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Vermetto responsabile della oncocercosi

Oms: sconfiggere la cecità dei fiumi è possibile

Vermetto responsabile della oncocercosiOms: sconfiggere la cecità dei fiumi è possibile Uno studio condotto in Mali e Senegal dimostra il successo di un trattamento farmacologico 21 luglio 2009 - La cecità dei fiumi può essere trattata con successo: una vittoria sull'oncocercosi è stata registrata in Mali e in Senegal, dove pertanto sono stati sospesi i trattamenti farmacologici a base di ivermectina (un antielmitico). Lo ha reso noto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), citando uno studio internazionale pubblicato sulla rivista PLoS, a cui hanno lavorato autorità sanitarie pubbliche e universitarie di quattro Paesi (oltre ai due citati anche Francia e Burkina Faso). Secondo l'Oms ben 37 milioni di persone sono infette: frequentemente vivono in zone povere e rurali dell'Africa (99% dei casi mondiali). La malattia colpisce anche gli occhi a causa di un parassita - indicato col nome latino di Onchocerca volvulus - che vive presso i fiumi: una volta penetrato nell'organismo si può moltiplicare, con gravi danni per la salute. Il trattamento con ivermectina si è dimostrato in grado di bloccare l'azione del vermetto Africabiancastro uccidendone le larve; il parassita arriva fin dentro l'occhio, posizionandosi vicino alla pupilla. Dunque, se non curata, l'oncocercosi causa cecità e una grave malattia dermatologica debilitante. Il primo segno della patologia è un'uveite, un'infiammazione che in questo caso colpisce la parte anteriore dell'occhio. Il parassita può essere individuato all'esame con lampada a fessura (che emette una fascio verticale di luce). Con l'andare del tempo l'infiammazione intraoculare progredisce, aggravata da fenomeni di cicatrizzazione. “Questa ricerca è un risultato storico: ha implicazioni molto ampie per la battaglia contro la malattia. Prima di questo studio – ha affermato Uche Amazigo, direttore del programma africano per il controllo dell'oncocercosi (Apoc) – non sapevamo se saremmo stati in grado di smettere il trattamento”. Si stima che siano state curate con ivermectina 60 milioni di persone in 26 Stati africani (2008).

Fonti: Oms, PLoS Neglected Tropical Diseases.

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