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Covid e miopia

Il confinamento in casa aumenta l’incidenza della miopia tra i bambini

Uno studio internazionale pubblicato su Jama Ophthalmology ha messo in luce i cambiamenti nella rifrazione oculare dei bambini in età scolare, con un aumento della miopia dopo il confinamento in casa dovuto al Covid-19.

Secondo un recente studio internazionale, guidato dal Dipartimento di Oftalmologia dell’Università Emory di Atlanta, il confinamento domestico provocato dall’attuale contesto di diffusione del coronavirus è associato ad un aumento dell’incidenza della miopia tra i bambini[1].

Questo studio trasversale ha incluso 194.904 test di foto screening su 123.535 bambini di età compresa tra 6 e 8 anni. Quello che i ricercatori hanno rilevato è un sostanziale scostamento verso una maggiore incidenza della miopia (-0,3 diottrie) dopo il confinamento domiciliare obbligato dal Covid-19. Rispetto ai 5 anni precedenti, la prevalenza della miopia è significativamente aumentata, passando da 1,4 a 3 volte nel 2020.

Secondo i ricercatori, la riduzione delle attività all’aria aperta e il progressivo aumento del tempo trascorso in casa davanti a schermi televisivi, pc, tablet e smartphone sono i fattori che più hanno inciso sull’incidenza di questo di vizio di refrazione tra i bambini. Rispetto ai più grandi, infatti, nei più piccoli (6-8 anni) la rifrazione ottica risulta maggiormente sensibile ai cambiamenti ambientali, considerata anche l’importanza che questo periodo riveste nello sviluppo del sistema visivo e nell’eventuale manifestazione di questo difetto.

Una correlazione già evidenziata in numerosi rapporti di ricerca, a partire dalle linee guida dell’OMS  

su attività fisica e comportamento dei bambini di età inferiore a 5 anni e dalle raccomandazioni specifiche per la salute e il sano sviluppo dell’apparato visivo del bambino dell’American Academy of Ophthalmology. Un sistema visivo che, in particolare per i più piccoli, va protetto dalla luce blu-viola emessa dai dispositivi digitali, capace di  “comportare una degenerazione del sistema visivo in età più precoce”, come sottolineato dal Prof. Francesco Bandello, Presidente del Comitato Scientifico di IAPB Italia Onlus.

Un’ulteriore conferma, da prendere sempre in più considerazione, dell’associazione tra il confinamento in casa e il continuo sforzo di accomodazione dell’apparato visivo: “L’occhio umano  – ha evidenziato il Prof. Filippo Cruciani, Referente Scientifico di Iapb Italia Onlus – è programmato per la visione da lontano, cioè per lo sguardo all’infinito che garantisce una messa a fuoco spontanea, mentre la visione da vicino richiede un processo attivo di accomodazione, con dispendio di energia e facile affaticamento”.  


[1] J. Wang et al., Progression of Myopia in School-Aged Children After COVID-19 Home Confinement, in “Jama Ophthalmology”, Gennaio 2021.

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