La macula è una piccola area della retina, responsabile della visione centrale e della capacità di svolgere attività quotidiane come leggere o riconoscere i volti. Proprio per il suo ruolo così delicato, anche alterazioni di dimensioni ridotte possono avere un impatto significativo sulla qualità della vista.
Tra le patologie che possono colpirla, il foro maculare rappresenta una condizione particolarmente rilevante, soprattutto quando raggiunge dimensioni elevate. Si tratta di un’interruzione del tessuto retinico nella sua porzione centrale, che compromette la visione in modo progressivo.
Dalla ricerca alla sala operatoria: un’innovazione da Shanghai
Un contributo significativo in questo ambito arriva dall’Eye & ENT Hospital of Fudan University, centro di riferimento internazionale per la cura e la ricerca in oftalmologia, parte della Fudan University, in collaborazione con lo Shanghai Key Laboratory of Visual Impairment and Restoration, un laboratorio impegnato nello studio dei meccanismi alla base della perdita della vista e nello sviluppo di nuove strategie per il recupero visivo.
Proprio dall’integrazione tra esperienza clinica e ricerca nasce una nuova tecnica chirurgica, pensata per trattare i fori maculari più complessi, anche dove le procedure tradizionali spesso non sono sufficienti.
Come funziona la nuova tecnica per i fori maculari
I chirurghi dello Eye & ENT Hospital of Fudan University hanno messo a punto una procedura innovativa chiamata impianto sotto retinico di membrana amniotica, che sfrutta le proprietà rigenerative e antinfiammatorie della membrana amniotica, già impiegata in diversi ambiti della medicina rigenerativa.
L’elemento distintivo della tecnica riguarda gli strumenti chirurgici utilizzati. Per ottenere innesti circolari di dimensioni precise, adattati al foro maculare del paziente, i chirurghi hanno modificato dei punch corneali, strumenti normalmente impiegati nella chirurgia corneale. I piccoli “tappi” così creati vengono poi posizionati sotto la retina, nell’area del foro, durante l’intervento di vitrectomia.
Lo scopo della procedura è duplice: offrire un sostegno strutturale per facilitare la chiusura della lesione, stimolare i naturali processi di riparazione della retina, e aumentare le possibilità di recupero visivo anche nei casi più complessi.
I risultati preliminari ottenuti con questa procedura sono particolarmente promettenti. Nelle prime otto persone trattate, tutti i fori maculari si sono chiusi entro sei mesi dall’intervento. Oltre al successo anatomico, è stato osservato un miglioramento significativo della funzione visiva, senza complicanze intraoperatorie o postoperatorie rilevanti, come danni retinici o reazioni avverse al tessuto impiantato. Questi dati suggeriscono che l’impianto sotto retinico di membrana amniotica, realizzato con i punch corneali modificati, possa rappresentare un’opzione sicura ed efficace anche nei casi più complessi.
In un ambito in cui i risultati non sono sempre prevedibili, innovazioni di questo tipo contribuiscono a migliorare le prospettive di cura e la qualità della vita dei pazienti, e a mostrare come le scoperte scientifiche possano tradursi in nuovi trattamenti efficaci per la pratica clinica.
Fonte: Subretinal Implantation of a Human Amniotic Membrane Plug Prepared Using a Modified Corneal Punch Technique For The Treatment of Large Full-Thickness Macular Holes, Retinal Journal