarsi presumibilmente intorno a un milione e duecentomila euro. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin avrebbe mostrato, quindi, una considerevole attenzione e sensibilità al tema della disabilità visiva, considerando che il Servizio Sanitario Nazionale non può essere incentrato solo sulla cura, ma lo deve essere maggiormente anche sulla prevenzione e la riabilitazione.

Link utile: Riabilitazione visiva, nuova luce sulla legge

Fonte principale di riferimento: Ministero della Salute

Pagina pubblicata il 4 giugno 2014.

Ultima modifica: 22 luglio 2014