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Retina colpita da AMD: la forma secca è incurabile

Dieta più sana per proteggere la vista

Retina colpita da AMD: la forma secca è incurabileDieta più sana per proteggere la vista Meno zuccheri e più nutrienti riducono il rischio di contrarre l’AMD, una malattia che può rendere ciechi

Una dieta sana aiuta a proteggere la retina. L’alimentazione – ha ricordato il primo luglio il Dipartimento dell’Agricoltura del Governo statunitense – può salvare la vista: meno zuccheri e più nutrienti riducono, infatti, il rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), una malattia che può colpire la zona centrale della retina prima della terza età. Ne sono certi ricercatori americani che, analizzando i dati di oltre 4.000 persone dai 55 agli 80 anni, già nel 2009 hanno avuto la conferma di ciò che si sapeva da tempo: livelli adeguati di vitamina C, E, zinco, luteina e zeaxantina (carotenoidi), omega 3 (acidi grassi polinsaturi), così come i cibi con un basso contenuto di zuccheri, aiutano la retina a rimanere ‘in forma’ (agrumi, noci, verdure a foglia verde, pesce, ecc.).Visione di malato di AMD (stadio avanzato, con scotoma nella zona centrale del campo visivo) L’AMD è, secondo l’Oms, la prima causa di cecità in Occidente (41%). Attualmente la forma più diffusa (85% dei casi), detta secca, non è curabile: muoiono progressivamente le cellule della macula (centro della retina), al posto delle quali si forma una sorta di ‘cicatrice’, provocando cecità. Il malato inizialmente nota che nella zona centrale del campo visivo le linee rette si deformano progressivamente, fino a quando si forma una macchia scura, che gli impedisce di svolgere attività quotidiane come guidare, leggere, riconoscere i volti, ecc. Viceversa, la forma umida può essere trattata con iniezioni praticate nel bulbo oculare (chiamate intravitreali) per cercare di bloccare la crescita incontrollata dei vasi sanguigni nocivi per la retina. Per testare la propria vista clicca qui. La ricerca è stata pubblicata sul numero di maggio 2009 della rivista Ophthalmology e si è basata sui dati raccolti durante lo studio Age-Related Eye Disease Study (AREDS), vale a dire su 4.003 pazienti e 7.934 occhi.

Fonti: American Academy of Ophthalmology , US Department of Agriculture. Notizia pubblicata per la prima volta il 5 maggio 2009. Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2010.

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