Appropriata prevenzione

Appropriata prevenzione Presentati i Quaderni dedicati all’oftalmologia presso il Ministero della Salute Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio Ecco i “Quaderni“ per fare il punto sull’oftalmologia, sulla prevenzione, la diagnostica e le terapie disponibili. La nuova pubblicazione ministeriale è stata presentata lo scorso 8 novembre a Roma presso il Dicastero della Salute, dove nella mattinata è intervenuto il Ministro Ferruccio Fazio. Tra gli argomenti trattati dai relatori – in massima parte oculisti universitari – menzioniamo la retinopatia del prematuro, il glaucoma, la cataratta nonché un grave problema oculistico come il distacco di retina . Sono intervenuti, tra l’altro, il Presidente della Fondazione Bietti Mario Stirpe (il quale è anche Presidente della Commissione Nazionale per la sede del Ministero della SalutePrevenzione della Cecità) e Michele Corcio, Vicepresidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Nelle oltre 130 pagine dei Quaderni si evidenzia non solamente l’importanza della prevenzione, ma anche la necessità di un’organizzazione a rete dei servizi oftalmologici, dell’appropriatezza e della qualità dei servizi sanitari nonché la possibilità di riabilitare l’ipovedente.

Link utile: Ministero della Salute

Pagina pubblicata il 7 novembre.

Ultima modifica: 10 novembre 2011.

Una salute mondiale che invecchia

Una salute mondiale che invecchia L’Oms dedicherà la giornata della salute del 2012 alla terza età La grande onda dell’invecchiamento demografico sta sconvolgendo il mondo. L’Oms ha annunciato che la prossima Giornata mondiale della salute – che si celebrerà il 7 aprile 2012 – sarà dedicata ai problemi di salute dei più anziani e ai rimedi che dovranno mettere in atto i sistemi sanitari nazionali. Questi ultimi dovranno stare ancora più attenti alle malattie degenerative e a quelle croniche. Inoltre si dovranno concentrare sempre più sulle cure palliative e su quelle domiciliari. La popolazione mondiale, che si aggira attorno ai 7 miliardi, potrebbe contare entro pochi decenni più vecchi che bambini. In Italia la terza età costituisce il 20% della popolazione: circa 12 milioni di persone hanno più di 65 anni, di cui il 18% è disabile e il 40% è affetto da almeno una malattia cronica. Tra le malattie oculari che colpiscono maggiormente gli anziani ricordiamo la cataratta, la degenerazione maculare legata all’età, la retinopatia diabetica e la retinopatia ipertensiva.

Fonti principali: WHO , Istat Notizia pubblicata il 28 ottobre 2011

Occhi più sani mantenendosi in forma

La misurazione della pressione oculare (tono) va eseguita periodicamente

La misurazione della pressione oculare (tono) va eseguita periodicamenteOcchi più sani mantenendosi in forma Uno studio correla uno stile di vita salutare alla riduzione dei rischi di glaucoma Occhi meno ‘in pressione’ se si è in forma. Secondo un recente studio scientifico più esercizio fisico avrebbe benefici a lungo termine sui valori della pressione oculare che, quando è troppo elevata, si associa al glaucoma, malattia che può danneggiare il nervo ottico. Lo studio – pubblicato su Ophthalmology & Visual Science – ha preso in considerazione 5.650 inglesi di età compresa tra i 48 e i 90 anni. I ricercatori hanno dimostrato che indicativamente, dopo 15 anni d’esercizio fisico, il rischio di pressione oculare elevata si riduce del 25% (prendendo in considerazione il valore della pressione di perfusione oculare). “Sembra – ha affermato Paul J. Foster dell’Istituto Oftalmologico londinese – che la pressione di perfusione oculare sia fortemente determinata dalla salute cardiaca. Anche se non possiamo esprimerci sulla causa esatta, c’è una sicura correlazione tra uno stile di vita sedentario e fattori che provocano un aumento del rischio di glaucoma ”. Secondo l’Oms i malati di glaucoma nel mondo sono 55 milioni e solo in Italia si stima che ce ne siano all’incirca un milione (circa la metà diagnosticati). Una diagnosi precoce è importante per iniziare eventuali cure – generalmente basate sull’instillazione di colliri specifici – che possono evitare danni irreparabili al nervo ottico. La malattia oculare, se non trattata, provoca la progressiva riduzione del campo visivo a partire dalla sua periferia (visione tubulare): è come si guardasse dentro un cannocchiale.

Fonte principale: Association for Research in Vision and Ophthalmology Notizia pubblicata il 26 ottobre 2011.

Ultima modifica: 16 novembre 2011.

Giovani meno miopi con l’aria aperta

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Secondo l’Università di Cambridge l’esposizione alla luce naturale riduce il rischio di vedere male da lontano

prato-alunni-400pixels.jpgAnche le migliori università del mondo possono confermare il classico buon senso della mamma. Trascorrere molto tempo all’aria aperta fa bene anche agli occhi: quando i bambini crescono alla luce naturale hanno minori probabilità di diventare miopi. Lo assicura l’Università di Cambridge, che ha analizzato i dati contenuti in otto studi precedenti (che hanno coinvolto 10.400 bambini e adolescenti).

Se la ricerca fa nuova luce

I ricercatori inglesi hanno concluso su Ophthalmology che la miopia si può, almeno in parte, prevenire con una “giusta” esposizione alla luce solare: per ogni ora in più trascorsa fuori casa settimanalmente la probabilità di essere colpiti dal comune vizio refrattivo si ridurrebbe di circa il 2%. I giovanissimi miopi trascorrono mediamente all’aperto circa due ore e tre quarti la settimana. Un tempo evidentemente considerato insufficiente. Tuttavia, altri studi sostengono che bastino 40 minuti d’esposizione giornalieri alla luce naturale in cui si faccia attività fisica (approfondisci). [[L’età media era di 6,6 anni. Il tasso di incidenza cumulativa a 3 anni di miopia è risultato del 30,4% nel gruppo che ha praticato uno stile di vita più sano contro il 39,5% del gruppo di controllo. Dopo 3 anni il valore si manteneva significativamente inferiore nel gruppo d’intervento rispetto all’altro]]

L’Università di Sidney, in Australia, era giunta a conclusioni analoghe (approfondisci). Tuttavia occorreranno ulteriori studi per capire quali fattori abbiano più peso tra l’allenare gli occhi a vedere da lontano, praticare l’esercizio fisico e beneficiare dell’esposizione alla luce naturale.

Fonti principali: Ophthalmology, AAO, Bbc

Pagina pubblicata il 25 ottobre 2011. Ultima modifica: 10 ottobre 2018

Un glaucoma senza danni visivi

Controllo della pressione oculare con tonometro

Controllo della pressione oculare (con tonometro)Un glaucoma senza danni visivi Misurare la pressione dell’occhio periodicamente è fondamentale per evitare cecità e ipovisione 7 ottobre 2011 – Occhio alla pressione… del tuo occhio! Sventare per tempo una significativa riduzione della vista si può: bisogna, ad esempio, misurare periodicamente il tono oculare perché si potrebbe presentare una malattia chiamata glaucoma . Infatti, se all’interno del bulbo si accumula troppo liquido (umor acqueo) la pressione diventa ‘insopportabile’ per una zona delicata come l’inizio del nervo ottico (testa): le cellule nervose possono morire progressivamente e, di conseguenza, il campo visivo si restringe. Insomma, un malato di glaucoma che non si cura, a uno stadio avanzato, vede in modo molto simile a ciò che si osserva all’interno di un cannocchiale: è la cosiddetta visione a tubo.Visione a tubo Il glaucoma, pur essendo una malattia trattabile (con colliri specifici o, in casi più gravi, con intervento chirurgico), deve essere individuato il più precocemente possibile. Infatti i danni al nervo ottico sono irreversibili e, dunque, vanno evitati per quanto possibile. Specialmente le persone con più di 40 è fondamentale che si controllino periodicamente, soprattutto se hanno altri casi di malattia oculare in famiglia. Il glaucoma è una delle principali cause di cecità nel mondo. Solo negli Stati Uniti viene considerato la seconda causa di cecità e la terza nel mondo (secondo l’Oms ci sono 55 milioni di malati). Referenza originale: “Risk factors for open angle glaucoma – analyses using logistic regression“ in Int. J. Medical Engineering and Informatics, 2011, 3, 203-222

Fonte principale: Inderscience Publishers

Occhio all’aspirina

Visione di malato di AMD (simulazione)

Visione di malato di AMD (simulazione)Occhio all’aspirina Gli anziani malati di AMD umida potrebbero soffrire di un peggioramento più rapido della vista 4 ottobre 2011Il nesso non è ancora stato dimostrato definitivamente, ma la notizia ha suscitato qualche preoccupazione. Anziani malati della forma più grave di una malattia retinica chiamata degenerazione maculare legata all’età (AMD umida o essudativa), che può provocare la perdita della vista centrale, avrebbero subito una più rapida riduzione delle capacità visive se assumevano quotidianamente l’aspirina (acido acetilsalicilico). Il farmaco viene di solito usato con frequenza al fine di fluidificare il sangue e prevenire problemi cardiocircolatori. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Ophthalmology, è stato condotto quasi su 4.700 persone con più di 65 anni in sette centri di ricerca sparsi per l’Europa (The European Eye Study). Solo per chi assumeva quotidianamente aspirina la riduzione visiva sarebbe stata tanto più veloce quanto più era grave l’AMD (nella sua forma a più rapida evoluzione). Tale risultato andrà però verificato effettuando ulteriori studi.

Fonte originale: Ophthalmology

Ultima modifica: 22 gennaio 2013

Oculisti a congresso

Oculisti a congresso Dall’occhio rosso alle malattie genetiche: se ne è discusso a Roma con l’Aimo 3 ottobre 2011 – Diagnostica e cura dell’ occhio rosso , terapie genetiche e nuovi trattamenti. Se ne è parlato in occasione del secondo Congresso dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo), “Nuovi sentieri in oftalmologia 2011“, che si è tenuto a Roma venerdì 30 settembre. Numerosi medici oculisti – tra cui si sono registrati nomi altisonanti di docenti universitari italiani – hanno aggiornato i partecipanti su vari temi, tra cui le novità della chirurgia oculare e i trattamenti contro il glaucoma. Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus Tra gli interventi non specialistici segnaliamo quello dell’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, il quale ha invitato tutti gli oculisti a curare maggiormente il lato umano della loro professione. Come dire: non di sola scienza vive l’uomo, ma è necessaria anche una migliore relazione tra medico e paziente. Specialmente quando le malattie o i traumi oculari sono incurabili, infatti, al cambiamento dello stile di vita dovuto al danno visivo in sé si va a sommare uno shock psicologico. Dunque i medici oculisti dovranno fare la massima attenzione alla modalità di comunicazione circa lo stato di salute delle persone soprattutto nei casi più gravi.

Fonte di riferimento: Aimo. Per consultare il programma del Congresso clicca qui .

Visioni cerebrali

Aree visive della corteccia cerebrale (Immagine: Università di Monaco)

Aree visive della corteccia cerebrale (Immagine: Università di Monaco)Visioni cerebrali Realizzato un ‘decoder’ che consentirebbe di codificare le esperienze visive di altre persone 28 settembre 2011 – Ciò che vediamo può essere potenzialmente ‘proiettato’ all’esterno e guardato da altri. I primi passi in questa direzione sono stati mossi da un’équipe di ricercatori giapponesi che ha ricostruito le esperienze visive di volontari misurandone l’attività cerebrale durante la visione di filmati. Per decodificare le immagini osservate – in questo caso scene di natura – è stata impiegata la risonanza magnetica funzionale per immagini ( fMRI ). Infatti tale tecnica consente di misurare l’afflusso sanguigno verso certe aree della corteccia cerebrale quantificando il consumo di ossigeno dei tessuti nervosi. Per analizzare l’attività della corteccia del cervello normalmente vengono scattate in sequenza una serie di immagini statiche (‘fotografie’) di aree specifiche. I ricercatori giapponesi, nel loro lavoro pubblicato su Current Biology , hanno presentato però un nuovo modello di codificazione, riuscendo a descrivere sia le rapide informazioni visive che la più lenta emodinamica cerebrale. Dopodiché è stato realizzato una sorta di decoder visivo cerebrale (detto bayesiano), che offrirebbe una ricostruzione notevolmente fedele dei filmati visionati. In conclusione, guardare nei ‘pensieri visivi’ altrui non sembra più essere appannaggio della fantascienza.

Fonte originale: Shinji Nishimoto, An T. Vu, Thomas Naselaris, Yuval Benjamini, Bin Yu, Jack L. Gallant, Reconstructing Visual Experiences from Brain Activity Evoked by Natural Movies, Current Biology , Available online 22 September 2011, ISSN 0960-9822, 10.1016/j.cub.2011.08.031.

Guardiamo alla prevenzione di diabete e obesità

Ministero della Salute

Ministero della SaluteGuardiamo alla prevenzione di diabete e obesità Convegno presso il Ministero della Salute, dove è stato presentato il decimo volume dei Quaderni Prestare più attenzione al diabete e al rischio di obesità. Questo è il messaggio di fondo del convegno organizzato a Roma dal Ministero della Salute il 27 settembre mattina, quando è stato presentato il decimo volume di una pubblicazione chiamata “Quaderni“. Il diabete e l’obesità, che affliggono sempre più spesso anche gli italiani, sono malattie largamente diffuse nella popolazione mondiale: le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che, entro il 2015, gli adulti in sovrappeso potranno essere circa 2,3 miliardi e gli obesi più di 700 milioni. Attualmente, invece, i diabetici nel mondo sono oltre 220 milioni; tra l’altro spesso soffrono di retinopatia diabetica o sono a rischio di contrarla. “Questo Quaderno – ha scritto il Dicastero – testimonia la piena consapevolezza del Ministero della Salute dell’enorme rilevanza del problema clinico e sociale e intende fornire gli elementi necessari a definire i criteri di appropriatezza per la prevenzione, la diagnosi e la cura di diabete e obesità, patologie croniche strettamente correlate tra loro”.

Fonti principali: Ministero della salute , Oms

Pagina pubblicata il 20 settembre 2011. Ultimo aggiornamento: 27 settembre.

UK, staminali embrionali contro la cecità

UK, staminali embrionali contro la cecità Verranno usate in pazienti affetti da una malattia genetica che colpisce la retina 26 settembre 2011 – Staminali embrionali per scongiurare la cecità. Le useranno medici oculisti britannici del prestigioso Moorfields Eye Hospital di Londra per tentare di rallentare la degenerazione della retina in pazienti che rischiano di perdere la visione centrale. Sono infatti tutti affetti dallo stadio avanzato di una malattia oculare genetica considerata oggi incurabile ( malattia di Stargardt ). Le cellule embrionali saranno iniettate sotto alla retina di 12 pazienti nel tentativo di rigenerare almeno parte del tessuto retinico che va distruggendosi: la speranza è che i giovani neuroni retinici crescano correttamente fino a integrarsi nel fine tessuto che capta le immagini. Mentre in Gran Bretagna l’uso delle staminali embrionali è ammesso a scopo terapeutico – anche se con certe limitazioni – in Italia la legislazione ne vieta l’impiego; per questo alcuni laboratori di ricerca stanno invece tentando la strada delle cellule staminali adulte (ad esempio l’ospedale S. Raffaele di Milano). Vedi: Cellule staminali .

Fonti: Moorfields Eye Hospital , Bbc .