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Etiopia

Etiopia, acqua pulita contro il tracoma

113 PUNTI POZZI REALIZZATI COL CONTRIBUTO DELLA IAPB ITALIA ONLUS

La povertà dell’Africa può “ferire” gli occhi: è il continente dove il dramma delle malattie, a partire da quelle che colpiscono la vista, è presente più che altrove. Per questo l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB Italia onlus) sostiene attivamente un progetto per portare l’acqua pulita in Etiopia, in particolare nella regione Amhara, allo scopo di combattere il tracoma (che provoca cecità ma è prevenibile).

Sono stati realizzati 113 punti di approvvigionamento idrico (pozzi d’acqua manuali), consentendo alla popolazione locale di attingere acqua limpida, ridandole speranza e prevenendo gravi malattie. Quindi, dal 22 aprile al 28 aprile 2008, una delegazione della IAPB Italia è stata sul luogo per appurare quale sia attualmente la situazione sanitaria ed umanitaria, con tanto di giornalisti al seguito (missione in collaborazione con CBM Italia onlus).

Il progetto di realizzazione dei pozzi, che risale al 2006, è stato portato avanti facendo riferimento al motto “Chirurgia e Antibiotici”, ma anche alla pulizia facciale e alla bonifica ambientale, che si indicano con l’acronimo inglese SAFE (SurgeryAntibioticsFacial cleaness ed Environmental sanitation).

Il fine ultimo è quello di eliminare la cecità causata dal tracoma entro il 2020, uno degli obiettivi che si pone l’Organizzazione mondiale della sanità. Per bloccare l’infezione oculare da tracoma, provocata da un batterio (Chlamydia Tracomatis), sono fondamentali le misure igieniche, a partire ovviamente dall’uso di acqua pulita. Grazie al progetto sostenuto dalla IAPB Italia onlus è stato possibile migliorare il complessivo stato di salute della popolazione rurale della zona dell’Etiopia dove si è intervenuti.

Nel corso del 2006 si è puntato ad alcuni obiettivi, tra cui:
-1) incrementare il livello di sicurezza delle forniture di acqua nei 19 comprensori della regione di Amhara di circa il 10%;
– 2) migliorare il livello di igiene facciale nei bambini (da 1 a 9 anni) all’interno dei comprensori di circa il 25% rispetto a quello precedente;
– 3) ridurre la prevalenza del tracoma e delle altre malattie trasmissibili attraverso l’acqua di circa il 25% tra i bambini.

Obiettivi specifici:
– 1) Realizzazione di 120 punti di approvvigionamento acqua;
– 2) formazione di 240 “custodi dell’acqua”, col compito di sorvegliare e mantenere l’efficienza nonché di impiegare correttamente le fonti di approvvigionamento;
– 3) creazione di 120 comitati per il controllo dell’acqua e delle condizioni sanitarie. In questo modo si è assicurata la sostenibilità del progetto, grazie a una partecipazione di tipo comunitario, cercando di prevenire eventuali abusi;
– 4) erogazione di acqua potabile per il miglioramento dell’igiene personale e ambientale a oltre 60.000 persone nell’area interessata, con la realizzazione di 83 pozzi con pompe manuali;
– 5) riduzione del tempo impiegato dalle donne per recarsi a una fonte d’acqua. 

Le fonti idriche prima disponibili erano costituite da pozzi generalmente scavati a mano o da sorgenti spesso contaminate. La distribuzione dell’acqua riesce a coprire una superficie pari al 31% dell’intera area di Amhara (zona rurale 23%, urbana 96%). Inoltre, la popolazione rurale ha limitato accesso ai servizi più efficienti di approvvigionamento dell’acqua. La situazione è anche peggiore per quanto riguarda i servizi sanitari, che riescono a coprire soltanto il 6% (area rurale 3% area urbana 37%) e il numero di servizi igienici costruiti nelle campagne è molto basso, mentre la maggior parte della popolazione non conosce le norme basilari di igiene personale e bonifica dell’ambiente.

Il progetto, fortemente voluto e finanziato dalla IAPB Italia nonché dalla CBM Italia, è stato affidato ad una Ong locale con grande esperienza nella fornitura di acqua (si tratta della ORDA, acronimo inglese che sta per Organizzazione per la riabilitazione e lo sviluppo in Amhara). Anche il Lions Club ha contribuito.

Amhara è una delle 11 regioni autonome della nazione e si trova nel nord del Paese. La popolazione stimata era di 18 milioni di persone nel 1997, di cui l’11% vive nelle aree urbane e il restante 89% nelle aree rurali. Questa porzione di territorio, suddivisa in 11 zone amministrative e 115 comprensori, è densamente popolata ed è composta principalmente dall’etnia degli Amhara.

Circa il 60% della popolazione rurale vive nell’area montuosa che soffre di un’insufficiente rete stradale di collegamento col capoluogo della regione. La maggior parte delle infrastrutture è localizzata nella parte inferiore dei rilievi montuosi. Le caratteristiche topografiche rendono ancora più difficile il tradizionale approvvigionamento d’acqua da parte delle comunità locali.

I dati sulla cecità e l’ipovisione in Etiopia sono i seguenti: su circa 77 milioni di abitanti, i non vedenti sono indicativamente l’1,6% della popolazione (un milione e duecentomila), mentre gli ipovedenti sono il 3,7% (due milioni e ottocentomila); infine sono circa 9 milioni i bambini affetti da tracoma, pari al 40% della fascia d’età fino ai 9 anni.

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