In Italia sette residenti su dieci si sentono in salute

Anziane

AnzianeIn Italia sette residenti su dieci si sentono in salute Secondo l’Annuario Istat 2010 molti gli anziani e le malattie croniche: ipertensione, diabete e allergie possono provocare problemi agli occhi 22 novembre 2010 – Sette residenti su dieci in Italia valutano nel complesso positivamente il proprio stato di salute e, nello specifico, più gli uomini delle donne (75% contro 66,5%). Aumenta però il numero di anziani e, di conseguenza, le malattie croniche colpiscono molte persone. Lo si legge nell’Annuario Istat di quest’anno. Quattro su dieci colpiti da patologie croniche Il 38,6% delle persone dichiara di essere affetto da una o più malattie croniche, una percentuale che sale all’86,7% fra gli over 75. Quelle più diffuse sono l’artrosi o l’artrite (17,3%), l’ipertensione (16,0%), le malattie allergiche (9,8%), l’osteoporosi (7,0%), la bronchite cronica o l’asma bronchiale (6,1%) e il diabete (4,9%). La retinopatia ipertensiva, la retinopatia diabetica e la congiuntivite allergica sono le maggiori patologie oculari associate a quei problemi di salute. Eppure non sono pochi coloro che, pur affetti da almeno una patologia cronica, si percepiscono in buona salute: sono il 42 per cento, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno scorso. Meno strutture sanitarie in Italia Nel 2007 erano circa 47mila i medici di base presenti sul territorio nazionale, confermando un’offerta di assistenza sanitaria territoriale di 8 medici ogni 10.000 abitanti. I pediatri erano circa 7.700, ossia 9 ogni diecimila bambini fino a 14 anni. Ammontavano, invece, a circa 17 ogni centomila abitanti gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati convenzionati (in lieve calo negli ultimi tre anni). Più fumatori tra i giovani, stabile nella popolazione L’abitudine al fumo risulta stabile negli ultimi anni. Quest’anno gli “schiavi” della sigaretta rappresentano il 22,8% della popolazione di 14 anni e più, percentuale che sale al 32,3% fra i 25-34enni. A fumare sono soprattutto gli uomini (29,2%), meno le donne (16,9%). Alla previdenza la fetta più grande di risorse Quasi due terzi della spesa delle amministrazioni pubbliche si concentra nella previdenza (66,1%), mentre alla sanità è destinato il 25,5% e all’assistenza il restante 8,4%. L’incidenza delle tre voci sul prodotto interno lordo è pari al 17,5% per la previdenza, al 6,8% per la sanità, appena al 2,2% per l’assistenza. L’Italia, un Paese d’anziani Nel nostro Paese un italiano su cinque ha più di 65 anni; quasi sei su cento hanno più di ottanta anni. L’Italia è seconda in Europa, dopo la Germania, per percentuale di anziani sulla popolazione.

Fonte principale: Istat

Ultima modifica: 9 dicembre 2010

Monet, ecco i piaceri dell’occhio

Tavolozza (Foto: Comune di Imola)

Tavolozza (Foto: Comune di Imola)Monet, ecco i piaceri dell’occhio Quadri in mostra a Parigi sino al 24 gennaio 2011, assicurata la varietà cromatica 22 novembre 2010 – I piaceri dell’occhio passano per l’impressionismo. La varietà cromatica di cui ha dato prova un pittore quale Claude Monet è imperdibile, specialmente se si tratta di una mostra d’alto livello come quella in corso a Parigi presso le Gallerie Nazionali del Gran Palais, che sarà aperta sino al 24 gennaio 2011. La mostra, accessibile al pubblico già dal 22 settembre scorso, ha anche un magnifico sito internet: anch’esso è artistico e, soprattutto, concepito in modo interattivo ( clicca qui per consultarlo). Per chi non abbia problemi di daltonismo o di visione centrale – ad esempio i malati di AMD – si consiglia vivamente di visitarlo… per ravvivare gli occhi e la mente! Sito di riferimento: Monet2010

Videogame, un aiuto per l’attenzione visiva?

Videogame, un aiuto per l’attenzione visiva? Alcuni ricercatori li ritengono utili in programmi di riabilitazione contro l’ambliopia 19 novembre 2010 – I videogiochi possono aumentare il grado di attenzione visiva e, in alcuni casi, negli Usa vengono utilizzati in programmi di riabilitazione contro l’occhio pigro ( ambliopia ). Un gruppo di ricercatori guidati da Daphne Bavelier (Università di Rochester) ha esaminato degli studi scientifici già pubblicati, concentrandosi sui meccanismi che ci consentono di selezionare le informazioni visive rilevanti. “L’attenzione visiva – ha spiegato il ricercatore Bjorn Hubert, autore di uno studio pubblicato su WIREs Cognitive Science – è cruciale per prevenire il sovraccarico sensoriale, poiché il cervello è costantemente impegnato in una quantità crescente d’informazioni visive. È una capacità che aumenta durante attività che richiedono impegno visivo, come guidare un’auto o cercare il volto di un amico nella folla”. Ci sono professionisti, come ad esempio i piloti militari, che possono trarre beneficio dall’impiego di videogame che contribuiscono ad accrescere l’attenzione visiva. In passato sono stati pubblicati su Nature Neuroscience alcuni studi che esaltano le virtù dei videogiochi. Tradizionalmente considerati

Fonte di distrazione e di affaticamento visivo, secondo la ricercatrice Daphne Bavelier possono invece, in alcuni casi, persino aumentare la sensibilità al contrasto. Leggi: “ Come usare i videoterminali

Fonti: Wiley-Blackwell, Nature Neuroscience .

Premiato al Quirinale lo scopritore delle staminali riprogrammate

Il Premio Balzan per la biologia è stato conferito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al ricercatore giapponese Shinya Yamanaka (Foto: Quirinale.it)

Il Premio Balzan per la biologia è stato conferito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al ricercatore giapponese Shinya Yamanaka (Foto: Quirinale.it)Premiato al Quirinale lo scopritore delle staminali riprogrammate Al giapponese Yamanaka il Balzan 2010 per la biologia conferito dal Presidente della Repubblica Napolitano 18 novembre 2010 – L’impegno dell’Italia per lo sviluppo della cultura e della ricerca è vitale. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di consegna al Quirinale dei Premi Balzan 2010, che nel campo della biologia quest’anno è stato attribuito al prof. Shinya Yamanaka. Questo ricercatore giapponese è riuscito per primo a ‘riportare indietro’ nel tempo cellule adulte allo stadio di staminali, che sono state riprogrammate inserendo quattro geni nel dna di cellule della pelle. In sostanza sono stati attivati gli interruttori del ringiovanimento cellulare; dopodiché le cellule ‘bambine’ sono state guidate fino a diventare cellule nervose retiniche (tra le tante cellule adulte). Si tratta, in altri termini, dell’impiego di cellule staminali pluripotenti indotte (iPs), che – ha dichiarato Yamanaka in un’intervista rilasciata oggi all’Avvenire – “hanno un tasso di riproduzione molto alto”; come caratteristiche sono molto simili alle staminali embrionali, anche se bisognerà terminare i test sugli animali prima di passare a quelli sugli uomini. Pur non nascondendo il rischio principale del loro impiego, ossia quello di indurre tumori, lo scienziato giapponese ha dichiarato: “I campi dove vedo i più probabili progressi nei prossimi dieci anni sono quelli delle malattie della retina e delle sindromi che colpiscono la spina dorsale”. “Sono qui – ha detto il Capo dello Stato – per testimoniare quello che sento profondamente come mio dovere che, tra gli altri, è di testimoniare l’impegno necessario, indispensabile e vitale dell’Italia per lo sviluppo della cultura e della ricerca. D’altronde ­– ha continuato il Presidente Napolitano – chi, se non l’Italia, dovrebbe considerare fondamentale questo impegno? è qualcosa che non possiamo mai dimenticare anche nei momenti più difficili e di fronte alle scelte più controverse”. Gli altri Premi Balzan di quest’anno sono andati al prof. Manfred Brauneck per la storia del teatro, al prof. Carlo Ginzburg per la storia d’Europa e al prof. Jacob Palis per la matematica.

Leggi anche l’intervista a V. Broccoli, capo dell’Unità di cellule staminali del S. Raffaele di Milano, cliccando qui.

Fonti: Quirinale.it, L’Avvenire.

Antibiotici, usateli con cautela

Ministero della Salute (sede centrale)

Ministero della Salute (sede centrale)Antibiotici, usateli con cautela Troppe autoprescrizioni e abuso di questi farmaci in Italia. Lo si è evidenziato ieri al Ministero della Salute 18 novembre 2010 – è tra i Paesi dell’Unione europea con più alto consumo di antibiotici e tasso di antibioticoresistenza. Parliamo del nostro Paese, dove imperversano le autoprescrizioni: quattro italiani su dieci assumono antibiotici in questo modo. Questo è il dato dell’Istituto Superiore di Sanità, riferito allo scorso anno, evidenziato ieri dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio in una conferenza stampa che si è tenuta presso il suo dicastero. “Meno cure ‘fai da te’ – ha ammonito Fazio –, seguite i consigli del medico e rispettate la durata della cura”. Ferruccio Fazio (Ministro della Salute) Uno studio dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) stima intorno a 413 milioni di euro la spesa evitabile legata a consumi non appropriati degli antibiotici in Italia (riferiti al 2009). La campagna presentata è intitolata Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela ed è stata realizzata dall’Aifa in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il Ministero della Salute ha concesso il suo patrocinio. L’iniziativa è nata dalla consapevolezza che lo sviluppo dell’antibioticoresistenza in Italia e in tutti i Paesi europei, legato all’incremento e all’uso inappropriato degli antibiotici, costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini.

Fonti: Ministero della Salute, Sanità News.

Diritti del malato non solo sulla carta

Presentato a Roma il Rapporto PIT Salute 2010 di Cittadinanzattiva: liste d’attesa e presunti errori medici le lamentele più ricorrenti

L’oculistica si piazza quarta tra le specialità con i tempi d’attesa troppo lunghi tra gli interventi chirurgici (il più diffuso è la cataratta ). Lo si legge nel Rapporto PIT Salute 2010 , intitolato Diritti: non solo sulla carta” , presentato il 18 novembre 2010 al Senato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Presunti errori medici, soprattutto in oncologia e ortopedia, e liste d’attesa troppo lunghe, in particolare per ecografie e TAC: sono questi i due mali della sanità italiana che, nel 2009, i cittadini hanno segnalato con maggior frequenza. Nell’area della chirurgia il 2009 ha visto in testa per i lunghi tempi di attesa gli interventi di chirurgia generale (20,7%), a cui seguiva l’ortopedia (20%, in diminuzione dell’8,1% rispetto al 2008). Si aspetta anche più di un anno per i primi e quasi un anno e mezzo per un intervento ortopedico. Al terzo posto della classifica nel 2009 si sono attestati gli interventi oncologici col 18,5%; ma anche l’oculistica non brilla, piazzandosi al quarto posto, col 10,6% delle segnalazioni per il tempo eccessivo trascorso per un intervento.

Non accennano a diminuire le dimissioni improprie dagli ospedali. Inoltre sono carenti le residenze sanitarie e per le lungodegenze, dove tra l’altro non mancano le segnalazioni di mancanza di umanità e incuria nel trattamento.

“Nonostante leggi, linee guida, raccomandazioni e tanti altri strumenti per migliorare la nostra sanità, ci spiace constatare che spesso la gran parte di essi resta sulla carta” – ha affermato Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva –. “Succede per gli errori medici, le infezioni ospedaliere, le liste di attesa, ma anche per diritti basilari come quello di avere accesso alla propria documentazione clinica o di essere rispettati nella propria dignità. Non diciamo che la nostra sanità sia peggiorata, ma ci piacerebbe poter presto affermare che al primo posto ci sono davvero i cittadini e i loro diritti”.

Dal 1996 al 2009 Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha raccolto complessivamente circa 228mila segnalazioni in tema di sanità, in media 16mila l’anno. Il Rapporto 2010 ne analizza 66.712 , che sono state lette alla luce di cinque diritti: diritto alla sicurezza (al primo posto nei 14 anni col 28% delle segnalazioni), diritto all’informazione (25% nel periodo 1996-2009), diritto all’accesso (20%) diritto al tempo (10%) e diritto all’umanizzazione (8%, con l’aumento di un solo punto percentuale lo scorso anno).

Notizia pubblicata il 18 novembre 2010. Ultima modifica: 28 novembre 2016

Fonte: Cittadinanzattiva

Leggi anche: “ Carta dei diritti del paziente affetto da maculopatia

Melanoma oculare, metastasi legata ai geni

Melanoma oculare (Fonte: Washington University St. Louis)

Melanoma oculare (Fonte: Washington University St. Louis)Melanoma oculare, metastasi legata a geni Ricercatori Usa hanno scoperto un ruolo del gene BAP1, presente in forma mutata 17 novembre 2010 – La guerra contro il cancro, non ancora vinta, ha registrato un altro passo avanti sul fronte dell’identificazione dei fattori responsabili della sua diffusione (metastasi). Più nello specifico il motivo per cui il melanoma oculare tende a diffondersi risiederebbe in un gene (il BAP1): è presente, in forma mutata, nell’84% dei tumori oftalmici metastatizzati presi in considerazione. Lo hanno scoperto ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa). La metastasi è la più comune causa di morte nei pazienti colpiti dal cancro. Come le cellule tumorali sviluppino la capacità di andare in circolo fino a colpire anche altri organi – il fegato in questo caso è quello più a rischio – non è ben chiaro, ma èGene noto che gioca un ruolo importante un piccolo gruppo di geni, tra cui il BAP1. Il melanoma dell’ùvea è la forma di tumore più comune a livello oculare ed è il secondo melanoma più frequente. Solo negli Stati Uniti colpisce circa duemila persone l’anno, generalmente sopra i 50 anni. Il tumore si origina dalle cellule del pigmento (chiamate melanociti), che risiedono in un tessuto che si trova sotto la retina chiamato tratto uveale. Lo studio è stato pubblicato on-line sulla testata Science Express.

Fonte: Washington University (St. Louis).

Attività fisica, ecco le raccomandazioni dell’Oms

Campo da golf: praticare sport regolarmente fa bene alla salute (Fonte: freephotobank)

Dai 5 ai 17 anni almeno un’ora di movimento al giorno, dai 18 anni in poi dopo due ore e mezza la settimana

Campo da golf: praticare sport regolarmente fa bene alla salute (Fonte: freephotobank)L’attività fisica vuole sempre la sua parte. Da anni si parla di stili di vita sani, ma l’Oms ha fornito raccomandazioni chiare e puntuali per mantenersi in forma. Ha pubblicato, infatti, i suoi consigli in 60 pagine, dividendoli per fasce d’età:

  • dai 5 ai 17 anni bisognerebbe praticare almeno un’ora di attività fisica al giorno (da moderata a intensa).
  • dai 18 anni in poi: almeno due ore e mezza di attività fisica aerobica la settimana (da moderata a intensa) oppure almeno un’ora e un quarto di attività intensa o, ancora, una giusta combinazione dei due tipi di attività [[mediamente intensa e sostenuta, ndr]].

“L’inattività fisica – scrive l’Oms – è ora considerata il quarto fattore di rischio di mortalità globale. I livelli d’inattività fisica stanno aumentando in molti Paesi, con notevoli implicazioni per la prevalenza delle malattie non contagiose e la salute generale della popolazione mondiale”.

I dati OMS

  • Un’insufficiente attività fisica è uno dei dieci principali fattori di decesso a livello mondiale.
  • La stessa attività fisica insufficiente è uno dei principali fattori di rischio delle malattie non trasmissibili (ad esempio diabete, cancro, malattie cardiovascolari).
  • L’attività fisica ha effettivi benefici sulla salute e contribuisce a prevenire le malattie croniche (quelle non contagiose).
  • Globalmente un adulto su quattro non è sufficientemente attivo fisicamente.
  • Oltre l’80 per cento degli adolescenti nel mondo non praticano sufficiente esercizio fisico.
  • Le politiche per affrontare il problema della sedentarietà sono state attuate solo dal 56% dei Paesi membri dell’OMS.

Lo sport fa bene persino alla vista

Lo sport, tra l’altro, giova anche alla salute oculare: aiuta a prevenire fenomeni degenerativi quali l’ AMD e ritarda l’insorgenza della cataratta (approfondisci). Ulteriori studi, condotti ad esempio dall’Università di Cambridge e da Atenei australiani, dimostrano anche che trascorrere del tempo all’aria aperta da bambini contribuisce a prevenire la miopia o a ridurre la sua progressione.

Fonti: Oms , Berkely Lab, IOVS.

Pagina pubblicata il 17 novembre 2010. Ultima modifica: 25 novembre 2016

Occhio ai tempi d’attesa

Occhio illuminato da lampada a fessura

Occhio illuminato da lampada a fessuraOcchio ai tempi d’attesa Ci sono siti internet regionali che pubblicano i giorni trascorsi per una visita oculistica 15 novembre 2010 – Conoscere i tempi d’attesa per una visita presso le Asl si può anche attraverso internet. Almeno per quanto riguarda il passato. Alcune regioni, quali il Lazio e la Lombardia, danno infatti la possibilità di interrogare on-line un banca dati per sapere quanti giorni si sono dovuti aspettare per una visita oculistica. Per quanto riguarda il futuro ci si può fare solo un’idea indicativa: per conoscere la situazione attuale bisogna alzare il telefono e chiamare il numero unico regionale di prenotazione ( ReCup ). Però, se lo si desidera, è possibile constatare quante visite oculistiche sono state effettuate nelle strutture pubbliche del Lazio nel mese di ottobre 2010 (sono 38.075). La variabilità dei tempi d’attesa è notevole: si va dai 3 giorni di un distretto Asl di Latina ai 180 giorni di un distretto di una Asl romana (Rm H4). Purtroppo non figurano i tempi d’attesa dei Policlinici universitari. Ciò che sorprende è – per il mese di ottobre nel Lazio – lo scarso rispetto del tempo d’attesa massimo stabilito dalla legge, pari a 30 giorni: solo 15 distretti su 53 li hanno rispettati. Si scopre, inoltre, che quelli virtuosi sono quasi tutti concentrati in tre Asl: una a Rieti e due a Roma. Le visite oculistiche prenotate nelle strutture pubbliche attraverso il Centro Unico di Prenotazione regionale sono finite già in passato sotto la “lente di ingrandimento” di Cittadinanzattiva. Nel VI Rapporto Audit Civico presentato lo scorso giugno al Ministero della Salute, infatti, su 87 tra Asl e Aziende Ospedaliere italiane indagate lo scorso anno, 16 Asl hanno superato il limite di legge di 30 giorni (di cui due tra i 90 e i 120 giorni), con una percentuale pari al 18,4% del campione a livello nazionale. Per approfondire: Regione Lazio , Regione Lombardia

Link utile: centri di prenotazioni regionali (sito ufficiale del Ministero della Salute)

Leggi anche: “ Riduzione liste d’attesa, al via il Piano nazionale

Fonti: Regione Lazio, Cittadinanzattiva.

OMS, un caso su due di cecità e ipovisione dovuto a cataratta

Secondo i dati preliminari del 2010 le altre patologie con maggiore prevalenza sono il glaucoma e l’AMD

Più di un caso su due di disabilità visiva nel mondo è dovuto alla cataratta (53%), a cui seguono il glaucoma (9%) e la degenerazione maculare legata all’età (6%).

Stiamo parlando di percentuali da calcolare su 285 milioni di disabili visivi, di cui 40 milioni ciechi e gli altri ipovedenti. Lo attestano i dati preliminari dell’Oms del 2010 presentati già in occasione della Giornata mondiale della vista a Roma (14 ottobre) – che testimoniano una riduzione dei ciechi e degli ipovedenti nel mondo di circa il 9% – e ora ufficiosamente confermati.

La cataratta – che provoca un appannamento progressivo della vista degli anziani – mantiene saldamente il primo posto come causa di cecità e ipovisione, facendo però un balzo di circa 14 punti percentuali: nei dati del 2007 la sua fetta della torta era del 39,1% (su 314 milioni di disabili visivi). La prevalenza del glaucoma si è ridotta di un solo punto percentuale, mentre la cecità infantile e il tracoma sono cresciute (passando rispettivamente dal 2,9% al 4% e dal 3,2% al 4%). Operazione di catarattaLa cataratta è la prima causa di cecità, ma fortunatamente il più delle volte è reversibile (a differenza di quella da glaucoma e da AMD): l’operazione chirurgica può restituire la vista agli ipovedenti e ai ciechi, ma nei Paesi in via di sviluppo spesso non ci sono le risorse necessarie. All’aumento della sua prevalenza concorre certamente l’invecchiamento demografico globale. Basterebbe uno sforzo in più da parte degli Stati benestanti per ‘ridare la vista’ a milioni di anziani.

Pagina pubblicata il 12 novembre 2010. Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2010.