Nanoparticelle contro la retinite pigmentosa

Retina di malato di retinite pigmentosa

Retina di malato di retinite pigmentosaNanoparticelle contro la retinite pigmentosa Sperimentato sulle cavie di laboratorio un collirio a base di miriocina: rallenta la degenerazione dei fotorecettori. Si attendono ora i test sull’uomo 23 dicembre 2010 – Un collirio contro la retinite pigmentosa , una malattia genetica degenerativa della retina : stanno cercando di metterlo a punto attualmente dei ricercatori italiani, che hanno testato una molecola su cavie di laboratorio vive, di cui sono riusciti a rallentare la degenerazione dei fotorecettori . Se i risultati saranno confermati sull’uomo, un giorno si potrà contrastare la morte delle cellule retiniche – che avviene generalmente a partire dalla periferia, colpendo per primi i bastoncelli –, tardando o persino Visione di malato di retinite pigmentosa (stadio avanzato)evitando l’ipovisione e la cecità. La formulazione in gocce – a base di un principio attivo, la miriocina, veicolata sotto forma di nanosfere – potrà, in futuro, essere d’aiuto. Dovrà però essere confermato sugli esseri Gli esperimenti attualmente sono stati condotti su cavie di laboratorioumani che il meccanismo d’interruzione della catena che distrugge i fotorecettori sia veramente efficace: l’obiettivo è bloccare la produzione di ceramide, un messaggero molecolare che causa la morte delle cellule nervose retiniche. Per ora si sa che il collirio somministrato alle cavie di laboratorio ha consentito di raddoppiare la durata della visione: i topi sono diventati ciechi dopo un massimo di 90 giorni anziché di 40. I risultati sono stati pubblicati sull’autorevole rivista PNAS da un team italiano coordinato da Enrica Strettoi, prima ricercatrice dell’Istituto di Neuroscienze del CNR pisano, a cui hanno partecipato anche l’Università di Milano, l’Università di Pisa (Dipartimento di psichiatria, farmacologia, neurobiologia e biotecnologia) e la Fondazione G. B. Bietti di Roma. “Inhibition of ceramide biosynthesis preserves photoreceptor structure and function in a mouse model of retinitis pigmentosa”, Strettoi E, Gargini C, Novelli E, Sala G, Piano I, Gasco P, Ghidoni R., Proc Natl Acad Sci U S A. 2010 Oct 26;107(43):18706-11. Epub 2010 Oct 11.

Fonte primaria: PNAS

Nuovi progressi nella lotta contro la malaria

Nuovi progressi nella lotta contro la malaria Secondo l’Oms in diversi Paesi africani l’incidenza si è ridotta di oltre il 50%. La retinopatia malarica è una delle possibili complicazioni 22 dicembre 2010 – Si è ridotta di oltre il 50% l’incidenza della malaria in 11 Paesi africani e in una zona dello stesso continente. Lo assicura l’Oms, che sta conducendo una ‘guerra globale’ contro una zanzara che vive in 106 Paesi, di cui unaAfrica quarantina africani. I miglioramenti significativi delle cure e della prevenzione della febbre malarica – che provoca brividi e irrigidimento muscolare – sono evidenziati dal Rapporto mondiale sulla malaria 2010 appena pubblicato dall’Agenzia Onu per la salute. Si è ridotto il numero delle vittime causate dalla malattia: si è passati da quasi un milione nel 2000 a 863mila nel 2008 e 781mila lo scorso anno, nella maggioranza dei casi concentrati in Africa, ma anche in Sud America e nell’Asia meridionale. La riduzione dei decessi si è osservata in tutte le Regioni dell’Oms, ma il miglior progresso in termini assoluti si è registrato proprio nel continente africano. Il programma dell’Oms, che mira a debellare la malaria nel mondo, si basa sull’impiego degli insetticidi, sulla distribuzione gratuita di reti alle finestre ma anche su farmaci antimalarici (come l’artemisina). Per prevenire la malattia, però, il più delle volte – se si viaggia in zone a rischio – viene prescritta l’assunzione di chinino. “Quasi 289 milioni di reti trattate con insetticida (ITNs) – ha scritto la direttrice generale dell’Oms, Margaret Chan – saranno state consegnate all’Africa subsahariana tra il 2008 e il 2010, sufficienti a proteggere 578 milioni di persone”. In questo modo si riuscirà a proteggere in misura del 76% le 765 milioni di persone che sono a rischio di contrarre la malattia causata dalla puntura di una zanzara. Margaret Chan, Direttrice generale OMS Se da un lato secondo Chan si sono registrati progressi significativi nello lotta alla malaria, dall’altro essi sono fragili: non solo l’ampiezza della minaccia richiede una risposta globale, ma è necessaria una vigilanza da parte dei singoli Stati ed è sempre in agguato la resistenza ai farmaci. La patologia può colpire diversi organi, tra cui il cervello. In questo caso si possono avere complicazioni anche a livello oculare (retinopatia malarica). Ciò avviene nella maggior parte dei bambini con malaria cerebrale, come ha dimostrato uno studio pubblicato lo scorso anno: si riduce l’apporto sanguigno a livello della retina, causando una carenza locale di ossigeno, con conseguente morte dei fotorecettori. All’esame oculistico si notano uno sbiancamento della retina e anomalie nei vasi sanguigni. La retinopatia malarica ha valore diagnostico: nei pazienti colpiti da malaria cerebrale la sua presenza e gravità predice la durata del coma e la mortalità. Algeria, Botswana, Capo Verde, Eritrea, Madagascar, Namibia, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Sudafrica, Swaziland, Zambia e Zanzibar, Repubblica Unita di Tanzania.

Fonti: Oms, J. Infect Dis 2009 (199: 263-71)

Salute, è l’Europa delle differenze

Bandiera UE

Bandiera UESalute, è l’Europa delle differenze Operazioni di cataratta: in Italia quasi novecento interventi ogni centomila persone 21 dicembre 2010 – Salute nell’UE, è l’Europa delle differenze e dell’assistenza statale. La situazione è varia anche a livello delle operazioni di cataratta , le più frequenti a livello oculistico. Il numero di questi interventi in Italia è stato, due anni fa, di 896Operazione di cataratta ogni centomila persone (quinto Paese Ue), quasi quanto la Francia (944), contro una media dell’Unione di 765. Invece il Belgio si è attestato primo (con 1.848 interventi ogni centomila individui), nettamente avanti sia alla Spagna (1.205) che al Portogallo (1.141). Le percentuali più basse, invece, si sono registrate in Lituania (393 interventi ogni centomila persone), Polonia (351) e Cipro (193). Mediamente nei Paesi europei la speranza di vita alla nascita ha raggiunto, nel 2007, i 78 anni. Il record è detenuto dalla Francia per quanto riguarda le donne (84,4 anni) mentre per gli uomini va alla Svezia (78,8 anni). Uno dei campanelli d’allarme per la buona salute è il sovrappeso o l’obesità: oltre la metà della popolazione adulta dell’Unione europea ormai ne è colpita. Un peso eccessivo è associato a un aumento delle malattie croniche, tra cui il diabete che, a sua volta, può causare danni alla retina (vedi retinopatia diabetica ). La speranza di vita alla nascita in Europa è aumentata di sei anni (dal 1980) e la mortalità precoce si è fortemente ridotta; ma anche in questo caso lo scenario resta, comunque, a ‘macchia di leopardo’. L’invecchiamento demografico deve essere affrontato anche mediante una spesa sanitaria adeguata: nel 2008, secondo l’Ocse, l’Unione europea – assieme a Turchia, Svizzera, Islanda e Norvegia – ha speso l’8,3% del Prodotto interno lordo (Pil) contro il 9,1% dell’Italia. Tuttavia, il record è stato conquistato – tra i 31 Paesi considerati – dalla Francia (11,2%), a cui è seguito lo Stato elvetico (10,6% nel 2007), l’Austria e la Germania (entrambi allo 10,5%). La maglia nera è andata, invece, alla Romania (5,5% del Pil). Quasi tutti i Paesi sono accomunati da una maggiore spesa nel settore pubblico. Fa eccezione Cipro, mentre in Svizzera le due componenti (pubblica e privata), tendono ad eguagliarsi; ma complessivamente è evidente una preponderanza dello Stato.

Fonte principale: Ocse

Partito censimento internazionale della prevenzione della cecità

Giovani etiopi

Giovani etiopiPartito censimento internazionale della prevenzione della cecità La Commissione Nazionale del Ministero della Salute: incarico a CBM Italia onlus 20 dicembre 2010 – é partito il primo censimento internazionale mirato alla prevenzione della cecità nel nostro Paese. Il Ministero della Salute ha incaricato CBM Italia onlus – attraverso la “Commissione nazionale di Prevenzione della Cecità” di cui fa parte anche la IAPB Italia onlus – di censire le iniziative di cooperazione internazionale in tema di prevenzione di cecità e menomazioni della vista nelle aree povere del mondo, svolte da organizzazioni non governative, associazioni e altri enti italiani. L’obiettivo del monitoraggio è la preparazione del primo rapporto di questo genere in Italia. Il Dicastero ha richiesto il “monitoraggio delle iniziative di cooperazione internazionale svolte dagli enti e dalle associazioni italiane per la prevenzione delle menomazioni della vista nei Paesi in via di Sviluppo e nelle aree povere, in armonia con le linee guida dell’OMS”. L’obiettivo è fornire un primo quadro conoscitivo degli interventi, cui farà seguito la pubblicazione di un rapporto sul contributo fattivo dell’Italia nelle sue varie componenti – pubbliche, non profit, private – alla sanità pubblica internazionale, nonché di favorire il coordinamento tra le iniziative tramite lo scambio di informazioni.Ministero della Salute (sede di Roma Eur, dove si tengono le riunioni della Commissione Nazionale per la Prevenzione della Cecità) L’ultima riunione della Commissione ministeriale per la prevenzione della cecità si è tenuta lo scorso 29 novembre. Di questo organismo fa parte, tra gli altri, l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della Sezione italiana della IAPB (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità). é composta da cinque sottocommissioni che si occupano delle seguenti malattie: (1) degenerazione maculare legata all’età (AMD); (2) patologie oculari genetiche, come la Stargardt; (3) retinopatia diabetica; (4) glaucoma e (5) patologie oculari pediatriche (come l’ambliopia). Un documento ufficiale del Ministero della Salute stabilisce che i compiti della Commissione sono i seguenti: a) la raccolta e la pubblicazione dei dati sulle menomazioni della vista (cecità e ipovisione), con particolare attenzione rivolta alle patologie curabili e prevenibili; b) lo sviluppo di linee guida per la prevenzione delle menomazioni visive; c) il monitoraggio delle attività dei vari enti e soggetti attivi in questo ambito; d) il monitoraggio delle iniziative di cooperazione internazionale svolte dagli enti e dalle associazioni italiane nei Paesi in via di sviluppo e nelle aree povere, in armonia con le linee guida dell’Oms per la prevenzione della cecità.

Fonti principali: CBM Italia, L’Avvenire, Ministero della Salute.

Giornata nazionale del cieco

Non vedente con accompagnatore

Non vedente con accompagnatoreGiornata nazionale del cieco Si è celebrata il 13 dicembre: necessaria più formazione e integrazione per i disabili visivi 14 dicembre 2010 – Più formazione e accompagnamento per i disabili visivi, evitando tagli dei fondi al Ministero dell’Istruzione sul fronte dell’integrazione scolastica. Sono questi i leitmotif della Giornata Nazionale del Cieco, di cui il 13 dicembre si è celebrata la 52° edizione all’insegna del lavoro e della cultura per una maggiore inclusione sociale. Non è mancata una riflessione a voce alta di Tommaso Daniele, Presidente dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti: “L’inserimento a pieno titolo nella società non può mai prescindere dal pieno sviluppo delle potenzialità personali, delle inclinazioni, delle passioni”; “nella vita di oggi gli aspetti immateriali, la conoscenza, il sapere, diventano armi formidabili per l’affermazione di sé, in ogni ambito, al di là di ogni difficoltà”.Il Presidente nazionale dell'UICI Tommaso Daniele “Di questi tempi – ha incalzato il Presidente Daniele – il processo d’integrazione scolastica dei nostri ragazzi subisce un momento di crisi, con i tagli dei fondi al Ministero dell’Istruzione che provocano sofferenza all’area del sostegno e delle attività integrative speciali, compromettendo la possibilità di una formazione integrale. Ma, oltre alla scuola, grandi passi avanti sono stati fatti sul versante dell’accessibilità alla cultura, con le esperienze dei musei tattili e quelle del libro parlato, oltre al progetto Lia (Libro italiano accessibile)”. Ricordiamo che, solo in Italia, secondo l’Istat risiedono 362.000 non vedenti, mentre nel mondo – stando ai dati preliminari Oms 2010 – vivono circa 40 milioni di ciechi: si tratta di una ‘massa critica’ straordinariamente elevata. Tra gli handicap sensoriali la cecità è probabilmente la più invalidante: si calcola che nei normodotati oltre l’80% delle informazioni giunga al cervello attraverso gli occhi.

Fonti principali: Superabile, UICI, Oms, Istat.

Ultima modifica: 21 dicembre 2010.

Tentata la rigenerazione del nervo ottico

Journal of Neuroscience (copertina)

Journal of Neuroscience (copertina)Tentata la rigenerazione del nervo ottico Esperimenti effettuati a Boston su cavie di laboratorio; ma l’approccio potrebbe essere promettente anche sugli esseri umani 13 dicembre 2010 – Rigenerare il nervo ottico , il filo biologico che collega la retina al cervello: il sogno di molti pazienti ed oculisti si avvicina sempre di più alla realtà, almeno a livello sperimentale. Un’équipe di ricercatori del Children’s Hospital di Boston, infatti, è riuscita a far ricrescere dei nervi danneggiati attivando una serie di meccanismi biochimici e ‘bloccando’ un gene. L’effetto di rigenerazione del nervo ottico è stato ottenuto affrontando il problema su più fronti (approccio sinergico): si è ‘scommesso’ su una proteina (oncomodulina) in grado di promuovere la rigenerazione cellulare delle fibre nervose, i cui effetti sono stati potenziati mediante una piccola molecola (chiamata cAMP); inoltre è stato inibito un gene (il PTEN) che, mediante un enzima, riesce a bloccare la ricrescita cellulare. Anche se la strada maestra per curare malattie come il glaucoma resta la prevenzione (bisogna instillare generalmente colliri per abbassare la pressione dell’occhio), questi studi potrebbero essere utili per curare una serie di malattie neurodegenerative e le vittime di traumi oculari con danni al nervo ottico. Per ora, tuttavia, gli esperimenti sono stati condotti solo su cavie di laboratorio. In ogni caso, se il successo degli esperimenti condotti negli Stati Uniti verrà confermato si potrà iniziare la sperimentazione sull’uomo: quest’approccio può essere promettente. Referenza originale: Takuji Kurimoto, Yuqin Yin, Kumiko Omura, Hui-ya Gilbert, Daniel Kim, Ling-Ping Cen, Lilamarie Moko, Sebastian Kügler, and Larry I. Benowitz, “Long-Distance Axon Regeneration in the Mature Optic Nerve: Contributions of Oncomodulin, cAMP, and pten Gene Deletion”, J. Neurosci. 2010 30: 15654-15663; doi:10.1523/JNEUROSCI.4340-10.2010

Fonte: Children’s Hospital Boston

Dieta a base di pesce contro l’AMD

Forma secca della degenerazione maculare legata all'età (attualmente considerata non trattabile con farmaci)

Forma secca della degenerazione maculare legata all'età (attualmente considerata non trattabile con farmaci)Dieta a base di pesce contro l’AMD La retinica degenerativa può essere contrastata assumendo omega-3 10 dicembre 2010 – Retina più sana… grazie al pesce e ai frutti di mare. Se il fine tessuto fotosensibile dei nostri occhi ha bisogno, per nutrirsi, di vitamine e sali minerali, non ci si può dimenticare dei celebri omega-3 che si possono assumere mediante un’apposita dieta ittica. La quale, secondo uno studio americano, fa particolarmente bene alla macula, il centro della retina. Così è più difficile che progredisca una malattia come la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) nella sua forma più comune, detta ‘secca’ o ‘atrofica’, che ai suoi ultimi stadi può compromettere la visione centrale. Test di Amsler: i malati di AMD osservano una deformazione delle linee rette in prossimità del centro del campo visivo e una macchia più scura o di non visione Che gli omega-3 abbiano un effetto protettivo è stato confermato mediante un questionario compilato quasi da 2.400 persone di età compresa tra i 65 e gli 84 anni (su un campione casuale di 2520 individui). La maggioranza di esse non soffrivano di AMD (1.942 persone), mentre le altre ne erano affette in misura variabile: 227 avevano una forma precoce, 153 intermedia e 68 avanzata. “Il nostro studio – ha affermato Sheila West della Johns Hopkins School of Medicine – corrobora scoperte precedenti secondo cui assumere pesce e frutti di mare ricchi di omega 3 può proteggere dalla forma avanzata di AMD”: mentre generalmente i partecipanti dello studio assumevano almeno una porzione di pesce o di frutti di mare ogni settimana, le persone affette dalla forma avanzata di AMD erano significativamente inclini ad assumerne una quantità inferiore.

Link utile: AMD Onlus

Fonti: American Academy of Ophthalmology, Ophthalmology.

Maggiori protezioni contro gli infortuni oculari

Lavoro di saldatura di travi di ferro

Lavoro di saldatura di travi di ferro Maggiori protezioni contro gli infortuni oculari Al lavoro i traumi oftalmici si possono prevenire in sette casi su dieci. Il Vision Council statunitense: maggiori precauzioni per mansioni a rischio 10 dicembre 2010 – Ogni giorno circa duemila lavoratori americani sono colpiti da traumi oculari prevenibili. Il Vision Council statunitense ha lanciato l’allarme: occorrono più protezioni degli occhi quando si svolgono mansioni a rischio. Secondo le stime tre lavoratori su cinque non indossavano, al momento del trauma, alcuna protezione oppure ne avevano una inadeguata. Oltre alle disposizioni di legge da rispettare c’è però anche un’attenzione individuale alla propria salute: si va dagli occhiali di protezione agli schermi con filtri (ad esempio per la saldatura ad alta temperatura), passando per gli elmetti e la maschere facciali filtranti (per difendersi, ad esempio, dalle esalazioni nocive all’interno di alcune industrie chimiche). Basti pensare che i traumi oculari che avvengono nel mondo del lavoro si possono prevenire in sette casi su dieci. Dopo le mani e i piedi sono gli occhi ad essere i più colpiti: segno che mancano adeguate misure di protProf. Filippo Crucianiezione, data la delicatezza dell’organo. Proprio di questi temi si è discusso anche in Italia lo scorso 8 ottobre, in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Legale che si è svolto a Milano (SIOL). “Quella da trauma – ha spiegato il Prof. Filippo Cruciani, docente presso l’Università Sapienza di Roma – è la prima causa di cecità monolaterale (che colpisce un solo occhio, ndr ) in età lavorativa: è un problema importante. Secondo studi nostri e stando a quello che dice un registro americano, gli infortuni sono prevenibili al 70%. Inoltre la gravità del trauma è inversamente proporzionale all’età: quanto più si è giovani tanto più la prognosi è peggiore. Nel mondo lavorativo italiano l’occhio è la terza sede anatomica per infortunio, dopo la mano e il piede (dati Inail)”. Gli uomini, ha rilevato l’American Academy of Ophthalmology, sono colpiti tre volte più frequentemente rispetto alle donne dai traumi oculari. Negli Usa, quindi, è il sesso maschile a ‘farsi carico’ del 73,5% degli incidenti, il più delle volte domestici (52% dei casi). Complessivamente ben due milioni e mezzo di americani sono soggetti annualmente a traumi oculari. Oltreoceano un trauma all’occhio su quattro avviene in casa: in un caso su quattro mentre si gioca o si pratica sport, per un altro quarto mentre si effettuano riparazioni e, per il resto, soprattutto mentre si lavora in giardino. Quasi la metà dei traumi oculari sono, negli Usa, a danno di persone tra i 30 e i 64 anni, mentre i bambini con meno di 12 anni incidono per il 12%. Oltre il 40% di essi avviene tra mezzanotte e le sette del mattino. Per tutti questi motivi anche l’American Academy raccomanda l’impiego di occhialini protettivi a norma di legge. (Leggi anche “ I rischi oculari del fai-da-te “).

Fonti di riferimento: The Vision Council, SIOL (ottobre 2010), American Academy of Ophthalmology.

Tre giorni di check-up oculistici in Puglia

Controllo oculistico gratuito

Controllo oculistico gratuitoTre giorni di check-up oculistici gratuiti in Puglia A Manfredonia, dal 9 all’11 dicembre 2010, controlli voluti dall’Uici di Foggia 9 dicembre 2010 – Scongiurare la cecità mediante una visita oculistica di controllo è possibile se la diagnosi è tempestiva. L’opportunità si può cogliere gratuitamente da oggi fino all’11 dicembre in Puglia, a Manfredonia (Foggia), grazie a un camper attrezzato messo a disposizione dall’Agenzia internazionale per prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. L’iniziativa è stata organizzata dalla sezione provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti foggiana, in collaborazione col Centro culturale Diomedes e col Comitato provinciale della IAPB (Sezione italiana). Unità mobile oftalmica (camper attrezzato) I check-up oculistici si rivolgono, nella mattinata di giovedì 9 e venerdì 10 dicembre 2010 solo ai bambini delle materne, mentre al pomeriggio (dalle 15 alle 19) sono aperti a tutta la cittadinanza: un’Unità mobile oftalmica sosta in via Elvio Giustino 12. L’iniziativa si concluderà sabato, quando si celebrerà la 52° Giornata Nazionale del Cieco: in mattinata, dalle 9 alle 13, allo stesso indirizzo si potrà approfittare di nuovo dei controlli oculistici gratuiti. Il primo cittadino di Manfredonia, Angelo Riccardi, è particolarmente entusiasta dell’iniziativa. “Iniziative simili – ha spiegato Michele Corcio, Presidente della Sezione foggiana dell’Unione italiana ciechi – sono sempre particolarmente gradite dai cittadini, specie da coloro che trascurano molto la propria salute. La gratuità delle visite oculistiche permette a tanti cittadini di farsi controllare la vista per la prima volta e scoprire così che vi possono essere anche patologie silenti“ (come il glaucoma). Sabato 11 dicembre, alle ore 18, verrà offerto un concerto ad amici e sostenitori presso il Teatro comunale di Manfredonia. La manifestazione, che sarà ad inviti, “ha lo scopo – scrive l’Unione italiana ciechi di Foggia – di sollecitare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni e dei privati cittadini sulle molte e gravi problematiche dei ciechi e degli ipovedenti, nonché per promuovere la cultura per la prevenzione delle patologie oculari”. La serata sarà allietata da diversi momenti musicali.

Fonte di riferimento: UICI di Foggia

Emergenza disabilità

Emergenza disabilità Il 3 dicembre si è celebrata con l’Oms la Giornata mondiale dei disabili: sono 650 milioni nel mondo Una persona su dieci nel mondo è disabile: a sostenerlo è l’Oms, che il 3 dicembre ha celebrato la Giornata mondiale dedicata ai portatori di handicap. In tutto si calcola che i disabili siano 650 milioni. Secondo le stime preliminari Oms del 2010 i ciechi sono 40 milioni e gli ipovedenti 245 milioni. A livello oculistico le principali cause sono la cataratta (53% dei disabili visivi), il glaucoma (9%) e la degenerazione maculare legata all’età (6%).Non vedente con accompagnatore Questa mole enorme di individui richiede assistenza sanitaria e riabilitazione, a cui dovrebbero avere accesso: “La giornata mira a promuovere le tematiche della disabilità – scrive l’Organizzazione mondiale della sanità – e a mobilitare il sostegno in favore della dignità, i diritti e il benessere delle persone con disabilità. Cerca anche di accrescere la consapevolezza dei progressi che possono derivare dall’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della vita”. L’obiettivo dell’Oms è principalmente quello di migliorare la qualità della vita dei disabili. L’attuale piano d’azione è quinquennale e giunge sino al 2011, concentrandosi anche sulla necessità della riabilitazione. “Le cause più comuni di menomazione e disabilità – si legge nel piano d’azione – includono malattie croniche come il diabete, malattie cardiovascolari e cancro”. Tra l’altro il diabete può causare seri danni alla retina (vedi retinopatia diabetica ). Notizia pubblicata il 30 novembre 2010. Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2010.

Fonte: Oms