Videogame contro l’occhio pigro Ricerca dell’Università di Tel Aviv sui vantaggi a cui può portare un uso ‘medico’ del computer
24 giugno 2009 – Intende sostituire le cure tradizionali dell’occhio pigro, basate sul bendaggio dell’occhio sano, sfruttando i più attraenti videogame. L’università di Tel Aviv sta studiando una terapia a base di schermo e computer, attualmente al vaglio dell’FDA americana. Infatti, l’ ambliopia richiede la riattivazione di un occhio che tende ad essere escluso dal cervello.
Sarebbe stato sviluppato un sistema che, a dire dei ricercatori israeliani, richiede solo una ventina di ore di esercizio al computer contro le 500 ore circa di un più faticoso bendaggio. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Vision Research , ma molti oculisti si dicono scettici circa la possibilità che tale approccio soppianti quello tradizionale basato sul bendaggio che, comunque, deve essere effettuato da bambini.
Antiossidanti anticecità Una dieta ricca di frutta e verdura può rallentare l’evoluzione dell’AMD negli anziani
22 giugno 2009 – Miglior visione con miglior alimentazione. Una dieta sana, ricca di frutta e verdura, rallenta l’evoluzione di una malattia retinica come la degenerazione maculare senile (AMD). Lo attesta uno studio condotto su oltre 400 irlandesi con età media di 77 anni, parte dei quali hanno assunto regolarmente sostanze antiossidanti (dalla vitamina A alla vitamina C, passando per la vitamina E, la zeaxantina, la luteina, ecc.). Il peggioramento della malattia è stato più contenuto rispetto a coloro a cui è stato somministrato solo placebo (sostanza inattiva).
La pigmentazione della macula, la zona centrale della retina, può essere compromessa dall’AMD, deformando le immagini al centro del campo visivo. Se la malattia peggiora compare una macchia scura centrale, compromettendo attività quotidiane come la lettura, la guida, il riconoscimento dei volti, ecc.
L’AMD è considerato dall’Oms la seconda causa di cecità in Occidente (incide per il 41%); attualmente viene ritenuta trattabile solo la forma umida, più grave ma meno comune (15% dei casi) grazie a iniezioni di antiangiogenici nel bulbo oculare (che bloccano la proliferazione incontrollata di vasi sanguigni della retina). Al contrario la forma più frequente, detta secca, ha come principale ‘arma’ di cura la prevenzione: bisogna non solo alimentarsi correttamente, ma anche smettere di fumare e praticare regolarmente esercizio fisico moderato. Si è più a rischio se ci sono altri casi in famiglia, poiché la componente genetica è rilevante.
Anche se occorreranno ulteriori studi, un’azione preventiva o di rallentamento della malattia degli antiossidanti è stata già dimostrata da altre ricerche. Notevoli benefici possono essere dati anche da una dieta ricca di pesce e di noci. Infine, può aiutare l’assunzione di complementi alimentari ricchi di antiossidanti e di omega-3.
Fonte: Daily Telegraph
Referenza originale: “VEGF and Age-related Macular Degeneration”, di Gareth J. McKay, Giuliana Silvestri, Nick Orr, Usha Chakravarthy, Anne E. Hughes, Ophthalmology, June 2009 (Vol. 116, Issue 6, Pages 1227-1227.e3). Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
Marrazzo: “Non chiuderemo altri ospedali” Lo ha dichiarato oggi il Governatore del Lazio al Sanit di Roma
23 giugno 2009 – Una sanità laziale fatta di chiaroscuri, ma senza chiudere altri ospedali (il San Giacomo, il Nuovo Regina Margherita e il Forlanini di Roma). Al contrario, il Governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo ha promesso oggi che riaprirà il S. Giacomo, prospettiva che sarebbe stata confermata dal Viceministro della Salute Ferruccio Fazio: entrambi sono intervenuti stamattina al Sanit, il sesto forum internazionale appena inaugurato a Roma Eur (fino al 26 giugno).
Marrazzo ha esaltato il proprio operato, affermando che attualmente “la Regione Lazio si presenta con i conti molto più in ordine”. Infatti, dal 2006 non avrebbe più accumulato ulteriore debito oltre a quello storico. Inoltre, il Governatore ha annunciato che tra qualche settimana verrà presentata al Governo la riorganizzazione degli ospedali di territorio. Mentre si punta il dito sui casi di malasanità, molti interventi hanno però buon esito. Tuttavia – ha concluso Marrazzo – “ci sono difficoltà di sistema”, innanzitutto a livello di personale; basti considerare l’eccessivo precariato che si registra (anche) nella sanità e il troppo frequente ricorso alle esternalizzazioni.
Ciechi ricevuti dal Governo Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha incontrato il Presidente dell’UICI e quello della IAPB Italia onlus
23 giugno 2009 – Una delegazione della Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), composta dal Presidente Nazionale Tommaso Daniele, dal Presidente della IAPB Italia onlus Giuseppe Castronovo, nonché da Giuseppe Terranova, Leonardo Di Stefano e Vitantonio Zito, ha incontrato oggi (alle 15:30) il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’On.le Gianni Letta. Quest’ultimo ha – recita una nota dell’UICI – “dimostrato grande sensibilità e disponibilità per i problemi esposti”. Al termine dell’incontro il Sottosegretario si è impegnato: – A promuovere una norma (per evitare i tagli ai contributi previsti dalla legge del 27 dicembre 2006) che riconosca la qualifica di enti assistenziali alle istituzioni che si occupano di cecità (e della sua prevenzione): 1) Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti; 2) Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione; 3) Centro Nazionale del Libro Parlato; 4) Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi; 5) Biblioteca Italiana per i ciechi Regina Margherita; 6) Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità; 7) Museo Tattile statale Omero di Ancona. – A sostenere l’unificazione di tre disegni di legge (n. 952, 1094, 1138) riguardanti il servizio civile volontario e la loro trattazione con procedura accelerata, ovvero di attuarne i contenuti attraverso l’imminente riforma del Servizio Civile Nazionale. – A sostenere l’iscrizione immediata all’ordine del giorno della proposta di legge n. 1732 in favore delle Associazioni di tutela delle persone disabili, assegnata alla Commissione Affari sociali della Camera e la sua trattazione con procedura accelerata.
– A riesaminare la richiesta di un parere favorevole da parte dei dicasteri competenti al regolamento attuativo della legge 69 del 2000, sulla base di nuovi elementi di valutazione.
“é stato un incontro produttivo – ha assicurato l’avv. Castronovo -. Quando si incontrano persone preparate, serie, sensibili e disponibili come l’On. Letta si è rassicurati: ha dimostrato comprensione e conoscenza dei nostri problemi. Si è seriamente impegnato affinché il Parlamento approvi le norme di legge da noi richieste. Noi diciamo – ha concluso il Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – no ai tagli con la finalità di espletare i compiti che ci sono stati assegnati dalla legge”. Ora bisognerà attendere il necessario passaggio dalle parole ai fatti concreti.
Fonti: UICI, IAPB Italia onlus. Aggiornamento di questa pag. effettuato il 25 giugno 2009
Più prevenzione, ma con meno fondi Il Viceministro alla Salute Fazio spiega al Sanit il nuovo corso della sanità: dare priorità alla persona
23 giugno 2009 – Una sanità più attenta alla persona e alla prevenzione. ù questa la formula ‘magica’ di Ferruccio Fazio, il Viceministro alla Salute che oggi è intervenuto in apertura del Sanit, il sesto forum internazionale in corso fino al 26 giugno a Roma Eur. Un progetto che intende perseguire nonostante una tendenziale riduzione dei fondi a disposizione della sanità: bisogna sfruttarli al meglio, a dispetto dei tempi magri.
“Pensiamo – ha osservato Fazio – a un percorso unico del cittadino: la salute è vista come un elemento fondamentale per garantire un’attività lavorativa e, quindi, una prosperità economica”. ù vero anche il contrario: “una tranquillità lavorativa può indurre una migliore salute”. Insomma, secondo il Viceministro “è essenziale che venga ridata umanità alla persona”, ossia al paziente ricoverato o, comunque, in cura.
Per questo bisogna puntare “alle attività di prevenzione, che si devono idealmente collocare nella Vita buona nella società attiva”, tanto per citare il libro bianco sul futuro del modello sociale presentato lo scorso 6 maggio a Palazzo Chigi ( clicca qui ).
La prevenzione – ha ricordato didatticamente il Prof. Fazio – si divide in primaria, secondaria e terziaria. La primaria è quella universale (con la connessa eliminazione dei fattori di rischio); la secondaria mira a diagnosticare precocemente una malattia; infine, quella terziaria si concentra sulle patologie croniche (come il diabete). Inoltre, il Viceministro non ha mancato di ricordare come l’Italia sia un Paese già anziano che invecchia rapidamente: attualmente il 20% delle persone ha più di 65 anni (il 35% di esse soffre di due o più malattie croniche).
“Secondo le previsioni – ha ammonito il Prof. Fazio – nel 2050 avremo il 40% delle persone con più di 65 anni”. Dunque, la soluzione è draconiana: “bisogna evitare l’ospedalizzazione”, cercando di far ricorso ad altre forme di assistenza. Già, perché il Governo – secondo quanto ha scritto il Sole 24 Ore lo scorso aprile – ha in cantiere una drastica riduzione dei posti letto a livello nazionale. Il che, ovviamente, confligge con l’aumento delle malattie dovute all’invecchiamento demografico (tra cui quelle degenerative di tipo oculare). Insomma, si potrà ancora invecchiare, ma possibilmente… non in ospedale!
Link utili: Sanit.org, sanita.ilsole24ore.com, Istat.it
Oms e Unicef: più sicurezza in scuole e ospedali Appello ai governi del mondo per ridurre i rischi in caso di disastri naturali 18 giugno 2009 – Rafforzare la sicurezza nelle scuole e negli ospedali: è questa una delle azioni a cui i governi dovrebbero dare priorità. così recita l’appello lanciato oggi da Ginevra dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Unicef. Infatti, i sistemi sanitari e quelli educativi dovrebbero essere ovviamente in grado di resistere ai disastri naturali, compresi quelli causati dai cambiamenti climatici (a causa dell’aumento della temperatura terrestre secondo i climatologi sono cresciuti i fenomeni estremi, tra cui gli uragani). Per far questo occorre, secondo l’Oms, che i governi prendano i seguenti provvedimenti: – Costruire scuole e ospedali secondo gli standard di legge, adatti a resistere ai disastri (per quanto riguarda la situazione italiana possiamo pensare a quello che è accaduto a L’Aquila, dove si sono costruiti troppi edifici senza seguire le norme antisismiche). – Verificare la sicurezza di scuole e ospedali, prendendo provvedimenti per renderli ancora più sicuri. – Assicurare programmi di emergenza per affrontare i disastri, comprese esercitazioni periodiche del personale. – Istruire e coinvolgere le comunità locali ai fini della riduzione del rischio di disastro. “I disastri – scrive l’Oms in una nota – hanno un grande impatto a livello sanitario, dell’istruzione, economico, fisico e psicologico sui più vulnerabili, in particolare bambini, donne e anziani. I disastri possono distruggere vite umane e danneggiare le infrastrutture ospedaliere e scolastiche, distruggere i cicli scolastici, esacerbare la povertà, obbligare i bambini ad abbandonare la scuole e colpire la capacità di recupero della comunità”. L’Organizzazione mondiale della Sanità adduce, come esempi, lo tsunami dell’Oceano Indiano del 2004 (circa 240mila persone in Asia e Africa) e il terremoto distruttivo che ha colpito la Cina l’anno scorso (88.000 vittime, 400mila feriti o dispersi, 11mila ospedali danneggiati o distrutti, il 40% delle scuole lesionate anche gravemente).
Fonte: Oms Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.
I tuoi occhi, il tuo mondo Il 19 giugno a Putignano (Ba) incontro con i cittadini per chiedere informazioni sulla degenerazione maculare legata all'età17 giugno 2009 - Prima si iniziano a vedere ondulate le linee rette al centro del campo visivo dove, in seguito, può comparire una macchia nera. Se avete più di 50 anni potreste essere colpiti dalla degenerazione maculare legata all'età (AMD o DMLE); dunque, occorre quanto prima che vi sottoponiate a un controllo oculistico. Cos'è e come si cura questa malattia oculare? Per capirlo venerdì prossimo si tiene in Puglia un incontro nell'ambito della Campagna “Qualità della Visione-I tuoi occhi, il tuo mondo”: Appuntamento a Putignano (Bari) il 19 giugno, alle ore 17.30, presso l'Auditorium “Luce e Vita”-Parrocchia S. Filippo Neri in Piazza della Repubblica.Relatori dell'incontro, aperto al pubblico,il dottor Severino Santoro, Direttore Struttura Complessa di Oculistica, Ospedale Putignano-ASL Bari, il dottor Nicola Lavermicocca, Dirigente Medico Struttura Complessa di Oculistica, Ospedale Putignano - ASL Barieil dottor Luigi Iurlo, Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti (UICI-Onlus)-Sezione Provinciale di Bari.Gli oculisti parleranno di prevenzione e spiegheranno come riconoscere i primi sintomi di questa malattia che può portare a cecità. Poco conosciuta, ma già diffusa. Ne esistono due tipi: una secca, a più lenta evoluzione (85% dei casi), attualmente non curabile, e una umida (più grave), che può essere trattata con iniezioni nel bulbo oculare.“La DMLE è una malattia di grande rilievo sociale, per le conseguenze sulla qualità della vita del singolo paziente e per la crescente diffusione legata al progressivo invecchiamento della popolazione - dichiara l'Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente Nazionale dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus -. Crediamo molto in questa iniziativa a sostegno della prevenzione che, grazie alla preziosa collaborazione delle nostre sezioni presenti su tutto il territorio nazionale, consente di informare sulla DMLE in modo corretto e capillare”.Sensibilizzare a una maggiore attenzione alla salute degli occhi, riconoscere i possibili problemi visivi sin dai primi segnali, evitare di sottovalutarli, ricorrere a controlli periodici presso uno specialista: questi i suggerimenti al centro di una serie di incontri in diverse città italiane. Decifrare i primi segnali di alcune malattie è indispensabile per non rischiare danni invalidanti e spesso irreversibili. La degenerazione maculare legata all'età provoca un deterioramento progressivo della macula, la zona centrale della retina, responsabile della visione distinta: per questo risulta impossibile compiere anche le più semplici attività quotidiane (come svolgere dei lavori domestici, guidare, usare il telefono, ecc.). Le persone vanno incontro in genere anche a difficoltà motorie e ad un aggravio psicologico, tanto che, secondo recenti studi, i pazienti affetti da questa patologia risultano vivere una condizione psicologica addirittura peggiore di quelli colpiti da altre patologie croniche.Al pubblico viene distribuito il Test di Amsler, lo strumento attraverso il quale chiunque può valutare tempestivamentela comparsa dei sintomi che possono far pensare all'insorgenza della degenerazione maculare legata all'età. (Per la versione on-line del test clicca qui).Nota: La Campagna “Qualità della Visione” è Sostenuta dalla Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus che rappresenta in Italia l'AMD Alliance International e dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI onlus locale), col contributo di Novartis.
AMD, teniamo d’occhio una proteinaPiù facile prevenire (e curare) la degenerazione maculare legata all’età se si controlla la CCR3
16 giugno 2009 – Teniamo d’occhio una proteina per salvare la vista. Si tratta della CCR3, che se neutralizzata consentirà di prevenire e (forse) di curare una forma di AMD , la degenerazione maculare legata all’età. Lo sostengono ricercatori della Università della Carolina del Nord (presso la Chapel Hill School of Medicine) che, in collaborazione con l’Università del Kentucky, l’hanno identificata. Questa terapia, che si basa su iniezioni di anticorpi nel bulbo oculare che neutralizzano la proteina CCR3, potrebbe essere un’alternativa alle attuali iniezioni intravitreali che inibiscono la proliferazione di nuovi vasi (antiangiogenici). I ricercatori – che hanno sperimentato il nuovo metodo sulle cavie – sostengono che abbia meno effetti collaterali e che si possa ripetere più frequentemente la terapia, comunque efficace solo sulla forma umida, quella meno frequente (15%) e più rapida nell’evoluzione. La presenza della proteina CCR3 è tra l’altro un segnale che consente di diagnosticare precocemente l’AMD umida.Al contrario, la forma più comune di AMD – una malattia oculare degenerativa che può colpire il centro della retina dopo i 50 anni – rimane quella detta secca (circa 85% dei casi) e attualmente non è curabile. Tuttavia, seguendo una dieta ricca di frutta, verdure a foglia verde e pesce (oltre che con l’assunzione di complementi alimentari antiossidanti) si può ridurre il rischio di contrarla; ma in primis bisogna rinunciare al fumo e sapere se esistono anche altri casi in famiglia (la base è genetica). La malattia è causa, secondo l’Oms, del 41% dei casi di cecità in Occidente. Referenza originale: “CCR3 is a target for age-related macular degeneration diagnosis and therapy”, by Atsunobu Takeda, Judit Z. Baffi, Mark E. Kleinman, Won Gil Cho, Miho Nozaki, Kiyoshi Yamada, Hiroki Kaneko, Romulo J. C. Albuquerque, Sami Dridi, Kuniharu Saito, Brian J. Raisler, Steven J. Budd, Pete Geisen, Ariel Munitz, Balamurali K. Ambati, Martha G. Green, Tatsuro Ishibashi, John D. Wright, Alison A. Humbles, Craig J. Gerard, Yuichiro Ogura, Yuzhen Pan, Justine R. Smith, Salvatore Grisanti, M. Elizabeth Hartnett, Marc E. Rothenberg & Jayakrishna Ambati (doi:10.1038/nature08151), Nature 2009 Jul 9;460(7252):225-30. Epub 2009 Jun 14.
Le vite degli altri Doniamo più sangue: il 14 giugno si è celebrata la giornata mondiale con l’Oms
15 giugno 2009 – Salvare le vite degli altri o migliorarle: è con questo spirito che si è celebrata domenica 14 giugno la Giornata mondiale del donatore del sangue voluta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Una pratica importante per impedire che ospedali e cliniche rimangano senza scorte ematiche. Il problema della loro carenza è particolarmente grave nei Paesi in via di sviluppo: in 79 di essi il tasso di donazione è troppo basso (meno di 10 donatori per mille persone). La ricorrenza annuale, a cui partecipa anche la Federazione internazionale della Croce Rossa , ha avuto quest’anno come Paese ospitante l’Australia. L’iniziativa si propone di aumentare il numero di donatori motivati: intende dimostrare che le strutture dove si eseguono i prelievi sono (generalmente) sicure e accessibili. Inoltre, nella cosiddetta Dichiarazione di Melbourne, si invitano i governi a perseguire politiche che incentivino le donazioni di sangue gratuite. “Servirebbe un milione di donatori in più per scongiurare le emergenze sangue che spesso ci troviamo a fronteggiare in Italia”. A sottolinearlo è stato Carlo Casartelli, presidente onorario di Avis Milano, che ha auspicato 2,5 milioni di volontari contro gli 1,5 attuali. Solo così si avrebbero – ha sottolineato l’esperto – “scorte sufficienti per vivere bene”. Per donare il sangue è importante essere in buona salute e avere più di 18 anni: gli uomini possono donare sino a due volte l’anno, le donne fino a due; ma ci sono anche altre condizioni ( clicca qui per approfondire). La mattina bisogna presentarsi a digiuno (ad esempio presso uno dei numerosi centri Avis : numero verde 800 261 580); si può comunque bere prima un caffè o un the. Solferino 2009 (23-28 giugno) è l’evento mondiale organizzato per l’anniversario dei 150 anni di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, considerata la più grande organizzazione umanitaria del mondo.
Fonti: Oms , Avis , Dica33. Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl. Ultimo aggiornamento di questa pagina: 17 giugno 2009
Bambini… sott’occhio Si è concluso il 26° Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica 15 giugno 2009 – Tre giorni di lavori con un unico obiettivo: presentare relazioni sulle malattie che colpiscono gli occhi dei bambini. I quali, tra l’altro, possono essere curati anche con le staminali prelevate della placenta e collocate sulla cornea .
Si è tenuto a Milano, dall’11 al 13 giugno, il 26° Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica. Un evento di buon livello scientifico in cui si sono affrontati gli argomenti più disparati: dall’albinismo oculare all’uso del laser per trattare la retinopatia del prematuro ( ROP ), dalle neuropatie ottiche al trattamento del glaucoma infantile. Argomenti presentati nello spazio di sei minuti dai relatori; si è, infine, riservato spazio ai dibattiti e si sono esposti – come di rito – poster scientifici di numerosi gruppi di ricerca.
Nota: l’evento è stato patrocinato dalla Regione Lombardia e dall’Ospedale Niguarda di Milano.