controllando un proprio alter ego virtuale (avatar); quindi, la condizione di disabile trova sollievo e conquista nuove possibilità grazie al movimento del proprio sguardo. “Per le persone affette da paralisi cerebrale, sclerosi laterale amiotrofica (Sla) o dalle cosiddette “őālocked in syndrome“őā - ha dichiarato il professor Howell Instance, che insegna presso la De Montfort University (UK) - potersi muovere e interagire all“őāinterno di uno spazio virtuale è un“őāesperienza veramente liberatoria”.
Sono stati analizzati i movimenti oculari di giocatori che non presentavano alcuna disabilità, al fine di sviluppare una sorta di mappa visiva, con cui si sono potuti attivare i vari comandi a seconda della zona osservata dall'utente. “Nella versione attuale - ha spiegato ancora il professor Instance - abbiamo programmato 12 sequenze oculari per attivare vari comandi della tastiera o del mouse”.
C'è persino la possibilità di scrivere con lo sguardo: la velocità raggiunta è - secondo due ricercatori dell'Università di Copenhagen - di circa 6,3 parole al minuto. I dispositivi più precisi consentono di selezionare persino una lettera e di correggerla: valutando la durata con cui si fissa lo sguardo in un punto si distingue un'azione intenzionale da un'occhiata meramente casuale. Si usa il tracciatore oculare persino per
immergersi nei videogame in modo più completo, rendendo l'interazione più immediata. Nonostante i grandi progressi registrati, tuttavia, il problema principale è legato all'imprecisione e ai costi ancora elevati dei dispositivi.
Sempre per i disabili motori, infine, si stanno conducendo esperimenti sul controllo della sedia a rotelle mediante le onde cerebrali; ma in questo caso si tratta di studi ancora più avveniristici: si può far muovere la sedia controllando i propri pensieri.
“Communication by gaze interaction” (Cogain)
Sesto programma quadro
Fonti: cogain.org, marketpress.info.