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Corteccia visiva attivata anche da stimoli non retinici

Corteccia visiva attivata anche da stimoli non retinici Suoni e parole hanno un potere evocativo che non va affatto sottovalutato 28 maggio 2014 – La corteccia visiva si attiva anche con suoni e parole, non solo con la visione diretta delle immagini. Una serie di cinque esperimenti è stata condotta in Scozia e in Svizzera sfruttando la risonanza magnetica funzionale, che ha evidenziato una precisa interazione tra stimoli uditivi e l’area cerebrale principale deputata alla visione. Infatti, a un gruppo di volontari bendati sono stati fatti ascoltare tre tipi di suoni: il canto degli uccelli, il rumore del traffico e il parlottio di una folla. Tali suoni – spiegano i ricercatori su Current Biology – possono avere indotto delle “aspettative o delle rappresentazioni mentali”. Insomma, ognuno di noi, quando ascolta un suono, evoca una scena o pensa a un concetto (che diventa “un’unica forma di input non-retinico nella corteccia visiva primaria”). Dunque i ricercatori hanno concluso che gli esperimenti offrono una prova sempre più stringente dell’esistenza di un feedback coerente d’informazioni astratte proveniente da

Fonti non retiniche. Come dire: gli occhi sono importanti, ma non sono tutto. Un racconto e un suono possiedono un potere evocativo che può provocare una visualizzazione di tipo mentale che ormai ha un riscontro sperimentale attendibile. Nota Tale esame (fMRI) permette di mappare l’attività delle aree cerebrali nel momento in cui si eseguono determinati compiti.

Fonte principale: Current Biology

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