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AMD umida (danni retinici)

AMD e tempi della telemedicina

AMD umida (danni retinici)AMD e tempi della telemedicina La degenerazione maculare legata all’età, che colpisce il centro della retina, può essere diagnosticata anche a distanza 5 dicembre 2014 – Un’occhiata al centro della retina e un occhio alle nuove tecnologie. La telemedicina prende piede e può essere sfruttata anche per una diagnosi precoce della degenerazione maculare legata all’età (AMD), malattia del centro della retina che può colpire soprattutto dopo i 55 anni. Tra i fattori di rischio ci sono il fumo, una dieta scorretta e l’assenza di esercizio fisico. Dunque, oltre alle cause genetiche ci sono una serie di comportamenti modificabili che potrebbero evitare o almeno ritardare l’insorgenza della patologia maculare. Ora un nuovo studio pubblicato on-line nel sito della rivista Ophthalmology fa il punto sui tempi confrontando la tempestività con cui vengono trattate persone a cui è stata diagnosticata l’AMD in modo tradizionale con quelle che hanno ricevuto diagnosi mediante telemedicina. Ora un nuovo studio pubblicato on-line nel sito della rivista Curiosamente – almeno nella modalità adottata durante lo studio condotto in Canada (presso il Ivey Eye Institute – Western University) – i tempi d’inizio trattamento dei pazienti, possibile solo nel caso della forma umida della degenerazione maculare, sono stati più lunghi quando si è fatto ricorso alla telemedicina: circa 11 giorni e mezzo per la modalità tradizionale contro 16 giorni e mezzo per la modalità di diagnosi a distanza. Anche per il monitoraggio dell’evoluzione dell’AMD i tempi sono stati nettamente più dilatati nel caso del ricorso alla telemedicina. Probabilmente, tuttavia, si potrebbe intervenire su aspetti organizzativi per privilegiare, laddove fosse opportuno (ad esempio in assenza di strutture sanitarie), il ricorso del controllo retinico a distanza, che si può eseguire a bordo di un’Unità mobile oftalmica, trasmettendo poi i dati a un centro di lettura remoto. Insomma, le tecnologie avanzate possono contribuire a colmare carenze nell’assistenza oftalmologica.

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Fonte principale: Ophthalmology

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