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Cataratta: una persona su due che rischia la cecità non ha ancora accesso all’intervento 

La cataratta è una delle principali cause di perdita della vista nel mondo e rappresenta una sfida importante per la salute pubblica, nonostante esista un trattamento in grado di ripristinare la capacità visiva. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento del numero di persone colpite, cresce anche la necessità di garantire l’accesso alle cure.  

Tuttavia, la possibilità di sottoporsi all’intervento non è distribuita in modo uniforme e milioni di persone continuano a convivere con una perdita della vista che, in molti casi, potrebbe essere evitata. 

Un intervento efficace che non è ancora accessibile a tutti 

A fotografare questa situazione è un nuovo studio, ripreso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui quasi una persona su due tra quelle che necessitano di un intervento per una cataratta che può portare alla cecità non riesce ancora ad accedervi.  

La cataratta, che consiste nell’opacizzazione del cristallino e provoca un progressivo offuscamento della vista, interessa oltre 94 milioni di persone nel mondo. Eppure, il suo trattamento può essere relativamente semplice: l’intervento di cataratta dura circa 15 minuti e può consentire un recupero della vista immediato e duraturo.  

Negli ultimi vent’anni la copertura globale degli interventi è aumentata di circa il 15%, ma la crescita non è stata sufficiente a tenere il passo con l’aumento dei casi e con l’invecchiamento della popolazione. 

Un divario che riguarda soprattutto le aree più svantaggiate 

La difficoltà di accesso alle cure varia però significativamente tra le diverse aree del mondo. Lo studio ha analizzato stime relative a 68 Paesi e ha evidenziato il divario più ampio nella Regione africana, dove circa tre persone su quattro tra quelle che necessitano di un intervento di cataratta non ricevono il trattamento. Anche il genere rappresenta un elemento di disuguaglianza: in tutte le regioni le donne registrano un accesso alle cure inferiore rispetto agli uomini.  

Alla base di queste differenze ci sono diversi ostacoli, tra cui la carenza e la distribuzione non uniforme degli specialisti, i costi a carico dei pazienti, i lunghi tempi di attesa e una limitata consapevolezza della possibilità di sottoporsi all’intervento

Accelerare l’accesso alla chirurgia per ridurre la cecità evitabile 

Secondo l’OMS, colmare questo divario è possibile attraverso un rafforzamento dei servizi di assistenza oculistica, a partire dall’integrazione degli screening e delle visite oculistiche nelle cure primarie, dagli investimenti nelle strutture chirurgiche e dal potenziamento del personale specializzato, soprattutto nelle aree rurali e meno servite.  

L’obiettivo globale fissato dall’Assemblea mondiale della sanità prevede un aumento del 30% della copertura effettiva della chirurgia della cataratta entro il 2030. Le attuali proiezioni, però, indicano una crescita di appena l’8,4% nel corso di questo decennio, rendendo necessario accelerare gli interventi.  

Garantire un accesso più equo alla chirurgia della cataratta significa quindi non solo curare una patologia dell’occhio, ma intervenire su una delle cause di cecità evitabile più diffuse al mondo. 

Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 

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