





Fonti: Medscape, Pediatrics .






Fonti: Medscape, Pediatrics .






Fonti: Medscape, Pediatrics .
“Il fumo raddoppia il rischio di cecità”: è questa una delle avvertenze che, in futuro, potrebbe essere stampata sui pacchetti di sigarette assieme a frasi più note come “il fumo uccide” o “smettere di fumare riduce il 


Non solo, ma la frase che mira a dissuadere i “tabacco-dipendenti” viene accompagnata da un’immagine shock a colori sugli effetti devastanti che le sigarette hanno sulla salute (come già avveniva in Inghilterra). Nel frattempo la Commissione Ue ha dato l’incarico di effettuare una ricerca per valutare l’effettiva efficacia delle avvertenze: se compare anche quella grafica il loro impatto è maggiore.
Ormai esistono solide prove scientifiche che attestano come il fumo possa favorire l’insorgere della degenerazione maculare legata all’età ossia dell’AMD (il rischio aumenta fino a tre volte), una malattia che provoca cecità centrale soprattutto a partire dai 50 anni: è la principale causa di cecità nei Paesi


Inoltre ci sono numerose prove scientifiche sull’esistenza di un legame tra la cataratta (prima causa di cecità reversibile al ![]()
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In uno studio condotto in Australia nel 2008 su 3.654 persone iniziali con più di 49 anni, ridottesi a 2.406 a distanza di 5 e/o 10 anni, è stato dimostrato che i “fumatori accaniti avevano un rischio maggiore di sviluppare la cataratta rispetto ai non fumatori”. Secondo un altro studio effettuato, invece, in India “i fumatori di sigari e sigarette avevano un’incidenza significativamente superiore (fino a 2 volte) di qualunque forma di cataratta rispetto a chi non aveva mai fumato”.
Riferimenti bibliografici: Evans JR et al, British Journal of Ophthalmology (2005), “28,000 cases of age related macular degeneration causing visual loss in people aged 75 years and above in the UK may be attributable to smoking”. Tan J. at al., Centre for Vision Research, Sydney (2008). “Smoking and the long-term incidence of cataract: the Blue Mountain Eye Study”. Sannapaneni K et al, Prasad Eye Institute, India (2005). “Smoking and its association with cataract: Results of the Andhra Padesh eye disease study”.
Fonti: Commissione europea, BUPA, European Blind Union and the Royal College of Ophthalmologists, American Academy of Periodontology.
Articolo pubblicato il 9 aprile 2009. Ultima modifica: 7 aprile 2017
“Il fumo raddoppia il rischio di cecità”: è questa una delle avvertenze che, in futuro, potrebbe essere stampata sui pacchetti di sigarette assieme a frasi più note come “il fumo uccide” o “smettere di fumare riduce il 


Non solo, ma la frase che mira a dissuadere i “tabacco-dipendenti” viene accompagnata da un’immagine shock a colori sugli effetti devastanti che le sigarette hanno sulla salute (come già avveniva in Inghilterra). Nel frattempo la Commissione Ue ha dato l’incarico di effettuare una ricerca per valutare l’effettiva efficacia delle avvertenze: se compare anche quella grafica il loro impatto è maggiore.
Ormai esistono solide prove scientifiche che attestano come il fumo possa favorire l’insorgere della degenerazione maculare legata all’età ossia dell’AMD (il rischio aumenta fino a tre volte), una malattia che provoca cecità centrale soprattutto a partire dai 50 anni: è la principale causa di cecità nei Paesi


Inoltre ci sono numerose prove scientifiche sull’esistenza di un legame tra la cataratta (prima causa di cecità reversibile al ![]()
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In uno studio condotto in Australia nel 2008 su 3.654 persone iniziali con più di 49 anni, ridottesi a 2.406 a distanza di 5 e/o 10 anni, è stato dimostrato che i “fumatori accaniti avevano un rischio maggiore di sviluppare la cataratta rispetto ai non fumatori”. Secondo un altro studio effettuato, invece, in India “i fumatori di sigari e sigarette avevano un’incidenza significativamente superiore (fino a 2 volte) di qualunque forma di cataratta rispetto a chi non aveva mai fumato”.
Riferimenti bibliografici: Evans JR et al, British Journal of Ophthalmology (2005), “28,000 cases of age related macular degeneration causing visual loss in people aged 75 years and above in the UK may be attributable to smoking”. Tan J. at al., Centre for Vision Research, Sydney (2008). “Smoking and the long-term incidence of cataract: the Blue Mountain Eye Study”. Sannapaneni K et al, Prasad Eye Institute, India (2005). “Smoking and its association with cataract: Results of the Andhra Padesh eye disease study”.
Fonti: Commissione europea, BUPA, European Blind Union and the Royal College of Ophthalmologists, American Academy of Periodontology.
Articolo pubblicato il 9 aprile 2009. Ultima modifica: 7 aprile 2017















Fonti: PLoS-Neglected Tropical Diseases ( abstract in Pubmed e articolo integrale ), Sanità News, Oms.















Fonti: PLoS-Neglected Tropical Diseases ( abstract in Pubmed e articolo integrale ), Sanità News, Oms.
2 aprile 2009 – Tenete d’occhio il computer? Secondo uno studio ogni giorno si trascorrono mediamente più di cinque ore di fronte al monitor. Per questo si accusano sempre più frequentemente problemi di salute, a partire dai fastidi oculari, di cui si lamenta il 55,5% degli intervistati (216 mila persone su 390 mila circa). Altri problemi ricorrenti sono il mal di schiena (21,4%) e disturbi alle mani (9,1%).
Quasi 140 mila persone che lavorano in imprese milanesi hanno dichiarato di soffrire di problemi di salute seri, in modo continuativo, a causa dell’“overdose” da computer.
E’ il monitor o l’ambiente di lavoro a provocare fastidi oculari? “Se si rispettano – replica Marco Marenco, medico oculista – le norme per il buon uso dei videoterminali (distanza adeguata dallo schermo, buona illuminazione, pause) bisogna concentrarsi su condizioni ambientali, quali il riscaldamento o l’aria condizionata. Infatti, se l’ambiente viene riscaldato o raffreddato in modo errato, la componente acquosa del film lacrimale che ricopre l’occhio può evaporare perché l’aria diventa troppo secca. Per questo si può accusare secchezza oculare, arrossamento, sensazione di sabbia negli occhi (vedi congiuntivite), ecc.”.
Quali soluzioni si possono trovare? Si possono impiegare in abbondanza le lacrime artificiali, ma se il disturbo oculare persiste è opportuno consultare uno specialista.
Fonte: mi.camcom.it
2 aprile 2009 – Tenete d’occhio il computer? Secondo uno studio ogni giorno si trascorrono mediamente più di cinque ore di fronte al monitor. Per questo si accusano sempre più frequentemente problemi di salute, a partire dai fastidi oculari, di cui si lamenta il 55,5% degli intervistati (216 mila persone su 390 mila circa). Altri problemi ricorrenti sono il mal di schiena (21,4%) e disturbi alle mani (9,1%).
Quasi 140 mila persone che lavorano in imprese milanesi hanno dichiarato di soffrire di problemi di salute seri, in modo continuativo, a causa dell’“overdose” da computer.
E’ il monitor o l’ambiente di lavoro a provocare fastidi oculari? “Se si rispettano – replica Marco Marenco, medico oculista – le norme per il buon uso dei videoterminali (distanza adeguata dallo schermo, buona illuminazione, pause) bisogna concentrarsi su condizioni ambientali, quali il riscaldamento o l’aria condizionata. Infatti, se l’ambiente viene riscaldato o raffreddato in modo errato, la componente acquosa del film lacrimale che ricopre l’occhio può evaporare perché l’aria diventa troppo secca. Per questo si può accusare secchezza oculare, arrossamento, sensazione di sabbia negli occhi (vedi congiuntivite), ecc.”.
Quali soluzioni si possono trovare? Si possono impiegare in abbondanza le lacrime artificiali, ma se il disturbo oculare persiste è opportuno consultare uno specialista.
Fonte: mi.camcom.it






Fonti: Ophthalmology ( abstract-Pubmed ), Johns Hopkins Medical Institutions (press release).






Fonti: Ophthalmology ( abstract-Pubmed ), Johns Hopkins Medical Institutions (press release).