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Pipistrello (pteropus poliocephalus)

Occhi di pipistrello

Pipistrello (pteropus poliocephalus)Occhi di pipistrelloLa retina dei volatili notturni
possiede i coni, che consentono la visione diurna e la visione dei colori

30 luglio 2009 - I misteri della vista del
pipistrello sono stati, almeno in parte, liberati dall'oscurità. Il volatile
possiede non solo i bastoncelli (fotorecettori retinici per la visione
crepuscolare e notturna), ma anche i coni (per la visione diurna e dei colori).
Dunque, il suo orientamento può essere basato non solamente sull'impiego del sonar naturale,
ma anche su una visione paragonabile a quella degli altri mammiferi, in condizioni
di luce migliori di quanto ritenuto in precedenza.

Come hanno sottolineato i ricercatori del Max Planck
Institute di Francoforte e quelli Bat, il pipistrellino miope, mascotte della campagna Apri gli occhi della IAPB Italia onlusdell'Università di Oldenburg - che hanno
pubblicato uno studio sulla rivista PLoS One - la visione dei volatili è importante
per sfuggire ai predatori e per cibarsi di insetti. Dunque, il mito del
pipistrello quasi cieco non è fondato.

Grazie a uno strumento che consente di rilevare l'attività
elettrica retinica (elettroretinografo), è stata scoperta una maggiore
sensibilità ai raggi ultravioletti - a noi invisibili - quando l'ambiente è
illuminato. Bisogna, tuttavia, distinguere le caratteristiche dei pipistrelli
della frutta (megachirotteri) da
quelli comuni (microchirotteri). I
primi non sfruttano l'eco emesso ma si affidano solo ai propri occhi che,
ovviamente, sono più sviluppati. I ricercatori hanno quindi concluso che gli occhi del
pipistrello si sono adattati sia alla luce diurna che a quella ultravioletta;
in que
st'ultimo caso traggono vantaggio dal fatto che, grazie ad
essa, riescono a individuare il nettare dei fiori (di cui a volte si nutrono).

Referenza
originale: "Bat Eyes Have
Ultraviolet-Sensitive Cone Photoreceptors
"
, di Mùller B, Glíĺő_smann M, Peichl L, Knop
GC,
Hagemann C, et al. (2009), PLoS ONE 4(7): e6390.
doi:10.1371/journal.pone.0006390

Fonte: PLoS
ONE



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