La retinopatia del prematuro è una delle principali cause di cecità infantile prevenibile. Colpisce soprattutto i neonati molto prematuri e può, nelle forme più gravi, compromettere seriamente la vista. Per questo la diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono fondamentali.
Che cos’è e chi è a rischio
La retinopatia del prematuro (ROP) interessa lo sviluppo dei vasi sanguigni della retina nei bambini nati prima del termine. La nascita prematura interrompe la normale vascolarizzazione della retina, ancora in fase di sviluppo, e in alcuni casi può favorire la crescita anomala dei vasi. Nelle forme più lievi la malattia può regredire spontaneamente, mentre nei casi più gravi può provocare il distacco della retina e la cecità.
Il rischio è maggiore quanto più il bambino nasce prematuramente e quanto più basso è il peso alla nascita. Per questo lo screening viene rivolto soprattutto ai neonati con peso molto basso o con un’età gestazionale particolarmente ridotta. I criteri variano a seconda dei protocolli adottati nei diversi Paesi.
Diagnosi e tele-screening
Per valutare la ROP gli specialisti considerano principalmente la zona della retina interessata, lo stadio della malattia e la presenza della Plus disease, indicatore dell’attività della patologia. La classificazione internazionale ICROP 3 (International Classification of Retinopathy of Prematurity, Third Edition) ha inoltre contribuito a rendere più precisa la valutazione delle alterazioni vascolari e a riconoscere le forme aggressive, che possono progredire rapidamente.
In questo percorso può avere un ruolo importante il tele-screening. Le immagini della retina possono essere acquisite con apparecchiature dedicate e valutate a distanza da specialisti esperti, permettendo di raggiungere strutture che non dispongono di un oftalmologo specializzato in ROP. Restano però necessari apparecchi adeguati, personale formato e un sistema che garantisca controlli e trattamenti successivi.
Le possibilità di trattamento della retinopatia nel prematuro
Non tutte le forme di ROP richiedono un trattamento: in molti casi è sufficiente un attento monitoraggio del fondo oculare. Quando invece la malattia presenta caratteristiche associate a un rischio elevato di progressione, è possibile intervenire principalmente con fotocoagulazione laser della parte di retina interessata o con terapie iniettive con farmaci che inibiscono la crescita dei vasi anomali..
Itrattamento richiede personale specializzato e dipende dalla localizzazione e dalla gravità della malattia e dalle condizioni generali del bambino..
Qualunque sia la terapia utilizzata, il follow-up rimane essenziale. Dopo il trattamento è necessario controllare la retina nel tempo per verificare la risposta e individuare l’eventuale progressione della malattia.
L’obiettivo: intervenire prima del danno irreversibile
Le strategie oggi disponibili permettono di individuare e trattare la retinopatia del prematuro in una fase in cui è ancora possibile preservare la vista. Screening mirato, tele-screening e nuove possibilità terapeutiche hanno ampliato gli strumenti a disposizione degli specialisti, ma resta fondamentale garantire ai neonati a rischio diagnosi tempestiva e controlli adeguati nel tempo.