Gestazione con… illuminazione Già nel feto i fotoni preparano l’occhio alla visione: la melanopsina ha un ruolo importante nello sviluppo dei vasi della retina 17 gennaio 2013 – Prima di venire alla luce… la luce ha già una sua importanza. I fotoni fanno bene anche al feto: aiutano i vasi della retina a svilupparsi correttamente. Ora è stata fatta luce su una dinamica che può aiutare a prevenire alcune malattie oculari neonatali come la retinopatia del prematuro. È stato, infatti, constatato su cavie di laboratorio che – scrive su Nature un’équipe di ricercatori americani guidati da R. Lang e D. Copenhagen – “la luce (che stimola il funzionamento dell’occhio maturo) ha anche un ruolo critico nel preparare l’occhio alla visione, regolando il numero di neuroni retinici e iniziando una serie di eventi che, in definitiva, disegnano i vasi sanguigni oculari”. I ricercatori dell’Università della California (a San Francisco) e dell’Università di Cincinnati, assieme ai colleghi dell’Ospedale pediatrico della stessa città americana, hanno constatato che i fotoni attivano direttamente nel feto una proteina chiamata melanopsina , contribuendo al normale sviluppo dei vasi della retina. Questi vasi sanguigni sono fondamentali per nutrire le cellule nervose retiniche, le quali per formarsi e funzionare correttamente hanno bisogno di elevate quantità di ossigeno. L’accrescimento incontrollato dei vasi retinici
mette a rischio la retina durante il suo sviluppo e, in casi estremi, può provocare ipovisione e cecità; è quello che può avvenire, ad esempio, con la retinopatia del prematuro (ROP). Le cavie di laboratorio (topolini) sono state sottoposte a diversi esperimenti. I ricercatori hanno, ad esempio, mutato un gene (chiamato Opn4) che consente la produzione di melanopsina, impedendo così la sintesi di questo pigmento proteico fotosensibile. Sia i topolini tenuti al buio durante l’ultima fase della gestazione sia quelli a cui era stato mutato il gene Opn4 hanno, quindi, manifestato un accrescimento anormale dei vasi retinici (stimolato da un fattore proteico di crescita chiamato VEGF-A). Al contrario, gli stimoli luminosi innescano una serie di reazioni molecolari che modulano questo fattore di crescita, prevenendo quindi un accrescimento vascolare abnorme e dannoso per la retina.
In conclusione, poiché la melanopsina è presente sia nei topi che negli esseri umani durante la gestazione, lo studio della risposta precoce alla luce può consentire di capire la predisposizione alla retinopatia del prematuro e quale sia il ruolo dell’assenza di esposizione luminosa in altre malattie oculari. Il piccolo nella pancia potrebbe trarre giovamento dall’esposizione della madre alla luce negli ultimi mesi di gravidanza: gli occhi del neonato potranno un giorno ‘ringraziaré.
Fonti: Nature , Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, University of California (San Francisco)
Ultima modifica: 6 febbraio 2013


l’astigmatismo o l’ipermetropia, tali difetti refrattivi potrebbero in futuro ripresentarsi (anche perché esiste già un peggioramento fisiologico). Dunque non è affatto certo che si possa fare a meno delle lenti;






I numeri del nostro Sistema sanitario sono importanti: “nel 2011 – ha spiegato Balduzzi – abbiamo avuto circa 10 milioni di ricoveri ospedalieri, oltre 770 milioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di laboratorio analisi”. Complessivamente la spesa “è stata di 112,9 miliardi di euro, con un valore medio pro-capite pari a 1.862 euro, e un incremento percentuale dell’1,4% rispetto al 2010”. Sul piano oculistico ci sono delle buone notizie: lo scorso anno, rispetto al 2010, si è avuto un incremento del 9% dei donatori di cornea (si veda
Attualmente, ha proseguito il Ministro della Salute, del Sistema sanitario nazionale italiano “andiamo giustamente fieri”. Però bisogna stare attenti a non smantellarlo. Dunque se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo averne riconosciuto i meriti (l’Italia è “uno dei Paesi più avanzati da questo punto di vista”), ha affermato che bisogna stare attenti a non regredire. Eppure si ritengono necessari ulteriori risparmi: occorre, ha proseguito il Presidente della Repubblica, che il contenimento della spesa sia effettuato mediante provvedimenti “che siano veramente di razionalizzazione”, senza nulla togliere alla logica ispiratrice del nostro Sistema sanitario nazionale che prevede l’universalità nell’accesso alle cure. Bisogna però tenere conto della capacità contributiva dei cittadini. Inoltre, se il pubblico è generalmente rispettoso delle norme, Napolitano auspica che il privato sottostia “a regole più severe e controlli più oculati di quanto non sia avvenuto per lungo tempo”. C’è ancora molto da fare in Italia, specialmente a livello di prevenzione e degli stili di vita . Ad esempio circa il 32% degli italiani è in sovrappeso, mentre l’11% è decisamente obeso. Un bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere. Inoltre è fondamentale la lotta contro il fumo per prevenire numerose malattie (tra cui l’