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Occhi da geco

Il geco dallelmetto (sulla destra) ha occhi con caratteristiche straordinarie: vede a colori anche di notte e riesce a mettere a fuoco simultaneamente oggetti posti a distanze diverseOcchi da geco
In futuro le lenti a contatto potrebbero ispirarsi al sistema ottico del rettile


11 maggio 2009 – Si muove con agilità sulle pareti verticali e ha una vista sensibilissima anche di notte. Non parliamo di un supereroe, ma del più modesto geco, il rettile che probabilmente suscita più simpatia. però in questo caso non si tratta della specie che vive nelle nostre città, bensì di quella che popola i deserti dell’Africa Nord-Occidentale: è lo straordinario geco dall’elmetto (Tarentola chazaliae), che potrà essere d’aiuto per mettere a punto lenti a contatto multifocali e macchine fotografiche di nuova generazione.

Questa volta gli scienziati non si sono concentrati sulle ventose delle zampette che gli consentono di arrampicarsi su superfici a novanta gradi, ma su come funzionano i suoi occhi: la sua visione è cromatica anche con pochissima luce e riesce a mettere a fuoco contemporaneamente oggetti posti a distanze diverse. Dunque, gli scienziati vorrebbero ispirarsi alle sue caratteristiche per progettare un nuovo tipo di lenti a contatto utili anche per i presbiti. Si tratta di lenti che hanno un diverso potere refrattivo (diversa capacità di messa a fuoco) distribuito in anelli concentrici: nel geco dall’elmetto la differenza tra gli anelli è di 15 diottrie.

A dispetto delle sue piccole dimensioni, il sistema ottico del piccolo rettile del deserto ha grandi prestazioni: la sua retina è 350 volte più sensibile ai colori rispetto a quella degli esseri umani. Le differenze cromatiche vengono percepite grazie a cellule fotorecettrici chiamate coni, che negli esseri umani si concentrano nella parte centrale della retina (in una zona detta macula), consentendo la visione frontale. Esistono tre tipi i colori fondamentali corrispondono ad altrettanti tipi di coni retinici: in combinazione consentono di ottenere tutti gli altri colori, tra cui il biancodiversi di coni: uno per il blu, il secondo per il verde e il terzo per il rosso, coi quali riusciamo a percepire tutti i colori. Il bianco, ad esempio, richiede l’attivazione di tutti e tre i tipi di coni. Gli uomini, inoltre, possiedono anche i bastoncelli, che vengono utilizzati soprattutto per la visione periferica e quando c’è poca luce (e le immagini si scolorano). Sono sensibili al movimento, ma danno origine a un’immagine meno nitida.

“Siamo interessati ai gechi perché, al pari degli altri rettili, sulla retina hanno solo i coni – ha affermato Lina Roth, responsabile del progetto di ricerca della Lund University (Svezia) -. Grazie alle conoscenze che ricaviamo dagli occhi dei gechi potremmo essere capaci di sviluppare macchine fotografiche migliori e forse utili lenti a contatto multifocali”.

Referenza originale: Roth, L. S. V., Lundstríĺő_m, L., Kelber, A., Kríĺő_ger, R. H. H., & Unsbo, P. (2009). The pupils and optical systems of gecko eyes.Journal of Vision,9(3):27, 1-11,http://journalofvision.org/9/3/27/,doi:10.1167/9.3.27.

Fonti: Association for Research in Vision and Ophthalmology, Journal of Vision.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali non festivi, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.

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