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Mettiamo a fuoco la glicemia

Il 14 novembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Diabete: dopo le iniziative gratuite negli ospedali, si sono tenute nelle farmacie fino al 18 novembre

retinopatia_diabetica-fundus_oculi-photospip367f558656488f45ae4fff4cc9a24ebb.jpgTroppi zuccheri danneggiano i nostri occhi: per questo è importante controllare periodicamente la loro concentrazione nel sangue (glicemia). Un’occasione per farlo sono la Giornata Mondiale del Diabete, che si è celebrata il 14 novembre, e giorni successivi. Dopo le iniziative gratuite che si sono tenute in una serie di ospedali, la campagna è continuata in molte farmacie.

Si stima attualmente che in Italia in un caso su tre il diabete non sia diagnosticato e comunque secondo dati Istat nel nostro Paese vivono circa 3,2 milioni di diabetici (5,3% della popolazione). Non solo questa malattia cronica può causare danni retinici (retinopatia diabetica), ma anche problemi alla circolazione periferica (in particolare il “piede diabetico”), al cuore, al cervello (maggiore rischio d’ictus), ai reni, ridotta sensibilità ai nervi periferici, ecc.

I promotori e gli appuntamenti

La campagna è stata promossa da Diabete Italia onlus – con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani (OSDI) e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – e, tra l’altro, ha ricevuto il patrocinio dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, che ha fornito anche gli opuscoli sulla retinopatia diabetica in distribuzione.

Nelle farmacie aderenti si è potuto, fino al 18 novembre, misurare gratuitamente la glicemia.

Occhio anche alla pressione alta

Inoltre la Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) avverte:

Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta: normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è una appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta.

Cos’è avvenuto al Gemelli

open_day_diabete-14-novembre_-2018-gemelli-400_pix-1.jpgL’Associazione dei pazienti diabetici [[con gli studenti in Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Segretariato italiano studenti in Medicina]], assieme agli specialisti diabetologi della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli e della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, ha promosso – mercoledì 14 novembre – la quinta edizione dell’evento di sensibilizzazione “Prevenire è meglio che curare” nella hall del celebre ospedale romano.

Studenti e volontari con diabete hanno invitato utenti e visitatori e li hanno assistiti nella compilazione di un questionario per stimare la probabilità di andare incontro a diagnosi di diabete mellito di tipo 2 entro 10 anni, valutando i principali fattori di rischio: eccesso di peso, stile di vita e familiarità (altri casi di diabete tra i parenti).

“Complessivamente – scrive il Gemelli – l’iniziativa ha avuto un esito più che positivo con 572 screening con glicemia, 7 casi di prediabete, 2 casi probabili neodiagnosi di diabete naturalmente da confermare con analisi di laboratorio,17 i casi di diabete scompensato, individuati grazie alla misurazione della emoglobina glicosilata, inviati con urgenza a visita diabetologica”.

Scarica il Manifesto di Diabete Italia onlus

Fonti principali: Diabete Italia onlus, SIIA, Policlinico A. Gemelli

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