Ottobre-Dicembre 2013

Il quarto numero del 2013 di “Oftalmologia Sociale” si focalizza sugli eventi legati alla Giornata mondiale della vista. In particolare, è stato pubblicato l’intervento che il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha tenuto il 10 ottobre 2013 presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato (Biblioteca G. Spadolini), a cui si aggiunge un discorso pronunciato dal Presidente del Senato Pietro Grasso nella medesima sede istituzionale. Il numero contiene non solo un’intervista al Sen. Lucio Romano (Componente della Commissione Igiene e Sanità) e allo stesso Ministro della Salute, ma anche l’intervento che il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon ha tenuto a New York in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla disabilità. Oltre a un articolo del Presidente della IAPB Italia onlus (“Apriamo le porte ai disabili”), non potevano mancare le news dall’Italia e dal mondo come aggiornamento a carattere oculistico e preventivo. Il numero si conclude col punto del Prof. Filippo Cruciani e collaboratori dell’Università Sapienza di Roma (con un articolo intitolato “Centri di educazione e riabilitazione visiva” in Italia) e con un lavoro scientifico diretto dalla prof.ssa Elena Pacella (“Trattamento dell’edema maculare diabetico persistente con corticosteroide). Sfoglia la rivista

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Oggi

Oggi (settimanale) “L’impegno di una Task Force per prevenire la cecità“ 23 ottobre 2013 pp. 118-119

Ue, in viaggio con più diritti di cura

Bandiere Ue

Ue, in viaggio con più diritti di cura Prevenzione, diagnosi e trattamenti saranno maggiormente accessibili nell’Europa a 28 Paesi. Il 25 ottobre è entrata in vigore la Direttiva Ue sulle cure transfrontaliere L’Unione europea strizza un occhio agli assistiti. Il 25 ottobre 2013 è entrata in vigore la Direttiva Ue per le cure transfrontaliere. Già lo scorso maggio la Commissione europea aveva sottolineato la necessità di tutelare al meglio la salute dei cittadini, che devonoTessera sanitaria italiana avere pieno accesso all’assistenza sanitaria e ai trattamenti medici: prevenzione, diagnosi e cura devono essere accessibili in tutta l’Unione europea , a prescindere dalla disponibilità economica, dalla nazionalità e dal sesso del richiedente. Questi principi devono essere applicati nei singoli Paesi dell’Unione, che attualmente conta 28 Paesi (la Croazia è entrata a farne parte il primo luglio 2013). In particolare i cittadini dell’Ue hanno il diritto di: 1) ricevere assistenza sanitaria quando si sta visitando un altro Paese dell’Unione europea (è importante avere sempre con sé la tessera sanitaria e verificare che sul verso compaia la dicitura “ tessera europea di assicurazione malattia ”): non c’è bisogno di tornare a casa per essere curati; 2) essere rimborsati per le spese sanitarie sostenute in un altro Paese europeo, ma solo “in certe circostanze e normalmente sino all’importo che verrebbe rimborsato nel proprio Paese per lo stesso trattamento” (l’eventuale differenza è a carico del cittadino); 3) ricevere informazioni sulla sicurezza e sugli standard di qualità dei Paesi europei. Nei diversi Stati membri deve essere attivato un numero telefonico nazionale per questo fine (ma al momento quasi tutti i Paesi Ue non hanno ancora provveduto). Si può, in linea di principio, scegliere in quale Paese dell’Unione europea farsi curare, ma ci sono casi in cui potrebbe essere necessaria un’autorizzazione preventiva. Restano comunque esclusi i trapianti e le terapie di lunga durata ; 4) essere curati da professionisti della salute qualificati in qualunque Paese Ue ; 5) ottenere una copia dei propri dati medici e dei trattamenti ricevuti, in modo tale da assicurare continuità terapeutica una volta rientrati nel proprio Paese; Operazione di cataratta 6) avere il riconoscimento della propria prescrizione medica in tutti i Paesi comunitari (a tal fine si potranno richiedere prescrizioni transfrontaliere valide in tutta Europa); 7) essere curati con medicinali sicuri ed efficaci; 8) essere messi in grado di riferire presunti effetti collaterali delle medicine; 9) essere curati con dispositivi medici sicuri (oltre che tecnologicamente avanzati); 10) beneficiare degli alti standard comuni per quanto riguarda trasfusioni di sangue, trapianti di organi, tessuti e cellule. L’Italia ha previsto uno stanziamento all’interno della Legge di Stabilità di 121 milioni di euro per il 2014. Il 3 dicembre 2013 il Consiglio dei Ministri – dietro proposta del Ministro della salute e del Ministro per gli affari europei – ha approvato il testo del decreto legislativo di recepimento della Direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera all’interno dell’Ue. Tuttavia occorre un ulteriore passaggio: “Il perfezionamento del decreto – scrive il Ministero della Salute – avverrà dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni Parlamentari“. Con l’entrata in vigore del provvedimento prenderà avvio l’attività del Punto di contatto nazionale per informazioni specifiche sull’assistenza transfrontaliera. Gli assistiti riceveranno sotto forma di rimborso lo stesso importo che avrebbero ricevuto nel loro Paese per lo stesso tipo di cure. Se il trattamento ricevuto all’estero è meno costoso che in patria, il rimborso equivarrà al prezzo effettivo del trattamento. In generale il paziente paga le cure che riceve ed è successivamente rimborsato dall’autorità nazionale nel più breve tempo possibile. Tuttavia, va detto che gli Stati membri hanno anche la possibilità di versare direttamente l’importo per l’assistenza sanitaria piuttosto che rimborsare le persone assistite. è possibile recarsi all’estero per ricevere cure se il trattamento non è disponibile nel proprio Paese, ma si ha diritto al rimborso solo se il trattamento rientra nell’offerta di assistenza sanitaria cui si ha diritto nel proprio Stato di origine. Si ha, in ogni caso, diritto a ricevere una copia della cartella clinica dal Paese di origine prima di sottoporsi a cure in un altro Stato membro e dal prestatore di assistenza sanitaria nel paese di cura prima di rientrare in patria. Va detto che le autorità nazionali possono introdurre un sistema di “autorizzazione preventiva” per le cure mediche somministrate in un altro Stato membro in tre casi: a) per le cure che comportano un ricovero ospedaliero di almeno una notte; b) per un’assistenza sanitaria altamente specializzata e costosa; c) in casi gravi e specifici correlati alla qualità o alla sicurezza dell’assistenza erogata.

Link utili: i) Direttiva per agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro ; ii) Direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera nell’Unione europea ; iii) Cure transfrontaliere: domande e risposte dell’Unione europea <<<

Fonti: Commissione Europea, Euractiv , Ministero della Salute, Cittadinanzattiva

Pagina pubblicata il 25 ottobre 2013. Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2013.

Insieme Contro Il Diabete

Unità mobile oftalmica della IAPB Italia onlus per il controllo della retinopatia diabetica (Roma, 29 maggio-1 giugno 2013)

UICI Days-Molise

UICI Days in Molise Dal 21 al 26 ottobre si sono tenuti seminari, eventi sportivi e percorsi sensoriali per vivere il mondo della cecità Le malattie che colpiscono la retina al centro di un seminario che si è tenuto il 23 ottobre in Molise ( presso la Sala conferenze dell’Ospedale Vietri di Larino ). L’appuntamento è stato organizzato dalla sezione molisana dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti in collaborazione con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. L’iniziativa si è svolta nell’ambito dei UICI Days (dal 21 al 26 ottobre 2013 a Campobasso, Termoli, Larino e Isernia): sei giorni di eventi in Molise che sono serviti per avvicinarsi al mondo della cecità e viverlo da in prima persona. Questa prima edizione ha inteso sensibilizzare i cittadini, mirando alla costruzione di una società inclusiva capace di valorizzare le differenze, superare positivamente gli impedimenti e riconoscere una piena integrazione di tutti. Occorre, infatti, sottolineare l’importanza di una società plurale, aperta, inclusiva e integrata. Tutti devono poter valorizzare le proprie competenze e il proprio sapere in un prospettiva solidaristica, inclusi coloro che sono privi della vista, il senso che in assoluto ci fornisce più informazioni sul mondo circostante. La settimana promossa dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti del Molise si è aperta il 21 ottobre 2013 presso l’Assessorato regionale alle Politiche sociali. Giovedì 24 pomeriggio si è svolto, in particolare, l’evento “abilità dei sensi: giochi e percorsi sensoriali al buio” per avvicinare i vedenti al mondo dei ciechi. Vedi il programma di UICI Days

Fonti: UICI, Regione Molise

Pagina pubblicata il 22 ottobre 2013. Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2013

Miopia, mettiamo a fuoco le cause

L'occhio miope mette male a fuoco gli oggetti lontani, che arrivano sfocati sulla retina

L'occhio miope mette male a fuoco gli oggetti lontani, che arrivano sfocati sulla retinaMiopia, mettiamo a fuoco le cause Oltre ai fattori genetici conta anche lo stile di vita e, in particolare, quante ore si trascorrono all’aperto 21 ottobre 2013 – Cambia epoca, si scoprono nuove cause. Un tempo un lavoro oculare eccessivo da vicino non era considerato uno dei tanti fattori potenzialmente associati alla miopia, mentre oggi persino una carenza di attività all’aperto viene ritenuta, almeno da alcuni oculisti, una delle sue possibili cause (oltre ai tradizionali fattori genetici, ad esempio i genitori miopi). A questa conclusione sono pervenuti ricercatori di Taiwan con uno studio condotto su oltre cinquemila giovani dai 18 ai 24 anni, contribuendo a mettere a fuoco i fattori legati al comune vizio refrattivo. Nella città del Sud-Est asiatico la prevalenza della miopia è molto elevata: tra i giovani maggiorenni è pari all’86,1% (-3,66 diottrie in media). Senza considerare che, col passare degli anni, tende ad aumentare. Un tempo eccessivo trascorso a leggere o, comunque, a guardare da vicino (schermo compreso) potrebbe peggiorare, secondo lo studio taiwanese, la visione da lontano, probabilmente perché si rinuncia a più sane attività all’aperto: un bulbo oculare allungato provoca la sfocatura delle immagini, poiché il fuoco cade davanti alla retina invece che sopra di essa. “Non per questo bisogna sconsigliare la lettura: leggere impegna anche il cervello (non solo nella visione, ma anche nella ricostruzione e comprensione del senso delle frasi). é la lettura senza una giusta correzione ottica e in condizioni di luminosità non ottimali – precisa Silvia, medico oculista del Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva – a creare maggiore sforzo visivo che, alla lunga, può comportare un peggioramento visivo. Viceversa la lettura può essere persino utile nella riabilitazione visiva. Anche il computer, usato in maniera corretta, non crea problemi: bisogna fare della pause, non avere riflessi fastidiosi sullo schermo, mantenere una postura corretta e, naturalmente, utilizzare una correzione ottica (ad esempio occhiali) quando necessaria“ ( vedi Come usare i videoterminali). Secondo precedenti ricerche i bambini che trascorrono più tempo al sole e all’aria aperta, possibilmente praticando sport, tendono ad essere meno miopi (si evita un allungamento eccessivo dell’occhio perché si produce più dopamina). Insomma, questo difetto visivo può essere considerato prevenibile almeno in qualche misura, sebbene la sua causa principale sia di origine genetica. Vedi anche: “Più vita all’aperto per prevenire la miopia

Fonte: Invest. Ophthalm. Vis. Sci.

Ultima modifica: 12 maggio 2015

La prevenzione della cecità a convegno in Calabria

cieco con accompagnatore. In molti casi la cecità è prevenibile

cieco con accompagnatore. In molti casi la cecità è prevenibile La prevenzione della cecità in Calabria Il 19 ottobre a Reggio si è svolto un convegno sulle azioni e le prospettive per contrastare la disabilità visiva Il problema della perdita della vista è stato affrontato non solo dal punto politico, medico e giuridico, ma anche sociale: è ciò che è avvenuto sabato 19 ottobre 2013 a Reggio Calabria ( presso Palazzo Campanella, nell’Auditorium del Consiglio Regionale calabrese ), dove si è tenuto il Convegno intitolato “Azioni e prospettive per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva in Calabria”. Si è trattato di una tavola rotonda di studio e proposta promossa dal Consiglio Regionale Calabrese dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e dal Comitato Calabrese dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Tra le persone invitate ricordiamo l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus, il Prof. Giovanni Scorcia, ordinario dell’Università di Catanzaro, il Prof. Filippo Cruciani, Direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università “Sapienza” di Roma e l’avv. Giorgio Rognetta, consulente giuridico dell’Unione. Oltre alle autorità politiche regionali e provinciali hanno partecipato i dirigenti nazionali e regionali dell’UICI, a partire dalla Presidente Regionale della Calabria Annamaria Palummo. “Un’occasione privilegiata, in ultima analisi, per prendere coscienza, tersamente, in merito alla dimensione della cecità e dell’ipovisione, ponendo con forza l’accento – ha sottolineato Palummo – sul carattere fondamentale di quelle pratiche e quelle dinamiche specifiche, tramite le quali è possibile evitare, o, quanto meno, adeguatamente trattare, fin dai primi giorni di vita, quello che tante nostre sorelle e tanti nostri fratelli, ciechi ed ipovedenti, tutti i giorni, fugano, ossia il fatto di vivere nel buio e il fatto di non avere avuto delle reali possibilità per prevenire malattie di estrema gravità. Una reale possibilità che, oggi come ieri, forse ancora più di ieri, trova viatico nella condivisa sensibilità”. Il buio non è infatti solo quello degli occhi dei ciechi, ma soprattutto drammaticamente il “buio dell’indifferenza, della crepuscolare superficialità e dell’ombrosa approssimazione attraverso cui la società delle immagini e dell’apparenza si relaziona con coloro i quali sono esclusi dalla ‘visione’ abbagliante di modelli valoriali e stereotipi comportamentali ottenebranti lo sguardo collettivo verso tutte quelle problematiche, di carattere sociale, che una matura collettività, fondata sulla solidarietà e sulla sussidiarietà, dovrebbe coraggiosamente – ha concluso la Presidente dell’UICI Calabria – affrontare e proficuamente risolvere”.

Fonte principale: UICI Calabria

Pagina pubblicata il 21 ottobre 2013

Prevenzione della cecità e riabilitazione visiva, relazione al Parlamento

Ministero della Salute (Sede di Roma Eur)

Ministero della Salute (Sede di Roma Eur) Prevenzione della cecità e riabilitazione visiva, relazione al Parlamento Nel documento annuale del Ministero della Salute apprezzato l’operato della IAPB Italia onlus e del Polo Nazionale: garantiscono il diritto alla tutela della vista 18 ottobre 2013 – Una conferma della capacità del Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva e della IAPB Italia onlus di intraprendere efficaci programmi per garantire il diritto alla tutela della vista , interagendo proficuamente sia con le istituzioni nazionali che internazionali. È questo, in sintesi, il parere espresso dal Ministero della Salute, che lo scorso 4 ottobre ha inviato alla Camera e al Senato la Relazione sullo “stato d’attuazione delle politiche inerenti la prevenzione della cecità, educazione e riabilitazione visiva” (relativo al 2012).Riabilitazione di ipovedente Tale documento viene inviato annualmente all’Aula: contiene una descrizione di tutte le attività svolte l’anno precedente non solo dalla IAPB Italia onlus, ma anche dalle Regioni e dallo stesso Ministero della Salute. “Altro dato che è emerso dall’analisi – scrive il Dicastero – è che a distanza di 16 anni dall’approvazione della Legge 284/97, esiste ancora, a livello nazionale, una forte disomogeneità riguardo il numero e tipologia dei centri di riabilitazione visiva, le prestazioni effettuate ed il personale presente nei centri”. I centri pediatrici per la riabilitazione visiva sono ancora concentrati nel Nord Italia, mentre secondo il Ministero della Salute la nota dolente è una sostanziale carenza di strutture di questo tipo nel Centro-Sud. Infine, si pone lo spinoso problema della fortissima riduzione dei fondi per le Regioni (pari a circa 194mila euro per tutto il 2013, indicativamente un decimo della cifra precedentemente stanziata, un importo irrisorio per l’assistenza). “Il taglio delle risorse – spiegano dal Ministero della Salute – impatterà quindi negativamente sull’intero territorio nazionale, sulle prestazioni erogate e sui servizi offerti ai disabili visivi, contrastando gli effetti delle azioni di governo centrale”. Come a dire che rischiano di essere compromesse una serie di azioni di lotta all’ipovisione e alla cecità.

Link utile: Relazione al Parlamento sullo stato d’attuazione delle politiche inerenti la prevenzione della cecità, educazione e riabilitazione visiva

Fonti: Ministero della Salute, Il Sole 24 Ore-Sanità

Più sport contro il diabete

Più sport contro il diabete Si possono prevenire i danni alla salute retinica della malattia da eccesso di zuccheri 17 ottobre 2013 – La battaglia contro il diabete passa anche attraverso l’esercizio fisico abituale: consente di controllare il livello di zuccheri nel sangue e migliora il benessere nelle persone colpite dalla forma meno grave della malattia (diabete di tipo 2). Quest’ultima è controllabile con un corretto stile di vita, a partire dalla dieta, ed eventualmente con farmaci specifici (ipoglicemizzanti). Indicativamente vanno incontro a problemi oculari alla retina tre persone su quattro colpite dalla forma meno grave di diabete e nove su dieci affette, invece dalla forma più grave (diabete di tipo 1, che richiede somministrazione d’insulina). Secondo altre

Fonti la retinopatia diabetica colpisce due diabetici su tre dopo vent’anni di malattia. Fondo oculare di diabetico In Italia, secondo dati Istat aggiornati, è diabetico il 5,5% della popolazione ovvero oltre tre milioni di persone. Nel nostro Paese e nelle altre nazioni industrializzate la retinopatia diabetica è la prima causa di cecità in età lavorativa . Secondo l’Oms i diabetici sono complessivamente 347 milioni nel mondo. I danni causati dal diabete sia alla retina che ad altre parti del corpo (reni, apparato cardiocircolatorio, nervi periferici, arti) sono generalmente evitabili controllando periodicamente la glicemia (concentrazione di zuccheri nel sangue) e sottoponendosi a controlli oculistici periodici.

Leggi anche: Opuscolo sul diabete

Fonte principale: Diabetologia Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2013

TG-R

TG-R Rai

TG-R Rai Giornata mondiale della vista con la IAPB, l’OMS e l’UICI TG-R Rai-Molise 10 ottobre 2013, edizione delle 19.30 (servizio a 16’10”) TG-R Rai-Calabria Buongiorno Regione, 10 ottobre 2013 (servizio a 17’15”)