La salute difesa… coi denti

Sezione di un dente (Fonte: wikipedia)

Sezione di un dente (Fonte: wikipedia)La salute difesa… coi denti Esiste a Roma un ambulatorio per ciechi e ipovedenti che si vogliono sottoporre a cure odontoiatriche 1 ottobre 2009 – Si mira a curare i denti, ma naturalmente… non alla cieca. I pazienti hanno però una caratteristica: sono non vedenti o vedono molto poco. Si possono rivolgere a un ambulatorio odontoiatrico attrezzato ad hoc per i disabili visivi, che si trova presso l’ospedale George Eastman di Roma. Si tratta di una realtà nata due anni fa da una collaborazione tra la Asl ( Roma A ) e l’Unione dei ciechi e degli ipovedenti del Lazio, dove chi soffre di menomazioni visive può godere di una corsia preferenziale. Contatto utile: per prenotazioni tel. 06-84483385, dal lunedì al venerdì (8.30-12.30)

Servizio sanitario nazionale, Italia al 15° posto in Europa

Controllo oculistico

Controllo oculisticoServizio sanitario nazionale, Italia al 15° posto in Europa Si sostiene nello Euro Health Consumer Index , ma per l’Oms l’SSN è secondo al mondo 30 settembre 2009 – Il Servizio sanitario nazionale italiano si classifica al 15° posto su 33 Paesi europei, conquistando una posizione rispetto allo scorso anno. È quanto si sostiene nel nuovo rapporto dello Euro Health Consumer Index presentato lunedì scorso a Bruxelles. Nello studio sono stati presi in considerazione parametri come il diritto dei pazienti a essere informati (mediamente soddisfatto in Italia), la sanità elettronica (nella quale il Belpaese è indietro), i tempi d’attesa (prestazione media), i risultati (nei quali eccelliamo), l’ampiezza e l’accessibilità dei servizi forniti e farmaci (variabili a seconda delle voci considerate). L’Italia ha ottenuto complessivamente un punteggio di 671 (su un massimo teorico di 1000). Ha avuto, in particolare, un ottimo voto a livello oculistico: il numero d’interventi di cataratta sugli ultrasessantacinquenni è elevato. Ai primi tre posti, invece, troviamo l’Olanda, la Danimarca e l’Islanda. La Francia si attesta al settimo posto, mentre l’Inghilterra ci precede di una sola posizione. Resta, invece, il fatto che l’uso del computer per prenotazioni delle visite, i risultati degli esami difficilmente vengono spediti via internet, le prescrizioni non vengono effettuate via e-mail, ecc.: insomma, il tallone d’Achille del Servizio sanitario italiano sembra essere proprio l’e-Health, nella quale evidentemente l’Italia sconta un’arretratezza culturale oltreché normativa. Non tutti concordano su un’analisi complessiva di questo tipo (che intende rappresentare il punto di vista dei pazienti). Infatti, secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che risale però al 2000 – nel quale sono stati classificati 191 Paesi – il sistema sanitario italiano è ritenuto complessivamente eccellente: si è attestato secondo al mondo dopo la Francia (in rapporto alla spesa). Tuttavia, ovviamente l’esito del responso varia molto a seconda dei parametri considerati. Per consultare la tabella comparativa tra i Paesi dell’Ue clicca qui (EuroHealth Consumer Index 2009).

Fonti: Healthpowerhouse , Oms.

Ultima modifica: 3 luglio 2014

Servizio sanitario nazionale, Italia al 15° posto in Europa

Controllo oculistico

Controllo oculisticoServizio sanitario nazionale, Italia al 15° posto in Europa Si sostiene nello Euro Health Consumer Index , ma per l’Oms l’SSN è secondo al mondo 30 settembre 2009 – Il Servizio sanitario nazionale italiano si classifica al 15° posto su 33 Paesi europei, conquistando una posizione rispetto allo scorso anno. È quanto si sostiene nel nuovo rapporto dello Euro Health Consumer Index presentato lunedì scorso a Bruxelles. Nello studio sono stati presi in considerazione parametri come il diritto dei pazienti a essere informati (mediamente soddisfatto in Italia), la sanità elettronica (nella quale il Belpaese è indietro), i tempi d’attesa (prestazione media), i risultati (nei quali eccelliamo), l’ampiezza e l’accessibilità dei servizi forniti e farmaci (variabili a seconda delle voci considerate). L’Italia ha ottenuto complessivamente un punteggio di 671 (su un massimo teorico di 1000). Ha avuto, in particolare, un ottimo voto a livello oculistico: il numero d’interventi di cataratta sugli ultrasessantacinquenni è elevato. Ai primi tre posti, invece, troviamo l’Olanda, la Danimarca e l’Islanda. La Francia si attesta al settimo posto, mentre l’Inghilterra ci precede di una sola posizione. Resta, invece, il fatto che l’uso del computer per prenotazioni delle visite, i risultati degli esami difficilmente vengono spediti via internet, le prescrizioni non vengono effettuate via e-mail, ecc.: insomma, il tallone d’Achille del Servizio sanitario italiano sembra essere proprio l’e-Health, nella quale evidentemente l’Italia sconta un’arretratezza culturale oltreché normativa. Non tutti concordano su un’analisi complessiva di questo tipo (che intende rappresentare il punto di vista dei pazienti). Infatti, secondo un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che risale però al 2000 – nel quale sono stati classificati 191 Paesi – il sistema sanitario italiano è ritenuto complessivamente eccellente: si è attestato secondo al mondo dopo la Francia (in rapporto alla spesa). Tuttavia, ovviamente l’esito del responso varia molto a seconda dei parametri considerati. Per consultare la tabella comparativa tra i Paesi dell’Ue clicca qui (EuroHealth Consumer Index 2009).

Fonti: Healthpowerhouse , Oms.

Ultima modifica: 3 luglio 2014

Immagini 3D per esplorare gli occhi dei prematuri

Retina di prematuro (colpita da ROP)

Retina di prematuro (colpita da ROP)Immagini 3D per esplorare gli occhi dei prematuri Una tomografia a coerenza ottica di nuova generazione consente di esaminare meglio la retina dei neonati 29 settembre 2009 – Uno scatto può salvare la vista, almeno se è accompagnato da una corretta diagnosi. Infatti, è possibile fare una fotografia 3D per esplorare gli occhi dei neonati. Si tratta di uno strumento di nuova generazione che è stato sviluppato, tra l’altro, presso il Duke Eye Center statunitense per fare un’accurata scansione della retina. Consente di diagnosticare le malattie oculari che colpiscono i nati prima del tempo: prima tra tutte la retinopatia del prematuro ( ROP ), una delle cause di cecità più comuni tra i piccolissimi. In effetti, secondo il National Eye Institute (NEI) la ROP colpisce solo negli Usa circa 16.000 bambini l’anno. Infatti, i loro vasi retinici proliferano in modo incontrollato, danneggiando così le capacità visive: esercitando una trazione sulla retina possono stirarla, spostarla o addirittura provocarne il distacco. Per questo una diagnosi precoce è essenziale: può salvare la vista. La ricerca – che consente un esame molto accurato della retina grazie a una tomografia a coerenza ottica (SD OCT) – è stata sostenuta, tra gli altri, dai National Institutes of Health (Usa).

Fonte: Duke University

La doppia vita dei neuroni

Neurone

NeuroneLa doppia vita dei neuroni I circuiti per la visione notturna hanno un ruolo anche nella visione diurna 29 settembre 2009 – I neuroni della retina possono condurre una doppia vita. Mentre fino a qualche tempo fa si pensava che le cellule nervose indispensabili per la vista fossero ultraspecializzate, poi si è scoperto che svolgono un doppio lavoro: circuiti biologici utilizzati principalmente per la visione con poca luce si possono attivare anche durante il giorno (in particolare, le cellule dette ‘amacriné). Dunque, l’elasticità dei compiti – anche a livello neurale – sembra essere una caratteristica importante dei mammiferi. In questo caso la ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience , è stata condotta sui topi; ma i risultati si possono estendere all’uomo. Referenza originale: “A night vision neuron gets a day job”, by Nicholas Oesch & Jeffrey Diamond, Nature Neuroscience 12, 1209 – 1211 (2009) doi:10.1038/nn1009-1209. Gli autori lavorano presso il National Institute of Neurological Disorders and Stroke, US National Institutes of Health, Bethesda, Maryland, USA.

Fonte: Nature Neuroscience

Immagini 3D per esplorare gli occhi dei prematuri

Retina di prematuro (colpita da ROP)

Retina di prematuro (colpita da ROP)Immagini 3D per esplorare gli occhi dei prematuri Una tomografia a coerenza ottica di nuova generazione consente di esaminare meglio la retina dei neonati 29 settembre 2009 – Uno scatto può salvare la vista, almeno se è accompagnato da una corretta diagnosi. Infatti, è possibile fare una fotografia 3D per esplorare gli occhi dei neonati. Si tratta di uno strumento di nuova generazione che è stato sviluppato, tra l’altro, presso il Duke Eye Center statunitense per fare un’accurata scansione della retina. Consente di diagnosticare le malattie oculari che colpiscono i nati prima del tempo: prima tra tutte la retinopatia del prematuro ( ROP ), una delle cause di cecità più comuni tra i piccolissimi. In effetti, secondo il National Eye Institute (NEI) la ROP colpisce solo negli Usa circa 16.000 bambini l’anno. Infatti, i loro vasi retinici proliferano in modo incontrollato, danneggiando così le capacità visive: esercitando una trazione sulla retina possono stirarla, spostarla o addirittura provocarne il distacco. Per questo una diagnosi precoce è essenziale: può salvare la vista. La ricerca – che consente un esame molto accurato della retina grazie a una tomografia a coerenza ottica (SD OCT) – è stata sostenuta, tra gli altri, dai National Institutes of Health (Usa).

Fonte: Duke University

La doppia vita dei neuroni

Neurone

NeuroneLa doppia vita dei neuroni I circuiti per la visione notturna hanno un ruolo anche nella visione diurna 29 settembre 2009 – I neuroni della retina possono condurre una doppia vita. Mentre fino a qualche tempo fa si pensava che le cellule nervose indispensabili per la vista fossero ultraspecializzate, poi si è scoperto che svolgono un doppio lavoro: circuiti biologici utilizzati principalmente per la visione con poca luce si possono attivare anche durante il giorno (in particolare, le cellule dette ‘amacriné). Dunque, l’elasticità dei compiti – anche a livello neurale – sembra essere una caratteristica importante dei mammiferi. In questo caso la ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience , è stata condotta sui topi; ma i risultati si possono estendere all’uomo. Referenza originale: “A night vision neuron gets a day job”, by Nicholas Oesch & Jeffrey Diamond, Nature Neuroscience 12, 1209 – 1211 (2009) doi:10.1038/nn1009-1209. Gli autori lavorano presso il National Institute of Neurological Disorders and Stroke, US National Institutes of Health, Bethesda, Maryland, USA.

Fonte: Nature Neuroscience

‘Cura’ a base di web

‘Cura’ a base di web Circa 15 milioni di italiani cercano su internet la prima diagnosi, ma non può sostituire la visita di persona 28 settembre 2009 – Come se fosse un oracolo, sempre più italiani ricorrono a internet in caso di problemi di salute. Secondo una stima che emerge dagli studi del Censis presentati i giorni scorsi al Festival della Salute di Viareggio (24-27 settembre), ben 15 milioni di connazionali fanno ricerche sul web per una prima diagnosi, ricorrendo a una sorta di ‘fai-da-te elettronico’. Con i connessi rischi di errori, dato che il più delle volte chi naviga non ha una preparazione medica per valutare le informazioni. Neanche la consulenza on-line può sostituire la visita di persona, anche se il 47% degli italiani è favorevole a questa forma di raccolta delle informazioni. Secondo un altro studio presentato sempre dal Censis circa un anno fa, un internauta italiano su due (50,8%) ritiene utile ed equilibrata l’informazione trovata sul web. Eppure c’è una minoranza (pari al 6,3%) che non si fida di quello che legge in rete; ma l’11,5% si sente più preparato quando va dal medico in seguito a ricerche internettiane. “Il web è fondamentale, ma non bisogna mai fidarsi ‘ciecamente’ – ha affermato Marco, medico oculista della IAPB Italia onlus –. Bisogna sapere che su internet ci sono anche informazioni errate e consigli di pazienti che possono essere fuorvianti. Fondamentale è visitare esclusivamente i siti ufficiali di organizzazioni autorevoli. Inoltre, va detto – conclude lo specialista – che il consulto on-line non può sostituire assolutamente la visita di persona, anche se può dare preziose indicazioni“.

Fonti: City, Repubblica (su dati Censis)

‘Cura’ a base di web

‘Cura’ a base di web Circa 15 milioni di italiani cercano su internet la prima diagnosi, ma non può sostituire la visita di persona 28 settembre 2009 – Come se fosse un oracolo, sempre più italiani ricorrono a internet in caso di problemi di salute. Secondo una stima che emerge dagli studi del Censis presentati i giorni scorsi al Festival della Salute di Viareggio (24-27 settembre), ben 15 milioni di connazionali fanno ricerche sul web per una prima diagnosi, ricorrendo a una sorta di ‘fai-da-te elettronico’. Con i connessi rischi di errori, dato che il più delle volte chi naviga non ha una preparazione medica per valutare le informazioni. Neanche la consulenza on-line può sostituire la visita di persona, anche se il 47% degli italiani è favorevole a questa forma di raccolta delle informazioni. Secondo un altro studio presentato sempre dal Censis circa un anno fa, un internauta italiano su due (50,8%) ritiene utile ed equilibrata l’informazione trovata sul web. Eppure c’è una minoranza (pari al 6,3%) che non si fida di quello che legge in rete; ma l’11,5% si sente più preparato quando va dal medico in seguito a ricerche internettiane. “Il web è fondamentale, ma non bisogna mai fidarsi ‘ciecamente’ – ha affermato Marco, medico oculista della IAPB Italia onlus –. Bisogna sapere che su internet ci sono anche informazioni errate e consigli di pazienti che possono essere fuorvianti. Fondamentale è visitare esclusivamente i siti ufficiali di organizzazioni autorevoli. Inoltre, va detto – conclude lo specialista – che il consulto on-line non può sostituire assolutamente la visita di persona, anche se può dare preziose indicazioni“.

Fonti: City, Repubblica (su dati Censis)

‘Cura’ a base di web

‘Cura’ a base di web Circa 15 milioni di italiani cercano su internet la prima diagnosi, ma non può sostituire la visita di persona 28 settembre 2009 – Come se fosse un oracolo, sempre più italiani ricorrono a internet in caso di problemi di salute. Secondo una stima che emerge dagli studi del Censis presentati i giorni scorsi al Festival della Salute di Viareggio (24-27 settembre), ben 15 milioni di connazionali fanno ricerche sul web per una prima diagnosi, ricorrendo a una sorta di ‘fai-da-te elettronico’. Con i connessi rischi di errori, dato che il più delle volte chi naviga non ha una preparazione medica per valutare le informazioni. Neanche la consulenza on-line può sostituire la visita di persona, anche se il 47% degli italiani è favorevole a questa forma di raccolta delle informazioni. Secondo un altro studio presentato sempre dal Censis circa un anno fa, un internauta italiano su due (50,8%) ritiene utile ed equilibrata l’informazione trovata sul web. Eppure c’è una minoranza (pari al 6,3%) che non si fida di quello che legge in rete; ma l’11,5% si sente più preparato quando va dal medico in seguito a ricerche internettiane. “Il web è fondamentale, ma non bisogna mai fidarsi ‘ciecamente’ – ha affermato Marco, medico oculista della IAPB Italia onlus –. Bisogna sapere che su internet ci sono anche informazioni errate e consigli di pazienti che possono essere fuorvianti. Fondamentale è visitare esclusivamente i siti ufficiali di organizzazioni autorevoli. Inoltre, va detto – conclude lo specialista – che il consulto on-line non può sostituire assolutamente la visita di persona, anche se può dare preziose indicazioni“.

Fonti: City, Repubblica (su dati Censis)