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mascherine e secchezza oculare, se indossate bene non provocano danni

Mascherina e secchezza oculare: un corretto utilizzo può prevenirla

Uno studio condotto da Yuichi Hori e presentato all’Association for Research in Vision Ophthalmology a Denver ha evidenziato come un corretto utilizzo della mascherina possa prevenire i danni alla superfice oculare e ridurre i sintomi da occhio secco.

La mascherina è risultata essere uno strumento necessario alla prevenzione del virus SARS CoV 2 (più conosciuto come Covid-19), ma l’uso di quest’ultima è stato comunemente associato a cause di fastidio e irritazione al volto. Oggi sappiamo, però, che un suo corretto utilizzo può ridurre i potenziali danni agli occhi dovuti alle espirazioni di aria che raggiungono la superfice oculare.

Questo è stato dimostrato alla riunione annuale dell’Association for Research in Vision Ophthalmology di Denver grazie allo studio condotto e presentato da Yuichi Hori – professore e presidente del Dipartimento di Oftalmologia presso il Toho University Omori Medical Center di Tokyo.

Dalla ricerca è emerso che i sintomi dell’occhio secco fossero da associare all’uso errato della mascherina la quale, visto il rilascio di espirazione dalla parte superiore, può causare dei cambiamenti nella superfice oculare.

I risultati sono stati possibili grazia ad una sperimentazione su 60 volontari. Agli stessi è stato chiesto di indossare una mascherina per più di 5 ore al giorno durante le quali è stata loro misurata la temperatura della superfice oculare, il tempo di rottura del film lacrimale ed il flusso sanguigno.

Dopo le 5 ore sono stati 13 i soggetti con sintomi di secchezza oculare associati all’uso della mascherina: in questi risultava che il tempo di rottura della lacrima fosse, sia prima che dopo l’utilizzo della mascherina, significativamente più breve degli altri 47 soggetti, mentre l’indice di malattia della superfice oculare fosse particolarmente elevato.

Dalla ricerca gli investigatori hanno concluso che l’uso della mascherina ha ridotto il tempo di rottura delle lacrime e aumentato la temperatura della superficie oculare e il flusso sanguigno, ma nel caso in cui questa fosse stata saldamente applicata al naso, tali modifiche venivano impedite e si riduceva il rischio di sintomi di secchezza oculare. Come ha fatto notare Hori, quindi, il corretto utilizzo attraverso una buona aderenza della mascherina può limitare il rilascio di espirazione, andando a contenere i danni e le irritazioni agli occhi.

Fonte: Ophthalmology Times

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