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Diabete, il Belpaese è spaccato

Prevalenza nazionale al 5,4%. Calabria, Campania e Lazio le tre regioni peggiori. Presentati a Roma dati allarmanti

retinopatia_diabetica_visione_alterata-macchie-tablet-web-300pix.jpgCalabria (8,2%), Campania (6,7%) e Lazio (6,6%) sono le tre regioni italiane più colpite dal diabete. Quelle con meno diabetici in rapporto alla popolazione sono, invece, il Trentino Alto-Adige, il Veneto, la Liguria e la Lombardia. Soprattutto a causa di una dieta migliore e di un’attività fisica più regolare.

Mentre Bolzano e Trento sono città decisamente virtuose, la situazione è molto preoccupante soprattutto a Roma e provincia, dove risiedono più persone con diabete di tutto il Piemonte (286 mila). Gli zuccheri raffinati, i grassi animali e la sedentarietà sono, da questo punto di vista, i principali nemici della salute.

Il 5 maggio sono stati presentati a Palazzo Valentini questi e altri dati preliminari del progetto internazionale Cities Changing Diabetes per Roma [[il progetto, a livello nazionale e capitolino, è coordinato dall’Health City Institute in collaborazione con il Ministero della Salute, l’Anci, Roma Città Metropolitana, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istat, la Fondazione Censis, Coresearch, l’Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Medi-Pragma e tutte le Università di Roma, le Società scientifiche del diabete e dell’obesità nonché con associazioni pazienti e di cittadinanza]], volto a studiare il legame fra una malattia cronica come il diabete e la città, promuovendo al contempo nuove iniziative per salvaguardare la salute dei suoi cittadini. Si può infatti prevenire la patologia nella sua forma più comune (il diabete di tipo 2) o, almeno, si può diagnosticare tempestivamente (in particolare il diabete di tipo 1 [[richiede insulina e rappresenta circa il 10% dei casi, ndr]]).

Occhio alla salute in città, nel mondo è pandemia

Dopo Città del Messico, Copenhagen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver, Johannesburg è stata Roma la metropoli scelta per il 2017 col progetto nato tre anni fa in Danimarca [[promosso dall’University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, con l’obiettivo di studiare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia]]. Nelle grandi città vivono oggi la gran parte delle persone con diabete di tipo 2.

Il diabete, secondo l’OMS, colpisce 422 milioni di persone: si tratta di una “pandemia” e mostra una tendenza alla crescita. Solo in Italia sono più di 3,2 milioni. Oltre a Calabria, Campania e Lazio, superano la prevalenza nazionale del diabete (5,4%) l’Emilia Romagna, la Sicilia, la Puglia, la Basilicata e il Molise.

Retinopatia diabetica: serve più prevenzione

Fondo oculare di persona affetta da retinopatia diabetica
Fondo oculare di persona affetta da retinopatia diabetica
La retinopatia diabetica è una delle numerose complicanze [[come problemi cardiaci, vascolari (soprattutto alla circolazione dei piedi), renali, dei nervi (riduzione della sensibilità periferica)]] della malattia correlata a una concentrazione eccessiva di zuccheri nel sangue: colpisce circa un terzo dei diabetici. È considerata la prima causa di cecità in età lavorativa ed è responsabile di circa il 13% dei casi di handicap visivo. Per prevenire i danni retinici è indispensabile controllare periodicamente la glicemia e sottoporsi regolarmente a visite oculistiche (con controllo del fondo oculare).

La maggior parte dei costi del diabete è legata alle sue complicanze e spesso non c’è consapevolezza della malattia. Anche per questo bisogna sempre prestare attenzione alla prevenzione.

Roma e Lazio non virtuosi

Ketty Vaccaro (Censis), coordinatrice di Roma Cities Changing Diabetes, ha dichiarato:

Il Lazio e, in particolare, Roma registrano un aumento di obesità e invecchiamento della popolazione, entrambi fattori di rischio strettamente legati all’incremento della prevalenza del diabete… Non solo l’obesità, l’invecchiamento della popolazione, la sedentarietà, ma anche fattori sociali come istruzione, accesso alle cure, risorse disponibili incidono fortemente sul suo incremento.

Spiega il prof. Andrea Lenzi, Presidente del Comitato di Biosicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente dell’Health City Institute:

Nelle città aderenti al programma Cities Changing Diabetes i ricercatori svolgono ricerche per individuare le aree di vulnerabilità, i bisogni insoddisfatti delle persone con diabete e identificare le politiche di prevenzione più adatte e come migliorare la rete di assistenza. Il tutto nella piena collaborazione tra le diverse parti coinvolte.

diabete-lente.jpgL’aumento delle malattie croniche non trasmissibili come diabete e obesità, infatti, è strettamente legato alla crescita della popolazione urbana, fenomeno sociale inarrestabile e apparentemente una tendenza irreversibile, proprio per via del cambiamento degli stili di vita (alimentazione) e di movimento. Dunque in città occorre ricercare persino più attivamente il benessere adottando stili di vita più sani.

Vedi anche: Prevalenza del diabete in Italia (Istat)

Link utile: Roma Cities Changing Diabetes Atlas 2017 (pdf).

Leggi anche: “Diabete, troppi zuccheri ammazza-vista”

Fonte principale: Cities Changing Diabetes

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