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Nuova tecnica chirurgica contro il glaucoma

Nuova tecnica chirurgica contro il glaucoma Slitta a febbraio l’inizio della sperimentazione a Pisa: si ridurrà la pressione oculare entrando nel bulbo anteriormente, come si fa con la cataratta 18 gennaio 2010 – Dura dai 15 ai 30 minuti, è meno invasiva, riduce le complicazioni e i tempi di degenza: è una nuova tecnica per operare il glaucoma, a cui si potrà ricorrere quando la malattia oculare non sarà più trattabile con i colliri per abbassare la pressione dell’occhio e nel caso in cui la tecnica tradizionale non abbia avuto successo. Almeno se avrà buon esito la sperimentazione a Pisa, presso l’ospedale di Cisanello, alla Clinica oculistica universitaria (diretta dal prof. Marco Nardi): l’inizio delle operazioni è previsto a febbraio (in un primo tempo erano previste a gennaio). La tecnica attuale più utilizzata, la trabeculectomia, deve essere considerata sempre valida; ma, se saranno confermate le aspettative, la nuova tecnica potrebbe rappresentare un’alternativa efficace per ridurre la pressione interna dell’occhio: quando è eccessiva causa la perdita progressiva della visione a partire dalla periferia del campo visivo – in seguito aVisione tubulare caratteristica di un glaucoma avanzato danni al nervo ottico –, che può culminare nell’ipovisione e nella cecità. Se tale intervento avrà fallito nel lungo periodo, si potrà procedere, quindi, al nuovo tipo di operazione chirurgica. Con la nuova tecnica sperimentale l’oculista non interviene più dall’esterno dell’occhio – incidendo la congiuntiva e la sclera –, bensì dall’interno: entra nel bulbo attraverso la superficie trasparente dell’occhio posta davanti all’iride (cornea), passando per la camera anteriore, praticando un taglio simile a quello delle operazioni di cataratta. Dopodiché viene inserito un piccolo tubicino d’acciaio, che assicura il deflusso dell’umor acqueo, che viene poi riassorbito dai tessuti. Anche l’efficacia dell’intervento deve essere ancora dimostrata, tra i suoi vantaggi c’è quello dell’eliminazione delle cicatrici che si possono formare con la tecnica tradizionale. Nota: Si crea un passaggio al deflusso dell’umor acqueo forando la sclera (il bianco dell’occhio). Infatti, facilitando l’uscita del liquido la pressione intraoculare diminuisce di conseguenza.

Fonti principali: Corsera, Il Tirreno Notizia pubblicata per la prima volta il 23 dicembre 2009. Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2010.

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