Come può danneggiare la retina, come proteggersi e chi sono le persone maggiormente a rischio
In occasione della pubblicazione delle nuove linee guida dedicate alla protezione degli occhi durante le eclissi solari, elaborate dal Comitato Tecnico Nazionale per la Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione (CTNPC) del Ministero della Salute, abbiamo intervistato la Presidente del Comitato Francesca Simonelli, Professoressa Ordinaria di Malattie dell’Apparato Visivo presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Un’eclissi solare non è, di per sé, dannosa per la salute. Osservare direttamente il Sole senza un’adeguata protezione, tuttavia, può provocare lesioni alla retina anche quando il disco solare è parzialmente coperto e l’esposizione dura pochi secondi. Con la professoressa Simonelli abbiamo approfondito i principali rischi e le precauzioni da adottare per assistere in sicurezza all’eclissi del 12 agosto 2026, che sarà visibile in forma parziale da buona parte dell’Italia.
Quali sono le principali raccomandazioni per osservare in sicurezza un’eclissi solare?
Il prossimo 12 agosto sarà possibile osservare anche dall’Italia un’eclissi parziale di Sole: la Luna si interporrà tra la Terra e il Sole, coprendone una parte. Si tratta di un fenomeno molto affascinante, capace di richiamare l’attenzione soprattutto dei bambini e dei giovani, ma che può essere osservato solo adottando rigorose precauzioni.
È infatti un fenomeno molto rischioso da guardare ad occhio nudo, perché la diminuzione della luminosità percepita è ingannevole: le radiazioni ultraviolette e infrarosse presenti, infatti, danneggiano la retina anche se la luce appare meno intensa rispetto a quella del Sole non coperto.
Le radiazioni possono colpire la macula, la parte della retina responsabile della nostra visione centrale da lontano e da vicino. È grazie alla macula che possiamo leggere, distinguere i colori, i dettagli di un oggetto e riconoscere i volti. Proprio per il suo ruolo fondamentale nella visione, un danno a questa zona può compromettere irreparabilmente la qualità della vista. È quindi fondamentale, per osservare l’ecclissi solare in sicurezza, indossare degli occhiali ad hoc per ecclissi e non i normali occhiali da sole oppure filtri artigianali, come radiografie, pellicole fotografiche, vetri anneriti o altri materiali improvvisati. L’esposizione non protetta può provocare una maculopatia fototossica. Nei casi più gravi si può determinare la perdita dei fotorecettori e la comparsa di uno scotoma, cioè di una zona centrale nella quale la persona non riesce più a vedere. Le lesioni più severe sono permanenti e non esiste una terapia specifica in grado di ripristinare la funzione delle cellule retiniche perdute.
Ci sono persone maggiormente esposte al rischio?
Devono prestare particolare attenzione le persone che presentano già una patologia della macula. È il caso, per esempio, di alcune maculopatie ereditarie, come la malattia di Stargardt, che può manifestarsi nei bambini o negli adolescenti. Un altro esempio è rappresentato dalle maculopatie legate all’età. In entrambi i casi una retina già compromessa o particolarmente vulnerabile può essere maggiormente suscettibile al danno fototossico.
Anche le persone operate per cataratta devono adottare la massima prudenza. Con l’intervento chirurgico per la cataratta, il cristallino opacizzato viene sostituito da una lente intraoculare artificiale. Tale lente, in generale, possiede una capacità di filtrazione delle radiazioni luminose minore rispetto a quella del cristallino umano.
Come si riconoscono gli occhiali adatti all’osservazione dell’eclissi?
Bisogna verificare che siano dispositivi specificamente destinati all’osservazione diretta del Sole e conformi alla norma internazionale ISO 12312-2:2015. Il riferimento alla norma deve essere chiaramente riportato sul prodotto o sulla confezione, insieme alle informazioni sul produttore, alle istruzioni per l’uso e alle avvertenze di sicurezza.
Prima di utilizzarli, è necessario controllare che i filtri siano integri e privi di graffi, fori, lacerazioni o distacchi. Un dispositivo danneggiato deve essere immediatamente eliminato. Gli occhiali per eclissi devono inoltre essere indossati prima di rivolgere lo sguardo verso il Sole e tolti soltanto dopo essersi girati dall’altra parte.
Qual è il ruolo del Comitato Tecnico Nazionale per la Prevenzione della Cecità e dell’Ipovisione e quali sono i suoi principali obiettivi?
Il Comitato è stato recentemente ricostituito dal Ministero della Salute e svolge una funzione di supporto tecnico-scientifico sulle principali tematiche in tema di prevenzione in ambito oftalmologico. Tra i suoi compiti rientra anche quello di contribuire, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, alla promozione e valutazione di linee guida dedicate alle patologie oculari di rilevanza sociale.
Il Comitato è inoltre chiamato a promuovere programmi di teleoftalmologia e di impiego appropriato dell’intelligenza artificiale a supporto delle diagnosi più complesse delle patologie visive.
Un’altra funzione importante riguarda il monitoraggio delle attività svolte dai diversi enti impegnati nella prevenzione delle malattie oculari e nella riabilitazione visiva. L’obiettivo è individuare possibili azioni di miglioramento, sostenere la costruzione di reti dedicate alle diverse competenze e contribuire a rendere più omogenea la qualità delle prestazioni dei centri presenti sul territorio nazionale.
Il Comitato si è insediato il 17 giugno 2026 e ha avviato il proprio lavoro concentrandosi su quattro aree principali.
La prima riguarda lo stato dell’arte della riabilitazione visiva in Italia, con particolare attenzione all’organizzazione dei servizi e alla qualità delle prestazioni erogate. La seconda è dedicata alle campagne di screening per le maculopatie e alle possibili iniziative per una diagnosi precoce.
Il terzo ambito riguarda la necessità di conoscere e misurare meglio l’impatto delle maculopatie nella popolazione. Tra le azioni allo studio rientra anche la creazione di un registro nazionale dedicato a queste patologie.
La quarta area di lavoro è quella dell’educazione sanitaria. È necessario offrire al grande pubblico informazioni corrette, comprensibili e fondate sulle evidenze scientifiche, intervenendo anche per contrastare i contenuti fuorvianti o privi di attendibilità che circolano sui social media.
Come sarà organizzato concretamente il lavoro del Comitato?
Le quattro aree tematiche sono state affidate ad altrettanti gruppi di lavoro. La prima scadenza è prevista per la fine di ottobre, quando saranno discussi i documenti e i rapporti elaborati dai gruppi.
I risultati saranno successivamente trasmessi al Ministero della Salute e potranno contribuire al confronto istituzionale, anche nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, con la promozione di azioni di miglioramento in tema di prevenzione e riabilitazione visiva di malattie oculari causa di ipovisione.
Per saperne di più:
https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/leclissi-solare-del-12-agosto-2026-come-vederla-sicurezza/