Prematuri in Italia, primo identikit dell’Istituto Superiore di Sanità Presi in esame oltre la metà dei centri nazionali di Terapia Intensiva Neonatale 30 settembre 2010 – Le nascite premature comportano più rischi per la salute del neonato. Per questo l’Istituto Superiore di Sanità ha scattato una ‘fotografia’ del modo in cui vengono seguiti i piccoli nati prima del tempo. Oggi, presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si tiene il convegno “Network Neonatale Italiano: cure, esiti e ricerca per i neonati pretermine”: è stata monitorata l’attività di oltre la metà dei centri di Terapia Intensiva Neonatale in Italia (56 su 120) con lo scopo di promuovere la sorveglianza degli esiti delle nascite che si verificano prima della 32esima settimana di gestazione. Tra i rischi segnaliamo i problemi oculari, in particolare la retinopatia del prematuro ( ROP ), che se non individuata precocemente può condurre alla cecità; per questo è consigliabile sottoporre i nati prima del tempo a un controllo oculistico (un nuovo studio consiglia tra l’altro di allattare il piccolo un’oretta prima della visita per evitare problemi legati allo stress gastro-intestinale). Le malattie più frequenti segnalate dall’ISS sono però a carattere polmonare e circolatorio oltre alle infezioni. In Italia circa il 6,5% dei neonati nasce prematuramente. “Relationship between feeding schedules and gastric distress during retinopathy of prematurity screening eye examinations” by Yi Ning J. Strube, MD, FRCSC, Jeffrey A. Bakal, PhD PStat, and Brian W. Arthur, MD, FRCSC. It appears in the Journal of AAPOS, Volume 14, Issue 4 (August 2010) published by Elsevier membrane ialine (72%), la pervietà del dotto arterioso (36%), la bronco displasia (26%) e le infezioni dopo i 3 giorni dalla nascita (14%).
Fonte principale: ISS



















Percorso tattilo-plantare vocalizzato 14 settembre 2010 RAI UNO – TG1 Edizione delle 13.30 
dal Prof. Mario Stirpe, ha annunciato la pubblicazione dei risultati dello studio GREAT (Glaucoma Randomized European Assessment Trial) in cui si sono confrontati diversi colliri.
Parma oltre a specialisti austriaci e tedeschi. “Lo studio GREAT – anticipano i ricercatori – ha evidenziato che il trattamento con un’associazione fissa a base di betabloccanti combinata ad un analogo delle prostaglandine, chiamato ‘prostamide’, aiuta il controllo della malattia in maniera più efficace rispetto alle altre associazioni fisse presenti sul mercato”.