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occhi verdi di donna

Cecità e riduzione della vista: una sfida globale troppo sottovalutata 

La vista è una risorsa fondamentale in ogni fase della vita, dall’infanzia all’età adulta, e ci permette di studiare, lavorare e partecipare alla vita sociale. Infatti, è proprio attraverso la capacità visiva che esploriamo il mondo, impariamo, ci relazioniamo e prendiamo decisioni quotidiane. Eppure, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), almeno 2,2 miliardi di persone nel mondo convivono con una riduzione della vista, da vicino o da lontano. 

Circa la metà delle malattie oculari potrebbe essere evitata se tutti avessero accesso a cure e strumenti adeguati. Questi numeri evidenziano profonde disuguaglianze nell’accesso alla diagnostica, alle cure, all’informazione e ai servizi, che colpiscono soprattutto le popolazioni più vulnerabili. 

È necessario riconoscere la visione e la prevenzione oculare come diritti fondamentali di salute pubblica, non come privilegi riservati soltanto a chi può permettersi cure e strumenti adeguati. Tuttavia, in molti Paesil’assistenza sanitaria non è alla portata di chi ne ha bisogno.  

L’OMS stima che, nei Paesi a basso reddito, due persone su tre che necessitano di occhiali non vi abbiano accesso, e che una persona su due che necessita di chirurgia della cataratta non possa beneficiarne. 

La riduzione della vista non corretta genera una perdita di produttività molto più alta dei costi necessari per fornire interventi preventivi e trattamenti efficaci. Dunque investire nella prevenzione e nella cura della vista non rappresenta soltanto un dovere etico, ma anche la possibilità di garantire un servizio sanitario più duraturo ed efficiente. 

Prevenzione, interventi e strategie per una salute oculare globale sostenibile

Per affrontare questa sfida, l’OMS suggerisce di adottare un approccio integrato alla salute oculare, che metta al centro la persona e garantisca continuità tra prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. È importante rafforzare i sistemi sanitari in modo che l’assistenza oculistica sia accessibile, coordinata e sostenibile, migliorando l’offerta di servizi e le competenze degli operatori. Allo stesso tempo, occorre aumentare la consapevolezza della popolazione attraverso campagne informative ed educative, per favorire la prevenzione e l’accesso tempestivo alle cure. 

Diverse strategie già delineate nel World Report on Vision del 2019 e nel modello di assistenza oculare integrata e centrata sulla persona puntano a rafforzare i sistemi sanitari e a garantire entro il 2030 cure adeguate a centinaia di milioni di persone oggi prive di accesso, attraverso prevenzione, diagnosi precoce, trattamenti, riabilitazione e promozione della salute oculare. Tra le strategie principali si segnalano l’integrazione della salute oculare nei sistemi di copertura sanitaria universale, l’adozione del modello Integrated People‑Centred Eye Care (IPEC) per garantire continuità e coordinamento dei servizi, il rafforzamento della capacità e della formazione degli operatori sanitari, e campagne di sensibilizzazione per aumentare consapevolezza, prevenzione e accesso tempestivo alle cure. 

In un contesto globale in cui le popolazioni invecchiano rapidamente, le conseguenze della riduzione della vista, come l’isolamento sociale, minori opportunità lavorative e di apprendimento, e la perdita di autonomia negli anziani, diventano sempre più rilevanti, e rendono la salute visiva una priorità non solo clinica, ma anche sociale ed economica. 

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